Rossi (Omceo Milano), giovani chirurghi inesperti. Urge legge per formazione sul campo

I giovani medici non sanno usare il bisturi. Così un articolo uscito sul Giornale ha sollevato, per voce di Roberto Carlo Rossi (foto), presidente dell’Ordine dei medici di Milano, il problema della scarsa competenza pratica dei medici specializzandi, in particolare nelle specialità chirurgiche. «I corsi universitari», conferma a DoctorNews33 il presidente dell’Ordine milanese, «formano molto bene sul piano teorico meno su quello pratico. I giovani assistono agli interventi e devono sgomitare per diventare il secondo assistente, ma non succede, quello che succede in molti paesi europei, dove un giovane specializzando può esercitare già sul campo». Ecco perché secondo Rossi «serve un dispositivo di legge che imponga allo specializzando nel corso degli anni di formazione di arrivare a firmare referti e di realizzare interventi chirurgici in prima persona» Un discorso che, secondo Rossi, si può estendere anche agli internisti «un cardiologo al termine della sua specialità deve essere in grado di fare una coronarografia da solo, nella maggior parte dei casi così non è». L’Italia, perciò, non è un posto per giovani, un discorso che non vale solo nell’ambito medico, «temo sia così» conferma il medico milanese, «anche per problemi di assetto legislativo o per l’assenza di coperture assicurative ed è una situazione che tocca la mia Regione, la Lombardia, ma, senza fare di ogni erba un fascio, riguarda tutto il territorio, probabilmente in maniera anche più grave in altre realtà. Le eccezioni non mancano» conclude Rossi «ma solo un assetto legislativo forte può rendere l’eccezione norma».
«È un problema di sistema» conferma Walter Mazzucco presidente nazionale Segretariato italiano giovani medici (Sigm) «di cui soffrono in particolare i giovani chirurghi. Urge riorganizzare la rete universitaria, onde evitare» continua «il flusso di uscita di molti giovani colleghi verso altri paesi europei dove questo problema non esiste» Secondo Mazzucco se da una parte è evidente la «carenza accademica» esiste anche un retaggio legato alle leggi del passato che hanno privilegiato «scelte al ribasso più che valorizzare il ruolo del medico» Ecco perché conclude il presidente Sigm «occorre rifondare il sistema fondativo dell’accesso alla formazione specialistica, senza cadere nelle logiche di contrapposizione che non sono per nulla produttive» Mazzucco conclude con un esempio: «Barnard ha fatto il primo trapianto quando aveva 35 anni. Da noi sarebbe mai possibile?»

Marco Malagutti

DOCTORNEWS33

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Categorie: Giovani Medici, ordine medici milano, sanita' milano | Tag: , | Lascia un commento

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