Tassa sulle borse di studio La rivolta degli specializzandi

ROMA – Trentacinque anni, laurea in Igiene, master in Epidemiologia, un anno negli Usa. Poi la borsa di studio all’Università Cattolica di Roma, Economia e Gestione delle aziende sanitarie. «Vuole sapere quanto prendo al mese? Mille e 100 euro netti. E ora diventeranno circa 100 in meno grazie alle novità del decreto fiscale», non lesina la risposta Walter Mazzucco, presidente dell’Associazione dei giovani medici, da oggi in agitazione, domani in sit-in davanti a Montecitorio. Borsisti e specializzandi protestano per scongiurare la minaccia di una piccola grande stangata. Un emendamento al disegno di legge sulla Semplificazione fiscale, già passato in Senato, prevede l’Irpef su chi percepisce borse di studio: verrebbero tassate le somme eccedenti gli 11.500 euro all’anno. A rischio il mensile di giovani medici in formazione (circa 25 mila) e dottorandi di tutte le facoltà. In pratica «i profili con poche o zero garanzie e scarsi diritti», si risentono i possibili tartassati.
Il provvedimento colpirebbe in modo più sensibile i camici bianchi in formazione che frequentano i reparti dopo la laurea in Medicina e Chirurgia. In molti casi sono loro a costituire la linfa del reparto. Federspecializzandi, l’associazione più rappresentativa, ha inviato al governo la richiesta di abrogazione del comma sotto accusa: «L’applicazione della tassa non è accettabile. Il compenso economico del medico non strutturato subirebbe una botta insostenibile». Proclamata la sospensione dell’attività nei policlinici a partire da oggi pur «dispiaciuti dei disagi ai cittadini».
Per Francesco Vitucci, leader di Adi, Associazione dottorandi italiani, è una tassa senza ragione perché «per lo stato gli introiti sarebbero ridicoli». Ma al di là degli effetti economici, secondo Mazzucco l’aspetto peggiore è il «segnale negativo e contraddittorio. Vengono colpiti i giovani, l’opposto di quanto è stato promesso. Stiamo parlando dei futuri ricercatori italiani».
Appoggio alle associazioni è stato promesso da alcuni parlamentari. Per Annagrazia Calabria, coordinatore nazionale dei giovani del Pdl, un prelievo fiscale di questo genere «preoccupa e sorprende: non è possibile vivere in un Paese dove da una parte non si parla che di aiutare le nuove generazioni e dall’altra non si fa nulla per sollevarle dalle tassazioni».
Il Segretariato italiano giovani medici (Sigm) denuncia «l’ennesima ingiustizia ai danni della categoria. Questa situazione si aggiunge ad altre problematiche e criticità. È più vantaggioso andare all’estero per esercitare la professione». In media uno studente di medicina impiega 13 anni per terminare i corsi di specializzazione dall’ingresso in facoltà.

Margherita De Bac
mdebac@corriere.it

http://www.corriere.it/politica/12_aprile_16/tasse-borse-studio-specializzandi-debac_784c0d14-87aa-11e1-99d7-92f741eee01c.shtml

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Categorie: giovani, Giovani Medici, Salute e Benessere, Sanita' | Tag: | Lascia un commento

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