Errori clinici al San Paolo Chiesti 7 mila euro a cinque medici

E adesso l’Erario pesca direttamente nelle tasche dei medici. Costretti a risarcire con i propri soldi i casi di malpractice . È quanto appena successo a cinque professionisti del San Paolo: tre già in pensione, mentre due addirittura morti. Il provvedimento della Corte dei Conti è arrivato, infatti, dieci anni dopo la denuncia.
È una delle prime cause per danno erariale in cui ci si rivale direttamente sui professionisti, chiamati a rimborsare la franchigia all’ospedale. Nel caso specifico il rimborso è di settemila euro a testa. Ma tutta la categoria dei medici ora comincia a tremare: ci sono infatti ospedali con franchigie che arrivano al milione di euro, altri che hanno addirittura smesso di assicurarsi per gli eccessivi costi delle polizze imposti dalle compagnie (dopo il boom di denunce), altri ancora con assicurazioni sempre più riluttanti a farsi carico degli errori medici e che si appellano a mille cavilli per non pagare i danni da malasanità. Così il medico rischia sempre più spesso di dovere pagare di tasca propria cifre da capogiro.

I tre camici bianchi del San Paolo, contattati dal Corriere, hanno chiesto di restare anonimi anche perché ormai sono in pensione: «L’amarezza è troppa, vogliamo solo dimenticare», è stato il ritornello. Il motivo per cui sono stati chiamati a rimborsare settemila euro ciascuno all’ospedale viene, però, ripercorso passo dopo passo: «Nel 2003 è stata ricoverata al San Paolo una donna con una diagnosi grave di diabete, alla quale alla fine delle terapia è stato amputato un piede. La paziente denuncia l’ospedale perché ritiene che l’amputazione si sarebbe potuta evitare se avesse avuto cure migliori. Nel 2007 l’assicurazione dell’ospedale decide di pagare in sede extragiudiziale 88 mila euro di risarcimento danno. Di questi soldi nel 2008 il San Paolo deve metterne 30 mila, pari alla franchigia. È del 2010, dunque, la segnalazione alla Corte dei conti per presunto danno all’erario da parte dei medici accusati di malpractice (l’ospedale, infatti, paga con soldi pubblici). Quindi la sentenza, con i professionisti che devono risarcire l’ospedale di tasca propria».

Il ginecologo della Mangiagalli Alessandro Bulfoni, in un’email appena inviata al Corriere , inquadra la questione: «Le segnalazioni alla Corte dei Conti sono in aumento perché vengono fatte anche in casi privi di sentenza del Tribunale, ma dove è stato raggiunto un accordo tra le parti liquidando il paziente (come nel caso appena raccontato, ndr ): il medico ignaro di tutto non ha modo di avere alcuna difesa e il danno erariale c’è stato, ma per volontà dell’ufficio legale dell’ospedale che ha scelto di liquidare il sinistro, sapendo poi di poter recuperare i soldi della franchigia segnalando il caso alla Corte dei Conti con rivalsa sul medico». Ma questa è tutela del lavoratore? «Le franchigie che gli ospedali hanno con il contratto di assicurazione sono a discrezione loro – continua Bulfoni -. I medici non ne sono a conoscenza e non hanno modo di tutelarsi pur pagando di tasca propria diverse polizze assicurative (Rc professionale, colpa grave, spese legali)». Sulla questione è stata convocata per lunedì sera una riunionestraordinaria dell’Ordine dei Medici di Milano. «È urgente trovare una soluzione per dare una copertura assicurativa a tutti i professionisti – dice Roberto Carlo Rossi, presidente dell’Ordine -. Purtroppo la strada è ancora lunga. In tempi brevi, comunque, chiederemo un incontro alla Corte dei Conti».

I medici sono condannati sulla base di perizie tecniche: documenti spesso – è l’accusa – troppo superficiali perché effettuati da professionisti nominati senza esperienza ospedaliera o senza competenze specifiche. Il ragionamento è: come può esprimere un giudizio clinico un medico che non ha mai eseguito quel determinato intervento in vita sua o non ha mai diagnosticato o curato la patologia per la quale è chiamato a esprimere un parere? «Senza puntare il dito contro nessuno vogliamo collaborare con il Tribunale e la Corte dei Conti – ribadisce Rossi – per rivedere l’albo dei periti e valutare la competenza specifica degli iscritti».

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_aprile_16/errori-clinici-san-paolo-pagano-medici-212668322140.shtml

Simona Ravizza

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Categorie: ordine medici milano, sanita' milano | Tag: | Lascia un commento

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