Ordine Roma perplesso su invio certificati morte online a Inps

Roma, 23 feb. (AdnKronos Salute) – Dopo le polemiche dei giorni scorsi, oggi anche l’Ordine provinciale dei medici-chirurghi e degli odontoiatri di Roma esprime “forte perplessità e contrarietà” per le nuove incombenze telematiche a carico della categoria previste dalla Legge di Stabilità per il 2015 e recepite dalla circolare applicativa n.33 del 2015 dell’Inps, questa volta a carico dei medici necroscopi.

Con il comma 303 dell’art.1 della legge n. 190 del 23 dicembre 2014 “viene introdotto l’obbligo per le migliaia di medici necroscopi italiani (territoriali, dipendenti ospedalieri, universitari) di trasmettere per via telematica all’Inps il certificato necroscopico redatto al capezzale del defunto (a domicilio, in ospedale, casa di cura, clinica, hospice)”, ricorda l’Ordine. “Non comprendiamo né la ragione né la valenza giuridica di tale norma – commenta il presidente dell’Ordine di Roma, Roberto Lala – come pure il motivo per cui un compito squisitamente medico-legale possa essere gravato da un obbligo amministrativo finalizzato, evidentemente, alla cessazione di prestazioni economiche dovute al soggetto in vita: erogazione di pensioni, di indennità di accompagnamento, eccetera”.

L’Ordine ricorda che, mentre la certificazione di morte (che ne riporta cause e orario) viene redatta dal medico che aveva in carico il soggetto deceduto o che ha avuto comunque conoscenza del decesso (medico di famiglia, di una struttura di ricovero, di assistenza domiciliare o di medicina generale, liberi professionisti), il rilievo necroscopico e la relativa certificazione sono, invece, effettuati dal medico necroscopo delle Asl (o dal direttore sanitario di ospedali pubblici per il tramite di suo delegato). La funzione di tale riscontro necroscopico – che per norma dello Stato deve avvenire non prima di 15 ore e non oltre le 30 dall’avvenuta certificazione del decesso – è di evitare una morte apparente e che venga inumato un soggetto in realtà ancora in vita.

Attualmente le certificazioni necroscopiche pervengono poi ai competenti uffici delle amministrazioni comunali che provvedono alla cancellazione anagrafica del soggetto dichiarato morto e già alla trasmissione all’Inps di tale dichiarazione definitiva. Infatti, soltanto con la cancellazione dall’Anagrafe vengono a cessare i diritti dei cittadini viventi, quindi anche quelli alle erogazioni pensionistiche e previdenziali. “Ci stupisce – sottolinea Lala – che il legislatore non abbia tenuto conto delle procedure legali già in essere per l’accertamento della morte e che abbia potuto pensare di porre in capo ai medici, necroscopi e non solo, anche questa ennesima incombenza amministrativa”.

“Non c’è dubbio, infatti, che l’inoltro all’Inps della definitiva certificazione di morte sia una competenza già attribuita, correttamente, agli uffici anagrafici che recepiscono quotidianamente le certificazioni necroscopiche; uffici cui spetta, quindi, anche l’onere di predisporre e attivare l’inoltro telematico, se ancora non si fossero attrezzati per farlo. Ma non si può ora obbligare i medici a svolgere anche questo compito – conclude – che nulla c’entra con la loro professione”.

Annunci
Categorie: ospedali, Sanita' | Tag: | Lascia un commento

Navigazione articolo

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: