ordine medici milano

Il latte assolto nel “processo” organizzato dall’Ordine dei medici di Milano. L’accusa era di essere una “sostanza che, pur non adulterata, è nociva per la salute dei consumatori”

“Assolto perché il fatto non sussiste”. È stata questa la sentenza al termine del processo simulato al latte, organizzato dall’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Milano, svoltosi all’Abbazia di Mirasole, alle porte del capoluogo lombardo. Il processo simulato – che è stato anche un corso di aggiornamento per medici, odontoiatri e tecnologi alimentari – ha visto come imputato Achille Lanzarini, direttore generale della Fondazione Sviluppo Ca’ Granda, costituita dal Politecnico di Milano, che produce il latte Ca’ Granda, accusato di “aver messo in commercio un prodotto che, pur non adulterato, è nocivo per la salute dei consumatori secondo quanto previsto dall’art. 444 del codice penale”. ll pubblico ministero Luisa Ponti, presidente di sezione del Tribunale di Milano, ha indicato sei effetti dannosi che sono stati oggetto del dibattimento, con l’intervento di testimoni, consulenti di parte e periti.

Poiché il dott. Franco Berrino e altri medici che condividono posizioni critiche nei confronti del latte non si sono resi disponibili al confronto, il ruolo di consulente dell’accusa è stato interpretato da un medico dietologo ben conosciuto che pur non condividendo le motivazioni, ha illustrato al tribunale le critiche, comprese quelle di Berrino. Il consulente dell’accusa ha detto che molti suoi pazienti sono preoccupati di essere intolleranti, mentre alcuni ipotizzano un collegamento tra la bevanda e l’incidenza dei tumori, e si chiedono se, dopo una diagnosi del genere, si debba sospenderne l’assunzione. C’è anche una preoccupazione verso i figli, perché pensano che l’assunzione del latte sia la causa di alcune sintomatologie. Tutti questi elementi sono presenti nei capi d’imputazione del processo simulato.

Secondo l’accusa, il latte stimola la produzione di IGF-1, un fattore di crescita che potrebbe indurre lo sviluppo di tumori

Primo capo d’accusa: il latte induce incremento della produzione di IGF-1 (somatomedina o fattore di crescita simil insulinico). L’accusa ha spiegato che l’IGF-1 è un fattore di crescita di determinati tessuti, per cui incrementandone la produzione si aumenta il rischio di tumore. La tesi è sostenuta dal professor Berrino in documenti reperibili in Rete, oltre che in un articolo pubblicato su Epidemiologia e prevenzione nel 2013, in cui si dice come “recentemente uno studio ha riscontrato che le donne che hanno avuto un tumore al seno e che consumano latticini grassi hanno più recidive”, evidenziando criticità relative al consumo di latte e al legame tra la secrezione di IGF-1 e alcune tipologie di tumore.

Al consulente dell’accusa ha replicato uno dei due periti nominati dal tribunale, la professoressa di medicina interna Silvia Fargion, affermando che l’IGF-1 è presente nel latte in minime quantità, precisando che secondo alcuni studi l’incremento di questo fattore di crescita prodotto dal latte nell’organismo è minimo e non incide più di quanto potrebbe incidere il latte materno. Un lavoro recentissimo dice che l’IGF-1 interferisce con fattori genetici che regolano il genoma e quindi, potenzialmente, faciliterebbe l’acne e il tumore della prostata. Tuttavia, studi importanti, verificati e rigorosi non evidenziano questo rapporto tra latte e tumore della prostata, per cui, ha dichiarato il perito del tribunale, siamo di fronte a fantasie.

Secondo alcune teorie, il latte favorisce la perdita di massa ossea e l’insorgenza dell’osteoporosi

Secondo capo d’imputazione: il latte provoca perdita di massa ossea a causa del suo carico potenziale renale acidificante. L’accusa ha osservato che per anni si è parlato del latte e in particolare del calcio come qualcosa di utile per la prevenzione dell’osteoporosi e per il raggiungimento del picco di massa ossea. C’è un’ampia fascia di letteratura scientifica che ha analizzato il ruolo di alcuni alimenti nel modificare il livello alcalino o acido del sangue. Il calcio è uno degli elementi che aumentano l’acidità e un discreto numero di studi ha evidenziato che gli alimenti ricchi di calcio – come il latte – hanno questo effetto. “Il latte stimolerebbe la secrezione ulteriore del calcio attraverso l’azione del rene, determinando un effetto quasi paradossale, per cui, pur essendo un alimento ricco di calcio, il latte potrebbe determinare la mobilizzazione del calcio stesso dalle ossa al sangue”. Questo motivo metterebbe in dubbio la funzione preventiva del latte nei confronti dell’osteoporosi. Alla domanda del pubblico ministero se questo dato sia riconosciuto dalla scienza medica, il consulente dell’accusa ha ammesso che “è oggetto di discussione scientifica” e che secondo numerosi ricercatori questa teoria ignora le basi fisiologiche della funzione renale nella regolazione dell’omeostasi del livello di acidità del sangue.

La difesa, nella persona di Hellas Cena, medico specialista in scienza dell’alimentazione ha precisato che il calcio del latte ha un ruolo fondamentale nella crescita e negare l’assunzione a un bambino sano vuol dire negare la possibilità di esprimere le proprie potenzialità di crescita, non solo a livello osseo. Questo discorso vale anche per la vitamina D, di cui siamo abbastanza carenti, perché non ci esponiamo al sole – senza la quale il calcio non si fissa alle ossa – a sufficienza e, quando lo facciamo, giustamente ci proteggiamo. C’è di più, quando le persone aumentano di peso, cresce la componente adiposa e quindi anche la quantità di vitamina D, che essendo liposolubile viene sequestrata nel grasso e di conseguenza non entra in circolo. Il latte è l’unico alimento che contiene vitamina D, ha affermato la consulente della difesa, oltre ad avere l’acido butirrico, che ha una funzione specifica e importantissima sui microbi presenti nell’ultima parte dell’intestino.

Su latte e osteoporosi è stato scritto tutto e il contrario di tutto, ha osservato il perito del tribunale Silvia Fargion, secondo la quale un ridotto apporto di latte, cioè inferiore a 500 ml, nell’infanzia e nell’adolescenza, si associa ad un aumento di fratture nell’età adulta, periodo della vita in cui un apporto adeguato di latte rallenta la perdita di osso correlato con l’età, cioè rallenta l’osteoporosi, cui tutti, con l’invecchiamento, andiamo incontro.

Secondo alcuni, il latte induce intolleranza negli adulti e allergie nei bambini

Terzo capo d’imputazione: il latte induce intolleranza nella gran parte degli adulti con conseguenze gastrointestinali e anche nei bambini. Per quanto riguarda i piccoli, l’accusa ha citato un dato tratto da un articolo scientifico pubblicato dalla Società dei pediatri europei, secondo cui i il 47% dei loro pazienti ha un’allergia al latte vaccino, anche se la maggior parte di questi medici ammette di non avere proceduto al dosaggio delle IgE.

Sulla questione dell’intolleranza per gli adulti, il consulente ha sottolineato l’enorme diffusione di test basati sulla misurazione dell’IgG4, da cui emerge che l’85% dei soggetti sottoposti alla prova risulta intollerante. Alla domanda del pm se questi test siano riconosciuti dalla comunità scientifica, il consulente ha detto che i test hanno delle limitazioni. Tanto che l’anno scorso l’Ordine dei medici ha pubblicato un documento condiviso che individua diverse criticità in questi tipi di prove che purtroppo sono molto diffusi e si trovano in farmacia.

L’allergologa Paola Minale, chiamata come teste dalla difesa, ha sottolineato che l’allergia alle proteine del latte nei bambini interessa una piccola parte della popolazione, con una predisposizione genetica a sviluppare anticorpi contro certe proteine. Il problema non è quindi determinato dal latte, ma dal sistema immunitario che sbaglia. L’evoluzione di questi problemi è, però generalmente favorevole, perché col tempo i bambini acquistano tolleranza verso l’alimento inizialmente considerato allergenico. Anzi, una nuova linea di interpretazione propone l’introduzione degli alimenti allergenici sin dai primi mesi di vita, per indurre una maggiore tolleranza, e questo costituisce un dato favorevole nei confronti di certi cibi.

Minale ha precisato che c’è una differenza sostanziale tra cioè avere un esame del sangue positivo ceh indica una sensibilizzazione ed essere allergici. L’allergia riguarda un gruppo ristretto della popolazione: il 4-8% dei bambini e il 4% degli adulti. Per questo motivo i test diagnostici devono essere molto precisi e tutte le società scientifiche, compresa la federazione dell’Ordine dei medici e dei dentisti, hanno sconfessato l’utilizzo di test facilmente reperibili anche in farmacia come il dosaggio dell’IgG e altri. L’allergia è causata da specifici anticorpi che si possono dosare, mentre l’intolleranza si determina con un test specifico, che è il Breath Test. Senza test attendibili si hanno dei falsi malati, che saranno curati in maniera inadeguata, magari con un’alimentazione inadeguata.

Una teoria afferma che il latte aumenta la produzione di muco durante i malanni stagionali

La consulente Silvia Fargion ha detto che la grande maggioranza delle persone intolleranti non ha sintomatologie precisa, precisando che anche la maggioranza delle persone considerate “intolleranti sintomatici” può consumare 250 ml di latte al giorno (12 g di lattosio) senza manifestare effetti avversi. Se poi si divide la quantità di bevanda nell’arco della giornata, difficilmente si riscontrano fastidi. Per cui è sbagliato dire che se un bambino o un adulto ha un’intolleranza al lattosio non deve bere latte, perché in questo modo la persona viene privata di una serie di nutrienti essenziali per la crescita, per l’accrescimento delle ossa, l’omeostasi e il benessere dell’organismo.

Quarto capo d’accusa: il latte vaccino esaspera la già eccessiva produzione di muco associata ai malanni stagionali. L’accusa si è limitato a dire che nel web ci sono molti documenti sull’argomento compreso un articolo dell’Huffington Post su una ricerca scientifica. Tuttavia, è vero che alcuni peptidi, presenti soprattutto nello yogurt, facilitano la secrezione di muco, ma si tratta di un particolare tipo di muco (MUC2) che forma quella barriera tra intestino e microbiota utile al rapporto di simbiosi tra il nostro organismo e la flora intestinale. Nel dibattimento, comunque, questo tema ha avuto un ruolo marginale.

Quinto capo d’imputazione: il latte stimola la proliferazione delle cellule tumorali alla mammella a causa del contenuto di ormoni. L’accusa ha citato un passo del documento Bevete più latte del prof. Berrino, secondo cui il latte che si produce oggi è molto diverso da quello di 50-100 anni fa. Mentre allora le vacche mangiavano erba, venivano munte solo dopo il parto e davano 5-7 litri al giorno oltre a non produrre latte durante la gravidanza successiva, oggi con la selezione genetica abbinata a una dieta iperproteica permette di ottenere oltre 30 litri di latte al giorno anche durante la gravidanza, e il latte munto nei mesi prima del parto è molto più ricco di estrogeni, ormoni che stimolano la proliferazione delle cellule tumorali della mammella.

Secondo alcuni, come Berrino, il contenuto di estrogeni del latte può favorire lo sviluppo del tumore al seno

In risposta a quanto affermato dall’accusa, l’avvocato Enrico Moscolini, vice presidente dell’Ordine degli avvocati di Milano, insieme all’avvocato del Foro di Milano Luciana Tullia Bertoli, ha letto alcuni passi di una pubblicazione firmata dalla Fondazione Umberto Veronesi, secondo cui “va premesso che esistono oltre duecento tipi di tumori diversi e il tumore è una malattia multifattoriale – alimentazione, stile di vita, condizioni ambientali – non ha una sola causa ma molte concause, che possono concorrere a modificare il rischio. Inoltre, un alimento può aumentare il rischio di tumore a un organo ma diminuirlo ma un altro. Il latte è così: ha un effetto protettivo per i tumori al colon-retto, perché apporta calcio, ma per lo stesso motivo aumenta il rischio di tumore alla prostata. Il calcio influenza il metabolismo della vitamina D, che stimola la crescita delle cellule della prostata. Calcio e vitamina D sembrano avere un moderato effetto protettivo contro il tumore al seno, però non si può dire che possano condizionare la comparsa della malattia. Latte e derivati vanno però evitati nel caso di tumore al seno già diagnosticato; apportano grassi che contengono estrogeni”. L’accusa ha affermato di condividere questa tesi secondo cui il rapporto tra l’assunzione di latte e tumori è plurimo, per cui su alcuni tumori il rischio viene aumentato, mentre per altri sia ha un effetto protettivo.

Il perito nominato dal tribunale Silvia Fargion ha voluto precisare che nel mondo scientifico c’è un sacco di letteratura spazzatura per cui per valutare un lavoro bisogna valutare attentamente dove sono pubblicate gli articoli, la reputazione delle riviste e se qualcuno ha pagato per pubblicare l’articolo. Fargion ha ammonito invitando a non accogliere passivamente informazioni non sufficientemente e scientificamente provate, sottolineando di avere esperienza personale di donne con tumore al seno, che non hanno voluto fare la chemioterapia salvavita, perché volevano fare la dieta di Berrino e “sono morte, ovviamente”.

La difesa ha risposto affermando che il latte è uno degli alimenti più sicuri, perché le prescrizioni e i controlli sono tra i più stringenti nel campo degli alimenti. Per quanto riguarda la presenza di estrogeni, è stato ricordato che la legge vieta l’utilizzo degli anabolizzanti, mentre gli antibiotici possono essere utilizzati solo in caso di accertata malattia e che il latte di animali sottoposti a terapia antibiotica non viene distribuito.

Secondo le accuse, esistono connessioni tra il consumo di latte e l’insorgenza di tumori, Alzheimer e autismo

Sesto capo d’imputazione: connessioni tra il consumo di latte il morbo di Alzheimer, alcune patologie tumorali e l’autismo. L’accusa ha citato quanto detto in una trasmissione televisiva dal dott. Piero Mozzi, autore del libro La dieta del gruppo sanguigno, che è stato il volume più venduto su Amazon nel 2015. L’autore riporta strette connessioni tra l’assunzione di latte l’Alzheimer e varie tipologie di tumori, nonché afferma di essere testimone di guarigioni dal mutismo dopo la sospensione della bevanda nella dieta. Di fronte a un’osservazione del pubblico ministero sulla presenza di uno studio dell’Istituto nazionale dei tumori su queste connessioni, l’accusa ha assunto una posizione più prudente, dicendo che la comunità scientifica è estremamente attenta all’epidemiologia nutrizionale, non limitandosi ai singoli casi, per orientarsi in un tema molto complesso come questo.

Sul complesso dei capi d’accusa, il pubblico ministero ha chiesto alla difesa, se vi siano degli elementi che potrebbero essere veri, ma che la ricerca scientifica non ha ancora provato sino in fondo, oppure se si tratta solo di un problema di quantità e di soggetto che assume il latte. La difesa ha risposto che ad oggi, non ci sono evidenze sulla relazione tra latte e tumore, Alzheimer o malattie cardiovascolari, e neppure che sia la causa di allergie. Ovviamente, ha affermato, se ci si cibasse solo di latte, così come se ci si cibasse solo di pasta o solo di carne, probabilmente ci ammaleremmo.

Alla domanda del presidente del Tribunale se la percentuale di estrogeni nel latte possa costituire il problema, la difesa ha risposto che le sostanze esterne possono costituire un problema ma non si deve creare allarmismo, dicendo che il latte fa male, senza specificare i problemi.

Secondo la corte non sono state presentate prove a sufficienza per considerare pericoloso il consumo di latte

Al termine del dibattimento, il pubblico ministero ha osservato che le varie deposizioni non hanno fornito una prova, oltre ogni ragionevole dubbio, sulla nocività del latte e ha chiesto l’assoluzione.

La difesa si è associata alle conclusioni dall’accusa, sostenendo che, diversamente da quanto affermato dal pubblico ministero, l’istruttoria ha dimostrato che il latte è un alimento formidabile per la crescita dei bambini e la salute pubblica. Quindi ha chiesto l’assoluzione dell’imputato con formula piena, per assenza di prove e quindi perché il fatto non sussiste.

Nella sentenza il tribunale, visto l’art. 530, comma 1, del codice di procedura penale, ha assolto l’imputato perché il fatto non sussiste, come richiesto dalla difesa. Nelle motivazioni dell’assoluzione, il presidente del tribunale nella persona di Fabio Roia, presidente di sezione del Tribunale penale di Milano, ha scritto di ritenere che “non esistono ad oggi studi accreditati presso le più autorevoli comunità scientifiche, che evidenzino una caratteristica di pericolosità per la salute per l’alimento latte. In particolare, con riferimento a intolleranze e allergie, è stato accertato che si tratta perlopiù di un fattore ascrivibile al consumatore, alle caratteristiche del consumatore e non già al prodotto di per sé. Si considera comunque per una corretta assunzione del prodotto e dell’alimento, di seguire le linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità, perché l’alimento presenta comunque delle caratteristiche nutrizionali di non esaustività sul piano dell’apporto, e soprattutto deve essere assunto in relazione a variazioni che riguardano genere, età e particolari condizioni del consumatore”.

http://www.ilfattoalimentare.it/latte-assolto-processo-simulato.html

 

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OMCEOMI: PIÙ BORSE DI STUDIO PER LE SPECIALITÀ

Lettera di OMCeO Milano ai Ministeri competenti

“Il numero complessivo di borse di studio nelle Specialità e nel triennio in Medicina generale deve necessariamente essere pari al numero di laureati”
Piena condivisione da parte del Consiglio Direttivo dell’Ordine dei Medici di Milano delle criticità segnalate da medici neoabilitati

In un incontro con alcuni medici neoabilitati sono state evidenziate diverse criticità nel conseguimento della successiva specializzazione che il Consiglio Direttivo dell’Ordine dei Medici di Milano ha fatto proprie.
Criticità che il Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Milano, Roberto Carlo Rossi, ha manifestato in una lettera inviata ai Ministeri della Salute e dell’Istruzione, Università, Ricerca oltre che al Presidente della conferenza dei Rettori Italiani, al Presidente della Conferenza dei presidenti di CLM in Medicina e Chirurgia, alla FNOMCeO e a tutti gli OMCeO provinciali.
In primo luogo, viene sottolineata l’ingiusta disparità tra il criterio di abilitazione e l’esercizio della professione medica, conseguente al numero chiuso programmato, e l’inadeguatezza del numero di borse di studio messe a disposizione della platea che ha titolo per conseguire una specializzazione.
Per questa tornata le borse di studio previste sono 6.667 a fronte di circa 18/20.000 aventi titolo per richiederle, accumulatosi nel tempo, e al fatto che sono circa 10.000 i neoabilitati. È evidente, si sostiene nella lettera, che: il numero complessivo di borse di studio nelle specialità e nel triennio in Medicina generale deve necessariamente essere pari al numero di laureati”.
A questo si accompagnano le richieste riguardanti sia problemi organizzativi che remunerativi. In particolare l’adeguamento delle retribuzioni previste per il triennio di formazione in Medicina generale, i vincoli imposti per accedere alle borse bandite da alcune regioni, la mancanza di regole chiare e comuni su tutto il territorio nazionale per i medici che svolgono attività di Guardia medica e di Continuità assistenziale e, infine, la mancata realizzazione di alcune macrosedi dove svolgere i concorsi per accedere ai bandi, al fine di garantire condizioni omogenee di svolgimento e di valutazione su tutto il territorio nazionale.

lettera-del-presidente-omceomi-più-borse-di-studio

rassegna-stampa-più-borse-di-studio

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ELEZIONI ORDINE DEI MEDICI DI MILANO 18-19-20 NOVEMBRE 2017 ISTRUZIONI DI VOTO E LISTA DA VOTARE

Collega,
Sono prossime le elezioni per il rinnovo del Consiglio Direttivo e del Collegio dei Revisori dei Conti dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Milano. La tornata elettorale si svolgerà nei giorni 18, 19, 20 NOVEMBRE 2017 Dalle 9,00 alle 21,00.

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La lista RISCATTO MEDICO si richiama con rigore agli ideali di libertà e indipendenza dai “poteri forti” che sono stati, da sempre, una caratteristica ed un tratto distintivo di chi ha guidato, in questi anni, l’Ordine dei Medici di Milano. Vogliamo (vorremmo!) continuare a poter lavorare nell’interesse dei Medici (e dei cittadini) milanesi, così come abbiamo fatto da molto tempo a questa parte, ed in particolare ci ripromettiamo di intervenire concretamente al fine di ottenere una migliore tutela penale e civile di tutti i Medici e in particolare degli “Ospedalieri”, poiché, allo stato attuale risultano i più colpiti e meno difesi. Ci siamo sempre vantati delle “scelte difficili” che abbiamo intrapreso. Abbiamo sempre proclamato con determinazione il nostro pensiero, anche se controcorrente, anche se sgradito a ”qualcuno”. VOGLIAMO CONTINUARE A FARLO CON IL VOSTRO AIUTO E IL VOSTRO VOTO!

QUANDO VOTARE:
18, 19, 20 NOVEMBRE 2017 Dalle 9,00 alle 21,00 in via Lanzone 31

COME VOTARE:

Per evitare omonimie è necessario votare i componenti della lista anche solo con il loro numero di iscrizione all’Ordine. E’ opportuno indicare tutte e quindici le preferenze sulla scheda per il Consiglio Direttivo e tutte e quattro le preferenze sulla scheda per il Collegio dei Revisori dei Conti.

LISTA CANDIDATI RISCATTO MEDICO:

I Colleghi che hanno voluto unirsi a noi, ospedalieri, medici del territorio e liberi-professionisti, rappresentano il variegato campo della Medicina, ma sono stati accolti soprattutto per la loro schiettezza e onestà di intenti e per la loro condivisione di quei princìpi fondamentali di difesa della libertà e autonomia dell’atto medico ovunque si esplichi.

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OBIETTIVI RAGGIUNTI

Gestione amministrativa oculata
  • Mantenimento di una quota d’iscrizione tra le più basse d’Italia
  • Dimezzamento della quota per i giovani (primi CINQUE anni) e per i senior (ultra ottantenni)
  • Offerta di PEC gratuita a tutti gli iscritti
…..a fronte di ciò
  • Allargamento della sede ordinistica, che è la casa di tutti i medici
  • Inserimento in organico di nuovo dirigente, di provenienza FNOMCeO, che può oggi essere considerato uno tra i più esperti in gestione ordinistica
Interventi istituzionali
  • Denuncia degli aspetti antideontologici presenti nei decreti applicativi della riforma regionale della Sanità lombarda in particolare per quanto riguarda la cosiddetta “presa in carico della cronicità
  • Denuncia delle incongruenze e degli aspetti antideontologici del “Decreto Lorenzin” sulla appropriatezza
  • Contrasto alla delibera regionale sulla liceità delle registrazioni occulte delle visite mediche da parte del paziente e sul divieto di documentare e denunciare le carenze strutturali degli ospedali
  • Denucia della piaga dello sfruttamento del precariato medico nelle strutture ospedaliere e private accreditate
  • Denuncia della pubblicità spazzatura che stimola in contenzioso con il Medico
  • Contrasto alla pubblicità sanitaria commerciale e ingannevole a tutela del decoro della Professione
  • Stimolo e collaborazione nel processo di recepimento regionale dell’accordo Stato/Regione sulla formazione del medico nelle medicine non convenzionali
  • Aggiornamento dei registri dei colleghi che professano la medicina non convenzionale, a tutela della loro professionalità e della sicurezza del paziente
  • Stimolo determinante al processo di revisione della colpa medica culminato nella recente Legge Gelli che ha fortemente ridimensionato i criteri di valutazione della responsabilità professionale (re-inversione dell’onere della prova sul paziente, dimezzamento dei tempi di prescrizione ecc.)
Servizi
  • Intervento presso in Comune di Milano per la riattribuzione dei Pass per il parcheggio delle auto nei pressi dello studio professionale per i MMG e i PLS, nelle zone regolamentate (strisce gialle e blu)
  • Sportelli di assistenza professionale ai Colleghi per problematiche dei Medici ospedalieri, Medici di famiglia, Medici di Continuità assistenziale, giovani Medici, donne Medico per informazioni legate alla maternità
  • Sportelli di assistenza legale, fiscale, amministrativa e previdenziale
Previdenza
  • Denuncia degli sprechi derivanti dal proliferare di società satelliti dell’ENPAM con inevitabili inutili spese gestionali gravanti sulle tasche dei Medici
  • Denuncia della scarsa redditività media dell’enorme patrimonio ENPAM
  • Denuncia della sempre più scarsa redditività dei contributi previdenziali versati a ENPAM
  • Sorverglianza continua sugli investimenti di dubbia opportunità dell’ENPAM
  • Denuncia della abnormità dei compensi della Dirigenza ENPAM con richiesta di un ridimensionamento degli stessi
Formazione
  • Corsi di aggiornamento gratuiti per numerosissimi crediti ECM nei tre anni, con particolare attenzione anche all’aggiornamento specifico per i Medici del Lavoro
  • Corsi gratuiti RSPP per la sicurezza negli studi
  • Introduzione di nuovi corsi FAD
  • Corso gratuito di Medical English
Pari Opportunità
  • Formazione dei colleghi e impegno istituzionale sui temi della violenza di genere e del maltrattamento ai minori
  • Denuncia dei comportamenti discriminatori correlati alla tutela della maternità e consulenza alle colleghe ospedaliere
  • Partecipazione a progetti di tutela della fragilità (progetti locali e di cooperazione internazionale, soggetti senza fissa dimora, tutela giuridica dei fragili, comunicazione con i cittadini stranieri)

OBIETTIVI DA PERSEGUIRE

Gestione oculata
  • Ampliare la cerchia di coloro (giovani e anziani) che possono godere di una riduzione della quota di iscrizione
Interventi istituzionali
  • Difendere la Professione Medica dalle continue e sempre più aggressive ingerenze delle altre professioni sanitarie
  • Difendere la libertà e l’autonomia del Medico dai condizionamenti antideontologici dei poteri forti
  • Sorvegliare che in fase di rinnovo contrattuale della Medicina Generale e del CCNL venga tutelato il ruolo del Medico anche in vista delle nuove autonomie regionali che potrebbero intervenire
  • Contrastare la carenza degli organici nelle aziende ospedaliere e l’indiscriminato ricorso al precariato medico col blocco del ricambio generazionale.
  • Istituire un Osservatorio regionale per la sicurezza dei medici soprattutto in relazione all’adeguamento degli organici ai carichi di lavoro
  • Tutelare la libera professione sia in ambito convenzionale che ospedaliero (intramoenia): per l’ambito ospedaliero riducendo le pastoie burocratiche e incidendo sul regolamento regionale.
  • Interagire direttamente con il mondo assicurativo per ottenere polizze trasparenti e convenienti, di reale e completa copertura.
  • Stimolare il processo di riconoscimento e accreditamento regionale della formazione nel campo della medicina estetica e della medicina potenziativa al fine di valorizzare le competenze del medico in questi settori attualmente del tutto deregolamentati.
  • Portare a compimento il processo di riconoscimento e registrazione dei Medici operanti nelle Medicine Non Convenzionali formati presso Scuole Accreditate da Regione Lombardia.
Previdenza
  • Stimolare affinchè l’attuale sede ENPAM di Milano attualmente dedicata esclusivamente alla gestione immobiliare (ENPAM Real Estate) si trasformi in una reale sede distaccata dell’ente anche con funzioni di tipo previdenziale
  • Potenziare gli attuali uffici ordinistici di consulenza previdenziale ENPAM con allargamento dei servizi offerti
  • Continuare a sorvegliare sulla gestione dei soldi delle nostre pensioni da parte di ENPAM, pronti a denunciare qualsiasi atto ne metta a repentaglio la loro integrità
Formazione
  • Ampliare ulteriormente il nostro panorama formativo attraverso la collaborazione diretta con le realtà ospedaliere e del territorio per trasformare l’evento formativo in occasione di dialogo
  • Potenziare ulteriormente la FAD (gratuita) erogata direttamente dall’Ordine
Pari Opportunità
  • Istituire un Osservatorio dedicato alla denuncia dei comportamenti discriminatori correlati alla tutela della maternità
  • Creare una rete interprofessionale per la ricognizione, lo studio e le possibili soluzioni delle criticità legate alle differenze di genere in ambito lavorativo
  • Continuare la formazione permanente in tema di violenza di genere e maltrattamento.

GRAZIE DEL TUO AIUTO

Rimango a tua disposizione

Chi vuole sostenermi in questa nuova sfida, chiedo di inviarmi un email a trapanimartino@yahoo.it

indicando nell’ oggetto:”sostegno campagna elettorale milano”

Il proprio contatto personale, cosi’ da essere ricontattato per incontrarci e conoscerci di persona nei giorni delle votazioni (18-19-20 Novembre) presso l’ ordine dei medici in via Lanzone n.31.

Martino Trapani – 42055

PROGRAMMA OSPEDALIERI

PROGRAMMA PARI OPPORTUNITA

PROGRAMMA RISCATTO MEDICO

SANTINO RISCATTO MEDICO

LISTA RISCATTO MEDICO

INIZIATIVE ORDINE MEDICI 2014-2017

 

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IL LATTE FA MALE? SIMULAZIONE DI UN PROCESSO

Segnaliamo l’interessante evento ECM, organizzato dalla Commissione Pari Opportunità di OMCEOMI dal titolo “Il latte fa male? Simulazione di un processo”, che si terrà il 10 novembre 2017 presso la Sala della Stalla, Abbazia di Mirasole, Strada Consortile del Mirasole 7 – Opera (Milano)
È in corso una preoccupante campagna di informazione/disinformazione sul latte che sta creando allarme nei consumatori italiani: nei media si legge di tutto, ma molte delle notizie diffuse sono imprecise e spesso infondate. Secondo alcune evidenze, il latte resterebbe una fonte privilegiata e difficilmente sostituibile di calcio, e i benefici per la nostra salute andrebbero ben al di là del semplice contributo alle ossa.
I consumi di latte nel nostro Paese sono in media bassi, al di sotto delle quantità raccomandate: tra latte e yogurt si arriva mediamente a una porzione al giorno (125g), contro le 2-3 raccomandate per la popolazione adulta in Europa. Circa la metà dell’apporto giornaliero di calcio deriva da latte e derivati, ed è un apporto estremamente economico, anche dal punto di vista delle calorie.
Spesso invece le abitudini alimentari restrittive si basano su argomentazioni etiche (“l’uomo è l’unico animale adulto che continua a bere latte”); ma molte sono anche le segnalazioni sui possibili effetti negativi del consumo di latte sulla salute umana: tra gli argomenti più citati l’intolleranza al lattosio, l’allergia alle proteine del latte, l’osteoporosi, il diabete, le patologie cardiovascolari, le malattie neurodegenerative, alcuni tumori.
Ma le evidenze scientifiche non sono poi così evidenti….Per tentare di chiarire la questione, vogliamo provare a parlarne con esperti, in un Corso di Aggiornamento per Medici e Odontoiatri e per Tecnologi Alimentari organizzato dalla Commissione Pari Opportunità di OMCEOMI, realizzato tramite la simulazione di un Processo Penale alla produzione e al commercio del latte vaccino.
Di seguito il capo d’imputazione, specificato dalla PM dottoressa Luisa Ponti:
“….imputato del reato p. p dall’art 444 cp per aver posto in commercio, ovvero distribuito per il consumo, il latte; sostanza destinata all’alimentazione che pur non adulterata è nociva per la salute dei consumatori. In particolare il latte; 1) induce incremento della produzione di IGF1; 2) provoca perdita di massa ossea a causa del suo carico potenziale renale acidificante; 3) induce intolleranza nella gran parte degli adulti con conseguenze gastrointestinali; 4) quello vaccino esaspera la già eccessiva produzione di muco associata ai malanni stagionali, incrementandoli; 5) stimola la proliferazione delle cellule tumorali della mammella a causa dell’odierno maggior contenuto di ormoni; 6) sono state rilevate connessioni tra il consumo di latte e patologie quali M. di Alzheimer, patologie tumorali e autismo… “

Programma

MODALITÀ D’ISCRIZIONE
L’iscrizione agli eventi ECM dell’Ordine può essere effettuata unicamente attraverso la procedura informatica. Per iscriversi agli eventi ECM occorre registrarsi al sito http://www.omceomi.it:

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COMUNICAZIONE TELEMATICA DI GRAVIDANZA

 L’INPS, con propria circolare n. 82 del 04/05/2017, ha  disciplinato  le modalità dell’invio telematico dei certificati di gravidanza e/o di interruzione di gravidanza. L’invio telematico è previsto per i medici dipendenti del servizio Sanitario Nazionale e per quelli convenzionati. È previsto un periodo transitorio di 3 mesi a far data dall’emanazione della circolare, durante il quale è riconosciuta la possibilità per il medico di procedere al rilascio cartaceo dei certificati di gravidanza e di interruzione della gravidanza.

 

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Il dr Web non cura, causa anche ansia

Le statistiche parlano chiaro: l’80% degli italiani consulta siti di informazione scientifica e il 65% quelli di associazioni mediche al fine di acquisire informazioni sulle proprie condizioni di salute.

Il rischio connesso a questa pratica è però che una mole enorme di notizie e pareri non vagliati da nessuna fonte esperta è a disposizione di chiunque.

Un ‘fai da te’ della salute che porta con sé inevitabili risvolti negativi primo tra tutti quello che il paziente arriva dal medico nella migliore delle ipotesi avendo tratto conclusioni affrettate e quindi sottovalutando o sopravvalutando i propri sintomi. Senza contare il prevedibile ‘effetto ipocondria’ a causa del quale si passano intere giornate in internet alla ricerca della possibile spiegazione di sintomi a volte solo psico-somatici.

Una situazione che un medico deve assolutamente saper affrontare e contrastare nel modo più adeguato, nel momento in cui un paziente si rivolge a lui.

Alla luce di queste considerazioni è stato pensato il sesto incontro del nuovo corso organizzato dalla “Scuola di comunicazione in sanità” dal titolo“Dottor Web: quando il paziente arriva gia ‘informato’” che si terrà oggi, 5 aprile 2017, dalle ore 14.30 alle 18.00, nell’aula V. Capacchione presso il Presidio Ospedaliero di Rho (ASST RHODENSE), in corso Europa n.250.

Relatore sarà la dottoressa Paola Mosconi dell’IRCCS Mario Negri di Milano.

La nuova “Scuola di comunicazione in sanità”, promossa dal dottor Martino Trapani e dal Prof. Roberto Bollina,  è stata voluta e istituita da un comitato formato dal Presidente dell’Ordine dei Medici di Milano, dall’ Asst Rhodense, Associazione Italiana Giornalismo Responsabile, Associazione Lampada di Aladino, e si pone l’obiettivo di aggiornare, integrare, innovare il rapporto medico-paziente, migliorando le modalità comunicative,  l’immagine e la credibilità dell’istituzione sanitaria verso i cittadini, pazienti e non.

Il corso, rivolto ai Medici e accreditato ECM, è partito il 15 Marzo e proseguirà fino al 25 Ottobre 2017.

Si articola in 10 incontri con cadenza settimanale di circa 3 ore ciascuno (2,15 h di parte teorica e 40 min. di dibattito moderato dal giornalista Ettore Politi, Presidente dell’Associazione Italiana Giornalismo Responsabile).

Dopo ogni incontro viene prodotto un documento che potrà essere portato all’attenzione della Terza Commissione Sanità di Regione Lombardia, affinchè valuti e prenda in considerazione le proposte che pervengono dalla scuola di formazione, sottoscritte da dieci e più esperti.

Ettore Politi, Presidente dell’Associazione Italiana Giornalismo Responsabile

http://www.frontedelblog.it/2017/04/05/il-dr-web-non-cura-causa-anche-ansia/

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GENOVESE INDICA LA CURA PER LA MEDICINA DIFENSIVA

VIA AL 2° INCONTRO DELLA SCUOLA DI COMUNICAZIONE

Di Ettore Politi

22_-umberto-genoveseProf. Umberto Genovese

Quest’anno sono ‘solo’ 120 i medici che sono riusciti a partecipare alla prima Scuola di Comunicazione in Sanità promossa dall’Ordine dei Medici di Milano. Un’iniziativa ‘sperimentale’ che, però, si sta rivelando di grande interesse per la tutta la categoria. La ragione è dovuta alla scelta dei temi trattati nelle singole lezioni. La prima, sulla globalizzazione e i mille fenomeni e problemi legati alle diversità etniche, diagnostica, epidemiologiche e non ultime linguistiche, è stata tenuta, davanti ad un’attenta platea di medici, dal presidente dell’Ordine dei medici di Milano, Roberto Carlo Rossi.

Dott Rossi, Pres. Ordine dei Medici

Un intervento da tutti apprezzato e condiviso per la chiarezza e la linearità espositiva.  Il tempo dedicato al dibattito non è stato nemmeno utilizzato in quanto nessun medico, dopo i diverso applausi, ha avuto nulla da replicare. Si pensa che, vista la complessità e le molte variabili del tema, invece, non avverrà lo stesso il giorno 29 marzo quando il giornalista dell’AIGR, moderatore degli incontri,  inviterà a salire in cattedra il prof Umberto Genovese, già docente di medicina legale e del lavoro, nonché ricercatore e Coordinatore del Laboratorio Responsabilità Sanitaria UNIMI

LA SANITÀ TROPPO SPESSO

È GIUDICATA IN TRIBUNALE

I tribunali, le assicurazioni, i medici ospedalieri, nonostante il recente intervento governativo in proposito, hanno sempre vissuto e vivono con inquietudine l’aspetto della rivalsa giuridica del paziente davanti a presunte impreviste complicazioni post cura e/o operatorie e/o per presunti palesi errori. Certo, non stiamo parlando del paziente al quale per un clamoroso errore si amputa l’arto sbagliato, ma di altri migliaia di casi ben lontani da incidenti organizzativi di tale entità.  In tanti, tanti casi, il rapporto medico paziente appare sempre più spesso inficiato dalla predisposizione negativa e dalla potenziale diffidenza che il paziente nutrirebbe temendo il fantasma della malasanità. Un aspetto, questo, che a parte casi di palese malafede, può trovare delle ottime risposte di chiarimento non nell’ambito legale, ma piuttosto in quello psicologico. Nessun paziente accetta di buon grado una malattia, le conseguenze che ne derivano da essa, le complicazioni naturali e i disagi post operatori: fattori scatenanti dell’ansia che frequentemente si trasforma in rabbia e in aggressività legale, talvolta assolutamente ingiustificata, nei confronti dei medici operanti. Ovviamente, sia chiaro, fermi restando i veri casi di malasanità che non sono certo rari. Stiamo parlando di un solo un granello di sabbia prelevato da un deserto di problematiche e aspetti complessi che, di là dai casi che presentano la necessità di oggettive valutazioni medico-legali, spesso appaiono come inquietanti e irrefrenabili reazioni emotive che si placano solo a fronte di adeguati risarcimenti assicurativi.

IL TIMORE DEL CODICE INCIDE

SULLE SCELTE MEDICHE?

Di fatto, il tema dell’incontro di mercoledì’, nella sala conferenze dell’Ospedale di Rho, sarà anche quello che una maggiore attenzione al rapporto medico-paziente può costituire un efficace approccio contro la massiccia diffusione della cosiddetta “medicina difensiva”, un fenomeno molto comune negli Stati Uniti, ma in netta ascesa anche in Italia. Un valido baluardo contro questa pratica, con cui il medico difende se stesso contro eventuali azioni di responsabilità medico-legali in seguito alle cure mediche prestate, è costituito dall’orientare la formazione dei medici ad una maggiore attenzione al rapporto medico-paziente. Ed è questo che, nella sostanza, si propone il secondo incontro promosso dalla “Scuola di Comunicazione in Sanità” dal titolo “Il contenzioso e la medicina difensiva” che, appunto, si terrà il 29 Marzo 2017 dalle ore 14.30 alle 18.00 nell’aula V. Capacchione presso il Presidio Ospedaliero di Rho (ASST RHODENSE), in corso Europa n.250.  La nuova “Scuola di Comunicazione in Sanità” è stata voluta e istituita da un comitato condiviso dall’Ordine dei Medici di Milano con L’ASST Rhodense, l’Associazione Italiana Giornalismo Responsabile e l’Associazione Lampada di Aladino, e si pone l’obiettivo di aggiornare, integrare, innovare il rapporto medico-paziente, migliorando le modalità comunicative, l’immagine e la credibilità dell’istituzione sanitaria verso i cittadini, pazienti e non.

IL ‘SOLITO’ CORSO DIVENTA

 LABORATORIO DI RIFLESSIONE

Il corso, rivolto ai Medici e accreditato ECM, è iniziato il 15 Marzo con la brillante lezione tenuta dal Presidente dell’Ordine dei Medici di Milano, Roberto Carlo Rossi, al quale, assieme all’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera, va anche il riconoscimento di aver tenuto a battesimo la prima Scuola italiana di Comunicazione in Sanità. Il ciclo di lezioni proseguirà fino al 25 Ottobre 2017. l corso, infatti, si articola in 10 incontri con cadenza settimanale di circa 3 ore ciascuno (2,15 h di parte teorica e 40 min. di dibattito che sarà moderato da un giornalista dell’AIGR, l’Associazione Italiana Giornalismo Responsabile). Dopo ogni incontro verrà prodotto un documento che potrà essere portato all’attenzione della Terza Commissione Sanità di Regione Lombardia, affinché valuti e prenda in considerazione le proposte che pervengono dalla scuola di formazione, sottoscritte da dieci e più esperti.

Ettore Politi

http://www.frontedelblog.it/2017/03/27/genovese-indica-la-cura-per-la-medicina-difensiva

 

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FAD SU APPROPRIATEZZA PRESCRITTIVA PER MMG

La SIBioC Medicina di Laboratorio ha promosso la realizzazione del Corso FAD “Appropriatezza Prescrittiva nell’Ambulatorio del Medico di Medicina Generale. Richiesta ed interpretazione degli Esami di Laboratorio”, gratuito per i Soci SIBioC e per i Medici di Medicina Generale. Il Corso, che assegna 15 crediti ECM, consentirà ai Professionisti del Laboratorio Clinico di acquisire informazioni utili all’attività di consulenza che sono chiamati a fornire in merito all’appropriata prescrizione degli esami ed alla loro corretta interpretazione ed al Medico di Medicina Generale di acquisire maggiori informazioni relative all’appropriatezza prescrittiva degli Esami di Laboratorio nei diversi scenari clinici (diagnosi, monitoraggio, risposta alla terapia) di numerose patologie. Le patologie e gli aspetti clinici affrontati nel corso FAD sono di seguito elencati: allergie, amenorrea, anemie, monitoraggio della terapia anticoagulante, autoimmunità, biomarcatori in oncologia, diabete, dislipidemie, gammapatie monoclonali, ipertensione, patologie della tiroide, malattie epatiche ereditarie, insufficienza renale cronica, osteoporosi, scompenso cardiaco, trattamento anticoncezionale.

Per accedere al corso cliccare qui

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A scuola di Comunicazione medico-paziente con l’Omceo Milano. Prossimo incontro il 27 marzo

Il ciclo di lezioni promosso dall’Ordine dei Medici di Milano segna il record di iscritti. Il primo incontro, del 15 marzo, è stato dedicato alla comunicazione tra medico e pazienti stranieri. L’incontro del 27 marzo sarà dedicato al tema “Il contenzioso e la medicina difensiva”.  

17 MAR – Presentata alla stampa nei giorni scorsi nella sede dell’Ordine dei Medici di Milano, la Scuola di Comunicazione in Sanità sta riscuotendo ampio consenso, sia in termini di condivisione per la sua utilità, sia per quanto riguarda la partecipazione che alla sua prima lezione ha fatto registrare il numero massimo di presenze. Nell’Aula V. Capecchione di Corso Europa 250 a Rho, dell’Asst Rhodense il primo incontro, dedicato a “Le patologie della globalizzazione”, è stato tenuto dal Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Milano, Roberto Carlo Rossi.

Rossi ha proposto alla platea una selezionata serie di dati elaborati sia dall’Istat che da Eurispes, nonché i risultati di una sua indagine condotta sulla situazione organizzativa di un medico di famiglia che esercita della città di Milano. “E’ emerso che il medico di base in esame ha 1670 assistiti con una percentuale del 56 per cento di pazienti stranieri e con la straordinaria circostanza, peraltro, che detti pazienti provengono da 53 diverse nazionalità”, rende noto l’Omceo di Millano.

Tra i temi affrontati, la condizione e integrazione dei cittadini stranieri nel nostro Paese e spiegazione la Sindrome di Salgari: “Quando il medico tende a ipotizzare malattie tropicali, quadri clinici e malattie rare o strane in pazienti di altre etnie”.

Il Presidente dell’Ordine dei Medici di Milano ha quindi evidenziato 4 criticità nella relazione comunicativa tra medico e paziente straniero: 1) barriera linguistica; 2) diversa percezione della salute e della malattia; 3) diversa cultura; 4) lontananza da casa.

Il prossimo appuntamento con la Scuola di Comunicazione in Sanità dell’Omceo di Milano è fissato per il giorno 27 Marzo, sempre nella sala conferenze dell’Asst Rhodense di Corso Europa 250, a Rho, dove interverrà il Professore Umberto Genovese, docente dell’Università Statale di Milano, che tratterà il tema ‘Il contenzioso e la medicina difensiva’.

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RHO. PARTE IL PRIMO INCONTRO FORMATIVO PER I MEDICI DELLA SCUOLA DI COMUNICAZIONE IN SANITA’

La Scuola di Comunicazione in Sanità sta riscuotendo ampio consenso sia in termini di condivisione per la sua utilità, sia per quanto riguarda la partecipazione

RHO, 15 marzo 2017  – Parte da Rho il primo ciclo di incontri formativi per medici della Scuola di Comunicazione in Sanità . In cattedra questo pomeriggio il Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurgi e Odontoiatri della provincia di Milano Roberto Carlo Rossi che relazionerà su “Le patologie della globalizzazione”.

 

La Scuola di Comunicazione in Sanità sta riscuotendo ampio consenso sia in termini di condivisione per la sua utilità, sia per quanto riguarda la partecipazione. Il Comitato Scientifico della Scuola, infatti, inizialmente aveva fissato in 80 medici il massimo di partecipanti. Una quota di iscritti, però, che mano mano è stata elevata a120 medici che seguiranno le lezioni presso l’Aula “ Capacchione” del rpesidio ospedaliero di Rho.

 

TEMA DEL PRIMO INCONTRO-DIBATTITO:

“LE PATOLOGIE DELLA GLOBALIZZAZIONE”

 

“Globalizzazione” è un termine ormai usato comunemente in ambito economico per indicare la progressiva crescita degli scambi e dei rapporti a livello mondiale. Una fitta rete di relazioni che presenta come principale effetto non solo una significativa convergenza economica e culturale, ma anche una a livello sanitario.

Viaggiare si può infatti tradurre in rapida propagazione di agenti patogeni, tanto che le malattie epidemico-contagiose e infettive sono tornate a ripresentarsi in nuove forme, seppur sempre trasmissibili attraverso i consueti canali uomo-animale-vegetale.

Di questo e di come affrontare in modo chiaro e competente questa situazione si parlerà durante il primo di dieci incontri di cui è costituito il nuovo corso organizzato dalla “Scuola di formazione per la comunicazione in sanità” dal titolo “Le patologie della globalizzazione” che si terrà il 15 Marzo 2017 dalle ore 14.30 alle 18.00 nell’aula V. Capacchione presso il Presidio Ospedaliero di Rho (ASST RHODENSE), in corso Europa 250.

Relatore Roberto Carlo Rossi, Presidente dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Milano e Provincia.

La nuova “Scuola di comunicazione in sanità” è stata voluta e istituita da un comitato formato da Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Milano, ASST Rhodense, Associazione Italiana Giornalismo Responsabile, Associazione Lampada di Aladino, e si pone l’obiettivo di aggiornare, integrare, innovare il rapporto medico-paziente, migliorando le modalità comunicative, l’immagine e la credibilità dell’istituzione sanitaria verso i cittadini, pazienti e non. Il corso, rivolto ai Medici e accreditato ECM, partirà, dunque, il 15 Marzo e proseguirà fino al 25 Ottobre 2017. Si articolerà in 10 incontri con cadenza settimanale di circa 3 ore ciascuno (2,15 h di parte teorica e 40 min. di dibattito che sarà moderato da un giornalista di AIGR). Dopo ogni incontro verrà prodotto un documento che potrà essere portato all’attenzione della Terza Commissione Sanità di Regione Lombardia, affinchè valuti e prenda in considerazione le proposte che pervengono dalla scuola di formazione, sottoscritte da dieci e più esperti.

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NUMERO MASSIMO DI ISCRITTI AL CLICLO DI LEZIONI DELLA SCUOLA DI COMUNICAZIONE IN SANITA’

NUMERO MASSIMO DI ISCRITTI AL CLICLO DI LEZIONI DELLA SCUOLA DI COMUNICAZIONE IN SANITA’

Il Presidente dell’Ordine dei Medici di Milano Roberto Carlo Rossi relaziona sulla comunicazione tra medico e pazienti stranieri per migliorarne il dialogo

Presentata alla stampa nei giorni scorsi nella sede dell’Ordine dei Medici di Milano, la Scuola di Comunicazione in Sanità sta riscuotendo ampio consenso tra i medici e le istituzioni, sia in termini di condivisione per la sua utilità, sia per quanto riguarda la partecipazione che alla sua prima lezione ha fatto registrare il numero massimo di presenze.

Nell’Aula V. Capecchione di Corso Europa 250 a Rho, dell’Asst Rhodense il primo incontro è stato infatti tenuto dal Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Milano.

Il dott. Roberto Carlo Rossi, quasi ininterrottamente e per oltre due ore, è stato il relatore d’eccellenza che è riuscito a riscuotere la massima attenzione del pubblico di iscritti che affollava la sala: “LE PATOLOGIE DELLA GLOBALIZZAZIONE”.

E’ stato questo il tema dell’incontro che, per quanto possa sembrare tratti un fenomeno assai noto, il Presidente Rossi lo ha, reso di ulteriore grande interesse proponendo al pubblico una selezionata serie di significativi dati elaborati sia dall’Istat che da Eurispes.

Roberto Carlo Rossi ha inoltre reso nota una sua indagine personale condotta sulla situazione organizzativa di un medico di famiglia che opera in un’area, non proprio periferica, della città di Milano.

Da questa singolare e originale analisi è emerso che il medico di base in esame ha 1670 assistiti con una percentuale del 56 per cento di pazienti stranieri e con la straordinaria circostanza, peraltro, che detti pazienti provengono da 53 diverse nazionalità.

Forse un dettaglio sorprendente nell’attuale realtà complessa che vede il medico di famiglia e ospedaliero in prima linea. Un professionista che, pur fornendo risposte professionali adeguate, sempre più spesso si trova ad operare senza il necessario supporto scientifico e tantomeno della burocrazia sanitaria. Da come interpretare correttamente l’art. 32 del primo comma della nostra Costituzione sino all’analisi delle condizioni di salute dei pazienti stranieri che vivono in Italia da oltre 10 anni.

E ancora, dalla statistica su ‘condizione e integrazione dei cittadini stranieri’ nel nostro Paese alla spiegazione della Sindrome di Salgari (Quando il medico tende a ipotizzare malattie tropicali, quadri clinici e malattie rare o strane in pazienti di altre etnie), il Presidente dell’Ordine dei Medici di Milano è giunto alla sintesi della valutazione relativa alle criticità comunicative nel rapporto con il paziente straniero in merito ai suoi problemi di salute: 1) Barriera linguistica; 2) Diversa percezione della salute e della malattia; 3) Diversa cultura; 4) Lontananza da casa.

Il presidente Rossi, che dopo il saluto del direttore sanitario e di quello socio sanitario dell’Asst Rhodense, rispettivamente il dottor Roberto Bollina e Maurizio Montanelli, del principale promotore della Scuola di Comunicazione il dottor Martino Trapani con il giornalista Ettore Politi, Presidente dell’Associazione Italiana Giornalismo Responsabile, ha tenuto a sottolineare la disponibilità e l’attenzione che l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera, ripone verso le problematiche della sanità Lombarda e dei medici e l’apprezzamento avuto, nello specifico caso, per la Scuola di Comunicazione in Sanità.

Il prossimo appuntamento è fissato per il giorno 27 Marzo, sempre nella sala conferenze dell’Asst Rhodense di Corso Europa 250, a Rho, dove interverrà il Professore Umberto Genovese, docente dell’Università Statale di Milano, che tratterà un altro tema di grande interesse: ‘Il contenzioso e la medicina difensiva’.

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GLI EVENTI CHE VUOI

Nel triennio 2014-2016 vari sono stati i temi trattati dagli eventi formativi organizzati da OMCeOMI.

Visto l’alto gradimento dell’attività formativa di questo ordine vi invitiamo a segnalare all’indirizzo corsi@omceomi.it gli argomenti che potrebbero essere sviluppati in un prossimo futuro, onde poter attuare una programmazione sempre più rispondente al fabbisogno formativo degli iscritti.

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REGISTRAZIONI MEDICO-PAZIENTE, GALLERA: NORMATIVA E’ NAZIONALE

martedì 7 marzo 2017

TAVOLO LAVORO CON ORDINE MEDICI MI PER MIGLIORARE COMUNICAZIONE

“La delibera approvata in Giunta sulle registrazioni medico-paziente non introduce e non legittima niente che non sia gia’ previsto dall’articolo 5 del codice della Privacy per cui non possiamo ignorare che in tutta Italia e’ consentito fare queste registrazioni e nessuno puo’ impedirlo”.

Lo ha detto l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera nel corso della discussione, in Consiglio regionale, della mozione ‘Determinazioni in ordine al miglioramento della gestione della documentazione sanitaria, con specifico riferimento alle registrazioni dei pazienti.

TAVOLO LAVORO CON MEDICI – “Siamo tuttavia convinti- ha rimarcato l’assessore- che sia necessaria una piu’ articolata e ampia tutela del medico rispetto alle normative nazionali per consentirgli di essere il piu’ sereno possibile nel rapporto con il proprio paziente. Proprio per questo ieri abbiamo costituito insieme all’Ordine dei Medici di Milano un Tavolo di lavoro per la costruzione di Linee guida che diano indicazioni per una comunicazione sempre piu’ appropriata tra i medici e i pazienti al fine di rafforzarne il legame”.

COMPONENTI COMMISSIONE – “Della Commissione – ha detto Gallera – fanno parte: Dario Vivone, Consigliere giuridico direzione Welfare di Regione Lombardia; Aldo Bellini, responsabile programmazione Polo ospedaliero di Regione Lombardia; Roberto Bollina, direttore sanitario ASST Rhodense; Matteo Stocco, direttore generale ASST di Monza; Massimo Giupponi, direttore generale ATS Brianza; Maurizio Viecca, coordinatore Collegio dei Primari ospedale Sacco; Alan Pampallona, Managing Director di Fondazione Giancarlo Quarta; Martino Trapani, presidente Collegio dei Revisori OMCeOMI(Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Milano) Ugo Tamborini, consigliere segretario OMCeOMI; Mariagrazia Manfredi, consigliere OMCeOMI”.

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PRESENTAZIONE DELLA SCUOLA DI COMUNICAZIONE IN SANITÀ

Il giorno 1 marzo, presso la sala Anzalone dell’OMCeOMI si è svolta la conferenza stampa per la presentazione della “Scuola di comunicazione in Sanità”, organizzata dall’Ordine, ASST Rhodense, Associazione Italiana Giornalismo Responsabile e l’Associazione Lampada di Aladino. Presenti l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera, il presidente dell’Ordine Roberto Carlo Rossi, il direttore sanitario dell’ASST Rhodense Roberto Bollina, il coordinatore della Scuola Martino Trapani e Davide Toniolo rappresentante dell’Associazione Lampada di Aladino.

La Scuola tratterà di comunicazione in vari contesti: globalizzazione della sanità, medicina legale, web e medicina, comunicazione medico-paziente, compreso l’ambito pediatrico  e costituirà per tutti coloro che vi partecipano uno strumento per migliorare la propria professionalità e questa è uno degli obiettivi che il nostro Ordine persegue: AGGIORNAMENTO, FORMAZIONE, PROFESSIONALITA’.  Questi sono gli strumenti per i medici del futuro!!

Dieci incontri da cui scaturirà il “decalogo del buon medico” che sarà presentato alla Commissione Sanità della Regione Lombardia.

“È sempre più impellente che il medico apprenda una comunicazione efficace a completamento dell’atto terapeutico – affermano Martino Trapani e Roberto Bollina che fanno parte del Comitato Scientifico assieme ad altri esperti del mondo medico e della comunicazione specializzata – per un medico infatti risulta particolarmente difficile semplificare non solo la terminologia utilizzata, ma soprattutto l’approccio squisitamente umano al paziente stesso. Il che diventa ancora più complesso nel caso della comunicazione relativa ad esempio a malattie oncologiche o particolarmente gravi. Quello che ci attendiamo da questo corso è non solo di ottimizzare le relazioni con assistiti e famiglie e di aumentare la consapevolezza del paziente, migliorando anche il livello di soddisfazione e l’adesione ai percorsi terapeutici, ma anche di ridurre le controversie medico-legali e la medicina difensiva in generale, contribuendo a prevenire il logorio psico-fisico dei clinici a cui sono sempre più sottoposti”.

L’iscrizione si può effettuare esclusivamente online tramite il sito www.omceomi.it  dell’Ordine Provinciale dei Medici chirurghi e Odontoiatri di Milano.

 

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PROGRAMMA SCUOLA COMUNICAZIONE

LIBRETTO SCUOLA COMUNICAZIONE

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Scuola di Comunicazione in Sanità – OMCeOMi

L’Ordine Provinciale dei Medici chirurghi e Odontoiatri di Milano con ASST Rhodense in collaborazione con l’Associazione Italiana Giornalismo Responsabile e l’Associazione Lampada di Aladino presenta il corso di aggiornamento professionale dal titolo “Scuola di Comunicazione in Sanità, che si svolgerà in dieci  pomeriggi dalle 14.30 alle 18.00,  dal 15 marzo al 25 ottobre 2017 presso la Sala Conferenze dell’Ospedale di Rho, corso Europa 250, Rho.

La Scuola tratterà di comunicazione in vari contesti: globalizzazione della sanità, medicina legale, web e medicina , comunicazione medico-paziente, compreso l’ambito pediatrico.

La partecipazione alla Scuola è gratuita, I crediti ECM attribuiti sono 21.

L’iscrizione si può effettuare esclusivamente online tramite il sito www.omceomi.it dell’Ordine Provinciale dei Medici chirurghi e Odontoiatri di Milano seguendo le modalità sotto riportate:

  1. SE NON REGISTRATI, registrarsi al sito www.omceomi.it:

cliccare Accedi a dx della home page, quindi selezionare Registrati e seguire le istruzioni

  1. SE REGISTRATI,

effettuare il login, selezionare, nel box ECM, la voce Eventi e cliccare Iscrivimi in corrispondenza dell’evento “Scuola di Comunicazione in Sanità

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