L’uso eccessivo del computer in ambulatorio nuoce al rapporto tra medico e paziente

I pazienti seguiti nelle safety-net clinics dove i medici fanno un uso elevato dei computer sono meno propensi a considerare di eccellenza le cure ricevute, secondo uno studio pubblicato su Jama Internal Medicine. «Le safety-net clinics sono centri che assistono pazienti con scarsa conoscenza dell’inglese e limitata alfabetizzazione sanitaria, ossia la capacità di acquisire, comprendere e utilizzare le informazioni per la propria salute» spiega la coautrice dell’articolo Neda Ratanawongsa del San Francisco General Hospital, che assieme ai colleghi ha verificato nell’arco di un periodo durato due anni l’influenza dell’uso del computer sul rapporto medico paziente in 47 persone con malattie croniche che parlavano inglese o spagnolo e che hanno ricevuto cure primarie o specialistiche. Gli autori hanno registrato 71 incontri avvenuti tra i 47 pazienti studiati e i 39 medici curanti, scoprendo che rispetto a chi era stato visitato nel modo consueto, quelli curati da operatori sanitari che facevano un uso elevato dei computer avevano meno probabilità di considerare di eccellenza le cure ricevute, reputando il supporto informatico un ostacolo alla comunicazione e alla costruzione di un rapporto positivo.

«L’uso del computer da parte dei clinici è stato associato da questi pazienti a una minore soddisfazione e al peggioramento della comunicazione. In altre parole, monitor e tastiera se usato troppo spesso vengono percepiti come veri e propri ostacoli alla costruzione di un rapporto tra medico e paziente basato sulla fiducia e la soddisfazione» sottolinea la ricercatrice. E in un editoriale di commento Richard Frankel della Scuola di medicina dell’Indiana University a Indianapolis scrive: «Questi dati ci ricordano che i nostri pazienti più vulnerabili possono essere a rischio ancora maggiore di altri quando il medico spende una quantità sproporzionata di tempo a interagire con lo schermo del computer e non con loro. Anche se si dice che la tecnologia non è né buona né cattiva, la sfida è quella di trovare il modo migliore per integrare l’uso del computer in ambulatorio senza perdere il rapporto medico paziente, che resta il cuore e l’anima della medicina».

Jama Internal Med 2015. doi:10.1001/jamainternmed.2015.6186 http://archinte.jamanetwork.com/article.aspx?doi=10.1001/jamainternmed.2015.6186

Jama Internal Med 2015. doi:10.1001/jamainternmed.2015.6559 http://archinte.jamanetwork.com/article.aspx?doi=10.1001/jamainternmed.2015.6559

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