I medici ‘bocciano’ la riforma di accesso al Ssn

Roma, 17 nov. (AdnKronos Salute) – Ai medici italiani non piacciono alcune novità del disegno di legge che riforma l’accesso dei medici al Servizio sanitario nazionale, presentato dal ministero della Salute e pronto per essere girato a quello dell’Istruzione. Dagli anestesisti ai medici dell’Ordine provinciale di Milano, è un coro di critiche alla bozza di Ddl delega ex articolo 22 del Patto della Salute su gestione e sviluppo delle risorse umane del Ssn.: “L’accesso del personale medico al Servizio sanitario nazionale con inquadramento in una categoria non dirigenziale – spiega il presidente dell’Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani -Emergenza area critica (Aaroi-Emac), Alessandro Vergallo – appare un maldestro tentativo di riordinarne la formazione specialistica”.

“E’ innegabile – sottolinea in una nota Vergallo – che nel nostro Paese molti ospedali partecipino attivamente, insieme alle Università, alla rete formativa dei medici specializzandi, ma la creazione di un percorso formativo specialistico ospedaliero ‘minore’, così concepito, aggiungerebbe al nostro Ssn ulteriori squilibri e rischi, sia professionali che assistenziali, a quelli già esistenti”. “Infatti – aggiunge – per quanto concerne specificatamente la disciplina di anestesia e rianimazione, per esempio, tutte le attività di diagnosi e cura sui pazienti sono esercitate personalmente e direttamente da ogni singolo medico anestesista rianimatore, e non da un’equipe: pertanto, è impensabile che tali attività siano poste in capo a medici neolaureati, le cui prestazioni professionali in tal caso si configurerebbero tutte come sostitutive e non integrative di quelle del personale specialista di ruolo”.

Non usa mezzi termini Roberto Carlo Rossi, presidente uscente dell’Ordine dei medici di Milano, che contesta in particolare 2 novità contenute nel Ddl: il punto che riguarda la carriera del medico ospedaliero distinta in professionale e manageriale, e quello relativo alla possibilità di essere assunti negli ospedali con lo stipendio della caposala (Dsuper) senza avere il titolo di specialista. “Ritengo vergognoso questo fatto – afferma Rossi – Che c’entra lo stipendio della caposala? Sono medici, con tutte le responsabilità annesse e connesse. Trovo inoltre semplicemente folle che un medico venga discriminato a seconda del ruolo di manager e di professionista”.

Per il numero uno dell’Omceo milanese “la verità è che, a causa dell’imminente uscita dalla professione di molti medici per una scarsa programmazione dei posti in Scuola di specialità (troppo pochi rispetto agli immatricolati prima e ai laureati dopo) e soprattutto per una scarsa volontà di investire nel personale medico, si trova più comodo degradare gli ufficiali a sottufficiali per pagarli di meno. Lasciandogli peraltro le stesse responsabilità. Con l’aggravante che il paziente che si ritiene danneggiato potrà sostenere di essere stato curato anche da un non specialista, facendo così lievitare la cosiddetta medicina difensiva”, avverte Rossi.

Annunci
Categorie: Giovani Medici, ordine medici milano, Sanita', sanita' milano | Tag: | Lascia un commento

Navigazione articolo

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: