Giovani medici (Sigm): «L’accesso programmato a Medicina è valore da preservare»

«Il numero programmato per l’accesso a Medicina è un valore e come tale va preservato. Ma i recenti pronunciamenti dei Tar, unitamente alla sanatoria adottata dal Parlamento sul “bonus maturità”, impongono una riflessione circa una riconfigurazione tanto del contingente quanto delle modalità che regolamentano gli accessi ai corsi di laurea in Medicina». È questa la posizione dell’Associazione italiana giovani medici (Sigm), che, «pur rispettando le sentenze dei Tribunali amministrativi e le iniziative assunte dal legislatore», in un comunicato esprime «viva preoccupazione per la messa in discussione dell’intero impianto dell’accesso programmato a Medicina, per le sue ricadute sia sulla salute dei cittadini che sulle prospettive formative ed occupazionali dei futuri medici».

Per l’Associazione è necessario «avere un approccio di sistema per effettuare un’adeguata programmazione del fabbisogno di professionalità mediche, non limitandosi agli aspetti quantitativi, ma avendo almeno pari attenzione per quelli qualitativi». Il fenomeno della pletora medica (ossia il sovrannumero conseguente all’accesso incontrollato a Medicina) registratosi nel nostro Paese «ha dimostrato che quei medici i quali, a fronte dei sacrifici compiuti per sostenere l’impegnativo percorso formativo-professionalizzante in Medicina, non trovano gratificazioni professionali ed esistenziali, non sono in condizioni di esprimere al meglio le loro potenzialità all’interno del sistema salute». Per Sigm «si rischia, in assenza di un’inversione di tendenza e della mancanza di interventi incisivi e strutturati da parte del decisore, di ricadere nel fenomeno della pletora medica, edizione 2.0» e perciò «si dovrebbero innanzitutto mettere a sistema i vari flussi informativi esistenti, che a vario livello esplorano dimensioni diverse del contingente di professionalità mediche in attività, ma senza incrociarsi tra loro e perdendo quindi la visione di insieme».

Ecco perché i Giovani medici sostengono la necessità per il ministero della Salute di dotarsi, e di dotare al contempo le Regioni, di strumenti e metodologie utili a programmare il fabbisogno ottimale di professionalità mediche del Ssn.

«Chiediamo che ministero della Salute e Miur istituiscano con urgenza un tavolo di lavoro interministeriale – concludono i Giovani medici – incaricato di rivisitare sia il sistema di accesso a Medicina che le modalità di programmazione del fabbisogno di professionalità mediche In tal senso, si potrebbe guardare al modello francese di sistema di accesso, corretto mantenendo una selezione a graduatoria nazionale nel passaggio tra il primo e il secondo anno di corso. Inoltre, appare inevitabile provvedere a una diminuzione controllata del contingente di accessi, intervenendo al contempo nel post laurea con una rimodulazione quali-quantitativa del fabbisogno di professionalità medico specialistiche a favore dei profili generalisti, come ci insegnano le esperienze più lungimiranti di altri Paesi».

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