Nuovo Piano Sanitario. I medici: “Tagliate gli sprechi, non servizi essenziali”

“Non si capisce perché la sanità costa 1800 euro per abitante a Vercelli e 1400 a Novara”

Il nuovo Piano Sanitario Regionale è stato approvato. E l’Ordine dei medici della provincia di Cuneo questa mattina ha diramato un comunicato-opinione con una serie di suggerimenti, proposte ma anche critiche partendo da un concetto: la consapevolezza che vanno tagliati gli sprechi ma non va messa in discussione la qualità dei servizi. Tanto più se, per ogni cittadino, vengono previste spese differenti se residenti a Vercelli o a Cuneo.
Ecco il testo integrale del documento L’Ordine dei Medici di Cuneo valuta con preoccupazione alcune soluzioni organizzative ipotizzate e rilevanti carenze presenti nella bozza del nuovo piano socio-sanitario regionale (PSSR), pur nella difficoltà di seguire il caotico emergere di versioni, proposte, smentite, rettifiche.Sia le ipotesi organizzative prospettate sia le lacune progettuali, relative ad alcuni settori cruciali, rischiano di compromettere la garanzia ai cittadini cuneesi delle stesse opportunità di accesso, disponibilità, utilizzazione e qualità delle cure, del territorio servito da questo ordine (art. 6 del codice deontologico). Finanziamento SSR. La crisi economica impone – come tutti riconoscono e accettano – la necessità di individuare ed eliminare ogni forma di spreco. Tuttavia, una riduzione indiscriminata e acritica del finanziamento sanitario non produce automaticamente la riduzione di tali sprechi, ma aumenta la probabilità di ridurre i servizi anche là dove sprechi e inefficienze non esistono o sono trascurabili.Una dei maggiori limiti della bozza è la mancata individuazione di criteri chiari, trasparenti ed equi per la ripartizione del fondo sanitario fra le varie ASL. Non si comprende perché mediamente la quota capitaria per le ASL di Vercelli, Asti, Torino siano superiori a 1800 euro per abitante, mentre quelle delle ASL TO3, TO4, CN2, Biella e Novara siano inferiori a 1700 euro per abitante. La quota capitaria più alta (Vercelli) e quella più bassa (Novara) differiscono di quasi 400 euro. Se la mancata esplicitazione dei criteri di ripartizione della quota capitaria maschera in realtà l’obiettivo di ripianare la spesa storica, non si capisce come si possa incentivare e perseguire l’economicità e l’efficienza, giacché in concreto non vi è nessuno stimolo a fare meglio. Assistenza ospedalieraIndubbiamente è necessario mettere in rete gli ospedali per aumentare da un lato la qualità delle cure e, dall’altro, l’efficienza e l’economicità. Tuttavia la riorganizzazione non può basarsi esclusivamente su schemi teorici predeterminati, forse desunti acriticamente da altri contesti sanitari (regionali, nazionali, internazionali), bensì deve considerare i fattori socio-economici, geografici, orografici, la viabilità, i trasporti pubblici e i tempi di percorrenza. Sarebbe perciò opportuno e responsabile, prima di assumere qualsiasi decisione riorganizzativa, realizzare un serio, trasparente e condiviso confronto (benchmarking) fra risorse impiegate, costi e produttività dei vari ospedali,  in modo da operare rimodellamenti organizzativo-clinico-strutturali improntati a criteri di razionalità e di equità e non in base a predefiniti e/o autoreferenziali criteri di eccellenza.Per quanto riguarda in particolare la provincia di Cuneo, con la discrezione e con la serietà usuali e rifuggendo mistificanti battage pubblicitari, la collaborazione fra i vari ospedali e l’integrazione di alcune attività è in atto con buoni risultati da diversi anni. Sicuramente il grado e l’ampiezza di tale collaborazione possono essere migliorati attraverso interventi razionali e calibrati, ma è incontestabile che l’obiettivo dell’economicità e dell’efficienza è già stato per la maggior parte realizzato. Gli spazi per ulteriori risparmi sono assai marginali, a meno di accettare un’incisiva riduzione dei livelli di assistenza. Integrazione ospedale-territorio L’integrazione funzionale ospedale-territorio e la continuità assistenziale sono invocate più volte ma mancano concrete indicazioni su come si vogliano, si possano realizzare e finanziare, ed alcune proposte appaiono costose, inefficaci e irrealistiche rispetto allo stato attuale o a soluzioni alternative.Codici bianchi L’iperafflusso nei Pronto Soccorsi (codici bianchi) e la gestione della cronicità sono problematiche diverse e in parte contrapposte, che impongono modelli organizzativi territoriali differenziati. Per entrambi però lo snodo cruciale è la reale integrazione-interconnessione-continuità (in tempo reale) tra Ospedale e Territorio. La realtà territoriale piemontese (e quella cuneese in particolare) è così variegata che non consente l’adozione di un unico modello rigido da applicare ovunque, ma esige l’individuazione e l’adozione di soluzioni diversificate. Prescindendo dalle considerazioni sulla reale possibilità di intercettazione degli accessi impropri in pronto soccorso, su cui le opinioni e le esperienze divergono, sono possibili modelli di organizzazione dell’assistenza territoriale che prevedano un coordinamento e una più ampia disponibilità diurna degli ambulatori dei medici di medicina generale (MMG) e dei pediatri di libera scelta (PLS) che necessitano però di supporto amministrativo, infermieristico e di dotazione strumentale oltre all’integrazione (fisica o funzionale) con le strutture dell’emergenza.Cronicità Sull’esempio della gestione integrata del diabete (di cui anche in Piemonte è stata dimostrata l’efficacia) si ritiene attuabile e funzionale proporre l’individuazione di individuare alcune patologie ad alta prevalenza, alta gravità, alto costo su cui progettare in modo condiviso modelli di gestione integrata tra MMG e specialisti, basati sulla complementarietà dei compiti e sulla condivisione delle informazioni. Al MMG devono essere dati gli strumenti per coordinare la gestione del paziente cronico al proprio domicilio oppure in struttura residenziale (per esempio ospedali di comunità o “letti di prossimità” gestiti dai MMG) e di integrarsi efficacemente con le risorse specialistiche dell’ospedale (senza dover ricoverare il paziente se non è strettamente indispensabile).Organizzazione sul territorio Molteplici sono le possibilità di aggregazioni funzionali: di medicina generale, pediatria di libera scelta, specialistica ambulatoriale, di continuità assistenziale, sociale, ecc.Tali aggregazioni potrebbero, in alcune situazioni, essere fisicamente collocate nello stesso edificio (utilizzando strutture già esistenti, per esempio ex ospedali riconvertiti) mentre, in altri casi, potrebbero essere solo virtuali. È fondamentale una rete informatica estesa a tutti i MMG e PLS anche delle realtà più periferiche. Tale rete deve essere lo strumento interattivo di condivisione dei dati e delle informazioni tra tutti gli operatori, compresi gli ambulatori specialistici e i reparti ospedalieri, e soprattutto continuità assistenziale (CA), 118 e DEA. Tramite tale rete devono essere accessibili tutti i referti degli accertamenti diagnostici, in qualsiasi sede o modo realizzati, per una integrazione automatica nelle cartelle cliniche dei MMG, dei PLS,  degli specialisti ambulatoriali e dei reparti ospedalieri. L’implicita ed estrema semplificazione dei processi diagnostici, oltre ad evitare la ripetizioni di esami (con ovvio risparmio), garantirebbe al paziente condizioni ottimali di assistenza anche in situazione di emergenza-urgenza.Rendere il modello dei centri di assistenza primaria (CAP) strutturalmente più flessibile e maggiormente imperniato sull’integrazione informatica per la condivisione dei dati clinici avrebbe alcuni vantaggi. L’edificio che ospita il CAP non sempre ha adeguate infrastrutture logistiche quali parcheggi commisurati al flusso dell’utenza, sufficienti collegamenti dei mezzi pubblici. Inoltre, nelle zone rurali, e ancor di più in quelle montane, sono pochi i centri abitati in cui si può realizzare un CAP per la mancanza di un numero insufficiente di MMG per “coprire” i turni nella struttura.

http://edizioni.lastampa.it/cuneo/articolo/lstp/3366/

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Categorie: Giovani Medici, medici, ospedali, Salute e Benessere, Sanita' | Tag: , | Lascia un commento

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