In fuga dal dentista per la crisi, -40% dentiere e impianti

Roma, 15 apr. (Adnkronos Salute) – Se la crisi morde il portafogli, sempre di più si risparmia rinunciando alle spese importanti, o rinviandole a tempi migliori, anche se si tratta delle cure del dentista. “E’ il caso di dentiere, protesi e impianti, che quest’anno hanno registrato un -40% rispetto anche solo a 3-4 anni fa. Oggi vediamo i pazienti soprattutto per le cure d’emergenza, estrazioni, carie, otturazioni o problemi dolorosi e non rinviabili. Mentre spesso si rinviano interventi di implantologia, più costosi”. A testimoniarlo all’Adnkronos Salute è il presidente nazionale di Andi (Associazione nazionale dentisti italiani), Gianfranco Prada, che sottolinea come “questo fenomeno oggi sta colpendo tutti, non solo le persone anziane che per prime si sono trovate di fronte al problema di far quadrare i conti”.

“Risultato? Sempre più spesso – dice Prada – si ‘risparmia’ sulle cure odontoiatriche. Con un calo per le prestazioni più impegnative che possiamo stimare in almeno il 40%”, sottolinea Prada. Se dal dentista si va “quando il dolore non si sopporta più, per devitalizzazioni, carie, otturazioni saltate – prosegue – per il resto si rinuncia o si rinvia, come testimonia anche il fatto che i laboratori odontotecnici soffrono moltissimo. Oltretutto in questo modo il risparmio è temporaneo, e gli effetti reali si vedranno fra qualche anno: se un intervento mirato e puntuale può consentire un approccio meno radicale e più conservativo, con il passare del tempo si rischia poi di dover per forza optare per lavori più importanti”.

Se la crisi fa risparmiare adulti e anziani, gli italiani cercano comunque di salvaguardare il sorriso dei bambini. “Anche qui, parliamo di ortodonzia, c’è stato un calo, che però si ferma al 20%. Insomma, i genitori magari rinunciano per sè ma cercano di non rinviare le cure per i figli”.

In ogni caso l’esperto testimonia una situazione di notevole sofferenza, “e proprio ora potrebbe essere opportuno rilanciare il progetto di odontoiatria sociale sottoscritto dall’Andi insieme al ministero della Salute” dall’allora sottosegretario alla Salute, Ferruccio Fazio. “Un progetto ancora attivo, cui nel tempo hanno aderito circa 6 mila colleghi, che però da tempo non viene più pubblicizzato fra i cittadini”.

Il progetto, sottoscritto nel 2008 e varato nel 2009, “è valido su tutto il territorio nazionale” e include prestazioni odontoiatriche a onorari concordati e uniformi (visita odontoiatrica, ablazione tartaro e insegnamento igiene orale, sigillatura dei solchi dei molari e premolari, estrazione di elemento dentario compromesso, protesi parziale con ganci, protesi totale) per alcune categorie (donne in gravidanza, indipendentemente dal reddito, ma solo per prestazioni di prevenzione; titolari di social card; soggetti con Isee non superiore a 8.000 euro; soggetti con Isee non superiore a 10.000 euro aventi diritto all’esenzione totale dal ticket per determinati motivi).

“Ebbene proporremo al nuovo governo di rilanciare il progetto, che rappresenterebbe un reale aiuto per gli italiani alle prese con gli effetti della crisi economica”, conclude Prada, perchè il fenomeno “della rinuncia alle cure odontoiatriche oggi sta colpendo tutti”, e gli effetti per la salute rischiano di farsi sentire fra qualche anno.

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