Diario di Bordo di un medico italiano in Francia

Cari colleghi,

Vorrei pubblicizzare il “BLOG UN MEDICO ITALIANO IN FRANCIA” , di un carissimo amico medico che e’ espatriato in Francia per ovvi motivi che interessano tutti i giovani….!! E’ un vero e proprio un Diario di Bordo di un medico italiano in Francia.

Potete trovare consigli e informazioni utili per la francia…

Il sito e’ il seguente: http://www.medicoinfrancia.blogspot.com

Sotto trovate un anticipazione di alcune informazioni

Medicina e formazione in Francia

Da quando sono qui in Francia, da colleghi ed amici mi viene spesso chiesto di parlare del sistema sanitario francese e della formazione. Quindi mi riferisco ad un argomento un pò di nicchia, orientato verso quelli che sono gli specializzandi medici italiani.

Io ho finito la mia specializzazione a luglio del 2011 a Roma e devo dire la verità che, sentendo parlare altri colleghi d’altre parti d’Italia, Roma La Sapienza per quanto riguarda la Radiologia torace-addome-pelvi non è per niente male. Questo però per ciò che concerne la sfera italiana ed in particolare la radiologia.
Se La Sapienza però e scommetto anche altre università dovesse mettersi in gioco con le università francesi, perderebbe di brutto, in quanto ad organizzazione, formazione e assistenza, ma questo purtroppo per via dell’organizzazione del sistema sanitario italiano e soprattutto per via del “baronaggio” universitario.
Ormai da un anno mi trovo a lavorare in Francia, in quelli che sono i loro policlinici universitari (CHU centre hospitalier universitaire) ed ho avuto la fortuna in particolare di fare uno stage negli ultimi mesi della mia specializzazione in radiologia, all’ospedale Gui de Chauliac di Montpellier.
Dico la fortuna perchè per una serie di combinazioni della mia vita mi sono ritrovato in uno dei più importanti centri di medicina di Francia, quando invece stavo cercando di fare di tutto per finire in Inghilterra (volevo imparare per benino l’inglese, invece sono rimasto al livello di: “the pen is on the table”. :)).
Ma quindi come funziona la formazione di un futuro professionista della sanità in Francia? Prima di spiegare come funziona la specializzazione è bene che faccia prima un accenno a come funziona il corso di laurea.
Dunque l’università di medicina in Francia è aperta a tutti. Avete capito bene, non c’è un test di ingresso! A tutti è data la possibilità di iscriversi, ma allo scadere del primo anno però viene svolto un test abbastanza duro e approfondito su tutto quello che si è studiato il primo anno di facoltà.
Non vi è un numero programmato di posti disponibili per il superamento del test, chi supera una certa soglia di punteggio è ammesso a continuare il percorso di studi cioè i restanti 5 anni, chi invece non lo supera può riprovare il test per altre due volte, ritirarsi o indirizzarsi automaticamente a quelle che noi definiamo “professioni sanitarie” (infermiere professionale, tecnico di radiologia, laboratorio etc.).
Seguiamo quindi il percorso dei più meritevoli che hanno superato il primo “esamone” tra primo e secondo anno (dico il primo poi scoprirete il perchè).
I colleghi francesi fino alla fine del terzo anno di medicina non seguono molto in reparto, tranne che per qualche attività professionalizzante mattiniera, e vanno di conseguenza a lezione. I futuri medici francesi studiano molto su dispense e appunti presi a lezione, piuttosto che su dei libri enormi.
La cosa che infatti mi ha lasciato molto allibito è che molte patologie rare o cose mai viste ne sentono lontanamente parlare (a differenza nostra che invece studiamo ancora la “febbre spagnola” del 1920), hanno infatti la fortuna di fare la medicina da un punto di vista molto pragmatico ed essenziale sotto la guida di professori che rinnovano di anno in anno le dispense e le accostano ai libri che loro devono acquistare.
La cosa che stimo e mi innervosisce al contempo della Francia è che è raro trovare un libro tradotto dalla lingua inglese o da autori stranieri, hanno una letteratura tutta loro ed fior fiore d’autori in lingua originale.
Dunque dopo il terzo anno invece le cose cambiano, i ragazzi infatti cominciano gradualmente a frequentare degli stage pesanti ed obbligatori nei reparti.
Cosa si intende? Gli externes (sono così definiti gli studenti di medicina) diventano parte integrante del reparto e mattina e pomeriggio, tranne negli orari di lezione, lavorano come fa un “medico interno” da noi in Italia: gestiscono gli appuntamenti, le visite, le prenotazioni, mettono i punti, entrano in sala operatoria a tenere le valve, insomma fanno quei lavoretti di bassa manovalanza che la maggior parte dei colleghi italiani fa per tutta la specializzazione. Inoltre i piccoli studenti francesi sono anche retribuiti per questo. Prendono infatti il IV anno circa 100 euro, V 150 euro e VI 200 euro al mese, più le guardie pagate a 20 euro e circa 50 nei we.
Come vedete già da tutto ciò potete intuire il livello di rispetto che c’è nei confronti di un formando operatore della sanità. Dico questo perchè anche se percepiscono poco per il lavoraccio che fanno, e che a noi strutturati toglie una marea di grane, vengono istruiti da subito al lavoro corrisposto economicamente e non allo sfruttamento.
Alla fine dei sei anni cosa avviene? Lo studente di medicina francese non ha da preparare una tesi per il suo discorso di laurea, bensì si deve preparare a quello che è l’esame più difficile dopo il primo “esamone”, cioè il secondo o definito Epreuves Classantes Nationales (ECN).
Questo è un esame per il quale gli studenti di medicina cominciano a studiare già 3 anni prima; è infatti un esame veramente molto duro eseguito su scala nazionale. Si confrontano quindi tutti i futuri specializzandi di medicina di Francia.
In genere vengono proposti 9 casi clinici, corredati di tutti gli esami di questi pazienti (dalle analisi alle radiografie ed elettrocardiogrammi) ed ad ognuno vi è un certo numero di domande a risposta multipla per un totale di circa 60. L’esame si tiene in genere a maggio del VI anno, quindi poco prima della fine dell’ultimo anno di corso.
La cosa bella è che fatto questo esame o concluso il VI e ultimo anno, lo studente di medicina francese non diventa dottore. Diventano medici, ma non dottori!!! :)) è al contrario che da noi! In Italia diventiamo prima dottori e poi con l’abilitazione medici.
L’abilitazione, altra cosa, qui non esiste o meglio è integrata al corso di laurea e alla specializzazione.
Andiamo per ordine, ma a questo punto però mi fermo un attimo per farvi incamerare meglio le notizie da me estrapolate durante questi mesi. Parlerò del resto la prossima volta. Un abbraccio.
Francesco.
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Categorie: Giovani Medici, medici, Sanita', varie | Tag: , | 1 commento

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Un pensiero su “Diario di Bordo di un medico italiano in Francia

  1. Un’ emozione che corre lungo le vertebre , in una mattina stanca, entre une consultation et l’autre, una sbirciatina su face book dove un vecchio compagno di studi segnala un blog: un medico in Francia. E io sono un medico in francia! italiano! Studiato a Trieste, dove ho conosciuto Etienne, li’ di passaggio e ora mio marito. Che mi ha portato in Francia dopo i sei anni, a fare il ” concours d’internat” o ECN e 4 anni di specializzazione ed é ora da mon cabinet de Montpellier che scrivo e commento e scopro un collega a Nimes e quasi mi verrebbe voglia di chiamare il reparto del CHU per conoscere questo medico in francia come io lo sono ormai da 5 anni!
    Francesca Ietri Mann

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