SI all’incremento dei finanziamenti per l’accesso al post laurea

Il Governo non è in grado di reperire risorse da investire nella formazione post laurea dei giovani medici e dei non medici di area sanitaria: l’Italia è un Paese per #medicisenzafuturo!

Scenario: nel 2020 i pazienti italiani rischiano di avere una #sanitàsenzafuturo e si recheranno a curarsi all’estero, dove troveranno medici e non medici italiani.

Sono migliaia i Giovani Medici italiani che potrebbero emigrare verso l’Estero. Uno stillicidio iniziato ormai da tempo che potrebbe trasformarsi in una copiosa emorragia. Tutto ciò poiché lo Stato Italiano, dopo aver formato migliaia di giovani laureati in medicina e chirurgia, non riesce a garantirne la formazione post lauream. E per un laureato in medicina il possesso del Diploma di Specializzazione, rilasciato dalle Università, o del Diploma di formazione specifica di Medicina Generale, conseguito a seguito della frequenza di un corso triennale incardinato nei Servizi Sanitari Regionali, rappresenta un requisito indispensabile per accedere ai ruoli della dirigenza medica ed al convenzionamento del Servizio Sanitario Nazionale.

A fronte di una stima di almeno 9000 candidati (6.700 neolaureati circa a cui devono aggiungersi quanti non hanno avuto accesso al post laurea nei precedenti anni accademici), il contingente di contratti di specializzazione attualmente finanziabili dal Governo Italiano non raggiungerà nella migliore delle ipotesi le 3.500 unità, a cui devono aggiungersi circa 900 borse di studio per la formazione specifica di medicina generale. Il quadro tenderà a peggiorare nei prossimi anni in ragione dell’incremento progressivo degli accessi a medicina, effettuato negli ultimi anni senza l’adeguamento del capitolo di spesa sulla formazione medica post laurea: in assenza di interventi urgenti, migliaia di giovani professionisti e, in prospettiva, migliaia di studenti in medicina (il numero di accessi a medicina negli ultimi anni è stato incrementato progressivamente, ponendo le basi per un progressivo incremento del differenziale tra domanda ed offerta) saranno condannati all’emigrazione forzata o alla disoccupazione. Si tratterebbe di uno spreco di risorse umane e di una pessima valorizzazione delle professionalità della nostra sanità!

E va ricordato che accanto all’emergenza del finanziamento dei contratti di formazione specialistica per i medici, c’è anche la sacrosanta richiesta di contrattualizzazione da parte dei corsisti in medicina generale e degli specializzandi non medici di area sanitaria, giovani che ad oggi si spendono con passione nella propria formazione/lavoro senza avere riconoscimenti adeguati né tutele.

Il dato relativo all’emigrazione (temporanea e/o definitiva) di giovani medici italiani è impressionante: sono oltre 6.400 i giovani medici, pari al 15% dei neoformati all’anno, che dal 2009 hanno avviato le pratiche per esercitare la professione all’estero, ed il trend incrementale di quanti si stabiliscono in modo permanente in Svizzera, Regno Unito, Francia e Germania è preoccupante.

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Categorie: Giovani Medici, Sanita', sanita' milano | Tag: | Lascia un commento

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