COSTI SANITARI E TRASPARENZA

S i sono indignati in tanti, tanti opinionisti per esempio, anche bravi, tutti d’ accordo per una volta nel prendersela con la scelta della Regione di comunicare il costo delle cure al malato. Qualcuno ha parlato addirittura di «operazione esecrabile e umiliante». Nemmeno i medici l’ hanno presa bene e il presidente dell’ Ordine di Milano, Roberto Carlo Rossi, ha fatto persino riferimento all’ etica. Insomma non si può dire che l’ idea di far sapere agli ammalati quanto costano le cure abbia avuto successo. Ma è una buona idea ed è anche molto giusta. È bello che la Regione abbia deciso di andare avanti nonostante tutto. Un servizio sanitario che voglia garantire a tutti le cure di cui hanno bisogno non può reggersi se i cittadini non partecipano alle scelte che è necessario fare per mantenerlo. Che si sappia quanto costa fare tutto quello che si fa ogni giorno nei nostri ospedali è il modo più semplice per aiutarci ad apprezzare quello che abbiamo (e che non ha quasi nessuno in nessuna parte del mondo, nemmeno negli Stati Uniti per quanto i Clinton ci abbiano provato e dove i tentativi di Obama si sono scontrati con interessi più grandi di lui). Se uno sa quanto costano le cure capisce molto bene il senso di un sistema dove tutti pagano un po’ e dove chi ha più bisogno riceve tantissimo – milioni di euro in qualche caso – senza spendere nulla. Quanti potrebbero far fronte a queste spese da soli? Chi è contro dice che la gente paga già per la salute e non la si dovrebbe umiliare col conto: è un argomento molto debole. È proprio perché pagano tante tasse che è giusto che i cittadini sappiano dove vanno a finire tutti quei soldi. Certo la Regione dovrebbe giocare a carte scoperte tutto: quanto si spende per un ammalato che rimane mesi in ospedale, ma anche quanto costano esami e visite indipendentemente dal valore del ticket. Se il governo non saprà fare scelte coraggiose e di tutt’ altro genere, al ticket non c’ è alternativa per adesso e certo un po’ dipende dalle leggi dello Stato. Ma in una Regione che ha puntato tutto su mercato e libera scelta, il ticket è comunque una contraddizione (si incoraggia il ricorso alle prestazioni con un’ offerta quasi senza limiti e poi si prova a contenere la domanda – e la spesa – col ticket). Che è comunque un’ altra tassa – parlare di «partecipazione del cittadino alle spese» non cambia la sostanza -, si paga per la salute e poi di nuovo per la prestazione di cui uno ha bisogno. Che per un certo esame poi il ticket costi al cittadino addirittura di più di quanto la Regione rimborsa agli ospedali è un po’ troppo. Coi tempi che corrono ci si potrebbe anche rassegnare, ma far finta di niente e dar conto ai cittadini solo dei costi più alti sarebbe il colmo («Non è possibile – mi son detto nel leggere di questa novità – deve esserci uno sbaglio, chissà forse ho letto male»).

Remuzzi Giuseppe

http://archiviostorico.corriere.it/2012/marzo/04/COSTI_SANITARI_TRASPARENZA_co_7_120304029.shtml

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Categorie: giovani, Giovani Medici, medici, ordine medici milano, ospedali, Sanita' | Tag: | Lascia un commento

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