Emergenza medici: i giovani sono pochi

Ginecologia, ortopedia, pediatri, allarme rosso. L’Usl 9 corre ai ripari: in futuro ecografie a tecnici e infermieri laureati

di Laura Canzian

Per Ginecologia e Ortopedia l’emergenza è alle porte. Per i medici di base è già allarme rosso. Per le altre branche della sanità, il problema esploderà entro 4-5 anni. Mancano medici giovani che possano rimpiazzare i colleghi prossimi alla pensione.

Dati alla mano, il 60% dei dottori in servizio all’Usl 9 ha più di 50 anni: 519 camici bianchi, il 47% del totale, si trova fra i 50 e i 59 (con punte fra i 54 e i 58 anni), 143, il 13%, ha superato i 60 anni. Solo il 17% ha meno di 40 anni – in tutto 189 – e il 23% si trova nella fascia 40-49: 260.

I numeri trevigiani di un problema nazionale: in Italia il rapporto è di 3,7 medici ogni 1000 abitanti, fra pochi anni si rischia di arrivare a 2 ogni mille. Un problema tutto anagrafico. I medici cinquantenni e sessantenni di oggi hanno iniziato e finito l’università negli anni del boom di accesso a medicina (il post ’68 che ha spinto molti giovani di allora a intraprendere l’università). Ma sono anche quelli che negli anni ’80 hanno vissuto la riforma sanitaria, con l’ampliamento di servizi e dell’occupazione nel sistema sanitario nazionale. Di fatto, dopo quell’impennata di medici il sistema è divenuto saturo.

Se a questo si aggiunge il numero chiuso nelle università di medicina e dall’ulteriore scrematura per il periodo di specialità la frittata è fatta. Quando questa «infornata» generazionale andrà progressivamente in pensione, sarà difficile rimpiazzarla interamente. E per formarsi, nella professione medica, ci vogliono 10-11 anni di studio e preparazione.

«Forse la riforma Monti, con l’allungamento dell’età pensionabile ha dato un po’ di fiato – spiegava ieri Claudio Dario, direttore generale dell’Usl 9 – Ma il problema va affrontato al più presto, altrimenti entriamo in uno stato di emergenza. Due i pericoli: la caduta del livello di servizio e il carico di lavoro concentrato su pochi lavoratori,con inevitabili ripercussioni sull’assistenza».

Per alcune specialità il problema è alle porte: pochi infatti sono i giovani ortopedici e ginecologi (specialità considerate difficili e rischiose per le responsabilità).

Ma anche per medici di base e i pediatri di libera scelta la situazione non è rosea: ben l’87% dei professionisti ha varcato i 50 anni, con inevitabili ricadute sull’assistenza territoriale che questo comporterà. Come risolvere il problema? Dario non ha dubbi. «Va cambiare modello organizzativo – puntualizzava – Vuol dire affidare certe mansioni non più a medici ma a tecnici o infermieri, ormai sono tutti laureati. Ad esempio le ecografie. È su questo che dovremo puntare e in fretta, per non farci cogliere impreparati quando il problema scoppierà».

http://tribunatreviso.gelocal.it/cronaca/2012/01/12/news/emergenza-medici-i-giovani-sono-pochi-1.3055545

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Categorie: Giovani Medici, medici, Salute e Benessere, Sanita' | Tag: | Lascia un commento

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