Giovani medici e dentisti in crisi

di Marina Ranucci

ROMA. 8 luglio 2013 – La crisi è ormai un dato di fatto, non solo economico. Tra i medici infatti si discute di “crisi di formazione”. I giovani che si apprestano ad accedere alle specializzazioni non hanno contratti sufficienti,

mentre quelli che scelgono l’odontoiatria sono costretti a combattere contro una fila di oltre 10mila abusivi. È questo il drammatico quadro dei professionisti della sanità pubblica italiana, emerso oggi in audizione davanti alle commissioni Affari sociali e Bilancio della Camera per l’indagine conoscitiva sulla sfida della tutela della salute tra nuove esigenze del sistema sanitario e obiettivi di finanza pubblica. «Centinaia di migliaia di professionisti vivono in un clima di incertezza economica e professionale – ha affermato Sergio Bovenga, rappresentante della Federazione degli Ordini dei medici (FnomCeo) – considerati “anonimi fattori produttivi” da un sistema che subordina le finalità sanitarie alla tenuta dei conti». In Italia infatti dei 30-40mila precari del settore sanitario, 8mila sono medici solo contando i contratti a tempo determinato. Senza poi contare altre forme di precarietà, concentrate peraltro in punti nevralgici dell’assistenza, in particolare in alcune Regioni italiane. «Di fronte a questo scenario – ha sottolineato Bovenga – senza compliance dei protagonisti anche le organizzazioni si impoveriscono». Quel che peggiora di gran lunga la situazione del comparto medico, è la mancanza di nuovi medici specializzati, soprattutto in medicina generale. Un imbuto per migliaia di giovani medici, in maggioranza donne senza prospettive di qualificazione professionale e accesso al Servizio sanitario nazionale. «Il decreto del Miur porta a 5 gli anni di specializzazione in medicina e a 6 quelli in chirurgia – ha spiegato il rappresentante FnomCeo – a fronte di un’insufficienza di contratti di formazione che quest’anno sono 500 in meno rispetto alle esigenze e che – sottolinea – a regole invariate il prossimo anno saranno 2mila in meno» conclude. Un altro problema che affligge la sanità pubblica riguarda le cure odontoiatriche che in Italia colano a picco. Se nel 2005 solo il 40% degli italiani andava dal dentista, nel 2011 la percentuale è scesa al 32%. Ed a pagarne le conseguenze sono proprio i professionisti, che non solo devono cercare di sopravvivere alla discesa imperterrita della domanda, ma anche alla concorrenza sleale degli abusivi. «Sono diecimila in Italia i dentisti abusivi – ha affermato Gianfranco Prada, presidente dell’Associazione nazionale dentisti italiani (Andi) – tra pochi anni ci sarà una vera e propria emergenza odontoiatrica, anche i dentisti pubblici lavorano ormai solo 3 ore al giorno». i dati dicono che l’offerta di odontoiatria italiana oggi è in eccesso rispetto al fabbisogno. Infatti, vi è un dentista ogni 1.042 abitanti, mentre secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, dovrebbe esserci un odontoiatra ogni 2 mila abitanti nei Paesi industrializzati. «La riduzione della domanda – spiega Prada – ha determinato una riduzione delle cure e un peggioramento della salute orale. Le cure oggi sono solo di emergenza – chiosa l’esperto – per curare infezioni o dolore, ma non protesi. Nei prossimi anni ci sarà una vera e propria emergenza odontoiatrica, le richieste saranno sempre maggiori». Proprio per questo, l’associazione chiede e si rende pronta immediatamente ad operare «al fianco del ministero della Salute – dichiarano dall’Andi – per portare avanti campagne di sensibilizzazione nelle scuole».

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Categorie: giovani, Giovani Medici, medici, ordine medici milano, ospedali, Sanita', sanita' milano | Tag: | Lascia un commento

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