Da intramoenia a turnover, arriva Patto salute

Roma, 14 lug. (AdnKronos Salute) – Via libera alla riforma dell’intramoenia e allentamento dei vincoli sull’assunzione del personale sanitario anche per le Regioni in piano di rientro. E ancora. Fondo sanitario certo per i prossimi tre anni, riforma dei ticket, riorganizzazione della rete ospedaliera, più cure sul territorio, nuovi Lea, revisione del prontuario farmaceutico, numerico unico per l’emergenza. Questi i pilastri del nuovo Patto della Salute, il documento che disegna la sanità del prossimo triennio. L’intesa, frutto di un intenso lavoro durato mesi tra le Regioni, il ministero della Salute e quello dell’Economia, pone infatti le basi per una riorganizzazione globale del Servizio sanitario nazionale.

Ecco, nel dettaglio, alcuni punti chiave del documento:

Fondo sanitario – Nel Patto ci sono cifre certe. Per il 2014 ammonterà a 109,9 miliardi di euro, per il 2015 a 112 miliardi, per il 2016 a 115,4. La suddivisione del fondo tra le Regioni dovrà rispettare nuovi criteri, che premiano le regioni più virtuose dal punto di vista della spesa. Nel patto si sottolinea come i risparmi che deriveranno dall’applicazione delle misure di contenimento della spesa dovranno rimanere nella disponibilità delle Regioni, che dovranno usarli per fini sanitari.

Ospedali – Va adottato senza ulteriori rinvii il regolamento sugli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi. I posti letto negli ospedali dovranno scendere a un livello di 3,7 letti ogni mille abitanti, comprensivi di 0,7 posti letto, sempre per mille abitanti, per la riabilitazione e la lungodegenza. Una riduzione che dovrà essere attuata, seguendo coordinate ben precise, con l’adozione di provvedimenti da emanare entro il 31 dicembre 2014. Per quanto riguarda le strutture ospedaliere private accreditate, dal 1 gennaio 2015 saranno accreditate solo quelle con una soglia non inferiore a 60 posti letto per acuti, ad esclusione di quelle mono specialistiche. Le strutture che non raggiungono la soglia dei 60 posti letto potranno però fondersi con altre strutture: da 40 posti letti in su sarà infatti possibile eseguire accorpamenti amministrativi.

Ospedali di comunità – Nascono gli ospedali di comunità: strutture nuove, già sperimentate in alcune regioni, che servono a ridurre i ricoveri non appropriati dovuti a ricadute di pazienti non seguiti abbastanza al loro domicilio. In questi piccoli ospedali l’assistenza è assicurata dai medici di famiglia dai pediatri territoriali o comunque da medici del sistema sanitario pubblico. Si fanno ricoveri brevi di persone non in grado di stare a casa o che necessitano di un’assistenza infermieristica continua.

Assistenza territoriale – Impulso deciso alle cure sul territorio. Il Patto sancisce l’importanza delle Unità complesse di cure primarie (Uccp) e delle Aggregazioni funzionali territoriali (Aft), cioè organizzazioni di medici di famiglia e pediatri che si uniscono per dare migliori servizi ai cittadini e soprattutto per assicurare una presenza continua nel corso della giornata. Si prevede che in questi maxi ambulatori possano anche lavorare specialisti. Si invita a promuovere una medicina di iniziativa, cioè che coinvolga i pazienti cronici. I malati devono essere invitati dal medico a fare i vari controlli e le visite periodiche legate alla loro patologia, non bisogna aspettare che siano loro a presentarsi. Le Uccp e le Aft faranno anche prevenzione ed educazione dei cittadini a corretti stili di vita ma organizzeranno, se necessari, anche servizi sanitari a domicilio. Nascono anche le farmacie di servizio, sempre per migliorare l’assistenza territoriale.

Intramoenia – Piena attuazione della legge Balduzzi. Le Regioni dovranno acquisire – per acquisto o locazione – presso strutture sanitarie autorizzate non accreditate, o convenzioni con altri soggetti pubblici, i necessari spazi ambulatoriali esterni. Se gli spazi non ci sono la Regione adotta un programma sperimentale per svolgere l’attività libero professionale intramuraria (Alpi) presso gli studi privati dei singoli professionisti collegati in una infrastruttura di rete. Il tutto con un pagamento in chiaro delle prestazioni con l’obbligo di tracciabilità della corresponsione di qualsiasi importo e l’obbligo di Pos negli studi convenzionati e in rete telematica.

Blocco turnover – Novità anche per il personale. Il blocco del turn over per le Regioni in piano di rientro vale solo fino al 31 dicembre dell’anno successivo a quello della verifica positiva. Prevista inoltre la revisione del parametro della riduzione dell’1,4% rispetto alla spesa del personale del 2004.

Accesso a Ssn – Per razionalizzare e facilitare l’accesso dei giovani medici al Ssn, Governo e Regioni dovranno istituire un tavolo politico ad hoc per individuare soluzioni normative anche in base a quanto accade negli altri Paesi Ue, che deve concludere i suoi lavori entro il 31 dicembre 2014.

Numero unico emergenza – Come richiesto dall’Europa il 118 dovrebbe lentamente sparire ed essere sostituito dal 112, cioè il numero unico europeo di emergenza. Le Regioni dovranno iniziare le procedure per il cambiamento. Tra l’altro si va anche verso la creazione di un numero unico 116-117 per le guardie mediche su tutto il territorio nazionale.

Ticket – Entro il 30 novembre 2014 una commissione ad hoc si occuperà di cambiare il sistema. Le nuove regole di compartecipazione dovranno tenere conto del reddito delle famiglie. Non è escluso che a chi dichiara redditi alti vengano tolte eventuali esenzioni per patologia.

Farmaci – L’Aifa, agenzia italiana del farmaco, dovrà provvedere ad aggiornare il prontuario farmaceutico dei medicinali rimborsabili sulla base del criterio costo/beneficio ed efficacia terapeutica, prevedendo prezzi di riferimento per le categorie terapeutiche omogenee. Un punto importante riguarda poi la revisione della normativa per consentire che l’autorizzazione all’immissione in commercio dei nuovi farmaci e la definizione del regime di rimborsabilità avvengano nello stesso momento.

Lea – I livelli essenziali di assistenza verranno aggiornati entro il 31 dicembre 2014. Quanto alla verifica dei Lea, il Patto prevede che il mancato conseguimento degli obiettivi di salute e assistenziali previsti, per i direttori generali costituisce un grave inadempimento contrattuale per la quale si prevede la decadenza automatica dei dg.

Sanità digitale – Regioni e Governo sigleranno, entro 30 giorni dall’intesa sul Patto, un Patto per la Sanità Digitale, cioè un piano strategico per la diffusione della sanità digitale. Si tratta di un piano strategico per eliminare gli ostacoli che rallentano la diffusione dell’e-health e per evitare realizzazioni parziali a macchia di leopardo come avvenuto fino a oggi.

Piani di rientro – I Piani di rientro dal deficit diventano Piani di riorganizzazione, riqualificazione e rafforzamento dei servizi sanitari regionali. Nel Patto è scritto chiaramente quali sono i loro nuovi obiettivi e anche che il commissario ad acta in caso di nuovi commissariamenti non potrà avere più nulla a che fare con incarichi politici e dovrà avere invece un curriculum che evidenzi qualificate e comprovate professionalità ed esperienza di gestione sanitaria.

Cabina di regia – Previsti anche monitoraggi e verifiche. Un tavolo politico composto da Salute, Economia e Regioni farà da cabina di regia per il monitoraggio sull’attuazione del Patto nei tempi e nei modi convenuti.

Cure all’estero – È fissata al 31 ottobre la deadline per l’adozione delle linee guida sull’assistenza sanitaria transfrontaliera. Molti gli adempimenti e i diritti da disciplinare, ma la priorità assoluta sono i criteri di autorizzazione e rimborso. Senza spese extra poi le Regioni dovranno istituire i contact point regionali, per consentire un efficace scambio di informazioni con il Punto di contatto nazionale, già attivo presso il ministero.

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