MEDICI: DOPO LA LAUREA MOLTI CON UN LAVORO PRECARIO FINO A 45 ANNI QUASI LA METÀ NON SCEGLIEREBBE PIÙ D’INTRAPRENDERE LA PROFESSIONE

Presentata questa mattina la nuova ricerca dell’Ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri che questa volta ha voluto analizzare la condizione dei camici bianchi della Capitale dal conseguimento della laurea fino all’età matura e al momento della possibile stabilizzazione professionale. Lo studio Giovani medici: indagine su occupazione, disoccupazione e precariatoha preso in esame le caratteristiche del mercato del lavoro e i molteplici profili di precarietà che affliggono anche questo settore professionale. Profili allarmanti che persistono a lungo anche dopo il periodo di formazione post-laurea che per i medici arriva mediamente ai 10 anni.

 

L’Ordine di Roma con i suoi oltre 41mila iscritti rappresenta circa il 10% di tutta la categoria in Italia. Lo studio è stato realizzato tramite un sistema di interviste online a un campione pari a 1.143 unità, rappresentativo di tutti gli 11.757 medici con età fino a 45 anni iscritti all’Albo della Capitale. Il rapporto è stato presentato oggi da Mario Falconi, Presidente dell’Ordine, e illustrato dal professor Aldo Piperno, Ordinario di Sociologia dei Fenomeni Economici e del Lavoro presso l’Università Federico II di Napoli, che ha coordinato l’indagine. Per Roma Capitale – che con l’Ordine ha da tempo sottoscritto un protocollo d’intesa – è intervenuto il Consigliere Marco Siclari, Vicepresidente della Commissione Speciale per le Politiche Sanitarie e Delegato del Sindaco ai Rapporti Istituzionali e Territoriali con le Università.

 

“La scelta di estendere fino a 45 anni l’età degli interessati dall’indagine– ha premesso il prof. Piperno – è motivata dalla necessità di cogliere il profilo dell’intero percorso di stabilizzazione della carriera dei giovani medici. E’ stato utilizzato un questionario composto da quattro parti: dati socio-demografici e di laurea, dati inerenti al percorso formativo di specializzazione e di eventuale attività post-laurea, dati sul lavoro (escludendo i medici ancora in formazione), dati relativi alla ricerca di lavoro sia da parte degli occupati che dei non occupati. Ha completato il questionario una serie di domande, riguardanti la valutazione da parte dei medici del proprio stato occupazionale.”

 

Sul capitolo della lunga formazione, lo studio ha evidenziato che più di un terzo (35,7%) dei giovani medici sta ancora seguendo un corso di formazione post-laurea (il 22,5% una specializzazione, il 9,8% un master o un dottorato, l’1,5% il corso in medicina generale). Soltanto l’1,9% fruisce di una borsa di studio o di un assegno di ricerca. Il corso post-laurea è ascrivibile per il 56% all’area medica, per il 22,8% all’area chirurgica e per il 21,2% ad altra area. Il 16,8% sta seguendo un corso di formazione all’estero. Complessivamente, il 70,4% dei giovani medici ha un titolo post-laurea e un’anzianità di specializzazione pari a 6,6 anni; durante questo periodo quasi la metà (47,6%) svolge una qualche attività lavorativa occasionale e compatibile per integrare il reddito o per fare esperienze lavorative e arricchire il proprio curriculum.

 

Nonostante il tempo speso a prepararsi alla professione, il percorso della carriera dei neo camici bianchi rivela fin dal suo avvio una forte componente di precarietà che poi perdura a lungo, nella maggior parte dei casi appunto fino all’età di 45 anni. Infatti, soltanto il 35,4% riesce a conquistare entro questo limite anagrafico un contratto a tempo indeterminato; un altro terzo circa (32%) opera invece come libero professionista o convenzionato nello stato d’inizio carriera. Una percentuale assai importante (28,2%) rimane però occupata in lavori cosiddetti atipici: a termine, Co.Co.Co. o occasionale. Quasi la meta (48,8%) dei medici che hanno un rapporto di lavoro atipico opera per due e più strutture e quasi tutti (oltre il 90%) devono in ogni caso garantire la presenza regolare e rispettare un orario. Da sottolineare che oltre il 40% di quelli che operano con un contratto atipico ha da 10 a 15 anni di anzianità di laurea.

 

La ricerca ha poi messo in luce che oltre l’80% di coloro che svolgono lavoro atipico ritiene scarse o nulle le probabilità che il contratto venga convertito in uno a tempo indeterminato: un indice di grande sfiducia nella possibilità di essere stabilizzato. C’è però anche una consistente percentuale che considera come una forma di stabilizzazione la continuità nella precarietà contrattuale.

 

E’ emersa una situazione contrattuale peggiore di quella della popolazione generale con identiche classi d’età – commenta il Presidente dell’Ordine, Mario Falconi – in cui si riscontra, dai dati ISTAT, che il 60,4% ha un contratto a tempo indeterminato. Anche il ricorso al lavoro atipico è maggiore nella categoria medica: 28,2% a fronte del 17,2%. Complessivamente, si rileva che i giovani medici, rispetto ai loro coetanei, si trovano a fare i conti con un mercato del lavoro meno garantista. In questo quadro è interessante notare che si ritengono stabilizzati anche quelli che non hanno contratti stabili, il che implica che, nella cultura del lavoro di oggi, nel settore medico come in altri, la precarietà è così diffusa che si arriva a percepire stabilità anche nell’insicurezza”.

 

Più in dettaglio, la ricerca dell’Ordine di Roma ha evidenziato che quasi la metà dei medici entro i 45 anni di età lavora con un contratto a tempo determinato che va da 6 a 12 mesi; per circa il 10% di loro il periodo d’incarico arriva fino a 24 mesi e per il 9,7% fino a 36 mesi. Soltanto un 18% circa lo ottiene per oltre i 36 mesi.

 

I giovani medici dedicano al lavoro circa 35 ore settimanali (escludendo quelle occupate nelle attività intramurarie o simili) ma quasi la metà di loro (48,5%) fa spesso straordinario per circa 19 ore mensili che, peraltro, nel 45% dei casi è obbligatorio. “Un dato da sottolineare – indica il prof. Piperno – perché implica probabili vuoti o insufficienze di organico. In sostanza il ricorso così ampio al lavoro straordinario rappresenta una potenzialità di occupazione non utilizzata per altri contratti o assunzioni”. Lo confermano le valutazioni sulle strutture ove lavorano coloro che hanno partecipato alla ricerca: il 48% circa ritiene che l’organico di personale medico sia scoperto per oltre la metà del necessario, mentre il 40,3% giudica la dotazione di personale insufficiente rispetto agli standard necessari per soddisfare i flussi di utenza.

 

Ma quanto guadagnano i giovani camici bianchi della Capitale? Mediamente la retribuzione mensile netta arriva a 2.243 euro ma quella di chi ha un contratto atipico è notevolmente inferiore: oscilla in media intorno a 1.460 euro.

 

Il 45% dei medici che lavorano svolge anche attività intramurarie e libero-professionali compatibili nel settore dell’assistenza primaria, per circa 10 ore settimanali. Da quest’attività ricavano un reddito mensile di circa 2.400 euro che cresce con l’età ed è nettamente superiore per gli uomini (3.089 euro ) rispetto alle donne (1.782 euro).

 

 

C’è poi un 17,2% di medici che oltre all’eventuale attività intramuraria ne svolge anche un’altra, con un reddito medio mensile di 1.210 euro. A parere del prof. Piperno, “E’ interessante notare che i giovani medici operano su molteplici fronti di lavoro, al fine di consolidare un obiettivo economico totale che remuneri l’investimento professionale da essi fatto, così come avviene per altri professionisti il cui periodo di specializzazione però non è così lungo.”

 

In ogni caso l’insoddisfazione per la situazione occupazionale connota una larghissima parte dei giovani medici. Il 41,5% è in cerca di lavoro e lo cerca anche il 42% di quelli che ne hanno già uno.

 

I motivi per cui chi ha già un lavoro ne cerca uno nuovo sono molteplici. L’indagine dell’Ordine di Roma ha evidenziato i seguenti: il lavoro attuale è a termine (41,9%), si teme di perderlo (27,4%), lo si considera occasionale (22,8%). Lo si cerca inoltre per ottenerne una maggiore qualificazione delle proprie competenze (40,1%), per guadagnare di più (35,9%), per avere maggiori prospettive di carriera (34,6%). Ci sono poi motivazioni logistiche e familiari: il 14,1% ne cerca uno che permetta di raggiungere più facilmente il luogo di lavoro e il 14,6% per avere un miglior orario e prendersi cura dei figli.

 

Il 72% dei medici cerca lavoro da più di anno (il 60% ha esaminato gli annunci sulla stampa e simili, il 57% aspetta un concorso pubblico, oltre il 50% si è rivolto ad amici e parenti, il 43% ha inviato il curriculum, il 37,6% ha consultato gli avvisi esposti presso l’Ordine). Solo il 21% ha avviato procedure per aprire un proprio studio professionale.

 

“Dal numero di medici, anche occupati, che cercano lavoro e dalla varietà delle azioni intraprese, si può desumere – conferma il prof. Piperno – che le nuove generazioni di questi professionisti si trovino in una sorta di stato di “ansia” lavorativa, di profonda incertezza e insoddisfazione”.

 

Ansia, incertezza e insoddisfazione che ha portato ben il 40% dei medici intervistati ad affermare che a posteriori – valutando il passato dalla posizione di oggi – non intraprenderebbe più questa carriera.

 

In sostanza – è la sintesi di Falconi sui dati complessivi – la professione medica sembra rappresentare ancora un’opportunità, sia sul piano della formazione sia su quello economico. Tuttavia dall’indagine è emerso un percorso verso la stabilità che è divenuto sempre più tortuoso, caratterizzato da anni di lavoro precario e di bassa retribuzione. Così anche per i medici è aumentata l’incidenza di forme di lavoro precario e flessibile, da cui sembravano immuni sino a pochi anni addietro. In particolare, il lavoro atipico, vale a dire contratti a progetto o contratti di collaborazione coordinata e continuativa, si è affermato anche tra i medici, con modalità che ricalcano quelle del lavoro subordinato. La professione medica – ha concluso Falconi – rimane, come in passato, un investimento assai faticoso ma ormai dai risultati incerti”.

Roma, 15 novembre 2011

Annunci
Categorie: giovani, Giovani Medici, Salute e Benessere, Sanita' | Tag: , , | Lascia un commento

Navigazione articolo

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: