Errori medici nel mirino, sempre piu’ italiani da professionisti del risarcimento

Roma, 12 ott. (Adnkronos Salute) – Italiani ‘assetati’ di giustizia, soprattutto quando in ballo c’è la salute, propria o dei propri cari. Sono sempre di più i pazienti, convinti di essere vittime di presunti errori sanitari, che si rivolgono a studi specializzati in risarcimenti da danno medico, chiedendo di far valere le proprie ragioni. Una delle società più in vista che offrono questo tipo di servizio è Obiettivo Risarcimento, che all’Adnkronos Salute traccia un quadro del fenomeno, non ancora ai livelli degli Usa, ma in crescita anche in Italia: “Negli ultimi due anni circa 10 mila persone si sono rivolte a noi. Nel 2011 abbiamo registrato un’impennata del 40%. Riceviamo ogni giorno più di 250 richieste di consulenza telefonica e via mail”, spiega Roberto Simioni, titolare insieme al fratello Paolo della società. Numeri impressionanti, se si tiene conto che si riferiscono soltanto a uno dei tanti studi presenti sul mercato. Un numero però difficile da quantificare in totale, visto che la maggior parte delle società interpellate mostra una certa ‘resistenza’ a fornire informazioni. C’è inoltre da considerare che la gran parte non si occupa solo di sanità, anche se esperti del settore – che vogliono però rimanere nell’anonimato – fanno capire che la fetta più golosa del business sono proprio le cause che riguardano gli errori medici e sanitari. Difficile stabilire anche il giro d’affari: “Non conosciamo quale sia il flusso finanziario relativo a tutte le transazioni compiute in Italia annualmente”, affermano da Obiettivo Risarcimento. Ma si parla di milioni di euro.Una torta talmente ghiotta da spingere queste organizzazioni a vaste campagne pubblicitarie. Una di queste – realizzata proprio da Obiettivo Risarcimento – ha fatto molto discutere. Fino a qualche settimana fa andava infatti in onda uno spot tv (Alziamo la voce) su Rai, Mediaset e La7 che ha sollevato un polverone. In sostanza lo spot lanciava questo messaggio: “Se hai subito un danno da malasanità non sarai lasciato solo. Ci pensa Obiettivo Risarcimento”. La pubblicità non è piaciuta ai camici bianchi. Il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), Amedeo Bianco, ha scritto una lettera al presidente e al direttore generale della Rai, Paolo Garimberti e Lorenza Lei, invitandoli a una riflessione sul fenomeno delle organizzazioni medico-legali che incitano – attraverso spot tv – chi si sente vittima di un errore medico sanitario a rivolgersi a loro e fare denuncia. La Fnomceo ha inoltre attivato i propri uffici legali per vedere se questi spot possono configurarsi come pubblicità ingannevole. Ma l’altolà della Fnomceo non sembra aver spaventato troppo Obiettivo Risarcimento. “La messa in onda dello spot – afferma Simioni – era stata pianificata per il periodo estivo con chiusura a settembre. Ma, visto che il risultato di raccolta è stato ottimale, verrà senza dubbio confermata e ripianificata”.La maggior parte delle richieste che arrivano a Obiettivo Risarcimento provengono da persone over 60 (50%). Gli over 35 rappresentano il 30% e gli ‘under 35’ il 20%. Questi dati riguardano gli ultimi 3 anni. “Dobbiamo inoltre evidenziare – prosegue Simioni – che gli under 35 si rivolgono a noi soprattutto per segnalare danni neonatali. Quest’ultimo dato è in forte crescita negli ultimi anni, al punto che quasi la metà di quel 20% è rappresentato da lesioni di tipo neonatale”. Le patologie di danno più frequenti risultano infezioni ospedaliere, mancate diagnosi infartuali, mancate diagnosi tumorali (con maggiore incidenza in ambito senologico), approcci chirurgici errati con maggior incidenza in campo ortopedico e neurochirurgia. Richieste notevoli anche in ambito dentistico e oculistico. In coda le lesioni relative a interventi di chirurgia estetica, tendenzialmente in crescita negli ultimi anni. E ancora, “ci giungono costantemente segnalazioni relative a danni da virus epatite C in seguito a trasfusioni”, spiegano da Obiettivo Risarcimento.Le azioni giudiziarie di tipo civile promosse da Obiettivo Risarcimento si concludono “con esito favorevole – e quindi risarcimento per l’assistito – per il 98% dei casi. Il risultato maggiore – spiega Simioni – è rappresentato da quelle vertenze che non approdano nelle aule dei Tribunali, ma che si estinguono in via stragiudiziale (oltre il 70% in termini assoluti)”. Va da sè che tante richieste di soccorso legale corrispondono a tante denunce ai danni dei medici e delle strutture sanitarie. Basti pensare che il totale dei contenziosi in area medica, contro Asl e singoli professionisti, è infatti cresciuto dal 1994 del 255%, arrivando a superare la soglia dei 34 mila. Un vero e proprio boom di denunce, tanto che l’Amami, l’Associazione per i medici accusati di malpractice ingiustamente, stima ad esempio che oltre l’80% dei chirurghi abbia ricevuto o riceverà almeno una richiesta di risarcimento o un avviso di garanzia per presunta malpractice durante la sua carriera. Secondo gli ultimi dati dell’Ania, l’Associazione nazionale delle imprese assicuratrici, l’ammontare delle denunce e le relative aperture delle pratiche di risarcimento derivanti da sinistri nell’area medica è passato da 9.567 del 1994 ai 34.035 del 2009. Una crescita esponenziale accompagnata dal parallelo aumento dei premi assicurativi pagati da Asl e medici, passati, nello stesso periodo, dai 35 milioni e 406 mila euro del ’94 ai 485 milioni del 2009. A finire nel mirino dei pazienti sono ortopedici, radiologi, ma soprattutto chirurghi e ginecologi, non a caso le due categorie che spendono di più per assicurarsi, arrivando a pagare fino a 7-8 mila euro l’anno. Le tante denunce sono però figlie anche di numerosi casi di presunta malasanità che finiscono sotto i riflettori. Nel nostro Paese, in media, ogni settimana si contano 4 casi di presunta malasanità che finiscono sotto la lente d’ingrandimento della Commissione errori. In pratica uno ogni due giorni. E non sono tutti i casi, ma solo quelli di cui si occupa la Commissione parlamentare: 409 in poco meno di due anni. Episodi di presunta malasanità, che in 276 casi hanno fatto registrare la morte del paziente, o per errore diretto del personale medico e sanitario o per disservizi e carenze strutturali. Ben 276 vittime, di cui 126 – praticamente il 45% – concentrate in due sole regioni: Calabria (70) e Sicilia (56).E i cittadini prendono d’assalto le linee telefoniche delle società medico-legali. “La malasanità – spiega Simioni – è un danno per tutta la comunità e andrebbe combattuta assieme. Il nostro successo è dovuto semplicemente al fatto che siamo riusciti a colmare un vuoto creando una struttura flessibile e ricca di professionalità e che per la prima volta concretamente riesce a dare risposta a una domanda che anche se intensa e numericamente importante non rappresenta ancora un’emergenza”.

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Categorie: Giovani Medici, Sanita', varie | Tag: , | Lascia un commento

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