Rossi (Omceo Milano): ordini rendano pubblici i curricula iscritti

Pubblicare i curricula dei medici per tutelare la qualità dell’atto professionale e informare i cittadini su competenze e carriera dei loro curanti. E’ la proposta che lancia Roberto Carlo Rossi, presidente dell’Ordine di Milano all’indomani della seduta di consiglio che una settimana fa ha ufficializzato i risultati delle elezioni provinciali di novembre. Elezioni che avevano visto la netta affermazione della lista sostenuta dallo Snami, avanti di un migliaio di voti rispetto a quella appoggiata da una larga rappresentanza di sigle tra le quali Fimmg e Anaao-Assomed.

Presidente, quale lettura dà del voto di Milano?
E’ evidente che queste elezioni certificano l’ampio consenso che i medici di questa città riconoscono alla filosofia distintiva dello Snami, riassumibile in una forte anche se costruttiva difesa della dignità professionale e della qualità dell’atto medico.

E’ una risposta che sembra dare ragione a chi, nella lista avversaria, chiedeva il voto per far uscire i sindacati dall’Ordine…
Nella nostra lista solo otto candidati su quindici appartengono allo Snami. Abbiamo avuto dalla nostra parte anche molti medici che non appartengono al sindacato ma ci hanno sostenuto per evitare che la Regione mettesse le mani sull’Ordine. La candidatura del direttore generale vicario della Sanità lombarda da parte della coalizione avversaria è stato un autogol.

Quali le priorità del suo mandato da presidente, il primo dopo la vicepresidenza dell’ultimo triennio?
Primo, va perseguita la depenalizzazione dell’atto medico. Secondo, in campo civilistico vanno individuati gli strumenti con cui sottrarre il curante a quella paura che oggi alimenta la medicina difensiva, un danno non solo i medici ma anche i pazienti. Terzo, servono iniziative che tutelino la qualità dell’atto medico. In tal senso, avanzerò la proposta che gli Ordini rendano pubblici i curricula professionali dei loro iscritti, per informare i cittadini su titoli, specializzazioni e formazione dei loro curanti. Penso ovviamente a un’iniziativa concertata, perché non avrebbe senso farla soltanto a Milano o in qualche altra città. E sarà fondamentale concordare uno schema standard di curriculum per tutti gli Omceo. Ma considero questa operazione l’imprescindibile corollario di quanto si diceva all’inizio a proposito di tutela dell’atto medico: è un compito che gli Ordini devono assicurare nell’interesse dei medici e dei pazienti».

da doctornews 33

http://www.doctor33.it/rossi-omceo-milano-ordini-rendano-pubblici-i-curricula-iscritti/politica-e-sanita/news-38279.html

 

Il neo presidente dell’Ordine dei Medici di Milano Roberto Rossi ad Affaritaliani.it: “Il San Raffaele? Un disastro…”

Mercoledì, 14 dicembre 2011 – 08:45:54

di Fabio Massa

Roberto Carlo Rossi è il dottore che ha sbaragliato lo strapotere ciellino alle ultime elezioni dell’ordine dei medici di Milano, avviandosi così verso la presidenza. “Il vento sta cambiando”, spiega in un’intervista ad Affaritaliani.it. “C’è molto malcontento, la politica che governa la sanità ha scontentato molti, che si sono visti sorpassati non per merito ma per agganci”. Rossi commenta poi il caso San Raffaele: “E’ un disastro. Io non ho mai sentito di medici sull’orlo di una crisi di nervi come nella struttura di don Verzè. Ci sono professionisti stimati che rischiano di finire in mezzo alla strada. Il problema è che qui bisogna capire che nella sanità la prima priorità non è il guadagno ma la salute”.

Dottor Rossi, lunedì su Affari abbiamo raccontato di un medico che non ha somministrato la morfina a un paziente in fin di vita, che urlava dal dolore. Come questo ci sono decine di casi. Lei è il nuovo presidente dell’Ordine: che cosa ne pensa?
Al di là del caso specifico, ci tengo a dire che nella nostra Regione la sanità è di livello ottimo. Non voglio fare le sviolinate come fa il Governatore, che parla solo pro domo sua. Però devo dire che confrontando la sanità lombarda con il resto d’Italia, non dobbiamo vergognarci. Poi ci sono i singoli casi, ma l’errore del singolo non deve coinvolgere tutta la categoria.

Le nomine della sanità lombarda sono di tipo politico. Lei è d’accordo con questo sistema?
No, assolutamente. Sono per un sistema meritocratico. Quelli che non sono bravi vanno emarginati, quelli che invece lo sono devono poter fare strada. Io non ho come modello la sanità statunitense, che è tutta privata. Ma una cosa bella ce l’ha: se uno vale va avanti, se uno non vale resta al palo.

Si è scritto che lei ha “sconfitto” i ciellini…
Loro fanno distinzioni su questo però devo dire che qualcosa è cambiato.

Il vento è cambiato?
Direi di sì. Al di là di tutte le loro sigle, di tutti i loro rivoli che è difficile seguire, noi abbiamo vinto con mille voti di scarto. Non è stato un testa a testa. E’ vero che abbiamo fatto bene la campagna elettorale, ma è altrettanto vero che i problemi ci sono. Ci siamo sentiti dire da tantissimi di essere stati scavalcati ingiustamente per motivi politici. E non è un caso isolato, non è il pettegolezzo del trombato. L’hanno detto in tanti. Qualcosa deve cambiare, evidentemente. E dire che i vertici sanitari, non politici, della sanità lombarda sono pure di buon livello…

A proposito di vertici sanitari e di strutture ospedaliere. Al Fatebenefratelli ne stiamo vedendo di tutti i colori: dai favoritismi alla mamma di un direttore sanitario a uno strano giro di auto di lusso. L’ultimo scandalo è quello sollevato da Striscia la Notizia: mancherebbe l’acqua calda.
Dovrò indagare sul caso specifico. Se la cosa si conferma così mi pare una cosa davvero incredibile, da lasciare a bocca aperta. Pensare che possa esserci un ospedale a Milano dove non c’è l’acqua calda mi sembra un eufemismo. Però voglio entrare più in profondità e indagare. Se c’è una responsabilità, sia a livello amministrativo che a livello medico, noi interverremo.

Passiamo al San Raffaele: i medici sono vittime…
Il San Raffaele è un disastro. Io non ho mai sentito dei medici sull’orlo di una crisi di nervi come al San Raffaele. E’ una cosa tremenda: ci sono persone che lavorano là da una vita, professionisti seri e stimati, che non sanno se verranno confermati, se verranno tagliati. Ci sono dottori che hanno il concreto rischio di andare a casa.

La politica ha qualche responsabilità, visto che sanità e politica sono unite?
La politica si è attaccata alla sanità, e la sanità si è attaccata al denaro. Se si vuole trovare il profitto a tutti i costi avviene questo…

Questo è il modello lombardo, però…
E’ un modello che stimola la competitività, ma forse in futuro sarà il caso di pensare a dei meccanismi che in qualche modo limitino l’aziendalizzazione spinta. C’è un malinteso nella gestione della sanità: un’azienda privata che si mette a fare sanità deve fare profitto. Ma non deve essere la prima cosa, la prima priorità. Ci sono vincoli di carattere etico che non si possono eludere.

http://affaritaliani.libero.it/milano/il-neo-presidente-dell-ordine-141211.html

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Categorie: Giovani Medici, Salute e Benessere, Sanita' | Tag: | Lascia un commento

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