Mazzucco (Sigm): bene riordino specialità, ora laurea abilitante

Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha controfirmato il decreto di riordino delle Scuole di specializzazione di Medicina già firmato nei giorni scorsi dal ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini. Il provvedimento diminuisce mediamente di un anno la durata dei percorsi di studio nelle scuole di specializzazione, rendendo più aderente la normativa italiana a quella stabilita in ambito comunitario. Questo consentirà ai giovani medici – spiega Walter Mazzucco, Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana Giovani Medici – di fare prima il loro ingresso nel mondo del lavoro, rendendoli, al contempo, più competitivi all’interno dei Paesi dell’Unione europea. Tale riduzione riguarda circa un terzo delle scuole di specializzazione sulle 55 restanti dopo il previsto accorpamento di 5 scuole e la soppressione di quelle di Medicina aeronautica e spaziale e di Odontoiatria clinica generale. Il decreto prevede, tra l’altro, per la scuola di specializzazione in chirurgia generale e per quella in neurochirurgia un percorso di studi della durata di 5 anni a fronte dei 6 anni fino ad oggi previsti.

Dottor Mazzucco, una riforma che vi soddisfa. Ma si sarebbe potuto fare qualcosa di più?

Ci tengo a precisare che siamo fortemente soddisfatti dei cambiamenti in atto, perché per quello che si poteva fare si è fatto moltissimo. Forse qualche passo in avanti si sarebbe potuto fare sulla razionalizzazione dell’offerta formativa, ma intanto portiamo a casa il risultato che per molte tipologie di scuole verrà ridotta la durata in maniera da rendere tali percorsi più funzionali e consentire l’accesso al mondo del lavoro in tempi più brevi, allineandoci in larga parte con gli standard Ue. La cosa importante adesso sarà lavorare sull’applicazione della riforma presso ciascuna università, garantendo la possibilità per parte degli specializzandi in corso, iscritti ai primi anni, di optare per il percorso ridotto per quelle scuole interessate dalla riduzione di durata. Un altro ambito su cui bisognerà insistere è quello della Scuola di Medicina delle Comunità e delle Scienze delle Cure Primarie, che, se si avrà il coraggio di superare le logiche di parte, potrà tradursi da subito in un percorso sperimentale in tutte le Regioni, tale da permettere di avere finalmente medici specialisti a supporto delle cure primarie

Per quanto riguarda invece la proposta di adozione della laurea abilitante in medicina, avrebbe secondo lei solo risvolti positivi o comporterebbe qualche rischio?

E’ una delle nostre proposte storiche che sosteniamo con forza perché porterebbe molteplici vantaggi. Questa riforma è necessaria per completare il processo di evoluzione del percorso formativo-professionalizzante pre e post lauream di medicina. L’attuale sistema, infatti, prevede che per accedere all’Esame di Stato, il laureato debba, ad integrazione delle attività formative professionalizzanti, acquisire dei crediti anche attraverso alcuni mesi di tirocinio pratico. Alla fine, tra la laurea e l’abilitazione, passano in media 6 mesi. Tempi inutili che vogliamo tagliare per uniformarci agli altri Paesi, dove il percorso di studi e formazione non è concepito come un percorso ad ostacoli.

Pensando appunto agli altri Paesi possiamo affermare che, nonostante tutte le contraddizioni, il sistema formativo italiano è uno dei migliori al mondo? Forse lo si deve anche alla prassi consolidata fino ad oggi…

I medici italiani vengono considerati, anche all’estero, tra i migliori. Possiamo ritenerci competitivi, se non addirittura vincenti, rispetto ai colleghi delle altre nazioni dal punto di vista della preparazione e dei contenuti, che nessuno mai ha voluto mettere in discussione. La nostra Associazione, che ha contribuito alla definizione della riforma, ha sempre cercato di suggerire soluzioni innovative per snellire i percorsi e le procedure, su tutte, la valorizzazione delle reti formative integrate tra università, ospedali e territorio, da individuare anche sulla base di indicatori di qualità assistenziale.

Rossella Gemma

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Categorie: Sanita' | Tag: , | Lascia un commento

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