Donne medico, discriminazioni in Lombardia: Ordine Milano chiama la Regione

“Sei la prima in graduatoria ma sei aspetti un figlio? Non lavori, avanti un altro”. “Sei una dottoressa cui devo rinnovare il contratto insieme ad altri sette? I sette passano, tu sei in gravidanza”. I dialoghi saranno stati diversi, ma i fatti sono veri: nelle strutture milanesi ci sono problemi per i “camici rosa” in attesa, e l’Ordine dei Medici non riesce a raccogliere le denunce con nome e cognome per procedere contro i superiori rei della discriminazione, che è pure anti-deontologica. Le donne medico accondiscendono nella speranza di sbocchi lavorativi successivi. «Ma la discriminazione e chi l’ha commessa restano impuniti – spiega Maria Teresa Zocchi consigliera dell’Ordine di Milano – e resta lettera morta la legge sulle tutele delle lavoratrici in gravidanza». Nel triennio lo Sportello Donna dell’Ordine milanese ha raccolto una decina di “testimonianze”: «Sono la punta di un iceberg-dice Zocchi- il grosso dei problemi è segnalato negli ospedali privati convenzionati per le guardie notturne, incompatibili con la gravidanza. Se una giovane dottoressa ottiene un contratto in quelle fasce, o deve rifiutare, o nasconde la gravidanza, o quando è costretta a stare a casa il contratto (orario, in genere a termine) non è rinnovato. Persino le libere professioniste pure ricevono dall’Enpam cinque mesi d’indennità dal momento del parto ma le giovani con contratto a termine non l’hanno. Eppure la legge italiana (decreto 151/2001 ndr) vieta qualsiasi discriminazione fondata sul sesso nell’accesso al lavoro». Luciana Bovone, consigliera, segnala problemi nei grandi ospedali pubblici, dove «le colleghe in gravidanza di regola non sono sostituite ma le loro ore sono divise tra i colleghi costretti agli straordinari, spesso non pagati». Il leader Omceo Roberto Carlo Rossi lancia un appello alla Regione: «Le disparità oggi investono le donne e i giovani, ingaggiati ad esempio come liberi professionisti nei pronti soccorso, senza nessun legame con l’azienda: ma un medico che cura un paziente senza altre coperture che le proprie in caso di responsabilità è il segnale di un’assistenza senza garanzie. Se riconfermati, intendiamo chiedere all’Assessore un osservatorio per denunciare online i soprusi ai vertici della sanità regionale, con segnalazioni, anche anonime ma circostanziate, per evidenziare e reprimere i comportamenti non conformi alla legge».

Mauro Miserendino

http://www.doctor33.it/donne-medico-discriminazioni-in-lombardia-ordine-milano-chiama-la-regione/politica-e-sanita/news-53016.html?xrtd=XXXRRSLTTCYXTYLXXRATLLX

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Categorie: medici, ordine medici milano, Salute e Benessere, sanita' milano | Tag: , | Lascia un commento

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