Patto per la salute digitale. Il testo in Conferenza Stato-Regioni. Al centro integrazione dei sistemi informativi e monitoraggio spesa

Spazio consistente è dedicato anche alla farmaceutica, incentivando una verifica costante dell’appropriatezza delle prescrizioni. Per quanto riguarda le cure primarie, si apre alla cartella condivisa. Previsto un ulteriore potenziamento delle Banche Dati su consumi e prezzi dei dispositivi medici. IL TESTO

11 GIU – Arriva il nuovo testo riguardante il Patto per la sanità digitale. Come anticipato due giorni fa dal sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo, nel corso di un question time alla Camera, il documento era stato inviato dal Ministero della Salute alla Conferenza Stato Regioni lo scorso 29 maggio. Il percorso, previsto, si pone alcuni obiettivi precisi che vengono così sintetizzati:
– sperimentare soluzioni finalizzate a un rafforzamento del sistema a saldo zero (generazione di risparmi attraverso la razionalizzazione e il reinvestimento nel potenziamento delle prestazioni erogate e della qualità di servizio reso all’utenza);
– misurare la sanità in termini di appropriatezza, efficienza ed efficacia per garantire che i livelli essenziali di assistenza siano erogati in condizioni di equilibrio economico; si fa solo cià che serve (appropriatezza clinica), nel setting più corretto (appropriatezza organizzativa), nel modo più efficiente ed efficace;
– contemporaneamente, sviluppare e perseguire una visione di servizio sanitario fortemente attrattivo e competitivo, anche a livello internazionale, superando preconcetti e luoghi comuni ma anche perfezionando l’offerta nelle sue componenti apparentemente secondarie quali ad esempio l’accoglienza e la sistemazione alberghiera e i servizi per i parenti e accompagnatori.

“Se da un lato l’universalità del servizio sanitario rappresenta un vincolo imprescindibile – si legge nel testo – i percorsi di informazione e conoscenza verso altri mercati potranno essere utilizzati per attirare utenti di altre nazioni UE e/o extra UE”.

Attraverso, poi, l’utilizzo di nuove tecnologie, una raccolta completa e certificata di informazioni del Ssn, la validazione di protocolo da sperimentare nel sistema in termini di economicità, efficienza e misurabilità degli effetti, si potrà preservare la sostenibilità di un sistema che “assiste ad una progressiva espansione della domanda di benessere non soltanto di salute e ciò spesso non coerente con le effettive necessità di una popolazione in progressivo invecchiamento”.

Il Patto, si spiega nel testo, nasce con l’obiettivo di disegnare un Master Plan triennale (2015-2017) per la sanità elettronica, con la possibilità di identificare possibili ambiti di attivazione di iniziative di partenariato pubblico-privato “capaci di innescare un circuito virtuoso di risorse economiche destinate a finanziare gli investimenti necessari”.

Il documento elenca anche una serie “non esaustiva” di priorità: dai servizi per la continuità assistenziale (patient workflow management e patient relationship management) alle nuove piattaforme “information intensive” su misura per gli utenti (taccuino personale del cittadino).

Soluzioni quali l’e-health verrano sviluppati per favorire la deospedalizzazione e il potenziamento dell’assistenza territoriale. Mentre, per i pazienti cronici, si punterà ai servizi di telesalute per la loro presa in carico con trasmissione a distanza di parametri clinici interpretati e gestiti dai professionisti sanitari all’interno di un piano di assistenza individuale. Via libera anche al teleconsulto, telerefertazione, telediagnosi, telemonitoraggio, teleriabilitazione. Il tutto integrato con il Fascicolo sanitario elettronico.

Per quanto riguarda le cure primarie, si apre a nuovi modelli organizzativi e alla cartella clinica condivisa. Anche i sistemi informativi ospedalieri dovranno essere integrati. Spazio anche alla farmaceutica con il “farmaco a casa” e il monitoraggio dell’appropriatezza delle prescrizioni farmaceutiche.

Capitolo a parte per l’acquisto e il consumo di beni e servizi del Ssn. Nel testo si richiama una condivisione a livello centrale dei dati che consenta un monitoraggio tempestivo e puntuale della spesa sanitaria per questo settore favorendo l’individuazione di ulteriori aree di razionalizzazione e centralizzazione. Il tutto da accompagnare con un ulteriore potenziamento delle Banche Dati su consumi e prezzi dei dispositivi medici e condivisione dei dati tra Centrali di committenza reginali e nazionali per indirizzare al meglio le iniziative centralizzate in termini qualitativi e quantitativi. Scopo di questa banca dati sarebbe quello di una migliore programmazione della spesa e controlli multilivello sull’appropriatezza in base ai livelli produttivi di struttura.

La governance di questi processi verrà affidata ad una Cabina di regia ad hoc composta da 15 membri al massimo, provenienti dal ministero della Salute, dello Sviluppo economico, dal Mef, Regioni, Aifa e Agenas. Ma anche di altre categorie di stakeholder interessati.

La Cabina di regia terrà inoltre sotto stretta osservazione un pacchetto di sperimentazioni e progetti pilota che saranno poi condivisi sul portale del ministero della Salute, per creare un archivio pubblico delle best practice realizzate.

I fondi per tutto questo verranno reperiti attraverso “una rimodulazione o una deroga , anche parziale, del Dl 118/2011 e la possibilità di prevedere dei fondi preferenziali o vincolati per ciò che riguarda l’ex art. 20 L. n. 67/1988”. Le fonti potranno essere molteplici: dai fondi strutturali nel quadro delle azioni di “procurement pre-commerciale” a fondi ad hoc stanziati da Stato, Regioni, Ue (Horizon 2020, Banca europea investimento). Spazio anche alle iniziative private attraverso modelli di project financing e performance based contracting, un modello che prevde la remunerazione dei sulla base di obiettivi predefiniti e misurabili.

http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=28994&fr=n

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Categorie: innovazione, Salute e Benessere, sanita' milano | Tag: | Lascia un commento

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