Giovani Medici (S.I.G.M.): si rispetti l’incompatibilità tra medici dipendenti in quiescenza dal SSN ed il convenzionamento con la specialistica ambulatoriale.

“Riceviamo segnalazioni da tutta Italia in merito a deroghe rispetto a quanto previsto dalla normativa vigente. Chiediamo l’intervento del Ministero della Salute, delle Regioni e degli OMCeO; E’ venuto il momento di mettere un punto alla prassi diffusa di riservare corsie preferenziali ai medici in quiescenza ex dipendenti del SSN a scapito delle nuove generazioni di medici.”

E’ una forte presa di posizione quella con cui Il Segretariato Italiano Giovani Medici (S.I.G.M.) chiede l’intervento del Ministero della Salute, delle Regioni e degli Ordini, al fine di richiamare il rispetto dell’incompatibilità tra l’attività di medico convenzionato con il S.S.N. ed i medici in quiescenza già dipendenti del S.S.N., oltre che di disporre che le convenzioni vengano attribuite esclusivamente secondo il punteggio maturato ai sensi della normativa vigente (ACN 2005 e smi).

 <<Giungono alle nostre sedi in tutta Italia segnalazioni circa il perpetrarsi di una prassi consolidata da parte delle A.S.L. e dei Comitati Consultivi Zonali nel senso di attribuire incarichi di studio e di consulenza o addirittura incarichi di medicina specialistica convenzionata a soggetti, già appartenenti a ruoli del S.S.N., che vanno in pensione per aver raggiunto l’anzianità contributiva necessaria, per poi ricoprire nuovi ruoli nei diversi Servizi Sanitari Regionali>> spiegano i Giovani Medici (SIGM). Si tratta secondo il SIGM di una ingiustificabile forma di penalizzazione a scapito dei giovani medici, che quei ruoli potrebbero ricoprirli utilmente, maturando esperienza ed anzianità di servizio; e che, per aspirare ad accedere alla specialistica convenzionata, spesso permangono per anni in graduatorie immobili per poi scoprire che in quelle stesse graduatorie possono essere scavalcati da quanti fuoriescono dal SSN, potendo documentare titoli ben più strutturati di quelli esibibili dai più giovani colleghi.

Se non fosse per il fatto che tali prassi scavalcherebbero quanto previsto dalla normativa vigente. Infatti, il Legislatore, con l’art. 25 della L. 23 Dicembre 1994, n. 724, aveva già inteso precludere l’affidamento di incarichi “di consulenza, collaborazione, studio e ricerca” ai dipendenti che cessano volontariamente dal servizio, pur non avendo il requisito previsto per il pensionamento di vecchiaia, ma che tuttavia dispongono dei requisiti contributivi per l’ottenimento della pensione anticipata di anzianità. Questa volontà è stata peraltro ribadita dall’art. 5, comma 9 del D.L. 6 Luglio 2012, n. 95. E davanti al sussistere di comportamenti opposti alla volontà del legislatore, il Ministero dell’Economia, con nota del 7 Gennaio 2014 (MEF-RGS Prot. 104123 del 16/12/2013 U), affermava con chiarezza che “non sembrano dunque sussistere dubbi circa il fatto che le norme in questione pongono in capo alle pubbliche amministrazioni il divieto di conferire incarichi di studio o consulenza al personale già dipendente e collocato in quiescenza, ove tali incarichi abbiano ad oggetto la medesima attività, ovvero le medesime funzioni svolte in vigenza del rapporto di lavoro dipendente“, aggiungendo che “tale divieto sembra dunque doversi applicare anche al conferimento di incarichi che si concretizzino nello svolgimento di funzioni di medico convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale, ove il soggetto interessato sia cessato da un rapporto di dipendenza con lo stesso Servizio sanitario nazionale, atteso che il rapporto convenzionale viene inquadrato, da giurisprudenza consolidata, fra le prestazioni d’opera professionale, di natura privatistica“.

 

Su queste basi, i Giovani Medici (SIGM) si sono rivolti al Ministro della Salute, ai Presidenti delle Regioni, agli Assessori Regionali della Salute ed agli OMCeO per <<richiamare il rispetto di quanto previsto dalla vigente normativa, e di regolamentare chiaramente, laddove ve ne fosse necessità, l’incompatibilità e quindi l’obbligo di scelta tra l’attività di medico convenzionato con il S.S.N. ed il trattamento pensionistico di medici già dipendenti del S.S.N., oltre che disporre che le convenzioni vengano attribuite esclusivamente secondo il punteggio maturato ai sensi della normativa vigente (ACN 2005 e smi), evitando la prassi diffusa di riservare corsie preferenziali ai medici in quiescenza del S.S.N. a scapito delle nuove generazioni di medici”.

Il SIGM, associazione non sindacale di categoria, auspica che a tale richiesta si uniscano anche i colleghi delle sezioni giovanili dei Sindacati ospedalieri e del territorio, anche per dare finalmente concretezza alle attenzioni che le organizzazioni sindacali negli ultimi tempi dichiarano di riservare nei confronti delle giovani generazioni di medici.

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Categorie: Giovani Medici, ordine medici milano, Salute e Benessere, sanita' milano | Tag: | Lascia un commento

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