Sempre meno chirurghi, per la prima volta posti vacanti in specialità. Presenti (Cic): il problema è la formazione

Il numero dei chirurghi in Italia è in flessione ed entro 10 anni, nei reparti, potrebbero mancare all’appello 34mila professionisti. Per qualcuno una vera e propria “emorragia” del sistema. Per la prima volta quest’anno, infatti, sono rimasti posti vacanti nelle scuole di specializzazione in chirurgia e per molti la causa principale è l’ormai facilità con cui si iniziano procedimenti di richiesta risarcimento del danno proprio nei confronti di questi specialisti. «Il timore delle cause può incidere – spiega Luigi Presenti nuovo presidente del Collegio Italiano dei Chirurghi – ma non credo possa essere esaustivo. Il dato delle iscrizioni ridotte a chirurgia è ormai consolidato da tempo e incontrovertibile, ma che il motivo sia solo il timore degli avvocati è limitativo. Il problema vero è che la carriera è molto complicata e la formazione molto insufficiente perché sappiamo benissimo che i giovani chirurghi escono dopo 5-6 anni di specializzazione con una preparazione teorica brillante ma con una qualità pratica molto bassa». Per il presidente del Cic, in sostanza, diminuiscono gli iscritti a Chirurgia perché manca in questa specialità quella marcia in più di cui avrebbe invece bisogno: acquisizione di uno “skill” tecnico, che possa preparare i medici al di là delle nozioni della specializzazione. Più in generale, ogni anno oltre 34.000 cause legali vengono promosse contro i medici, circa 4.000 nella sola Campania. Più del 98% di queste termina in assoluzione o archiviazione ma il costo delle polizze per i camici bianchi è, infatti, aumentato del 5% negli ultimi tre anni soprattutto per chirurghi e ginecologi. «Altro problema dopo la formazione – aggiunge Presenti – è l’inserimento nel mondo del lavoro. Il fenomeno del precariato è diffusissimo in medicina perché non c’è stata mai programmazione, bloccando in compenso il turnover. Spesso assumiamo chirurghi che stanno per molti anni in regime di precariato per arrivare ad una stabilizzazione intorno ai 40 anni, un età cioè in cui in altri Paese si è già chirurghi affermati a capo di equipe». È evidente per Presenti che esiste un problema di formazione prima e collocazione nel mondo del lavoro poi. «Le equipe di cui disponiamo oggi sono spesso il risultato di un sistema che per molti anni ha visto moltiplicare le strutture e gonfiare gli organici. Ma erano altri tempi. Probabilmente molto si risolverà fra qualche anno, quando andranno in pensione tanti e tanti colleghi ospedalieri che sono entrati nel Ssn proprio in virtù di questo modus operandi e potranno lasciare spazio ai giovani colleghi che si sono formati e che si stanno formando in questi tempi difficili». Da tempo il Cic ipotizza interventi per ridurre i costi abnormi della medicina difensiva e migliorare la qualità del servizio sanitario. E indispensabile secondo i chirurghi sancire giuridicamente alcuni principi: l’onere della prova deve essere a carico del paziente; la prescrizione deve essere quella prevista dall’articolo 2947 del codice civile, quindi ferma a cinque anni dovrà farsi decorrere dall’atto medico.

Rossella Gemma

http://www.doctor33.it/sempre-meno-chirurghi-per-la-prima-volta-posti-vacanti-in-specialita-presenti-cic-il-problema-e-la-formazione/politica-e-sanita/news–32300.html?xrtd=AVXVLVTXLAAYVRTVVCYYALC

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Categorie: Sanita' | Tag: , | Lascia un commento

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