Ssn. Tagliati più di 9.000 letti tra il 2012 e il 2011. Chiudono gli ospedali pubblici e crescono le strutture residenziali private

Il Ministero della Salute certifica il calo dei letti e degli ospedali pubblici ed evidenzia l’incremento delle strutture private accreditate per attività residenziale e semi residenziale. Calo generalizzato per i laboratori. A quota 204mila i posti letto per acuti. Pronto soccorso presente nell’82% degli ospedali. IL DOCUMENTO

11 GIU – Continua la diminuzione delle strutture ospedaliere pubbliche italiane che tra il 2009 e il 2012 si sono contratte del 3,2% (circa 60 ospedali in meno). Ma soprattutto continua il calo dei posti letto che nel 2012 sono scesi a quota 232.652. Nel 2011 erano 242.299. Ben 9.647 letti in meno (-4%).
Incrementi, invece, soprattutto per il privato accreditato, sono evidenziati invece dai trend dell’assistenza territoriale semiresidenziale (-0,3% per il pubblico, +6% per il privato accreditato) dell’assistenza territoriale residenziale (+1,0% per il pubblico, +5,7% per il privato accreditato. È questa la fotografia del Ssn per l’anno 2012 scattata dal Ministero della Salute e contenuti nell’Annuario Statistico del Servizio Sanitario Nazionale Assetto organizzativo, attività e fattori produttivi del SSN per l’anno 2012.

Numero di strutture per tipologia di assistenza erogata. Diminuisce l’assistenza ospedaliera
Le strutture censite risultano pari a: 1.091 per l’assistenza ospedaliera, 9.268 per l’assistenza specialistica ambulatoriale, 6.526 per l’assistenza territoriale residenziale, 2.787 per l’assistenza territoriale semiresidenziale, 5.682 per l’altra assistenza territoriale e 1.027 per l’assistenza riabilitativa (ex. art. 26 L. 833/78). Per quanto riguarda la natura delle strutture, sono in maggioranza pubbliche le strutture che erogano assistenza ospedaliera (53,0%) e le strutture che erogano altra assistenza territoriale (87,7%). Sono in maggioranza private accreditate le strutture che erogano assistenza territoriale residenziale (76,7%) e semiresidenziale (64,2%) e le strutture che erogano assistenza riabilitativa ex art.26 L. 833/78 (75,8%). L’analisi dei trend del numero di strutture nel periodo tra l’anno 2009 e l’anno 2012 evidenzia una diminuzione con riferimento all’assistenza ospedaliera: contrazione del 3,2% del numero di strutture pubbliche per effetto degli interventi di razionalizzazione delle reti ospedaliere effettuati nel periodo in esame. Per l’assistenza specialistica ambulatoriale si assiste ad una lieve diminuzione (0,3%) degli ambulatori e laboratori pubblici e ad una più consistente diminuzione (2,1%) delle strutture private accreditate. Incrementi, soprattutto per il privato accreditato, sono evidenziati invece dai trend dell’assistenza territoriale semiresidenziale (-0,3% per il pubblico, +6% per il privato accreditato) dell’assistenza territoriale residenziale (+1,0% per il pubblico, +5,7% per il privato accreditato) e dell’assistenza riabilitativa ex art.26 L. 833/78 (+2,1% per il pubblico, +2,0% per il privato accreditato).

 

Infine per l’assistenza erogata da altre strutture territoriali, a fronte di un aumento del 1,1% delle strutture pubbliche, si rileva un aumento del 4,0% delle strutture private accreditate.

Assistenza territoriale. Ogni medico di famiglia ha mediamente 1.142 assistiti
L’assistenza distrettuale proponendosi di coordinare ed integrare tutti i percorsi di accesso ai servizi sanitari da parte del cittadino, si avvale in primis dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, convenzionati con il SSN. Essi, valutando il reale bisogno sanitario del cittadino, regolano l’accesso agli altri servizi offerti dal SSN. Il contratto dei medici di medicina generale e di pediatria prevede, salvo eccezioni, che ciascun medico di medicina di base assista al massimo 1.500 pazienti adulti (di età superiore ai 13 anni) e ciascun pediatra 800 bambini (di età compresa fra 0 e 13 anni). Esistono comunque realtà territoriali in cui, per carenza di medici pediatri o per libera scelta dei genitori, è consentito che i bambini siano assistiti da medici di medicina generale. In media a livello nazionale ogni medico di base ha un carico potenziale di 1.142 adulti residenti. A livello regionale esistono notevoli differenziazioni: per le Regioni del Nord, fatte salve alcune eccezioni, gli scostamenti dal valore medio nazionale sono positivi. In particolare si evidenzia la Provincia Autonoma di Bolzano con 1.539 residenti adulti per medico di base: va però tenuto presente che in detta Provincia Autonoma il contratto di convenzione con il SSN dei medici di base stabilisce quale massimale di scelte 2.000 assistiti. In Basilicata si registra il valore minimo di 1.006 residenti adulti per medico di medicina generale; nelle Regioni del Sud si registrano scostamenti negativi dal valore nazionale. Il carico medio potenziale per pediatra è a livello nazionale di 1.017 bambini, con una variabilità territoriale anche più elevata rispetto a quella registrata per i medici di medicina generale. Tutte le Regioni comunque sono caratterizzate da una forte carenza di pediatri in convenzione con il SSN ad eccezione dell’Abruzzo, Sardegna e Sicilia che presentano un numero di bambini per pediatra di poco superiore al massimale stabilito nel contratto di convenzione. Nell’esaminare lo scostamento del carico potenziale dal valore nazionale, spicca il dato della Prov. Aut. di Bolzano con un valore pari al 29% (1.309 bambini per pediatra). A fronte del carico potenziale dei medici di base (di medicina generale e pediatri), è possibile valutare il carico assistenziale effettivo, dato dal numero degli iscritti al SSN (coloro che hanno scelto presso la ASL di competenza il proprio medico di base) per ciascun medico. Nella maggior parte delle Regioni tale indicatore evidenzia che il numero di scelte per medico di medicina generale è di poco superiore al numero di adulti residenti per medico di medicina generale, mentre il numero di scelte per pediatra è sempre inferiore al numero dei bambini residenti per pediatra. Complessivamente il numero totale delle scelte è di poco inferiore al numero complessivo dei residenti. Da ciò si deduce dunque che per molti bambini è stata scelta l’assistenza erogata dal medico di medicina generale anziché l’assistenza pediatrica. Il servizio di guardia medica garantisce la continuità assistenziale per l’intero arco della giornata e per tutti i giorni della settimana: esso si realizza assicurando interventi domiciliari e territoriali per le urgenze notturne festive e prefestive.

L’attività di guardia medica è organizzata nell’ambito della programmazione regionale per rispondere alle diverse esigenze legate alle caratteristiche geomorfologiche e demografiche. Nel 2012 sono stati rilevati in Italia 2.893 punti di guardia medica; con 12.027 medici titolari ovvero 20 medici ogni 100.000 abitanti. A livello territoriale si registra una realtà notevolmente diversificata sia per quanto riguarda la densità dei punti di guardia medica sia per quanto concerne il numero dei medici titolari per ogni 100.000 abitanti.

L’assistenza farmaceutica convenzionata consiste nella fornitura di specialità medicinali e preparati galenici utili per la prevenzione o la cura delle malattie; essa rappresenta, nell’ambito dei Servizi erogati dal SSN, quella più suscettibile di variazione poiché è strettamente dipendente dalle disposizioni dettate dalle varie leggi finanziarie. In Italia nel 2012 sono state prescritte 593.606.504 ricette con un importo di poco superiore ai 10miliardi di euro, con un costo medio per ricetta di circa 17 euro. Il costo medio per ricetta risulta variabile all’interno del territorio nazionale registrando il valore minimo in Toscana (13,79 euro) e quello massimo (21,34 euro) in Lombardia.

L’assistenza domiciliare integrata è intesa come l’assistenza domiciliare erogata in base ad un piano assistenziale individuale attraverso la presa in carico multidisciplinare e multi professionale del paziente. Sono comprese anche le cure palliative domiciliari e i casi di dimissione protetta. Il piano assistenziale consiste nella definizione di un insieme organizzato di trattamenti medici, infermieristici e riabilitativi, necessari per stabilizzare il quadro clinico, limitare il declino funzionale e migliorare la qualità della vita. In generale le ipotesi di attivazione dell’intervento si riferiscono a malati terminali, incidenti vascolari acuti, gravi fratture in anziani, forme psicotiche acute gravi, riabilitazione di vasculopatici, malattie acute temporaneamente invalidanti dell’anziano e dimissioni protette da strutture ospedaliere. Nel corso del 2012 sono stati assistiti al proprio domicilio 633.777 pazienti, di questi l’83,6% è rappresentato da assistibili di età maggiore o uguale a 65 anni e il 9,1% è rappresentato da pazienti terminali. Mediamente a ciascun paziente sono state dedicate circa 22 ore di assistenza erogata in gran parte da personale infermieristico (14 ore per caso). In particolare, le ore dedicate a ciascun assistito anziano sono state 21, di cui 14 erogate da personale infermieristico, mentre le ore dedicate a ciascun malato terminale risultano pari a 25, di cui 19 erogate dal personale infermieristico.

Le strutture sanitarie che erogano prestazioni in ambito di assistenza distrettuale sono: gli ambulatori/laboratori in cui si erogano prestazioni specialistiche come l’attività clinica, di laboratorio e di diagnostica strumentale; le strutture di assistenza territoriale in regime residenziale; le strutture di assistenza territoriale in regime semiresidenziale; le strutture territoriali di altro tipo quali i centri di dialisi ad assistenza limitata, gli stabilimenti idrotermali, i centri di salute mentale, i consultori materno infantile, i centri distrettuali, ecc.; gli istituti o centri di riabilitazione ex art. 26 L. 833/78 che svolgono la propria attività fornendo prestazioni diagnostiche e terapeutico riabilitative in forma residenziale, semiresidenziale, ambulatoriale, extramurale e domiciliare. Nel 2012 in totale sono state censite 9.268 strutture sanitarie di tipo ambulatorio/laboratorio: la percentuale di strutture pubbliche è molto variabile a livello regionale; in generale nelle Regioni Centro-meridionali si ha una prevalenza di strutture private accreditate. Una situazione opposta si registra per quanto riguarda le altre strutture territoriali (centri dialisi ad assistenza limitata, stabilimenti idrotermali, centri di salute mentale, consultori materno-infantili, centri distrettuali ecc.) nelle quali prevale la gestione diretta delle Aziende Sanitarie. Le strutture di tipo Ambulatorio/Laboratorio pubbliche erogano nella maggior parte dei casi assistenza clinica, mentre quelle private accreditate erogano in egual misura prestazioni di laboratorio e cliniche.

Per quanto riguarda le altre strutture territoriali, nel 2012 sono stati censite 6.526 strutture residenziali, 2.787 strutture di tipo semiresidenziale, 5.682 strutture di altro tipo (come centri di salute mentale, consultori, stabilimenti idrotermali). Con riferimento alle strutture residenziali e semiresidenziali sono stati censiti 274.905 posti, pari a 461 per 100.000 abitanti. Di questi il 70,9% sono stati dedicati all’assistenza agli anziani, il 12,3% all’assistenza psichiatrica, il 16,1% all’assistenza ai disabili psichici e fisici, lo 0,7% ai pazienti terminali. Nel 2012 sono state rilevate 1.027 strutture riabilitative con 14.549 posti per l’attività di tipo residenziale e 14.085 per l’attività di tipo semiresidenziale. Nel complesso in Italia sono presenti 48 posti in strutture riabilitative ogni 100.000 abitanti. Il numero di utenti totali assistiti in regime residenziale è superiore agli utenti assistiti in regime semiresidenziale (rispettivamente 57.044 e 23.666 utenti); tale rapporto cambia a seconda della tipologia di attività riabilitativa, in particolare la riabilitazione neuropsichiatrica infantile è svolta preferibilmente in strutture semiresidenziali. Nel 2012 le strutture riabilitative hanno impiegato 47.190 unità di personale di cui il 10% costituito da medici ed il 43% da terapisti e logopedisti.

Assistenza ospedaliera. Il 47% delle strutture è privata. Sono 204 mila i posti letto per acuti
L’assistenza ospedaliera garantisce il ricovero presso gli ospedali pubblici e privati accreditati per la diagnosi e la cura delle malattie acute o di lunga durata che non possono essere affrontate ambulatorialmente o a domicilio.
Nel 2012 l’assistenza ospedaliera si è avvalsa di 1.091 istituti di cura, di cui il 53% pubblici ed il rimanente 47% privati accreditati. Risulta confermato il trend decrescente del numero degli istituti, già evidenziatosi negli anni precedenti, effetto della riconversione e dell’accorpamento di molte strutture. Il 65% delle strutture pubbliche è costituito da ospedali direttamente gestiti dalle Aziende Sanitarie Locali, il 10% da Aziende Ospedaliere, ed il restante 24% dalle altre tipologie di ospedali pubblici. Il S.S.N. dispone di poco più di 204 mila posti letto per degenza ordinaria, di cui il 21% nelle strutture private accreditate, 17.509 posti per day hospital, quasi totalmente pubblici (90%) e di 8.393 posti per day surgery in grande prevalenza pubblici (79%). A livello nazionale sono disponibili 3,9 posti letto ogni 1.000 abitanti, in particolare i posti letto dedicati all’attività per acuti sono 3,3 ogni 1.000 abitanti. La distribuzione dell’indicatore risulta piuttosto disomogenea a livello territoriale: si evidenziano il Molise (4,6 posti letto) fra le Regioni con la maggiore densità di posti letto, l’Umbria (3,6 posti letto) e la Campania (3,2 posti letto) fra le Regioni con la minor disponibilità di posti letto. A livello nazionale i posti letto destinati alla riabilitazione e lungodegenza sono 0,6 ogni 1.000 abitanti con notevole variabilità regionale. La presenza di apparecchiature tecnico-biomediche (nelle strutture ospedaliere e territoriali ) risulta in aumento nel settore pubblico, ma la disponibilità è fortemente variabile a livello regionale. Esistono circa 106,4 mammografi ogni 1.000.000 di abitanti con valori oltre 150 in due Regioni (Valle d’Aosta, Umbria). Particolare interesse ha rivestito in questi ultimi anni l’area dell’emergenza: il 52,2% degli ospedali pubblici risulta dotato nel 2012 di un dipartimento di emergenza e oltre la metà del totale degli istituti (64,4%) di un centro di rianimazione.

Il pronto soccorso è presente in oltre l’82% degli ospedali. Il pronto soccorso pediatrico è presente nel 16,8% degli ospedali. Dai dati di attività delle strutture con pronto soccorso si evidenzia che nel 2012 ci sono stati quasi 3,5 accessi ogni 10 abitanti; di questi quasi il 15% è stato in seguito ricoverato. Quest’ultimo indicatore si presenta altamente variabile a livello territoriale: a fronte di una percentuale di ricovero pari al 11,2% registrato nella Regione Piemonte si raggiungono valori poco inferiori a 30 nella Regione Molise. Dai dati di attività delle strutture con pronto soccorso pediatrico emerge che ci sono stati 1,5 accessi ogni 10 abitanti fino a 18 anni di età; l’8,6% di questi è stato in seguito ricoverato. I reparti direttamente collegati all’area dell’emergenza dispongono per il complesso degli istituti pubblici e privati accreditati di 4.840 posti letto di terapia intensiva (8,02 per 100.000 ab.), 1.130 posti letto di terapia intensiva neonatale (2,1 per 1.000 nati vivi), e 2.724 posti letto per unità coronarica (4,5 per 100.000 ab.).

Continua il taglio dei letti. Tra il 2012 e il 2011 meno 9.600. Continuna la discesa dei posti letto. Nel 2012 sono scesi a quota 232.652. Nel 2011 erano 242.299. Ben 9.647letti in meno (-4%). Il taglio più elevato nel pubblico. Nel 2011 i pl erano 194.802 mentre nel 2012 sono scesi a 187.123 (-7.679 posti letto). Riduzione anche nel privato. Erano 47.497 i letti nel 2011 a fronte dei 45.529 del 2012

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Categorie: ospedali, sanita' milano | Tag: | Lascia un commento

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