Medici che sbagliano: anche la Gran Bretagna apre al penale

Negligenza volontaria è il nuovo reato chiesto per inviare messaggi chiari a medici, amministratori e strutture sanitarie: le cure scadenti vanno sanzionate e censurate pubblicamente. È quanto sostiene Karen Yeung, professore alla Dickson Poon School of Law del King’s College di Londra, autrice con il collega Jeremy Horder del Department of Law della London School of Economics di un articolo pubblicato sulla rivista BMJ Quality and Safety riguardo la qualità e la sicurezza delle cure. Spiega Yeung: «La normativa esistente non è all’altezza del compito: molti pazienti sono vulnerabili come le persone mentalmente inabili, ma nel diritto penale non godono della stessa protezione contro negligenza o maltrattamenti durante le cure. E questo va cambiato». Nel suo rapporto di un anno fa sullo scandalo al Mid Staffordshire Nhs Foundation Trust, Robert Francis raccomandava sanzioni penali per le violazioni di norme fondamentali nel trattamento dei pazienti. Indicazioni riprese e perfezionate nella successiva relazione Berwick sulla sicurezza del Servizio sanitario britannico, pubblicata la scorsa estate. E nel loro articolo, Yeung e Horder esaminano pro e contro dell’attuale diritto penale nel contesto delle forniture di assistenza sanitaria, domandandosi se la legislazione in vigore offra sufficiente tutela ai pazienti. «Ci siamo domandati anche se fosse il caso di introdurre un nuovo reato penale per supportare la conformità agli standard normativi» riprende l’avvocato, sottolineando che i pazienti possono presentare ricorsi di non conformità delle cure attraverso i tribunali civili. Ma la responsabilità civile ha un ruolo limitato anche perché è essenzialmente considerata un fatto privato, senza criteri di interesse pubblico. «Ci sono diversi reati penali esistenti che potrebbero essere applicati alla prestazione sanitaria, tra cui l’omicidio colposo per negligenza grave. Ma questo tipo di accusa è normalmente contestata a individui o piccole imprese, e sarebbe inopportuna a carico di ospedali, amministrazioni locali o medici di famiglia» sostiene Yeung. Allo stesso modo, ci sono reati penali ai sensi della legislazione vigente che potrebbero sostenere un’imputazione di aver causato la morte di un paziente, ma non coprono la negligenza, i maltrattamenti, le terapie non corrette o l’indifferenza che non si traduce nella morte del malato. «Robert Francis suggerisce di tracciare una linea fra danno grave, offesa da rubricare come reato, e danni minori da non perseguire» prosegue l’avvocato britannico. Separare le due cose, tuttavia, sarebbe piuttosto difficile, data la mancanza di una definizione legale di danno grave. Sarebbe invece preferibile concentrarsi sull’elemento di colpa, intesa come negligenza volontaria, nello svolgimento delle cure. Ciò eviterebbe di criminalizzare errori involontari momentanei, ma colpirebbe comportamenti come l’abuso verbale persistente o la dimissione anticipata di pazienti ancora non stabilizzati. «Lo scopo del nuovo reato non sarebbe quello di promuovere un approccio punitivo alla qualità delle cure, ma di bloccarne gli eccessi peggiori» conclude Yeung. Ben diversa la situazione in Italia, dove gli errori clinici sono perseguibili penalmente, oltre che in sede civile, al contrario di quanto succede negli altri Paesi europei esclusa la Polonia. I risultati? Troppi processi, tempi lunghissimi, migliaia di reati prescritti per scadenza di termini, costi elevatissimi, strutture pubbliche assicurate a costi proibitivi. È da questo quadro che parte l’ipotesi di nuove norme sul rischio clinico, con depenalizzazione degli errori medici. L’obiettivo? Separare il penale dal civile, ottenendo procedure snelle e risarcimenti veloci, oltre che una sperata riduzione dei costi assicurativi per gli ospedali del Servizio sanitario nazionale.

BMJ Qual Saf. 2014 Mar 5

Annunci
Categorie: estero, Giovani Medici, Sanita' | Tag: | Lascia un commento

Navigazione articolo

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: