In Regione Lombardia 2 giorni di confronto su sfide future sanitarie

Milano, 12 dic. (Adnkronos Salute) – La sfida della sanità del futuro è l’emergenza cronicità, e per vincerla “gli ospedali devono cambiare prospettiva, mutare nella loro concezione, non considerandosi più semplicemente delle strutture, ma ‘espressione di funzioni’. Oltre alla funzione tradizionale di cura degli acuti, devono creare delle corsie diverse che garantiscano percorsi e procedure specifiche per cure di media e bassa complessità”. Lo ha ribadito l’assessore lombardo alla Sanità Luciano Bresciani, oggi in Regione durante la prima giornata del convegno ‘Sostenibilità e innovazione nella sanità del domani’. La 2 giorni di lavori mette a confronto ‘attori’ italiani e stranieri del sistema sanitario, dell’università e dell’imprenditoria, chiamati a confrontarsi sugli scenari che possano garantire, anche in un momento di crisi economica, il continuo miglioramento dei servizi. La giornata di oggi è stata dedicata all’analisi dei modelli regionali, mentre domani il focus sarà sul tema della ricerca scientifica, e vedrà protagonisti anche il mondo degli Irccs e dell’industria farmaceutica. Bresciani ha ribadito il suo concetto di ospedale del futuro rilanciando la metafora di “un polipo, con la testa tecnologica e i bracci in cui risiedono le funzioni di media e bassa complessità”. Le prime riguardano l’assistenza ai pazienti subacuti, con un’organizzazione già attivata in via sperimentale in Lombardia. “Sono già circa 880 i letti per subacuti realizzati in regione e l’obiettivo è arrivare a 1.200 – ha ricordato l’assessore – In questo modo si producono notevoli risparmi. Se infatti una degenza in un’area per acuti costa 800-1.000 euro al giorno, nell’area specifica per le cure subacute il costo è di circa 190 euro”. In questa nuova modalità di presa in carico, ha precisato, possono trovare ampio spazio anche i sistemi di teletrasmissione dei dati, un settore sul quale anche la ricerca e l’industria possono investire. Quanto alla cronicità, la Regione sta sperimentando il progetto dei Creg (Cronic Related Group, una sorta di ‘Drg della cronicità’), avviato a novembre in 5 Asl (Milano, Milano 2, Bergamo, Como, Lecco) per un totale di circa 126 mila pazienti.

Bresciani, per effetto nuove misure -1,5% fondi

Milano, 12 dic. (Adnkronos Salute) – “Per effetto dei provvedimenti che si sono finora delineati, credo che noi” in sanità “abbiamo perso l’1,5% del finanziamento rispetto all’anno scorso”. E’ Luciano Bresciani, assessore alla Sanità della Regione Lombardia, a dare una prima stima dell’impatto delle ultime manovre nazionali sui fondi realmente a disposizione, al netto dei carichi crescenti, per il servizio sanitario regionale. “Con queste operazioni – spiega l’assessore a margine di un convegno internazionale su ‘Sostenibilità e innovazione nella sanità del domani’, in corso a Milano nella sede della Regione – cresce l’Iva, crescono le tasse e le nostre aziende devono per forza adeguarsi a questi nuovi costi. Maggiori costi corrispondono a minor capacità del finanziamento iniziale e questo ci darà qualche problema. Credo si parli dell’1,5%, ma i nostri tecnici stanno finendo le loro valutazioni. E’ chiaro che, con l’aumento dell’Iva e le altre misure, noi abbiamo meno soldi. Di conseguenza il finanziamento si riduce”. Se le stime dovessero essere confermate, prosegue Bresciani, questa riduzione di risorse “ci renderà dura la vita e dovremo stare attenti”. L’assessore lamenta poi il “silenzio” del nuovo ministro della Salute Renato Balduzzi. “Il ministro – dichiara Bresciani – non si è ancora fatto vivo con gli assessori. Non li ha ancora convocati e noi abbiamo chiesto un incontro più di 10 giorni fa ormai. Non sappiamo nulla da lui. Starà senz’altro lavorando, ma non c’è nessuna condivisione – sostiene l’assessore – nonostante il Titolo V della Costituzione che dice che noi Regioni dobbiamo difendere i nostri raggiungimenti nel nostro territorio”. Da qui l’appello al ministro: “Bisogna che ricordi che dobbiamo lavorare insieme. Non sentire più il territorio sarebbe espressione di centralismo, non di federalismo”. Bresciani però precisa: “Non è tempo di litigi, ma di fare forza insieme per raggiungere gli obiettivi, esaltare le convergenze e neutralizzare le conflittualità”. Quanto all’eventualità di ulteriori tagli futuri, “non so se ce ne saranno ancora – risponde l’assessore – ed è proprio questo che ci inquieta. Il ministro non deve isolarsi in una torre e non comunicare”, ma alla fine “penso che ci sarà molta saggezza da parte sua e che capirà che i bisogni vanno finanziati”.

Sanità, Bresciani lancia una macro-area delle Regioni d’Europa

12 dicembre 2011 

(Ln – Milano) Una macro-area europea delle Regioni sanitarie, un’alleanza che unisca in un progetto comune realtà autonome e indipendenti ma unite dalla stessa prospettiva di sviluppo sul tema dell’ICT e dell’E-health. E’ questo il progetto presentato oggi dall’assessore regionale alla Sanità Luciano Bresciani nel suo intervento alla sessione pomeridiana del convegno internazionale, promosso da Regione Lombardia, su ‘Sostenibilità e innovazione nella sanità del domani’, che ha visto la partecipazione, tra gli altri, di rappresentanti di Baviera (Germania), Catalogna (Spagna), Rhone Alpes (Francia), Serbia e Israele. Presente ai lavori anche l’onorevole Umberto Bossi.

I NUMERI – La base di partenza, ha detto Bresciani, è la forza del sistema sanitario lombardo, chiamato a servire una popolazione di 10 milioni di abitanti. Il sistema garantisce ogni anno 160 milioni di prestazioni ambulatoriali, 2,5 milioni di ricoveri, 70 milioni di prescrizioni farmaceutiche. Più del 10 per cento delle prestazioni è per pazienti di fuori regione. “Per rafforzare questo sistema – ha sottolineato Bresciani – è necessario trovare alleati in una logica di sussidiarietà orizzontale”.

PIATTAFORMA REGIONALE – Il primo alleato è la ricerca e per questo “abbiamo unito in network le 6 università lombarde con facoltà di Medicina (5 pubbliche e una privata)”. Questo sistema universitario può contare su 14 macro aree di ricerca, 119 aree specifiche di ricerca e 1.234 brevetti. Secondo Bresciani fondamentale è il ruolo dell’industria, che viene coinvolta nella piattaforma regionale investendo capitali su prodotti in grado di ottenere una certificazione di qualità dal Sistema sanitario regionale. Oltre al Sistema sanitario regionale, alle Università e alle aziende private, c’è un quarto attore, che è Finlombarda, la finanziaria regionale che dà la propria qualificata consulenza. Sono già 42 i progetti presentati su questa piattaforma di sviluppo tecnologico.

ALLEANZE INTERNAZIONALI – Allo stesso tempo, ha proseguito Bresciani, la Lombardia si è mossa per stringere alleanze esterne. Quindi alle intese con le Regioni italiane (come Veneto e il Friuli), si sono affiancati gli accordi con le Regioni europee (Rhone Alpes, Andalusia, Catalogna, Canton Ticino) o addirittura Stati (come Israele), così da creare una “macro area europea delle Regioni sanitarie”. Altre intese sono in preparazione con il Piemonte, oltre che con Baden Wuerttemberg e Baviera per la Germania, Valencia per la Spagna, Sud Tirolo, Tirolo e Carinzia per l’Austria. Lo scopo non è solo lo scambio di esperienze ma anche e soprattutto la possibilità di essere protagonisti in Europa con progetti come ad esempio il programma ‘Alias’, dedicato alla telemedicina e che già unisce sette Regioni europee dell’arco alpino.

CORRIDOIO 5 – “La macro-area europea – ha aggiunto Bresciani – ha come sua direttrice fondamentale il Corridoio 5, che va da Lisbona a Kiev, ed è intersecato dal Corridoio 24, quello che lega i due mari, dalla Danimarca a Genova e dal corridoio del Brennero”. “Questa – ha concluso Bresciani – è la macro-area delle Regioni europee in grado attualmente di unire 60 milioni di cittadini e 87 miliardi di spesa sanitaria. Si tratta di soggetti autonomi e indipendenti, ma che stanno su un percorso comune di sviluppo”.

(Lombardia Notizie)

Sanità, Bresciani: nuove cure per i cronici

L'assessore alla Sanità, Luciano Bresciani

L’assessore alla Sanità, Luciano Bresciani

12 dicembre 2011 

(Ln – Milano) Per vincere la sfida del futuro della sanità, che è la cura della cronicità, è necessario che gli ospedali cambino prospettiva, concependosi non più come struttura ma come “espressione di funzioni”, introducendo percorsi per cure di media e bassa complessità. E’ anche indispensabile potenziare la sanità territoriale per dare continuità alla presa in carico del paziente con patologia cronica evitando gli episodi acuti. Regione Lombardia si è già mossa in questa direzione, tracciando una strada innovativa, attraverso diverse azioni tra cui in particolare, la realizzazione di letti per sub acuti e i CREG (Cronic Related Group).

CONVEGNO INTERNAZIONALE – E’ quanto ha ribadito oggi l’assessore alla Sanità Luciano Bresciani, intervenendo alla prima sessione di lavoro del convegno internazionale, promosso da Regione Lombardia, su “Sostenibilità e innovazione nella sanità del domani”. Nel corso della due giorni protagonisti italiani e stranieri del sistema sanitario, dell’università e dell’imprenditoria sono chiamati a confrontarsi sugli scenari possibili che garantiscano, anche in un complesso quadro economico, il continuo miglioramento dei servizi. La prima giornata è dedicata all’analisi dei modelli regionali. La seconda (domani) è invece focalizzata sul tema della ricerca scientifica, con una specifica attenzione alle eccellenze e alla piattaforma tecnologica, alla telemedicina, ma anche al come si fa ricerca nelle università e negli ospedali.

OSPEDALI – “Gli ospedali – ha sottolineato Bresciani, chiudendo la mattinata di lavoro dedicata a ‘Sanità, obiettivi innovativi dei modelli regionali’, dopo gli interventi dei rappresentanti della Regione Veneto e delle province autonome di Trento e Bolzano – devono mutare nella loro concezione, non considerandosi più semplicemente delle strutture ma espressioni di funzioni. Oltre alla funzione tradizionale di cura degli acuti devono creare delle corsie diverse che garantiscano percorsi e procedure specifiche per cure di media e bassa complessità”. Bresciani ha sintetizzato il concetto utilizzando l’immagine di un polipo, “con la testa tecnologica e i bracci in cui risiedono le funzione di media e bassa complessità”.

SUB ACUTI – Va in questo senso l’organizzazione delle cure per i pazienti sub acuti, già attivata in via sperimentale in Lombardia. Sono già circa 880 i letti per sub acuti realizzati in Lombardia; l’obiettivo è arrivare a 1.200. “In questo modo – ha spiegato Bresciani – si producono notevoli risparmi. Se infatti una degenza in un’area per acuti costa 800-1.000 euro al giorno, nell’area specifica per le cure sub-acute, il costo è di circa 190 euro”. In questa nuova modalità di presa in carico possono trovare ampio spazio anche i sistemi di teletrasmissione dei dati, campo sul quale anche la ricerca e l’industria possono investire.

CREG – Molto importante per la cura della cronicità, ha ricordato ancora Bresciani, è anche il progetto dei CrEG (Cronic Related Group), avviato lo scorso anno in via sperimentale in 5 Asl della Lombardia (Milano, Milano 2, Bergamo, Como, Lecco) e che proseguirà nel 2012. Attraverso una quota di risorse stabilita in anticipo, devono essere garantiti con continuità ai pazienti tutti i servizi extraospedalieri (ambulatoriale, protesica, farmaceutica, cure a domicilio) necessari per una buona gestione della patologia cronica. Le patologie individuate per la sperimentazione sono: bronco pneumopatie cronico ostruttive, scompenso cardiaco, diabete di tipo I e II, ipertensione e cardiopatia ischemica, osteoporosi, patologie neuromuscolari. Sono circa 126.000 i pazienti sotto osservazione con questa modalità.

(Lombardia Notizie)

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