Dal Ministero il Manuale di formazione sulla sicurezza di pazienti e operatori

La gestione della comunicazione e delle informazioni sanitarie, la prevenzione dei rischi, il contenzioso, la conduzione degli eventi avversi, questi alcuni temi trattati nel Manuale predisposto dalla Direzione generale della Programmazione sanitaria del Ministero della Salute in condivisione con Fnomceo e Ipasvi.  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

27 FEB – Con il ‘Manuale di formazione per il governo clinico: la sicurezza dei pazienti e degli operatori’ il Ministero della Salute ha inteso  di offrire agli operatori sanitari, indipendentemente da ruolo, ambito professionale e setting assistenziale, un’opportunità di formazione nello specifico ambito del governo clinico, affrontando, in forma didascalica, alcune dimensioni fondamentali quali la sicurezza di pazienti ed operatori, la valutazione delle performance, l’appropriatezza, la formazione. Il programma formativo è stato predisposto dall’Ufficio III della Direzione generale della Programmazione sanitaria del Ministero della salute in condivisione con Fnomceo e Ipasvi sulla base di un documento prodotto dall’ Agenzia Sanitaria e Sociale regionale della Regione Emilia-Romagna, nell’ambito di un progetto di collaborazione con il Ministero della Salute.Il Manuale costituisce il primo modulo, focalizzato sulla sicurezza dei pazienti e degli operatori, a cui seguiranno gli ulteriori moduli tematici. Rappresenta inoltre un approfondimento del corso Sicure, precedentemente erogato dal Ministero della salute in collaborazione con Fnomceo ed Ipasvi, che ha visto la partecipazione di oltre 100.000 operatori sanitari e ha rappresentato uno stimolo a proseguire su un percorso di formazione light, interattivo, flessibile e facilmente accessibile.
Il Manuale è diviso in otto moduli:
1. Politiche per la sicurezza dei pazienti e degli operatori
2. Aspetti legali e gestione dei contenziosi
3.1 Problema e gestione del rischio infettivo
3.2 Principi di prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza
4. Prevenzione degli eventi avversi in terapia farmacologica
5. Costruire e gestire un gruppo di lavoro efficace ed efficiente
6. Benessere organizzativo
7. Violenza nei confronti degli operatori
8. Il Giro per la sicurezza del paziente – (Safety Walkaround)
Di particolare rilevanza soprattutto il tema della mediazione civile e del risarcimento dei danni per le vittime di errori sanitari. Sul primo punto il Manuale indica come lo “scopo primario della conciliazione in campo sanitario deve essere non tanto l’accordo formale delle parti o l’ottenimento di un quantum risarcitorio, quanto piuttosto il pieno recupero fisico e la ricostruzione della fiducia lesa e del dialogo fra paziente insoddisfatto e struttura/personale sanitario, obiettivo essenziale per la tutela dell’intero sistema sanitario”. Il recente dlgs n. 28/2010, che ha introdotto la conciliazione obbligatoria in caso di errore sanitario presenta secondo il testo proposto “taluni profili critici, sui quali si sta cercando di intervenire per consentire che l’innovazione normativa, divenendo operativa, possa realizzare concreti benefici sia al Servizio Sanitario che ai cittadini”. Le principali criticità evidenziate “la composizione degli Organismi di mediazione ai fini della conciliazione. Infatti non è ben delineata la specifica composizione degli Organismi che dovrebbe prevedere personale esperto in campo medico legale, selezionato da Albi di consulenti altamente specializzati ed effettivamente operanti nelle branche mediche interessate. Manca inoltre la definizione del ruolo delle assicurazioni nei tentativi di conciliazione. Tra le altre carenze del decreto si rileva la mancata definizione della competenza territoriale dell’organismo di mediazione che nella pratica ha portato a tentativi di mediazione instaurati presso organi distanti centinaia di chilometri dal luogo dove l’evento si è verificato con un conseguente aggravio di costi per le Aziende del SSN e un limite alla percorribilità di tale ipotesi transattiva”. In ogni caso il Manuale del Ministero evidenzia come “il Dlgs 28/2010 non impedisce né ostacola la percorribilità di altre forme di risoluzione delle controversie alternative alla lite giudiziale; in tal senso, infatti, sono state predisposte procedure regionali o aziendali che perseguono questo obiettivo e riescono a conciliare le posizioni senza addivenire a lite giudiziale. Concretamente, nella mediazione, un soggetto terzo viene chiamato a risolvere il conflitto e ponendosi in maniera neutrale si va a collocare orizzontalmente (il mediatore è neutro in quanto inter partes) anziché verticalmente (il giudice è neutro in quanto super partes) rispetto alle parti. Tale spostamento si configura come un passaggio da una modalità di intervento “giudiziale-contenziosa” ad una modalità conciliativa-riparativa”.
Altra tematica rilevante trattata nel Manuale riguarda invece il risarcimento dei danni per le vittime di errori commessi da sanitari. Il Manuale evidenzia che “è un problema noto alle istituzioni del nostro Paese, sul quale si sta lavorando con l’obiettivo di assicurare il contenimento del verificarsi di eventi avversi e di definire adeguate modalità di risarcimento del danno scaturito da un atto medico-assistenziale. Tra i disegni di legge relativi a tale problematica c’è anche l’ipotesi della creazione di fondi destinati ai pazienti (anche nel caso della cosiddetta alea terapeutica), nonché l’inserimento di obbligo di copertura assicurativa per le strutture sanitarie private. Tutto questo dovrà avvenire con costi sostenibili, limitando la distrazione di risorse economiche da destinare a prestazioni assistenziali, tenuto conto che oggi un’ingente voce nei bilanci delle aziende è rappresentata dai costi assicurativi”.
La rilevanza dei rischi trasferiti alle compagnie di assicurazione e la tipologia dei rischi trattati secondo il testo proposto “giustificano la necessità di una conoscenza profonda e diffusa del settore, perciò l’Intesa Stato-Regioni del 20 marzo 2008 ha previsto l’istituzione di un osservatorio nazionale con funzione di monitoraggio dei sinistri che si verificano in ambito sanitario”. Secondo il Manuale “il monitoraggio dei sinistri consentirà di evidenziare le specialità e le aree geografiche di maggior frequenza di casi avversi e di rilevarne il tasso di sinistrosità. Consentirà, inoltre, la valorizzazione economica della sinistrosità mediante la rilevazione dei risarcimenti totali liquidati e di quelli riservati annualmente, permettendo anche di derivarne il costo medio per sinistro. Quest’azione garantirà, con la messa a regime del sistema, di disporre di dati oggettivi e non di stime approssimative fornite dalle compagnie assicuratrici. Le Aziende Sanitarie potranno così procedere, qualora ritenuto opportuno, alla stipula di Polizze con coperture confacenti ai rischi propri dell’Azienda, con costi oggettivamente proporzionati al trasferimento del rischio alla compagnia assicuratrice calcolati in base alla tipologia dell’Azienda. L’Intesa Stato-Regioni, rispetto al contenzioso esistente e potenziale che nasce e deriva da atti medici, incentiva inoltre la definizione e la messa in atto di soluzioni alternative”.
Un ultimo tema rilevante proposto dal testo, in questo caso per quanto riguarda la corretta gestione del Rischio clinico è rappresentata dall’introduzione nelle Strutture sanitarie del farmacista di dipartimento. “Nell’ambito – si legge – della Clinical Governance, il Farmacista di Dipartimento, attraverso la collaborazione sinergica con altre figure professionali, può concorrere a prevenire gli errori in terapia farmacologica e minimizzarne gli esiti intervenendo in ognuna delle fasi che caratterizzano il percorso del farmaco in ospedale. Può agire sulla prevenzione dell’errore di prescrizione partecipando alla stesura e alla revisione di protocolli e linee guida, alla verifica dell’appropriatezza nell’utilizzo di farmaci off label, alla corretta gestione della scheda unica o foglio unico di terapia e all’utilizzo di strumenti tecnologici. Nella fase di prescrizione, all’atto della dimissione (discharge therapy), il Farmacista di Dipartimento può essere di supporto nel controllo/verifica dell’appropriatezza, attraverso analisi epidemiologiche e nel fornire informazioni al paziente sul corretto utilizzo del farmaci. Il Farmacista di Dipartimento può collaborare attivamente al monitoraggio dei farmaci sottoposti al Registro AIFA o al monitoraggio intensivo e fornire informazioni in fase di compilazione delle schede di reazione avversa (ADR). Può inoltre contribuire al monitoraggio della biodisponibilità dei farmaci attraverso il dosaggio farmacocinetico personalizzato a favore del miglior rapporto efficacia/tossicità in pazienti con disfunzione metabolica”.
Un ultimo aspetto, trattato nel capitolo 8, attiene la promozione del giro per la sicurezza del paziente (Safety Walkaround). Un metodo che consente il concreto coinvolgimento e che si è dimostrato efficace sia per l’identificazione dei fattori di rischio correlati agli eventi avversi che alla individuazione e adozione di misure di contenimento e prevenzione. Il Giro per la Sicurezza del paziente (GISO) è una “visita che un gruppo di professionisti effettua presso un’unità operativa nel corso della quale, affiancato da personale della stessa, percorre corridoi e stanze, intervista alcune delle persone incontrate (dirigenti, operatori, pazienti, famigliari, volontari) e raccoglie informazioni su condizioni ritenute dagli intervistati fattori di rischio. Durante la visita il gruppo può riscontrare di persona alcune situazioni critiche e la sua presenza viene di solito percepita e vissuta dagli operatori come una manifestazione di partecipazione alle problematiche e soprattutto di condivisione dei problemi. Nel corso del Giro, inoltre, possono essere già identificate e discusse possibili misure da assumere per il miglioramento della sicurezza del paziente”.

http://www.quotidianosanita.it/risk-management/articolo.php?articolo_id=7648

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Categorie: Giovani Medici, medici, Salute e Benessere, Sanita' | Tag: | Lascia un commento

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