ospedali

Il dr Web non cura, causa anche ansia

Le statistiche parlano chiaro: l’80% degli italiani consulta siti di informazione scientifica e il 65% quelli di associazioni mediche al fine di acquisire informazioni sulle proprie condizioni di salute.

Il rischio connesso a questa pratica è però che una mole enorme di notizie e pareri non vagliati da nessuna fonte esperta è a disposizione di chiunque.

Un ‘fai da te’ della salute che porta con sé inevitabili risvolti negativi primo tra tutti quello che il paziente arriva dal medico nella migliore delle ipotesi avendo tratto conclusioni affrettate e quindi sottovalutando o sopravvalutando i propri sintomi. Senza contare il prevedibile ‘effetto ipocondria’ a causa del quale si passano intere giornate in internet alla ricerca della possibile spiegazione di sintomi a volte solo psico-somatici.

Una situazione che un medico deve assolutamente saper affrontare e contrastare nel modo più adeguato, nel momento in cui un paziente si rivolge a lui.

Alla luce di queste considerazioni è stato pensato il sesto incontro del nuovo corso organizzato dalla “Scuola di comunicazione in sanità” dal titolo“Dottor Web: quando il paziente arriva gia ‘informato’” che si terrà oggi, 5 aprile 2017, dalle ore 14.30 alle 18.00, nell’aula V. Capacchione presso il Presidio Ospedaliero di Rho (ASST RHODENSE), in corso Europa n.250.

Relatore sarà la dottoressa Paola Mosconi dell’IRCCS Mario Negri di Milano.

La nuova “Scuola di comunicazione in sanità”, promossa dal dottor Martino Trapani e dal Prof. Roberto Bollina,  è stata voluta e istituita da un comitato formato dal Presidente dell’Ordine dei Medici di Milano, dall’ Asst Rhodense, Associazione Italiana Giornalismo Responsabile, Associazione Lampada di Aladino, e si pone l’obiettivo di aggiornare, integrare, innovare il rapporto medico-paziente, migliorando le modalità comunicative,  l’immagine e la credibilità dell’istituzione sanitaria verso i cittadini, pazienti e non.

Il corso, rivolto ai Medici e accreditato ECM, è partito il 15 Marzo e proseguirà fino al 25 Ottobre 2017.

Si articola in 10 incontri con cadenza settimanale di circa 3 ore ciascuno (2,15 h di parte teorica e 40 min. di dibattito moderato dal giornalista Ettore Politi, Presidente dell’Associazione Italiana Giornalismo Responsabile).

Dopo ogni incontro viene prodotto un documento che potrà essere portato all’attenzione della Terza Commissione Sanità di Regione Lombardia, affinchè valuti e prenda in considerazione le proposte che pervengono dalla scuola di formazione, sottoscritte da dieci e più esperti.

Ettore Politi, Presidente dell’Associazione Italiana Giornalismo Responsabile

http://www.frontedelblog.it/2017/04/05/il-dr-web-non-cura-causa-anche-ansia/

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Milano, richiamo dell’Ordine ai medici: state attenti a come usate i social

Nel mirino l’uso di Facebook e Instagram. Già partito un corso per imparare la comunicazione. Il presidente dell’Ordine Rossi: “Abbiamo ricevuto segnalazioni di commenti poco consoni alla professione”

di ALESSANDRA CORICA

Selfie e video. Ma non solo. “Perché le segnalazioni che ci arrivano in merito a commenti, spesso esecrabili e fuori luogo, postati sui social network, sono sempre più frequenti”, dice il presidente, Roberto Carlo Rossi. Anche a Milano l’Ordine dei medici richiama i camici bianchi a fare attenzione, e ad evitare l’uso troppo “spensierato” dei social. Con foto e commenti postati “in libertà”, senza la consapevolezza “che Facebook o Instagram ormai non sono spazi privati. Ma vere e proprie piazze pubbliche, dove quello che il medico scrive e pubblica è a disposizione di tutti. Per questo, deve fare attenzione”, dice il presidente dell’Ordine. Che nelle scorse settimane ha lanciato una scuola di comunicazione indirizzata ai medici, con lezioni all’ospedale di Rho. Ai camici bianchi vengono spiegati sia i principi base da seguire, per avere una buona dialettica con i pazienti. Sia le modalità con cui devono essere usati strumenti delicati come i social, “nel rispetto dei principi etici e deontologici della professione”, dice Rossi.

Ricapitoliamo. Nei giorni scorsi la Federazione nazionale dell’ordine dei medici ha girato a tutti gli ordini provinciali – quello di Milano è, con i suoi 25mila iscritti, il secondo in Italia, dopo quello di Roma – una comunicazione stilata dal ministero della Salute. Che impone uno stop a selfie e video girati da medici e operatori in ospedale: una pratica sempre più frequente. E che spesso avviene in violazione di principi quali il rispetto per il paziente e l’etica professionale. “A Milano questo problema è meno sentito – ragiona Rossi – ma questo non vuol dire che non si debba fare attenzione. Oltretutto, abbiamo ricevuto diverse segnalazioni in merito a commenti poco consoni all’etica, scritti da colleghi e postati sui social. Si tratta di frasi sia contro altri colleghi, sia contro gli stessi pazienti: inaccettabili per chi fa il nostro lavoro. Sono numeri piccoli. Ma se fino a un paio d’anni fa le segnalazioni del genere erano una all’anno, adesso sono una ogni due mesi”. Di qui, il richiamo dell’ente affinché ci sia più attenzione sul tema. Pena, le possibili sanzioni: “Abbiamo sospeso un collega tempo fa a causa di un commento esecrabile che aveva postato online – spiega Rossi – . Proprio per questo, riteniamo importante investire nella comunicazione in sanità: è un tema sempre più di attualità”.

È in questa direzione, allora, che si muove il corso iniziato lo scorso 15 marzo, e in programma fino a novembre, a Rho, organizzato dall’Ordine insieme con l’ospedale, l’Associazione italiana giornalismo responsabile e la onlus Lampada di Aladino. Una vera e propria “scuola di comunicazione”

per i medici, con lezioni di tre ore ciascuna per spiegare ai camici bianchi come utilizzare il web e i social network, e poi come rapportarsi al paziente (e ai suoi familiari) soprattutto in momenti delicati e di fronte a tematiche complesse, come quelle del fine-vita. Obiettivo, creare un decalogo per gli operatori sanitari, con le regole fondamentali da seguire per far sì che il percorso di cura si sposi con una buona comunicazione, utile per far stare meglio il malato.

http://milano.repubblica.it/cronaca/2017/04/16/news/milano_richiamo_ai_medici_attenti_a_come_usate_i_social-163098339/

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Arrivano le nuove Sdo. Più informazioni sui ricoveri guardando agli esiti delle cure

Pubblicato in Gazzetta il decreto della Salute che integra le attuali caratteristiche della Scheda di dimissione ospedaliera. Obiettivo quello di adeguare le informazioni alle esigenze di monitoraggio, valutazione e pianificazione della programmazione sanitaria, anche in considerazione degli orientamenti definiti dalla normativa UE sull’assistenza transfrontaliera. IL DECRETO.

08 FEB – Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 7 febbraio entra in vigore la nuova Scheda di dimissione ospedaliera che sostituisce quella prevista dal DM del 2000.

Rispetto alla “vecchia” SDO, il nuovo decreto di Lorenzin amplia la mole di dati da raccogliere relativi ad ogni ricovero ospedaliero e prevede l’invio dei dati da parte delle Regioni con cadenza mensile anziché trimestrale.

Le innovazioni nelle Sdo sono motivate dall’esigenza di poter contare su più informazioni possibili relative ai ricoveri ospedalieri sia ai fini di migliorare le rilevazioni epidemiologiche che per rispondere a quanto previsto dalla normativa UE in riferimento all’assistenza sanitaria transfrontaliera.

Con la nuova SDO si dovrà infatti rispondere all’esigenza di adeguare il contenuto informativo della scheda “alle esigenze di monitoraggio, valutazione e pianificazione della programmazione sanitaria, anche in considerazione degli orientamenti definiti dalla normativa dell’Unione europea”.

In particolare si sottolinea che i dati saranno utilizzati per “il monitoraggio e la valutazione degli interventi sanitari, compresi i loro esiti, la definizione degli standard di qualità, l’efficacia e l’efficienza, il monitoraggio del rischio clinico per garantire la sicurezza del paziente”.

Secondo il ministerio della Salute le nuove SDO consentiranno di migliorare il monitoraggio  e la valutazione dell’assistenza sanitaria del “percorso nascita”, ma saranno anche utili a caratterizzare le reali condizioni dei pazienti al fine di valutare meglio l’appropriatezza delle prestazioni erogate, a monitorare il rispetto degli standard dei volumi di attività chirurgica per unità operativa e per operatore e a stimare con maggiore accuratezza gli esiti degli interventi sanitari e gli indicatori di qualità dell’assistenza erogata.

Tra le novità rispetto alla vecchia SDO la raccolta di informazioni sul livello di istruzione del paziente, la data di prenotazione della prestazione e la classe di priorità, eventuali trasferimenti da un ospedale all’altro, l’identificativo del chirurgo e dell’anestesista, la check list della sala operaoria, la rilevazione del dolore, la stadiazione condensata, la pressione arteriosa sistolica, la creatinina serica e la frazione di eiezione.

Si stabilisce infine un più stretto legame tra SDO e cartella clinica.

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http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=47720&fr=n

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Un premio per l’asst rhodense

Nell’ambito del terzo anno del “Programma WHP- Workplace Healt Promotion “Luogo di lavoro che produce salute, l’ASST Rhodense è stata premiata per il lavoro ed i progetti realizzati. I riconoscimenti sono stati consegnati presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Milano nel corso della cerimonia di premiazione WHP 2016.

L’impegno di chi ha realizzato il progetto, coordinato da Martino Trapani e Jhon Tremamondo, è stato premiato con la consegna dei riconoscimenti ai quattro presidi ospedalieri di Garbagnate, Rho, Passirana e Bollate, “perché luoghi di lavoro che promuovono salute ”. Nell’Asst Rhodense sono stati realizzate e sono incorso di attuazione le seguenti aree tematiche previste dal programma WHP.

“Felici di questo ulteriore riconoscimento assegnato all’ASST Rhodense, ringrazio tutti coloro che hanno promosso, collaborato e partecipato attivamente per favorire una vita più sana in ospedale” è il commento di Ida Ramponi, direttore generale

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Un importante premio per i nostri ospedali

Un importante premio per i nostri ospedali. L’Azienda socio-sanitaria territoriale Rhodense è infatti stata premiata per il lavoro e i progetti realizzati durante la terza edizione del “Programma workplace healt promotion, luogo di lavoro che produce salute”. Il riconoscimento, ispirato alle direttive impartite dall’Organizzazione mondiale della sanità in materia di promozione della salute nei luoghi di lavoro, è stato consegnato nell’aula magna dell’università Degli Studi di Milano al direttore generale Ida Ramponi, che li ha poi consegnati ai direttori dei presidi ospedalieri di Bollate, Garbagnate, Passirana e Rho.

Il progetto, coordinato da Martino Trapani e John Tremamondo, ha visto l’Asst Rhodense impegnarsi in tematiche come l’alimentazione, il contrasto al fumo, l’attività fisica, la mobilità sicura e sostenibile, il contrasto alle dipendenze e nel benessere e nella conciliazione tra vita e lavoro. Diverse le modalità attraverso le quali questi impegni hanno preso vita. I nostri ospedali hanno infatti avviato una campagna informativa interna sulla promozione di un’alimentazione corretta con l’affissione di codici colori nella mensa aziendale al fine di orientare la scelta e gli abbinamenti dei piatti e incentivando il consumo di frutta fresca e di verdura. Importante anche il ruolo giocato dal Centro antifumo di Passirana nella lotta al fumo di tabacco. Diversi anche i cartelli affissi nelle strutture per sottolineare l’importanza dell’attività fisica e dell’uso delle scale anziché degli ascensori. La ricerca della sicurezza e della mobilità sostenibile, invece, hanno portato alla scelta di acquistare, entro i prossimi tre anni, automobili e furgoni ecologici. Diversi i corsi di formazione sull’alcool, sulle droghe e sul gioco d’azzardo patologico che si sono svolti negli ultimi mesi. Importante, infine, anche la predisposizione di una casella di posta elettronica dedicata ai suggerimenti dei dipendenti per migliorare il loro benessere e la conciliazione tra famiglia e lavoro.

Siamo felici di questo ulteriore riconoscimento assegnato all’Azienda socio-sanitaria territoriale Rhodense. Ringrazio tutti coloro che hanno promosso, collaborato e partecipato attivamente per favorire una vita più sana in ospedale” ha commentato il direttore generale Ramponi.

(Stefano Dattesi)

http://www.rhonews.com/news/salute/900779/un_importante_premio_per_i_nostri_ospedali

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ASST RHODENSE: IMPORTANTE RICONOSCIMENTO ASSEGNATO AI PRESIDI DI GARBAGNATE, RHO, PASSIRANA E BOLLATE

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(mi-lorenteggio.com) Rho, 31 gennaio 2017 – Nell’ambito del terzo anno del “Programma WHP- Workplace Healt Promotion “Luogo di lavoro che produce salute, l’ASST Rhodense è stata premiata per il lavoro ed i progetti realizzati. I riconoscimenti sono stati consegnati presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Milano nel corso della cerimonia di premiazione WHP 2016. Alla premiazione organizzata dalla Rete WHP Lombardia era presente il direttore generale Ida Ramponi direttore generale Ida Ramponi che ha poi consegnato i riconoscimenti ai direttore dei presidi ospedalieri di Garbagnate, Rho, Bollate e Passirana.   Il premio è ispirato alle direttive impartite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in materia di promozione della salute nei luoghi di lavoro.

“Felici di questo ulteriore riconoscimento assegnato all’ASST Rhodense, ringrazio tutti coloro che hanno promosso, collaborato e partecipato attivamente per favorire una vita più sana in ospedale” è il commento di Ida Ramponi, direttore generale.

ECCO IL PROGETTO DELL’ASST RHODENSE

 

Alimentazione, contrasto al fumo, attività fisica, mobilità sicura e sostenibile, contrasto alle dipendenze e benessere e conciliazione vita- lavoro. Sono le sei parole d’ordine dell’azione di Promozione della salute e benessere negli ambienti di lavoro (WHP- Workplace Healt Promotion) , il programma regionale “Aziende che promuovono salute – rete WHP Lombardia” a cui ha partecipato anche l’Asst Rhodense. Un lavoro, nato   dalla convinzione che la salute di chi lavora sia interesse di tutti: dei lavoratori in primo luogo, delle loro famiglie, delle imprese e del Servizio Sanitario e, più in generale, della comunità. L’impegno di chi ha realizzato il progetto, coordinato da Martino Trapani e Jhon Tremamondo, è stato premiato con la consegna dei riconoscimenti ai quattro presidi ospedalieri di Garbagnate, Rho, Passirana e Bollate, “perché luoghi di lavoro che promuovono salute ”. Nell’Asst Rhodense sono stati realizzate e sono incorso di attuazione le seguenti aree tematiche previste dal programma WHP.

  • Campagna informativa interna sulla promozione di un’alimentazione corretta con codici colore presso la mensa aziendale per orientare la scelta e gli abbinamenti dei piatti. Introducendo l’iniziativa regionale “Con meno sale nel pane c’è più gusto e…guadagni in salute”, incentivando il consumo di verdure e di frutta fresca.
  • Contrasto al fumo di tabacco con il coinvolgimento del Centro Antifumo di Passirana.
  • Campagna informativa sulla promozione dell’attività fisica con l’affissione di cartelli promozionali dell’uso delle scale.
  • La sicurezza e la mobilità sostenibile con l’acquisto nei prossimi tre anni di auto /furgoni di tipo “ecologico”.
  • L’alcol e le dipendenze organizzando anche corsi di formazione su alcol, droghe e gioco d’azzardo patologico
  • Il benessere sociale e la conciliazione famiglia-lavoro è stata predisposta una casella di posta elettronica dedicata “Buone idee” per raccogliere i suggerimenti dei dipendenti-

Redazione

http://www.mi-lorenteggio.com/news/51061

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Antibiotici: siate responsabili

Sommario: La comparsa e la diffusione della resistenza agli antibiotici, ossia della capacità dei batteri di contrastare l’azione di un antibiotico, sono divenute un problema riconosciuto in tutto il mondo. La resistenza agli antibiotici riduce drasticamente il numero di antibiotici disponibili per la cura delle malattie

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Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019, tutte le novità

FONTE MINISTERO SALUTE

Approvato in Conferenza Stato-Regioni il 19 gennaio 2017 il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019 (PNPV) rappresenta un’opportunità di salute per tutti i cittadini – afferma la ministra Beatrice Lorenzin – La nuova offerta vaccinale contenuta nel Piano si configura come un valido strumento per ridurre le disuguaglianze nel Paese. Nell’attuale panorama politico e di federalismo sanitario, l’emanazione di raccomandazioni nazionali, non calate dall’alto, bensì fortemente condivise sul piano tecnico e politico con le Regioni e Province Autonome, nel rispetto della loro legittima autonomia, rappresenta una garanzia di equità di accesso a prestazioni di uguale qualità su tutto il territorio nazionale e per tutti i cittadini.

Il PNPV 2017-2019 è stato realizzato in stretta collaborazione con tutte le istituzioni coinvolte nelle strategie vaccinali, ovvero Istituto Superiore di Sanità – ISS, Agenzia Italiana del Farmaco – AIFA e Regioni, e con il supporto delle società scientifiche maggiormante attivi nel campo delle vaccinazioni (Società Italiana di Igiene – SItI, Federazione Italiana Medici di Medicina Generale – FIMMG, Federazione Italiana medici Pediatri – FIMP, Società Italiana di Pediatria – SIP).
Il Piano è in attesa di essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Ecco alcune delle priorità del PNPV:

  1. Mantenere lo stato Polio-free
  2. Perseguire gli obiettivi del Piano Nazionale di Eliminazione del Morbillo e della Rosolia congenita (PNEMoRc) e rafforzare le azioni per l’eliminazione
  3. Garantire l’offerta attiva e gratuita delle vaccinazioni, l’accesso ai servizi e la disponibilità dei vaccini
  4. Prevedere azioni per i gruppi di popolazione difficilmente raggiungibili e con bassa copertura vaccinale (HtRGroups)
  5. Elaborare un Piano di comunicazione istituzionale sulle vaccinazioni.

Nel Piano vengono, inoltre, declinati una serie di obiettivi specifici, inclusi quelli di copertura vaccinale per tutte le vaccinazioni in Calendario.

Il nuovo Piano, oltre alle vecchie vaccinazioni (contro difterite, tetano, polio, epatite B, Hib, pertosse, pneumococco, morbillo, parotite, rosolia, meningococco C nei nuovi nati, HPV nelle ragazze undicenni e influenza nei soggetti di età ≥65 anni) introduce le vaccinazioni anti-meningococco B, anti-rotavirus e antivaricella nei nuovi nati, estende la vaccinazione anti-HPV ai maschi undicenni, introduce la vaccinazione antimeningococcica tetravalente ACWY135 e il richiamo anti-polio con IPV negli adolescenti; prevede le vaccinazioni anti-pneumococco e anti-Zoster nei sessantacinquenni.

Tutti i vaccini contenuti nel nuovo Calendario del PNPV sono stati inseriti nel DPCM di definizione dei nuovi LEA, in attesa di registrazione presso la Corte dei conti e di pubblicazione in Gazzetta ufficiale.

Il PNPV 2017-2019, inoltre, sottolinea il valore etico e sociale delle vaccinazioni e quanto fondamentale sia la condivisione della consapevolezza della loro efficacia nel determinare un guadagno di salute, in primis tra tutti gli operatori sanitari, ma anche nella popolazione generale.

Nel documento viene evidenziato che tale obiettivo è raggiungibile solo con interventi formativi ed educativi mirati, attuati nelle scuole di ogni ordine e grado e nei piani formativi universitari e specialistici delle discipline medico-sanitarie, per cui è stato definito un accordo tra il Ministero della Salute ed il MIUR.

Nel Piano, non da ultimo, viene affrontato il tema della comunicazione da parte dei medici del SSN ai propri assistiti e la comunicazione da parte delle istituzioni centrali, che dovranno essere improntate alla trasparenza e alla profonda conoscenza dei contenuti del PNPV e dei suoi presupposti tecnico-scientifici. Infine, si ricorda come il Piano preveda l’attuazione dell’anagrafe digitalizzata nazionale dei vaccinati, che permetterà di valutare con estrema precisione l’andamento delle coperture, richiamando gli aventi diritto che non ne hanno ancora fruito, all’interno di una strategia di vera offerta attiva.

http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=2803

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Il Ssn “perde” 10.000 dipendenti in un anno. In calo anche i costi. Sale età media e cresce lavoro precario. Ecco i numeri del Conto annuale 2015

On line il resoconto annuale redatto dalla ragioneria dello Stato. Spesa per retribuzioni in sanità scende di circa 162 mln e il costo complessivo (38,9 mld) è il più basso dal 2007. Continua a salire l’età media del personale che arriva a 50 anni. Cresce il numero di medici e infermieri precari. “Per gli enti del Servizio sanitario nazionale la riduzione avvenuta nel 2015 è la più consistente del periodo considerato”. ANALISI – CONFRONTO PERSONALE SSN 2014-2015

19 GEN – Meno 10.000 dipendenti del Ssn in un anno. Nel 2015 sono 653.352 contro i 663.793 del 2014. Rispetto al 2007 sono 28.845 in meno (-4,2%). Per gli enti del Servizio sanitario nazionale la riduzione avvenuta nel 2015 è la più consistente del periodo considerato (10.444 unità). Nel confronto con il 2009, anno con il massimo numero di occupati nella sanità pubblica, a fine 2015 risultavano impiegate 40.364 persone in meno. Continua poi la discesa del costo del lavoro. Nel 2015 la spesa complessiva è stata di 38,964 miliardi di euro contro i 39,126 miliardi del 2014 (-162 mln, -0,4%). Praticamente la spesa è tornata sotto ai livelli del 2007 (39,027 mld).

Questi alcuni dati per il Servizio sanitario nazionale fotografati dal Conto annuale 2015 del Ministero dell’Economia che evidenzia invece come la retribuzione media per il personale del Ssn è aumentata lievemente (+0,1%) rispetto al 2014 arrivando a 38.621 euro in media (+51 euro). Sale ancora l’età media del personale che arriva a 50,1 (uomini 52,1 donne 49,1).  Nel 2001, per fare un esempio, era di 43,5 mentre le previsioni per il 2020 dicono 54,3 anni in media. Numeri che il conto annuale commenta così “Per gli enti del Servizio sanitario nazionale la riduzione avvenuta nel 2015 è la più consistente del periodo considerato (10.444 unità). Nel confronto con il 2009, anno con il massimo numero di occupati nella sanità pubblica, a fine 2015 risultavano impiegate 40.364 persone in meno. I numeri assoluti e percentuali rendono evidente la diversa incidenza nel pubblico impiego delle norme relative al turn-over, che nel SSN hanno trovato applicazione differenziata per le regioni in piano di rientro”.

In calo i medici. Nello specifico, per quanto riguarda i dirigenti medici nel 2015 si registra un nuovo calo dai 112.746 del 2014 si è passati ai 110.850 del 2015 (-1.896) con una età media che è arrivata a 53,06 (nel 2014 era 52,83). Lo stipendio medio è stato di 73.133 euro (34 euro in più rispetto al 2014)

Scende anche il numero del personale non dirigente. Nel 2015 le unità a tempo indeterminato di personale non dirigente sono state 522.861 in calo di quasi 8 mila unità rispetto alle 530.739 del 2014.

Tra questi sono in calo gli infermieri che nel 2015 sono risultati 266.363 contro i 269.151 nel 2014 (-2.788). Sale anche per loro l’età media che si attesta 47,47 (nel 2014 era 47,07). In aumento anche per gli infermieri le retribuzioni medie. Nel 2015 a 32.518 (+88 euro rispetto al 2014).

Scendono anche i Dirigenti non medici che rispetto ai 19.088 del 2014 nel 2015 risultano 18.543. Di questi nel 2015 ci sono 2.625 farmacisti, un numero stabile rispetto al 2013. Aumenta anche per i dirigenti non medici la retribuzione media che dai 65.151 del 2014 è arrivata a 65.365 euro (+214 euro) nel 2015.

Aumentano i lavoratori precari del Ssn. I lavoratori flessibili del comparto sono in totale 37.530. al 2015. In crescita rispetto al 2014 di oltre 3mila unità. I lavoratori a contratto a tempo determinato sono arrivati a quota 30.686 (+8,5%) in un anno. Sempre meno rispetto al 2007 quando erano 35.907, ma il trend è in crescita dal 2012.

Salgono anche gli interinali mentre scendono i lavoratori socialmente utili. Sempre nell’ambito del lavoro precario i medici sono 8.705 in crescita rispetto ai 7.898 del 2014. Stesso dicasi per gli infermieri quelli con lavoro precario erano 10.942 nel 2014 mentre sono diventati 12.136 nel 2015 (1.194 in più).

L.F.

http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=47078&fr=n

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RED, LA RETE DEI CENTRI DI TERAPIA DEL DOLORE

A Milano è nata RED, la rete dei centri di Terapia del dolore, che riunisce tutte le strutture
metropolitane che si occupano di sindromi dolorose. La rete è costituita da un Centro di Terapia del Dolore di II livello, HUB della rete RED, che ha sede presso l’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda e otto centri specialistici in strutture ospedaliere e IRCCS di Milano.
La funzione del dolore è direttamente legata alla necessità di segnalare la presenza di una
lesione o un’alterazione in atto nell’organismo.
Ma quando il dolore continua nel tempo, pur essendo guarita la malattia iniziale, esaurisce la sua funzione di sintomo iniziale utile diventando esso stesso una vera e propria malattia.
Per favorire la rete territoriale, sono stati coinvolti  inoltre professionisti diversi e volontari  formati per rispondere  in toto ai bisogni del singola persona e della sua famiglia; per questo presso il Centro Terapia del dolore dell’ospedale Niguarda è attivo il Punto Terapia del Dolore, con il supporto dell’associazione di volontariato No Pain, per monitoraggio, counselling e orientamento alle cure

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PROMESSA MANTENUTA: QUOTE RIDOTTE OMCEOMI

Siamo davvero lieti di comunicare che il Consiglio dell’Ordine dei Medici e Odontoiatri di Milano con delibera del 15 novembre 2016 ha allargato ulteriormente la platea dei beneficiari della riduzione della quota di iscrizione mantenendo la promessa di far pagare una quota ridotta ad un numero ancora maggiore di Colleghi.

Tutti i Medici e gli Odontoiatri per i primi cinque anni di anzianità di laurea e dal compimento dell’ottantesimo anno, pagheranno, dal 2017, solo il 50% del valore della quota.

Desideriamo così dimostrare la nostra vicinanza ai Colleghi giovani e la nostra volontà di mantenere iscritti i Colleghi che possono, con la loro esperienza, dare lustro e saggezza alla professione.
Ogni piccolo cambiamento nei grandi numeri comporta una variazione a bilancio notevole, ma, grazie ad una attenta ed oculata gestione amministrativa siamo riusciti, ancora una volta, nel nostro intento.

La quota di iscrizione per tutti gli altri iscritti resta invariata e ricordiamo che è una delle più basse d’Italia ed invariata da ben 7 anni

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R.C. MEDICA: ALTRE DUE SENTENZE

Responsabilità Civile del Medico: altre due pesanti sentenze di Cassazione, nell’attesa di una Legge sulla Responsabilità professionale che non arriva mai. Il medico di emergenza e del pronto soccorso ha l’obbligo di eseguire un accurato triage anamnestico e non si può rifiutare d’intervenire. Con due sentenze n.40036, sez VI, depositata il 27 settembre e n.40753, depositata il 29 settembre, i giudici hanno analizzato due aspetti dell’emergenza in fase pre-ospedaliera e di pronto soccorso

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“COLPA LIEVE” PIÙ FAVOREVOLE AI MEDICI

Colpa lieve più ampia e più favorevole ai medici. La Quarta penale della Cassazione (sentenza 23283/16, depositata il 6 giugno) allarga il perimetro della scriminante introdotta nel 2012 dalla legge Balduzzi (189/12), “liberandola” dai confini dell’imperizia costruiti dalla giurisprudenza degli ultimi anni

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Rapporto medico-paziente, è online corso Ecm Fnomceo

(AdnKronos Salute) – È online sulla piattaforma FadInMed (www.fadinmed.it) il secondo corso di formazione a distanza su “Comunicazione e perfomance professionale” realizzato da FNOMCeO grazie ai fondi del Ministero della Salute (Ufficio III – Direzione Generale della Programmazione Sanitaria).

Questo nuovo corso è dedicato a due aspetti fondamentali nell’attività quotidiana del medico: il rapporto medico-paziente e la comunicazione all’interno del team di lavoro. Il dossier scritto appositamente per questo corso aiuterà a comprendere i meccanismi della comunicazione con il paziente, gli strumenti per migliorarla e i consigli per le situazioni più difficili, oltre a delineare i problemi che possono sorgere nella comunicazione tra colleghi e tra diversi operatori sanitari.

Il corso – si legge sul portale della Fnomceo – è strutturato come al solito per casi, che porteranno a confrontarsi con alcune situazioni della pratica medica quotidiana.

Il corso “Comunicazione e performance professionale: metodi e strumenti – II modulo – La comunicazione medico-paziente e tra operatori sanitari” (codice ECM 162599) eroga 12 crediti ECM e rimarrà online fino al 31 dicembre 2016.

Si ricorda che chi nel corso di quest’anno si è già accreditato sul sito della FNOMCeO per la FAD potrà accedere direttamente al nuovo corso. Chi non l’ha ancora fatto basta che segua le istruzioni per l’accredito a questo link: http://application.fnomceo.it/Fnomceo/public/registrazioneUtenteFadInMed.public.

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Privacy. Pubblicato nuovo regolamento Ue

Il Regolamento si prefigge l’obiettivo assicurare una disciplina uniforme ed armonizzata tra tutti gli Stati membri. Pubblicata anche direttiva una Direttiva che regola i trattamenti di dati personali nei settori di prevenzione, contrasto e repressione dei crimini.

Sono stati pubblicati ieri sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (GUUE) i testi del Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali e della Direttiva che regola i trattamenti di dati personali nei settori di prevenzione, contrasto e repressione dei crimini.

“Il  Regolamento porta grandi novità sul piano della tutela dei diritti e degli strumenti previsti per responsabilizzare maggiormente le imprese stabilendo, al contempo, significative semplificazioni. Le nuove regole raccolgono certamente la sfida più importante: adeguare le norme di protezione dei dati ai cambiamenti determinati dall’incessante evoluzione delle tecnologie”.

 

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