Standard ospedalieri, firmato il regolamento che li ridefinisce

È stato firmato dal ministro della salute Beatrice Lorenzin il regolamento che definisce gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera, già approvato dalla Conferenza Stato-Regioni il 5 agosto scorso. Il provvedimento, che costituisce attuazione del Patto per la salute per gli anni 2014-2016, avvia un processo di riassetto strutturale e qualificazione della rete ospedaliera per consentire ai cittadini di usufruire di livelli qualitativi appropriati e sicuri delle prestazioni sanitarie e, nel contempo, produrre una significativa riduzione dei costi garantendo l’effettiva erogazione dei Lea. Il regolamento normare ogni aspetto dalla realtà ospedaliera. Si comincia dai criteri per l’ammissione d’elezione o in condizione di emergenza-urgenza con linee guida per definire i ricoveri ordinari o diurni per acuti, lungodegenti o soggetti in riabilitazione. È poi fornita la classificazione delle strutture secondo livelli gerarchici di complessità (dotazione di reparti e strumenti): presidi ospedalieri di base (bacino d’utenza: tra 80mila e 150mila abitanti), di I livello (150-300mila), II livello (600mlia-1.200.000 abitanti). Previste, comunque, strutture complementari e di integrazione. Per ogni bacino d’utenza sono definiti gli standard minimi e massimi di ogni disciplina, suddivisi per strutture di degenza e servizi senza posti letto. Per alcune patologie di rilievo viene introdotto il concetto di volume ed esiti, con l’enunciazione delle soglie minime di interventi annui necessari a garantire l’esperienza degli operatori. Sono poi descritti in dettaglio gli standard per i presidi di I e II livello relativi a gestione del rischio clinico, Ebm e Hta, valutazione e miglioramento continuo delle attività cliniche, documentazione sanitaria e formazione continua del personale. Si passa quindi alle reti ospedaliere, esistenti e da perfezionare, relative a infarto, ictus, traumatologia, neonatologia e punti nascita, oncologia, pediatria, trapiantologia, terapia del dolore, malattie rare, medicine specialistiche. Dalla rete di emergenza territoriale (118) si arriva alla continuità assistenziale, all’integrazione con il territorio per finire con l’ospedale di comunità. Tra le molte novità, da segnalare che dal 1° gennaio 2015 non possono essere più accreditate nuove strutture con meno di 60 posti letto per acuti e dal 1° luglio 2015 non potranno essere sottoscritti contratti con strutture accreditate con meno di 40 posti letto per acuti, fatta eccezione per le strutture monospecialistiche.

Arturo Zenorini

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Categorie: giovani, Giovani Medici, ospedali | Tag: , | Lascia un commento

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