Riforma Lombarda, il Ministero corregge ma non impugna. Regione soddisfatta

«Il ministero della Salute ha segnalato il disallineamento della nostra riforma in alcuni aspetti rispetto alla normativa nazionale ma ci chiede di meglio esplicitare quei punti, non di riscriverli. Il presidente Roberto Maroni sta mettendo nero su bianco le esplicitazioni richieste (nel suo ruolo di assessore ad interim ndr) in una nota che il Consiglio regionale dovrebbe approvare entro fine anno». Fabio Rizzi consigliere lombardo (Lega Nord) e relatore del testo della riforma sanitaria approvata lo scorso agosto, accoglie con serenità le correzioni chieste dal ministero della Salute – con nota 6150 alla presidenza del Consiglio – ad alcuni aspetti chiave della legge di riforma sanitaria lombarda approvata ad agosto. Il principale obiettivo delle critiche ministeriali sono le aziende sociosanitarie territoriali (Asst), che mettono insieme la produzione di prestazioni in ospedale e sul territorio, ma così facendo inglobano le funzioni del distretto previste dalla legge 833. Roma le può concedere sperimentalmente per 5 anni e autorizzare in modo definitivo previa verifica. «Anche in questo caso però viene riconosciuta la validità del modello, cui viene dato il via libera sostanziale, previa una sperimentazione che va vista come un test per valutare se questo nuovo sistema di gestione è esportabile anche in altre regioni. Nel complesso, nei 16 punti indicati dal ministero sono contenute modifiche non sostanziali. L’unica vera riscrittura ci è stata chiesta sulla libera professione intramuraria». Qui, la Regione concepisce l’intramoenia per tutti i sanitari, «quando la legge nazionale, secondo una recente sentenza della Corte Costituzionale, la fissa solo per i medici». Il Ministero si chiede tra l’altro perché sia previsto minimo un anno per i manager in carica quando la normativa nazionale prevede minimo 3 anni; perché prevedere la professione di osteopata se le regioni non possono creare nuovi mestieri; e chiede di esplicitare meglio le funzioni del coordinatore delle Aggregazioni funzionali territoriali dei medici di famiglia: l’articolo 10 comma 4 prevede che egli garantisca il raccordo “tra Aft ed altri attori del territorio per assicurare la continuità di presa in carico della persona nell’ambito del settore ospedaliero e del settore territoriale”, ma per la legge Balduzzi i compiti vanno definiti dagli accordi nazionali Sisac- sindacati. Anche questi aspetti sono già in fase di superamento nella nota preparata da Maroni.

Nel Governo si teme anche l’autonomismo: invita la regione ad aggiungere l’aggettivo “regionale” quando parla della fusione dei sistemi sociale e sanitario, ed è preoccupato di fronte ai Gatts, gruppi di approfondimento tecnico per le tecnologie sanitarie atti a produrre informazioni per gli operatori su valutazione e utilizzo dei farmaci. «Nel complesso siamo soddisfatti – dice Rizzi -non ci vengono chieste vere riscritture e anzi per la prima volta si riconoscono la peculiarità del sistema lombardo e lo spirito innovativo delle modifiche introdotte. Negli anni Novanta la legge 31 era stata impugnata e si era finiti alla Corte Costituzionale». Rizzi afferma che la seconda parte della riforma – relativa a farmacie, veterinaria e salute mentale – sarà approvata a gennaio, una volta messe su strada le nuove istituzioni; e ribadisce quale sarà il ruolo dei medici di famiglia: non faranno parte della “squadra del territorio” nell’ambito delle Asst. «Non saranno in carico alle aziende sociosanitarie: non sono “in organico” ma vanno inquadrati come liberi professionisti contrattualizzati dalle Agenzie di tutela della salute (l’equivalente delle Asl nel loro ruolo di acquirenti di servizi ndr). In tale veste, potranno -e non “dovranno” – svolgere la loro attività ospiti di strutture periferiche dell’Asst come Presidi sociosanitari e ospedalieri territoriali».

http://www.doctor33.it/riforma-lombarda-il-ministero-corregge-ma-non-impugna-regione-soddisfatta/politica-e-sanita/news–32199.html?xrtd=AXCVCRPPLVXTXYYYRCYLVVR

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Categorie: Giovani Medici, Sanita' | Tag: , | Lascia un commento

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