I medici e l’obbligo di prescrivere i generici «Faremo lo sciopero della ricetta»

Non piace il principio di «sostituibilità». E tra Farmindustria e Assogenerici è polemica sul decreto del governo

 

corriere della sera

 

ROMA – «E noi potremmo attuare lo sciopero della ricetta». I medici di famiglia hanno reagito così, sulla scia di tassisti, trasportatori, farmacisti e tutte le categorie coinvolte dalle liberalizzazioni. Protestano per la norma sui farmaci cosiddetti equivalenti cioè uguali a quelli con marchio (brand) scaduti di brevetto per principio attivo ma prodotti da aziende diverse da quelle che ne erano titolari. Il decreto prevede l’obbligo di «inserire in ogni prescrizione, salvo che non sussistano ragioni terapeutiche, anche le seguenti parole «o farmaco equivalente se di minor prezzo».

IL PRINCIPIO DI SOSTITUIBILITA’ – I medici non accettano il principio della sostituibilità. «Il legislatore ha la chiara intenzione di condizionare la nostra autonomia prescrittiva», accusa Giacomo Milillo, segretario nazionale della federazione dei medici di famiglia Fimmg. Cosa cambierà per il paziente? Che nella ricetta troverà scritto il nome di un farmaco con la stesso principio attivo e meno costoso dell’originario «griffato» sia che si tratti di molecole di fascia A (rimborsata dal servizio sanitario) o fascia C (a carico del cittadino). A quel punto potrà scegliere di acquistarlo al posto del primo. Se gli verrà prescritto una sola specialità medicinale vorrà dire che il suo medico la ritiene insostituibile. Fermo restando che in questo caso la proposta di cambiarlo con un equivalente o un medicinale meno caro potrà essere iniziativa del farmacista in base a una legge del 2001.

EQUIVALENZA – Esempio di equivalenza: Tavor (prodotto di origine) e lorazepan, Prozac e fluoxetina. La maggior parte di antibiotici, antidepressivi, ansiolitici e antiulcera hanno perso l’esclusività e vengono «copiati» da altre aziende. Nel 2013 entreranno nella famiglia dei generici molecole di grande impatto sulla spesa lorda annuale come l’atorvastatina e la rosuvastatina, due anti colesterolemia che insieme fanno 800 milioni di fatturato. Si intravedono nuove occasioni di risparmio per il Servizio pubblico. Anche per l’effetto indotto. La scadenza del brevetto porta con sé un abbassamento dei prezzi delle confezioni griffate.

LA POLEMICA – Preoccupazione in Farmindustria, l’associazione che riunisce le aziende, presidente Massimo Scaccabarozzi: «La quasi totalità delle prescrizioni saranno deviate sui generici. Si innesca una inaccettabile distorsione della concorrenza a danno del prodotto con marchio. La produzione verrà trasferita all’estero con conseguenze gravissime a livello di occupazione». Assogenerici invece si rallegra. Obiettivo del governo è allargare l’uso dei medicinali equivalenti o generici. Un mercato mai decollato in Italia dove in 12 anni ha conquistato il 14% appena della torta del fatturato. Per la Fimmg l’obbligo è una forzatura. Secondo Silvestro Scotti «è un atto di sfiducia nei nostri confronti. Credono che noi medici non sosteniamo questi prodotti». Milillo aspetta chiarimenti: «Abbiamo chiesto al ministero della Salute come muoverci. C’è confusione. Se si tratta di collaborare all’affermazione del generico siamo d’accordo. Il generico è un’ottima opportunità di risparmio ma non mi si dica che è identico al farmaco di marca e dunque è sempre sostituibile. Gli eccipienti, la colorazione, il formato della pillola, la scatola sono diversi e piccoli dettagli diversi possono causare il fallimento della terapia specie con pazienti anziani abituati alle loro scatolette». Giorgio Foresti, presidente dell’associazione Assogenerici, non crede all’apparente ragionevolezza dei medici: «Per questa cultura negativa il nostro mercato non cresce, i medici sono contrari. Nel 2012 c’è ancora chi mette in discussione l’equivalenza tra generici e brand. La strada è ancora lunghissima specie se queste affermazioni sono dei medici di famiglia. Così si rischia di terrorizzare i pazienti senza motivi». Nel 2011 gli italiani hanno pagato in farmacia 800 milioni quando non hanno scelto, o non gli è stato proposto di scegliere, l’equivalente. Il presidente di Snami, sindacato nazionale autonomo dei medici, Angelo Testa critica la norma: «Inaccettabile è pericoloso l’obbligo, l’imposizione ci costringerà a misure di autotutela. Potremmo arrivare alla disobbedienza».

Margherita De Bac

http://www.corriere.it/salute/12_gennaio_25/sciopero-ricetta-medici-polemica-debac_767fdc46-4744-11e1-8fa7-b2a5b83c8dfe.shtml

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Categorie: medici | Tag: | Lascia un commento

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