Personale Ssn. Conto annuale 2012. In cinque anni quasi 9.000 in meno. Ma la spesa aumenta

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In tutto 673.335 operatori dipendenti (65% donne), più 33.322 flessibili. Il calo dal 2007 è stato dell’1,3%. La spesa nel 2012 è stata di 40,131 miliardi (+2,8% rispetto al 2007). Retribuzione media 38.781 euro. Ecco i dati del rapporto del Mef. LA SINTESI.

17 DIC – Sono 673.335 (234.879 uomini e 438.456 donne) gli operatori con rapporto di lavoro dipendente del Servizio sanitario nazionale registrati nel Conto annuale 2012 del Ministero dell’Economia. L’1,3% in meno rispetto al 2007, pari a 8.862 unità di personale in meno. Da registrare che la riduzione media dell’intera PA nello stesso periodo (2007/2012) è stata però del 5,6%.

A questi si aggiungono 33.322 operatori che nel 2012 risultano avere un rapporto di lavoro flessibile con il Ssn. Va detto che dal 2007 al 2012 sono stati comunque stabilizzati 24.508 contratti flessibili di varia natura nel comparto del Ssn.

Per il SSN sono rilevate tutte le ASL (aziende sanitarie  locali), le aziende ospedaliere, gli IRCCS (Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico) e i  Policlinici nonché gli ESTAV (Enti per i servizi tecnico-amministrativi di area vasta).

Non in tutti i comparti della PA c’è lo stesso ricorso al tempo determinato né si registra lo stesso andamento. Si può anzi dire che nel 2012 in due comparti, quello delle Regioni ed autonomie  locali e quello del SSN, sono concentrati i due terzi delle unità annue di tempo determinato,  equamente suddivise. Entrambi i comparti presentano dei valori in forte calo in tutto il periodo;  per gli enti locali si sono registrate forti oscillazioni nel tasso di riduzione che tuttavia hanno  portato nel sesto anno ad un minor ricorso al tempo determinato o alla formazione lavoro per circa  il 40% rispetto al 2007. Negli enti del SSN la riduzione è stata più graduale ma ha comunque  portato ad un minor utilizzo di queste forme di lavoro flessibile per circa il 25% rispetto agli anni  iniziali del periodo considerato.

L’aggregazione dei dati di spesa per l’intero pubblico impiego – avverte il Mef – contiene una forzatura metodologica poiché tutti i comparti effettuano la rilevazione con il criterio della cassa, dichiarando cioè le spese  effettivamente sostenute nell’anno di rilevazione, mentre il solo comparto della Sanità effettua la  rilevazione con il criterio della competenza economica, ossia rilevando il costo di competenza di  ciascun esercizio indipendentemente dal momento di effettiva manifestazione dell’esborso di cassa.

Detto questo la sanità copre il 25,02% del totale della spesa per un totale complessivo (tra dipendenti e flessibili) di 40,131 miliardi di euro nel 2012 con un incremento del 2,8% rispetto al 2007.

Come era stato facile prevedere fin dallo scorso anno – rileva il Mef – nel 2012 la spesa per il personale della Sanità ha superato per la prima volta quello della Scuola (40,020 miliardi), per anni in vetta alla classifica generale, che ha però 340 mila unità di personale in più. Ma tale superamento – scrive ancora il Mef -non va ricercato nell’incremento della spesa per il personale della sanità ma nella marcata riduzione di quella della Scuola, operata con le manovre che si sono succedute nel corso degli ultimi anni che hanno prodotto nei soli esercizi 2011 e 2012 una riduzione di circa 3,2 miliardi di euro e di circa 30.000 unità.

La retribuzione media del personale sanitario dipendenterisulta essere di 38.781 euro. I valori sono espressi al lordo dipendente e sono al netto delle competenze fisse ed accessorie relative ad anni precedenti (arretrati) e comprendono: stipendio,
retribuzione di anzianità, 13ª mensilità, indennità integrativa speciale, indennità fisse, compenso per lavoro straordinario, remunerazione della produttività ed altre competenze accessorie. Non sono comprese le voci non aventi carattere direttamente retributivo quali ad esempio gli assegni familiari, i buoni pasto, le coperture assicurative. Non è invece compresa l’indennità di esclusività percepita dai medici e dagli altri dirigenti del ruolo sanitario.

http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=18784&fr=n

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