stili di vita

GENOVESE INDICA LA CURA PER LA MEDICINA DIFENSIVA

VIA AL 2° INCONTRO DELLA SCUOLA DI COMUNICAZIONE

Di Ettore Politi

22_-umberto-genoveseProf. Umberto Genovese

Quest’anno sono ‘solo’ 120 i medici che sono riusciti a partecipare alla prima Scuola di Comunicazione in Sanità promossa dall’Ordine dei Medici di Milano. Un’iniziativa ‘sperimentale’ che, però, si sta rivelando di grande interesse per la tutta la categoria. La ragione è dovuta alla scelta dei temi trattati nelle singole lezioni. La prima, sulla globalizzazione e i mille fenomeni e problemi legati alle diversità etniche, diagnostica, epidemiologiche e non ultime linguistiche, è stata tenuta, davanti ad un’attenta platea di medici, dal presidente dell’Ordine dei medici di Milano, Roberto Carlo Rossi.

Dott Rossi, Pres. Ordine dei Medici

Un intervento da tutti apprezzato e condiviso per la chiarezza e la linearità espositiva.  Il tempo dedicato al dibattito non è stato nemmeno utilizzato in quanto nessun medico, dopo i diverso applausi, ha avuto nulla da replicare. Si pensa che, vista la complessità e le molte variabili del tema, invece, non avverrà lo stesso il giorno 29 marzo quando il giornalista dell’AIGR, moderatore degli incontri,  inviterà a salire in cattedra il prof Umberto Genovese, già docente di medicina legale e del lavoro, nonché ricercatore e Coordinatore del Laboratorio Responsabilità Sanitaria UNIMI

LA SANITÀ TROPPO SPESSO

È GIUDICATA IN TRIBUNALE

I tribunali, le assicurazioni, i medici ospedalieri, nonostante il recente intervento governativo in proposito, hanno sempre vissuto e vivono con inquietudine l’aspetto della rivalsa giuridica del paziente davanti a presunte impreviste complicazioni post cura e/o operatorie e/o per presunti palesi errori. Certo, non stiamo parlando del paziente al quale per un clamoroso errore si amputa l’arto sbagliato, ma di altri migliaia di casi ben lontani da incidenti organizzativi di tale entità.  In tanti, tanti casi, il rapporto medico paziente appare sempre più spesso inficiato dalla predisposizione negativa e dalla potenziale diffidenza che il paziente nutrirebbe temendo il fantasma della malasanità. Un aspetto, questo, che a parte casi di palese malafede, può trovare delle ottime risposte di chiarimento non nell’ambito legale, ma piuttosto in quello psicologico. Nessun paziente accetta di buon grado una malattia, le conseguenze che ne derivano da essa, le complicazioni naturali e i disagi post operatori: fattori scatenanti dell’ansia che frequentemente si trasforma in rabbia e in aggressività legale, talvolta assolutamente ingiustificata, nei confronti dei medici operanti. Ovviamente, sia chiaro, fermi restando i veri casi di malasanità che non sono certo rari. Stiamo parlando di un solo un granello di sabbia prelevato da un deserto di problematiche e aspetti complessi che, di là dai casi che presentano la necessità di oggettive valutazioni medico-legali, spesso appaiono come inquietanti e irrefrenabili reazioni emotive che si placano solo a fronte di adeguati risarcimenti assicurativi.

IL TIMORE DEL CODICE INCIDE

SULLE SCELTE MEDICHE?

Di fatto, il tema dell’incontro di mercoledì’, nella sala conferenze dell’Ospedale di Rho, sarà anche quello che una maggiore attenzione al rapporto medico-paziente può costituire un efficace approccio contro la massiccia diffusione della cosiddetta “medicina difensiva”, un fenomeno molto comune negli Stati Uniti, ma in netta ascesa anche in Italia. Un valido baluardo contro questa pratica, con cui il medico difende se stesso contro eventuali azioni di responsabilità medico-legali in seguito alle cure mediche prestate, è costituito dall’orientare la formazione dei medici ad una maggiore attenzione al rapporto medico-paziente. Ed è questo che, nella sostanza, si propone il secondo incontro promosso dalla “Scuola di Comunicazione in Sanità” dal titolo “Il contenzioso e la medicina difensiva” che, appunto, si terrà il 29 Marzo 2017 dalle ore 14.30 alle 18.00 nell’aula V. Capacchione presso il Presidio Ospedaliero di Rho (ASST RHODENSE), in corso Europa n.250.  La nuova “Scuola di Comunicazione in Sanità” è stata voluta e istituita da un comitato condiviso dall’Ordine dei Medici di Milano con L’ASST Rhodense, l’Associazione Italiana Giornalismo Responsabile e l’Associazione Lampada di Aladino, e si pone l’obiettivo di aggiornare, integrare, innovare il rapporto medico-paziente, migliorando le modalità comunicative, l’immagine e la credibilità dell’istituzione sanitaria verso i cittadini, pazienti e non.

IL ‘SOLITO’ CORSO DIVENTA

 LABORATORIO DI RIFLESSIONE

Il corso, rivolto ai Medici e accreditato ECM, è iniziato il 15 Marzo con la brillante lezione tenuta dal Presidente dell’Ordine dei Medici di Milano, Roberto Carlo Rossi, al quale, assieme all’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera, va anche il riconoscimento di aver tenuto a battesimo la prima Scuola italiana di Comunicazione in Sanità. Il ciclo di lezioni proseguirà fino al 25 Ottobre 2017. l corso, infatti, si articola in 10 incontri con cadenza settimanale di circa 3 ore ciascuno (2,15 h di parte teorica e 40 min. di dibattito che sarà moderato da un giornalista dell’AIGR, l’Associazione Italiana Giornalismo Responsabile). Dopo ogni incontro verrà prodotto un documento che potrà essere portato all’attenzione della Terza Commissione Sanità di Regione Lombardia, affinché valuti e prenda in considerazione le proposte che pervengono dalla scuola di formazione, sottoscritte da dieci e più esperti.

Ettore Politi

http://www.frontedelblog.it/2017/03/27/genovese-indica-la-cura-per-la-medicina-difensiva

 

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Saltare la prima colazione fa male al cuore

La prima colazione è il pasto fondamentale della giornata e quello più “amico” del cuore. Mangiare regolarmente a inizio giornata si associa a una riduzione del rischio cardiovascolare generale.

01 FEB(Reuters Health) – Ora lo dicono anche le nuove linee guida americane. Fare una sana prima colazione riduce il rischio di malattie cardiovascolari. Partendo dalle raccomandazioni dell’American Heart Association sull’opportunità di ridurre l’eccesso di calorie, un gruppo di medici americani – coordinati da Marie-Pierre St-Onge, ricercatrice nutrizionista del Columbia University Medical Center di New York – ha valutato l’importanza della prima colazione in un’ottica di protezione del cuore.

Secondo il team di ricerca ben il 30% degli adulti statunitensi salta la prima colazione e sempre più persone fanno spuntini durante il giorno invece di sedersi a tavola per i tre pasti tradizionali. Facendo colazione tutti i giorni, vi sono meno probabilità di andare incontro ad ipercolesterolemia ed ipertensione, noti fattori di rischio per le malattie cardiovascolari. Inoltre, coloro che saltano il primo pasto della giornata hanno maggiori probabilità di andare incontro a obesità e diabete. Questo avviene perché i tempi di assunzione dei pasti vanno a “scontrarsi” con l’orologio biologico del corpo.

Va anche attentamente considerato che lo smaltimento degli zuccheri consumati non funziona allo stesso modo di giorno e di notte. Infatti gli studi sui lavoratori turnisti, che mangiano di notte e saltano la prima colazione, hanno evidenziato un maggior rischio di obesità e malattie metaboliche in questi lavoratori rispetto a coloro che osservano normali orari d’ufficio.

“Sappiamo da studi di popolazione che l’abitudine quotidiana della prima colazione è legata ad una riduzione del peso e alla tendenza di seguire una dieta più sana, con un minor rischio di malattie cardiovascolari”, dice St-Onge. “Tuttavia, gli interventi finora effettuati per aumentare il consumo della colazione in coloro che di solito la saltano non supportano il forte ruolo causale di questo pasto per il controllo del peso”.Un’altra minaccia per il peso è costituita dagli spuntini dopo cena che molti si concedono anche come gratificazione della lunga giornata di lavoro. Un buon suggerimento, quindi, è quello di chiudere la cucina dopo cena, evitando di tenere a portata di mano snack e bevande tentatrici.

Fonte: Circulation 2017

Lisa Rapaport

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular science)

http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=47487&fr=n

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Un premio per l’asst rhodense

Nell’ambito del terzo anno del “Programma WHP- Workplace Healt Promotion “Luogo di lavoro che produce salute, l’ASST Rhodense è stata premiata per il lavoro ed i progetti realizzati. I riconoscimenti sono stati consegnati presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Milano nel corso della cerimonia di premiazione WHP 2016.

L’impegno di chi ha realizzato il progetto, coordinato da Martino Trapani e Jhon Tremamondo, è stato premiato con la consegna dei riconoscimenti ai quattro presidi ospedalieri di Garbagnate, Rho, Passirana e Bollate, “perché luoghi di lavoro che promuovono salute ”. Nell’Asst Rhodense sono stati realizzate e sono incorso di attuazione le seguenti aree tematiche previste dal programma WHP.

“Felici di questo ulteriore riconoscimento assegnato all’ASST Rhodense, ringrazio tutti coloro che hanno promosso, collaborato e partecipato attivamente per favorire una vita più sana in ospedale” è il commento di Ida Ramponi, direttore generale

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Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019, tutte le novità

FONTE MINISTERO SALUTE

Approvato in Conferenza Stato-Regioni il 19 gennaio 2017 il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019 (PNPV) rappresenta un’opportunità di salute per tutti i cittadini – afferma la ministra Beatrice Lorenzin – La nuova offerta vaccinale contenuta nel Piano si configura come un valido strumento per ridurre le disuguaglianze nel Paese. Nell’attuale panorama politico e di federalismo sanitario, l’emanazione di raccomandazioni nazionali, non calate dall’alto, bensì fortemente condivise sul piano tecnico e politico con le Regioni e Province Autonome, nel rispetto della loro legittima autonomia, rappresenta una garanzia di equità di accesso a prestazioni di uguale qualità su tutto il territorio nazionale e per tutti i cittadini.

Il PNPV 2017-2019 è stato realizzato in stretta collaborazione con tutte le istituzioni coinvolte nelle strategie vaccinali, ovvero Istituto Superiore di Sanità – ISS, Agenzia Italiana del Farmaco – AIFA e Regioni, e con il supporto delle società scientifiche maggiormante attivi nel campo delle vaccinazioni (Società Italiana di Igiene – SItI, Federazione Italiana Medici di Medicina Generale – FIMMG, Federazione Italiana medici Pediatri – FIMP, Società Italiana di Pediatria – SIP).
Il Piano è in attesa di essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Ecco alcune delle priorità del PNPV:

  1. Mantenere lo stato Polio-free
  2. Perseguire gli obiettivi del Piano Nazionale di Eliminazione del Morbillo e della Rosolia congenita (PNEMoRc) e rafforzare le azioni per l’eliminazione
  3. Garantire l’offerta attiva e gratuita delle vaccinazioni, l’accesso ai servizi e la disponibilità dei vaccini
  4. Prevedere azioni per i gruppi di popolazione difficilmente raggiungibili e con bassa copertura vaccinale (HtRGroups)
  5. Elaborare un Piano di comunicazione istituzionale sulle vaccinazioni.

Nel Piano vengono, inoltre, declinati una serie di obiettivi specifici, inclusi quelli di copertura vaccinale per tutte le vaccinazioni in Calendario.

Il nuovo Piano, oltre alle vecchie vaccinazioni (contro difterite, tetano, polio, epatite B, Hib, pertosse, pneumococco, morbillo, parotite, rosolia, meningococco C nei nuovi nati, HPV nelle ragazze undicenni e influenza nei soggetti di età ≥65 anni) introduce le vaccinazioni anti-meningococco B, anti-rotavirus e antivaricella nei nuovi nati, estende la vaccinazione anti-HPV ai maschi undicenni, introduce la vaccinazione antimeningococcica tetravalente ACWY135 e il richiamo anti-polio con IPV negli adolescenti; prevede le vaccinazioni anti-pneumococco e anti-Zoster nei sessantacinquenni.

Tutti i vaccini contenuti nel nuovo Calendario del PNPV sono stati inseriti nel DPCM di definizione dei nuovi LEA, in attesa di registrazione presso la Corte dei conti e di pubblicazione in Gazzetta ufficiale.

Il PNPV 2017-2019, inoltre, sottolinea il valore etico e sociale delle vaccinazioni e quanto fondamentale sia la condivisione della consapevolezza della loro efficacia nel determinare un guadagno di salute, in primis tra tutti gli operatori sanitari, ma anche nella popolazione generale.

Nel documento viene evidenziato che tale obiettivo è raggiungibile solo con interventi formativi ed educativi mirati, attuati nelle scuole di ogni ordine e grado e nei piani formativi universitari e specialistici delle discipline medico-sanitarie, per cui è stato definito un accordo tra il Ministero della Salute ed il MIUR.

Nel Piano, non da ultimo, viene affrontato il tema della comunicazione da parte dei medici del SSN ai propri assistiti e la comunicazione da parte delle istituzioni centrali, che dovranno essere improntate alla trasparenza e alla profonda conoscenza dei contenuti del PNPV e dei suoi presupposti tecnico-scientifici. Infine, si ricorda come il Piano preveda l’attuazione dell’anagrafe digitalizzata nazionale dei vaccinati, che permetterà di valutare con estrema precisione l’andamento delle coperture, richiamando gli aventi diritto che non ne hanno ancora fruito, all’interno di una strategia di vera offerta attiva.

http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=2803

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Oms, le nove regole d’oro per vivere un 2017 in salute, con il corpo e con la mente

Un anno di salute, per il corpo, per la mente e per chi ci sta intorno. Come si fa? L’Organizzazione Mondiale della Sanità suggerisce nove regole da rispettare sempre. Nessuna è più importante dell’altra. Ma tutte insieme faranno la differenza. Dai vaccini al sesso sicuro.

13 GEN – Anno nuovo vita nuova. Un vecchio detto che durante il mese di gennaio ritorna sulla bocca di molti. E per chi, questa volta, ha intenzioni serie di salvaguardare la propria salute e la propria forma fisica, ecco i consigli dell’Oms. L’ Organizzazione Mondiale ha messo a punto un vademecum con nove semplici, ma essenziali consigli. Innanzitutto attività fisica, poi mangiare sano, non fumare e non bere alcolici. Regola numero 5: vaccinarsi, 6 praticare sesso sicuro, no allo stress, rispettare le regole di sicurezza stradale e, infine, praticare una buona igiene quotidiana.

Ma vediamo nel dettaglio come l’Oms suggerisce di seguire queste buone pratiche. Non fare un’attività fisica regolare è tra le prime dieci cause di morte nel mondo ed aumenta i fattori di rischio per le patologie non trasmissibili, come il cancro o il diabete. Eppure un adulto su quattro non risulta fisicamente attivo al punto giusto. Tra i 5 e i 17 anni l’attività fisica dovrebbe essere quotidiana per almeno 60 minuti. Dalla maggiore età fino ai 64 anni la direttiva è di praticarla per almeno 150 minuti a settimana. Questi suggerimenti si riferiscono ad un’attività di tipo moderato che, ovviamente, può essere aumentata e tarata sul singolo individuo.

Ma lo sport, moderato o intenso che sia, va associato ad una buona alimentazione . L’Oms raccomanda di non superare il 30% del grasso totale nei pasti giornalieri. Gli zuccheri devono restare a 10 punti percentuali. Gli adulti possono prevenire l’ipertensione e ridurre il rischio di malattie cardiache e ictus regolando l’assunzione di sale sotto i 5 g al giorno. Considerando che, come l’attività fisica, anche la dieta è un abito da cucire su misura, c’è comunque un consiglio valido per tutti: mangiare almeno 400 g, o 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, meglio se crude e di stagione.

Terzo proposito del nuovo anno: smettere di fumare. Ci sono benefici anche immediati: entro 20 minuti la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna diminuiscono. Dopo 12 ore il livello di monossido di carbonio nel sangue torna alla normalità. Dalle 2 alle 12 settimane che seguono l’ultimo tiro di sigaretta aumenta la funzionalità polmonare, fino alla scomparsa di quella tosse che sembrava cronica, dopo 9 mesi. Ad un anno di distanza il rischio di malattia coronarica si dimezza rispetto a quello di un fumatore. Trascorsi 5 anni il rischio di ictus si riduce a quello di un non fumatore. Lo stesso dopo 10 anni per il cancro al polmone. Come il fumo anche l’alcol nuoce gravemente alla salute. Ma uno stato mentale alterato dagli effetti dell’alcol può causare conseguenze anche a terze persone, soprattutto per chi, infrangendo la legge, si mette alla guida.

L’Oms ricorda anche di seguire il calendario vaccinale così come prescritto dal proprio Paese e di praticare sesso sicuro per evitare un aumento della diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili.
Per il 2017 attenzione al corpo ma anche alla mente: è necessario identificare i fattori di stress per eliminarli ed evitare patologie psicologiche. L’Oms ricorda che queste malattie possono colpire chiunque, tra tutte cita la depressione che provoca angoscia mentale e influisce sulla capacità di svolgere le attività quotidiane, con conseguenze anche devastanti sui rapporti con la famiglia e gli amici. Questa patologia, come altre, può essere prevenuta e curata.

Ma non si muore solo perché ci si ammala, anche la disattenzione può essere letale. Quella sulle strade miete, ogni anno, in tutto il mondo, circa 1,25 milioni di vittime. Per questo un altro dei buoni propositi per il 2017 è di rispettare tutte le regole del codice stradale, non abbassando mai il livello di attenzione. E, infine, ecco il consiglio più semplice ma non per questo meno importante: lavarsi accuratamente le mani previene importanti infezioni. Per quanto tempo? Insapona e risciacqua e non smettere fin quando non avrai finito o di cantare per due volte “Happy Birthday”.

Isabella Faggiano

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Lombardia: “Vaccini. Informarsi bene non fa male”, al via campagna campagna sensibilizzazione

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Comunicazione a tappeto, Gallera: «Attraverso il nuovo portale Wikivaccini.com e l’App convinceremo gli indecisi». L’indagine: Indecise il 25% delle mamme: i dubbi vengono per la paura e per la mancanza di fiducia verso le fonti ufficiali. Le richieste di queste mamme indecise riguardano maggiori informazione di servizio ma anche e soprattutto approfondimenti oggettivi e un’informazione chiara e scientifica.

«Abbiamo realizzato una campagna di informazione e sensibilizzazione denominata “Vaccini. Informarsi bene non fa male”, perché vogliamo diventare ancora di piu’ punto di riferimento per la salute e per la corretta informazione sul tema vaccinazioni. Vogliamo essere garanti per i cittadini lombardi di un’informazione affidabile su questo tema delicato». Lo ha detto l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera, ieri mattina, a Palazzo Lombardia, nel corso della conferenza stampa di presentazione della campagna di informazione e sensibilizzazione che ha preso il via ieri. «Per convincere gli indecisi – ha spiegato l’assessore – e accompagnarli gradualmente attraverso strumenti di condivisione, verso una nuova opinione abbiamo creato una piattaforma di dialogo con i cittadini soprattutto mirata a un target preciso: genitori e futuri genitori indecisi; genitori e futuri genitori favorevoli alla vaccinazione; Pediatri. Quello che vogliamo offrire e’ un approccio di dialogo e condivisione attraverso strumenti per chiarirsi le idee attraverso pareri autorevoli». «Lo faremo – ha continuato – attraverso il portale che abbiamo realizzato ‘Wikivaccini.com’, che raccoglie i contributi degli esperti che rispondono alle domande e ai dubbi più frequenti sui vaccini dando informazioni approfondite e autorevoli sul tema. Una community dove si ha accesso a filmati e contenuti sui vaccini super partes, FAQ e linee guida su come valutare l’attendibilità delle fonti di informazione. Oltre ai video-risposta degli esperti, in homepage vi è anche una sezione di servizio che permette di individuare i punti di contatto, (le ATS), una sezione che permette di mostrare quello che i vaccini hanno evitato alle generazioni attuali e una sezione per informarsi bene che aiuta gli utenti a verificare le fonti delle informazioni». «Per rispondere a un bisogno di maggiore informazione – ha sottolineato l’assessore – abbiamo realizzato anche una APP ‘WIKIVACCINI’. Attualmente è ancora in sviluppo, entro i prossimi giorni sarà a disposizione una versione ‘coming soon’ che sarà scaricabile da Googleplay (app store di android) dove vengono spiegate le funzionalità dell’app. Con questa APP si avrà accesso al calendario vaccinale per il proprio figlio e inserendo la sua data di nascita verranno inseriti nel calendario del proprio smartphone gli appuntamenti vaccinali. Inoltre, si avrà accesso alle risposte degli esperti alle domande e ai dubbi più frequenti; ad una mappa con il centro vaccinale più vicino grazie alla geolocalizzazione; e a un semplice test per capire divertendosi quanto si conosce in tema di vaccini. Chi scarica l’app riceverà in automatico gli aggiornamenti e appena pronta sarà disponibile automaticamente la versione completa sul loro telefono. Lo stesso verrà fatto per ios. Abbiamo realizzato – ha concluso Gallera – anche un video (si può scaricare dal sito https://we.tl/fTSlBfMUDi), un volantino e una locandina informativi, che verranno distribuite nelle ATS, nei Centri nascita e negli studi dei pediatri di tutta la Lombardia. Realizzeremo gli Stati generali dei vaccini durante i quali inviteremo i pediatri ad essere al centro e parte attiva di questa campagna di informazione delle famiglie. Invierò, infine, personalmente una lettera a tutte le famiglie che verranno contattate da Regione Lombardia per le scadenze vaccinali, in cui spiegherò l’importanza di informarsi bene sull’argomento vaccini».

Meningococco: dal 2017 potranno vaccinarsi tutti a un prezzo ridotto

«A partire dal 2017» ha annunciato Gallera «daremo, a chiunque ne faccia richiesta, la possibilità di accedere, in copagamento, all’offerta vaccinale per la protezione individuale nei confronti dei ceppi di meningococco(A/B/C/W/Y). Il cittadino pagherà il prezzo pari a quanto acquistato da Regione Lombardia (con un risparmio di almeno il 30%) sommato al costo della somministrazione». «Ricordo inoltre – ha concluso Gallera – che sempre dal 2017, in attesa del finanziamento LEA, Regione Lombardia ha anticipato 27 milioni di euro per l’avvio delle nuove offerte del nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale: Meningococco B ai nati 2017, Meningococco ACWY richiamo adolescenti 12-14 anni, e Varicella unitamente a MPR a partire dai nati 2016».

L’indagine 

In occasione della presentazione della campagna vaccinale sono stati illustrati i risultati di una indagine esplorativa commissionata da Regione Lombardia all’istituto GPF Research. Obiettivo dell’indagine misurare la situazione attuale in Lombardia, capire perché un genitore diventa indeciso, capire le fonti di informazione e perché le ritenga affidabili, e le motivazioni che lo convincerebbero ad informarsi in modo serio e affidabile. “Tale sondaggio” spiega Regione Lombardia “ha dimostrato chiaramente la necessità di un’informazione sul tema chiara, disponibile, fondata sul dato. L’indagine è stata rivolta a 800 mamme con figli fino a 12 anni di età residenti in Lombardia. Il 26% ha dichiarato di “non avere idee chiare sui vaccini”; il 45% ha “qualche preoccupazione sulle possibili conseguenze dei vaccini”; per il 26% “le vaccinazioni sono molto più pericolose di quanto ci fanno credere” e soprattutto per il 57% i media nascondono qualcosa sui vaccini. È risultato che attraverso il web ci si fa una prima opinione e il 45 % “ritiene affidabili le informazioni trovate”. Poi c’è il passaparola con altre mamme e\o esperti di cui ci si fida e solo dopo si arriva al pediatra che però è ancora considerato, dal 64% delle intervistate, la fonte più autorevole. Dopo il pediatra il maggior “influencer” è la Regione con le ATS. Regna invece molta confusione tra vaccinazioni obbligatorie e raccomandate. Le mamme si dividono in 4 tipologie di approccio alle vaccinazioni: contrarie 22%, convinte 21%, indecise 25%, fiduciose 32%. Per chi è indeciso i dubbi vengono per la paura e per la mancanza di fiducia verso le fonti ufficiali. Le richieste di queste mamme indecise riguardano maggiori informazione di servizio ma anche e soprattutto approfondimenti oggettivi e un’informazione chiara e scientifica”.

http://www.panoramasanita.it/2016/12/14/lombardia-vaccini-informarsi-bene-non-fa-male-al-via-campagna-campagna-sensibilizzazione/

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7 alimenti cancerogeni da evitare: la lista

Cancro, alimenti vietati: ecco l’elenco di cibi da evitare per prevenire il tumore e la lista degli alimenti cancerogeni.

Il cancro è uno dei flagelli dell’umanità. Chi ha visto e vissuto la morte di parenti o amici colpiti da tumore, sa di cosa sto parlando.

Sfortunatamente la maggioranza delle persone si occupa realmente della propria salute solo quando riceve la terribile diagnosi: “lei ha un tumore”. Ahimè, spesso è troppo tardi.

Ci dimentichiamo che spesso è il nostro stile di stile di vita alimentare, la nostra abitudine di magiare alimenti cancerogeni, che possono provocare il tumore nel nostro corpo.

Ho visto troppe persone soffrire di questa malattia, anche all’interno degli ospedali e vi posso assicurare che non raccomanderei tale destino neppure al mio peggior nemico.

Quindi cosa aspettate a prendere veramente cura di voi stessi, evitare possibilmente tutti i cibi che potenzialmente possono essere causa del cancro?

7 alimenti cancerogni che possono favorire lo sviluppo del cancro

  1. Carne
  2. Patate fritte patatine fritte
  3. Oli saturi e i grassi idrogenati
  4. Bevande Gassate
  5. Dolcificanti artificiali e conservanti
  6. Farina raffinata e zucchero bianco
  7. Alcol

Un elenco breve, anche se in realtà i cibi potenzialmente cancerogeni al interno di queste categorie sono molti.

Analizzeremo ogni singolo cibo nel dettaglio, spiegando perché questi alimenti possono provocare il cancro.

Tutte queste pietanze, sono riconosciute anche dalla scienza ufficiale come “alimenti cancerogeni”

Ricordiamoci questa lista pensando al menù del Mac Donald

Ricordaci di questi alimenti è facile. Stampatevi nella mente questa immagine e sarà tutto più semplice:

La famiglia felice che porta i bimbi dal Mac Donald. Coca Cola, patatine fritte, carne e zuccheri in quantità esagerata e dolcificati artificiali.

I bambini sono felici, ignari che i loro genitori li stiano abituando ad uno stile alimentare,

che poi dovranno correggere, per evitare conseguenze che poi li potrebbero portare a soffrire di svariate malattie metaboliche tra cui: obesità, diabete, disturbi cardio circolatori, e per finire anche il cancro.

1) Carne: ecco perché il suo consumo può portare allo sviluppo del cancro

  • Il nostro intestino e troppo lungo e la carne va incontro a fenomeni putrefattivi
  • L’allevamento intensivo arricchisce le carni di sostanze tossiche
  • La cottura ad alte temperature produce ulteriori sostanze cancerose

Il nostro intestino è troppo lungo per poter digerire correttamente la carne. Infatti, l’eccessiva permanenza delle proteine animali all’interno dell’intestino crea sostanze tossiche cancerogene che devono essere neutralizzate ed eliminate dal nostro organismo.

Nel caso dei grandi consumatori di carne si ha un’incidenza del tumore al colon nettamente superiore a chi conduce uno stile di vita prettamente vegetariano.

L’allevamento intensivo arricchisce le carni di sostanze nocive

Esiste anche un’altra problematica che in qualche modo va a peggiorare il quadro generale legato al consumo di prodotti animali in generale. L’allevamento intensivo.
L’alimentazione non di tipo naturale che conducono gli animali, l’utilizzo indiscriminato di antibiotici, ormoni, i pesticidi usati sulle colture, sono solamente altre sostanze tossiche che vengono trasferite all’interno delle carni stesse. Chi si nutre di queste sostanze assume indirettamente tutti questi composti chimici, con conseguenze anche gravi a carico del nostro sistema immunitario e detossificante.

Probabilmente se avessimo la possibilità di nutrirci di animali cresciuti veramente in natura, la situazione sarebbe meno grave.

La cottura ad alte temperature produce ulteriori sostanze cancerose

Anche il tipo di cottura della carne aumenta la tendenza cancerogena della stessa: è stato ampiamente dimostrato che la cottura veloce ed ad alte temperature su griglie o all’interno di oli vegetali produce composti cancerogeni diretti che rendono la carne ancora più tossica e oncogena.

2) Patatine fritte, un’abitudine dura da abbandonare.

  • Le patate contengono alicramide, sostanza cancerogena con la cottura
  • Cottura ad alte temperature
  • Oli di frittura cancerogeni

Le patatine fritte sono sicuramente uno dei cibi più amati al mondo. E’ altrettanto vero che le patatine fritte nell’ olio di palma a 200° sono tra i cibi più cancerogeni che possiate mangiare.

Il problema delle patate è che contengono una sostanza cancerogena (acrilamide) che si attiva a seguito di elevate temperature di cottura superiore a 120°

La scoperta dell’acrilamide risale solo al 2002 ma è già stato dimostrato che favorisce lo sviluppo del cancro, soprattutto nei bambini

La cottura veloce come spiegato qui, è deleteria per tutti gli alimenti non solo perché distrugge tutte le vitamine e gli enzimi ma soprattutto perché altera a livello molecolare i cibi stessi trasformando le sostanze potenzialmente dannose.

“Più cuoce in fretta, più cuoce ad alte temperature, più il cibo diventa tossico.”
Ricordatevi  questa frase

Le patatine fritte molto spesso, sono prodotti surgelati già precotti ricchi di aromi e additivi artificiali (sostanze coloranti e antiossidanti) che a loro volta saranno soggette a cottura “intensa”

3) Via libera agli oli cancerogeni: olio di palma

Un problema legato alla tossicità delle patatine fritte è legato al tipo di olio che viene utilizzato in fase di frittura e da quante volte viene riutilizzato. Tutti gli oli si alterano durante la frittura. Per più tempo vengono utilizzati e tanto più producono sostanze nocive che poi ingeriamo con le patatine.

L olio è un alimento pregiato e costoso.  La scelta operata dalla stragrande maggioranza dei ristoratori e quella di usare l’olio più economico sul mercato: l olio di palma. Come spiegato in questo articolo, l olio di palma, palmisto ed altri oli, sono altamente cancerogeni anche da freddo, figuriamoci se scaldati a 200° per ore…

4) Coca cola e bibite gassate

Le bevande gassate in genere non sono tra gli alimenti più salutari, anzi, in molti casi contengono conservanti e altri additivi oncogeni conosciuti come causa di cancro. La lista di queste bevande è lunga, ma la più rappresentativa e conosciuta e la Coca cola e bevande a base di cola.

Gli interessi economici dietro a questi colossi e abnorme, ho letto addirittura di studi che affermavano che la Coca Cola combatte il cancro. Questi sono indubbiamente i misteri del potere economico.

Le bevande gassate fanno male per i seguenti motivi:

  • Sono ricche di zucchero o dolcificanti artificiali tra cui alcuni cancerogeni
  • Sono troppo acide
  • Sono ricche di aromi segreti e conservanti spesso neppure dichiarati in etichetta

Tutte queste bibite sono ricche di conservanti, anidride carbonica, zuccheri più o meno sintetici e altri ingredienti segreti che il consumatore non ha il diritto di conoscere.

5) Conservanti e dolcificanti artificiali

Troppe volte gli enti che dovrebbero vigilare sulla sicurezza alimentare, dichiarano che “Le sostanze sono sicure”. Dopo 20 anni vengono clamorosamente smentiti, come nel caso dell’aspartame che è stato dimostrato produrre formaldeide.

Il benzoato di sodio è usato in molte bibite gassate, potete riconoscerlo dalla dicitura E211, ed è incriminato nella produzione di benzene. Altro additivo colorante cancerogeno e l’E150d (4-metilimidazolo) è il colorante che dona l’inconfondibile color caramello, della bevande a base di cola.
Quindi l’unico modo per tutelarsi e quello di evirare di ingerire cibi troppo ricchi di additivi, aromi e conservanti.

Provocano acidificazione corporea, cancro e sono causa di invecchiamento precoce

Noi siamo un organismo basico che lavora a metabolismo acido. In parole semplici, per fare fronte a tutti i processi metabolici noi produciamo scorie acide. Queste vanno per forza tamponate e poi eliminate. E’ una lotta continua che perderemo. L’invecchiamento precoce di cui soffriamo un po’ tutti e causato dall’acidificazione progressiva del nostro corpo. Più beviamo bibite acide e più acceleriamo questo processo.

Il cancro si sviluppa in ambiente acido. Per approfondimenti leggi quest’ articolo sull’acidità.

6) Zucchero Bianco: tossico come fumo e alcool

Lo zucchero bianco o raffinato e causa del cancro perché:

  • Consuma Vitamina C come fumo e alcol
  • Acidifica l organismo
  • Danneggia il fegato
  • Causa disbiosi intestinale.

Lo zucchero bianco così come lo conosciamo noi è una sostanza chimica che non ha nulla di naturale. Non solo apporta calorie vuote prive di qualsiasi sostanza nutritiva utile, ma addirittura le sottrae all’organismo (vitamina C) e richiede ingenti risorse di enzimi per essere metabolizzato. Inoltre essendo una sostanza a forte potere acidificante, rientra pienante tra gli alimenti causa di acidificazione e diminuzione della nostra longevità e salute.
Basti sapere che nelle popolazioni che non fanno uso di zucchero, l’incidenza complessiva dei tumori e di molto più bassa rispetto alle popolazioni che ne fanno più largo uso. E non stiamo considerando i problemi legati al diabete e problemi cardio-circolatori

Per approfondimenti rimando alla lettura di questo articolo

In sostanza lo zucchero produce gli stessi danni causati dall’abuso dell’alcol o dal fumo

7) Alcol: i pericoli delle bevende alcoliche

I reali danni causati dall’abuso di sostanze alcoliche sono spesso sottovalutati perchè vengono “dati per scontati” in quanto sono largamente documentati e conosciuti.

Al di là di ogni possibile diramazione sui danni che la dipendenza dell’alcol crea, spargendo troppo spesso morte e dolore non solamente in chi lo assume, consigliamo la lettura di questo articolo per approfondimenti.

Le implicazioni sulla nostra salute in relazione al cancro e all’assunzione regolare o eccessiva di alcolici non va mai sottovalutata.

I danni dei grassi saturi vegetali, dei grassi Idrogenati: colesterolo, dislipidemie, cancro e diabete

Colesterolo, dislipidemie, cancro sono possibili effetti “collaterali“,  dell’uso continuativo di tali oli. Vi sono svariati studi che ne dimostrano le potenzialità a danno della nostra salute.

L’ ultima novità riguardano l olio di palma: il palmitato, un acido presente nel grasso di palma, distrugge le isole di langherans del pancreas, di fatto provocando il diabete.

Evitate prodotti con queste diciture

  • Oli vegetali non meglio specificati
  • Oli vegetali non idrogenati o margarina
  • Olio di palma o di cuore di palma
  • Olio di cocco

Attenzione all’indicazione Grassi non idrogenati

  • Non fatevi ingannare dalla scritta “priva di grassi idrogenati” infatti spesso una scritta del genere serve a trarre in inganno il consumatore il fatto che non siano grassi modificati non esclude affatto la presenza del famoso olio di palma.
  • Come dire non mettiamo nel cibo la margarina (un grasso vegetale alterato chimicamente per restare solido e non liquido come dovrebbe essere) ma usiamo il palma o affini. Non cambia nulla, anzi.
Fondatore del portale Naturopataonline. Naturopata, Posturologo, Consulente nutrizionale.

http://www.naturopataonline.org/medicina-alternativa/cancro/14819-7-alimenti-cancerogeni-da-evitare-la-lista.html

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Miele: proprietà, benefici e quale scegliere

I benefici, le caratteristiche e le proprietà dei vari tipi di miele

Il miele è da sempre considerato il “cibo degli dei” grazie alle sue molteplici proprietà benefiche. Bisogna tener conto che possiamo utilizzarlo ogni giorno in cucina, ma anche a scopo curativo e cosmetico. La sua struttura è quasi esclusivamente zuccherina e vanta una forte concentrazione di glucosio e fruttosio, queste devono essere le sole sostanze dolci presenti. Proprio per questo motivo è molto indicato per gli sportivi, in quanto è in grado di fornire calorie subito disponibili, in grado di far recuperare velocemente le energie perse.

Anche chi svolge un attività fortemente “di concetto” può sfruttare le proprietà benefiche del miele, in grado di aiutare l’efficienza mentale e il sistema nervoso. Chi ha subito una convalescenza debilitante, le persone inappetenti, può recuperare le energie perse bevendo una soluzione di acqua e miele.

In ambito curativo invece possiamo affermare che ci sono vari studi che confermano la sua azione antibatterica e antibiotica. In particolare il miele di timo e la melata, secrezione zuccherina delle api, hanno una forte azione cicatrizzante sulle ferite. Infatti lo zucchero presente asciuga la piaga per osmosi, sviluppando un insieme di composti che favoriscono l’emissione di citochine e interleuchine.

Andiamo ora a valutare le varie tipologie di miele, le loro proprietà terapeutiche e le varie caratteristiche:

  • Miele di Abete

    Il suo colore risulta essere molto scuro e fortemente aromatico. Il suo sapore risulta essere molto gradevole. Ha effetti antisettici ed espettoranti sulle vie respiratorie quindi da utilizzare in caso di bronchiti, tracheiti, riniti, influenze.

  • Miele di Acacia

    La sua consistenza è liquida con un colore chiaro e dal sapore molto delicato. Indicato per i lattanti e bambini, in particolar modo nel caso di infiammazione delle mucose dell’apparato respiratorio.

  • Miele di Melata di Bosco

    Ha un sapore meno dolce di quelli prodotti partendo dal nettare, si presenta particolarmente scuro e denso con un gusto deciso e aromatico. Ottimo ricostituente naturale, migliora il tono dell’umore e le capacitò di lavoro intellettuale. Stimola l’appetito e riesce a calmare la tosse.

  • Miele d’Arancio

    Di colore chiaro, profumato, aromatico e dal sapore gradevolmente acido. Le sue proprietà antispasmodiche e sedative lo rendono utile nei casi di ansia, nervosismo, e insonnia. Può essere utilizzato per cicatrizzare le ulcere.

  • Miele di Biancospino

    Dal colore leggermente ambrato con un sapore gradevole e dolce. Viene consigliato nel caso di ipertensione, palpitazioni, angina pectoris, arteriosclerosi, Utile anche per trattare l’insonnia.

  • Miele di Castagno

    Viene prodotto sia dal nettare che da melata. Il suo colore è bruno-scuro e può variare dal noce chiaro al noce scuro quasi nero. Ha un sapore intenso con un retrogusto amaro. Lo si può utilizzare per favorire la circolazione sanguigna, come antispasmodico, disinfettante delle vie urinarie. Particolarmente ricco di sali minerali da utilizzare anche in caso affaticamento e anemia.

  • Miele di Ginepro

    Dal colore scuro ed con un gusto aromatico tipico delle essenze montane. Viene utilizzato principalmente nelle patologie del tratto respiratorio. in cucina è ideale per creare salse di accompagnamento di piatti salati.

  • Miele di Girasole

    Ha un sapore amaro, molto asciutto con un retrogusto di polline. Consigliato per chi vuole ridurre il colesterolo. Ha una forte azione calcificante delle ossa.

  • Miele di Corbezzolo, di Albatro o di Rossello

    Tipico della macchia mediterranea, ha un sapore inteso e amaro con una consistenza densa. Il suo colore è bianco o grigio-verde. Le sue principali proprietà sono quelle astringenti, diuretiche, anti-settiche delle vie urinarie.

  • Miele d’Erba Medica

    il suo colore giallo intenso, con un sapore delicato quasi neutro. Indicato per gli sportivi per la ripresa dopo una gara intensa, ha anche proprietà antinfiammatorie.

  • Miele di Erica

    Ne esistono di vari tipi ma tendenzialmente il suo colore va dall’ambrato chiaro al rosso scuro. Il suo sapore forte ricorda molto l’anice, la sua consistenza è semiliquida. Le sua proprietà sono diuretiche, ricostituente, antianemiche e disinfettanti delle vie urinarie.

  • Miele di Eucalipto

    ha un colore variabile da chiaro a grigio-bruno con un gusto che somiglia molto al malto o allo zucchero caramellato. Ricco di enzimi; ha proprietà antiasmatiche, anti-catarrali, calmanti della tosse. Viene anche utilizzato per la sua efficacia antibiotica.

  • Miele di Girasole

    Ha un colore giallo dorato di intensità variabile e se cristallizzato diventa color crema. La sua profumazione è leggera simile a quello della paglia o della cera. Il suo sapore è leggermente erbaceo ma quando cristallizza sviluppa un caratteristico aroma di polline. Ha proprietà antinevralgiche, riduce la febbre e calcifica le ossa.

  • Miele di Lavanda

    Ha un colore molto tenue quasi bianco, quando è allo stato liquido assume una tonalità giallo paglierino. La sua profumazione è floreale , non particolarmente intensa. Ha un’azione calmante, quindi particolarmente indicato contro ansia e stress, da utilizzare nel latte caldo o nel tè. Se utilizzato per applicazioni esterne è utile in caso di bruciature, punture d’insetti, piaghe infette.

  • Miele di Rosmarino

    La sua consistenza è semi-solida con una granulazione pronunciata. La colorazione varia dal bianco al color oro pallido. Il gusto è estremamente delicato con una profumazione gradevole. E’ indicato per tutte le persone che soffrono di patologie epatiche in quanto decongestiona il fegato ed è in grado di far regredire gli itteri. Combatte la fermentazione intestinale ed aiuta la digestione.

  • Miele di Tiglio

    La sua colorazione è limpida e varia dal giallo chiaro al verdolino. Se si tratta di melata può essere di color bruno. Molto aromatico e non granulato. Ideale per dolcificare le tisane in particolare la sera perché è in grado di alleviare gli stati di ansia e insonnia.

  • Miele di Timo

    E’ un miele cristallizzato, con una colorazione che varia dall’oro pallido a bianco. Il suo aroma è fruttato ed è sempre dolce. La sua profumazione ricorda molto i fiori di zagara. Ha una proprietà calmante e rilassante, ottimo dolcificante per tè e tisane. Se utilizzato con il tè ghiacciato diventa un ottimo dissetante.

Avvertenze prima di comprare il miele

Un aspetto molto importante che deve sempre guidare la nostra scelta all’acquisto è la genuinità e salubrità del prodotto. In Italia il miele può essere venduto solo se prodotto dalle api o da melata quindi non esistono prodotti artificiali o ricavati dallo zucchero. Gli aspetti fondamentali nella valutazione sono:

  • Tener conto della data di produzione per valutarne la freschezza,
  • La provenienza,
  • Il marchio bio in grado di garantire che almeno il 95% di ingredienti sia da origine biologica.

Autore: Naturopata Albino Elia

http://www.naturopataonline.org/alimentazione/carboidrati/12576-miele-proprieta-benefici-e-quale-scegliere.html

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5 kg di non cibo all’anno? Ecco quanti additivi e cibo spazzatura mangiamo

E’ preoccupante, come sottolinea il Dott. Libero Ciuffreda, oncologo dell’Ospedale Molinette di Torino, in occasione di un intervento proposto al Salone del Gusto.
Ogni anno, nella media generale, introduciamo nel nostro corpo 5 kg. di non-cibo, e questo calcolo non si riferisce solo al cibo spazzatura, che in alcuni casi è nettamente superiore in quantità, ma anche agli additivi (emulsionanti, coloranti, stabilizzanti, aromi, ecc…), che troviamo nel normale cibo in tavola.

5 Kilogrammi di non cibo all’anno? Ecco quanti additivi e cibo spazzatura mangiamo

Tutto ciò che è confezionato, inscatolato, imbottigliato, impacchettato, ecc., contiene additivi, perlopiù imposti per legge, ma in più, minore è la qualità del prodotto, maggiore è l’uso di additivi industriali. Senza contare inoltre la possibilità di incorrere in frodi alimentari. Quindi, gli alimenti e le bevande troppo a ‘buon mercato’, contengono quasi sempre una quantità elevata di sostanze di sintesi.

Al di là dell’ovvio aspetto nutrizionale scadente, queste sostanze, accumulandosi nell’organismo, creano i presupposti ideali per l’insorgenza non solo di malattie metaboliche, cancro, degenerazione cellulare, ma anche delle ‘semplici’ allergie, intolleranze alimentari, ecc.

Per aiutarci a preservare il nostro benessere, è importante comprendere che mantenere la salute è un nostro dovere, non possiamo delegarlo ad altri, e l’alimentazione è il primo gradino da cui partire: eliminando le bevande zuccherate e gassate, prediligendo cibi freschi, di stagione, cucinando i nostri pasti invece di acquistarli già pronti da scaldare (mi viene spesso in mente la ‘busta’ di uova sbattute per fare la frittata, in vendita al supermercato), introducendo cereali integrali, frutta e verdura, riducendo drasticamente i dolciumi, soprattutto confezionati … insomma, con alcuni comportamenti di base possiamo agire significativamente sulla nostra salute migliorandola, in poco tempo e con grandi soddisfazioni. Questo è importantissimo anche nei bambini, il cui metabolismo è in fase di costituzione, e risente negativamente di tutto ciò che non è ‘naturale’.

Autrice: naturopata Deborah Nappi

http://www.naturopataonline.org/alimentazione/additivi-e-conservanti/13862-5-kg-di-non-cibo-allanno-ecco-quanti-additivi-e-cibo-spazzatura-mangiamo.html

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Anguria: proprietà e benefici

anguria

Anguria il frutto dell’estate, sano e ricco di proprietà

L’anguria o cocomero (Citryllus lanatus), appartiene alla famiglia delle Cucurbitaceae, un frutto ricco con un alto contenuto di acqua (circa il 90%) e sali minerali e rappresenta uno degli alimenti più indicato nella stagione estiva, per tutte le sue notevoli proprietà.
E’ un frutto dolce e rinfrescante, remineralizzante e disintossicante , indicato nelle diete ipocaloriche, poiché sazia abbondantemente, apportando poche calorie.

Curiosità e Origini dell’Anguria

Questo frutto arrivò in Europa intorno all’anno mille, durante il periodo delle Crociate, anche se si suppone abbia origine egiziane, coltivata sulla Valli del Nilo.Il medico Aezio, nel VI secolo, la ribattezzò con il nome di “aggurion” da cui deriva Anguria., si è scatenata una frammentazione in tutto lo Stivale. Anguria è prevalentemente chiamata al Nord, mentre dalla Toscana verso il Sud si preferisce chiamarla Cocomero. Ogni regione la chiama a modo proprio.
Il record mondiale di grandezza per questo frutto gigante, è di 132 kg, appartiene a una coppia del Tennessee che lo ha coltivato nel suo giardino.
Secondo un’antica ricetta moldava, possono essere preparate in salamoia con aneto e altre spezie creando così il “pepene murat“.

I Valori nutrizionali – energetici dell’Anguria per 100 grammi.

Composizione chimica

  • 16 Kcal circa per ogni 100 grammi. Possiede un modesto contenuto di zuccheri, principalmente fruttosio, contiene fibre.
  • 95,3 grammi di acqua
  • 3,7 grammi carboidrati
  • 0,4 grammi proteine
  • 0,2 fibre, grassi assenti.
  • 1,60 proteine
  • 14,40 kcal (90%).

Le proprietà dell’anguria

Oltre contenere un modesto contenuto di zuccheri, principalmente fruttosio contiene fibre ed è ricca di vitamine:

  • vitamina A
  • vitamina C
  • vitamina PP
  • alcune del gruppo B.
  • Ricca di Sali minerali l’anguria fra cui il:
  • Potassio
  • sodio
  • Calcio
  • ferro.

Ottime sono le sue proprietà diuretiche e depurative utili per disintossicare l’organismo, indicate da chi soffre di ritenzione idrica. Tra cui Il licopene, un carotenoide ad azione antiossidante (che è contenuto anche in altri frutti (pomodori, arance, uva, albicocche …)che agisce contro i radicali liberi, combatte l’invecchiamento cellulare e previene l’insorgenza dei tumori.
L’anguria svolge una azione antinfiammatoria ed è indicata a contrastare l’atrite, l’asma e l’aterosclerosi.

Il succo dell’anguria

Una ricerca lo ha studiato per abbasare i livelli di colesterolo nel sangue, e l’ipertensione arteriosa. Questa ricerca è stata svolta presso l’Università della Florida, che ha messo in evidenza che mangiando l’anguria si può tenere sotto controllo l’ipertensione. Sarebbe merito della L-ci-trullina, un aminoacido, importante per la formazione dell’arginina e dell’ossidonitrico, che assicura l’equilibrio della pressione arteriosa, vasodilata le arterie, migliorando la circolazione sanguinea, aiuta a diffondere l’ossigeno ai tessuti celebrali e a prevenire le malattie cardiovascolari.
Ottimo in tavola, si presta a molti usi in cucina:
Ghiaccioli, granite, sorbetti, centrifugati, succhi e nei dessert.

Autore: redazione
(fonte medicare onlus).

http://www.naturopataonline.org/alimentazione/frutta-e-verdura/13868-anguria-proprieta-e-benefici.html

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Fico d’India: proprietà, valori nutrizionali e benefici

Fico d’India: proprietà, valori nutrizionali e benefici

fico d'india

Fico d’India proprietà terapeutiche, valori nutrizionali e benefici

E’ il frutto della Opuntia ficus indica, pianta grassa che appartiene alla famiglia delle Cactaceae, originario dell’ America Centrale. Il fico d’ India è un frutto tipico della macchia mediterranea e cresce spontaneamente nelle zone aride, anche su terreni impervi, lo si trova facilmente in Sicilia e nelle regioni del Sud, ha la capacità di resistere a condizioni climatiche estreme.

Il fico d’India, è un frutto molto ricco di fibre che svolgono un’azione modulante sul transito intestinale, poiché le fibre della sua polpa sono utili in caso di stitichezza, mentre i suoi semi hanno un’azione astringente.

I frutti del Fico d’India sono di diversi colori, rossi, arancione chiaro e scuro e bianchi, ma tutti sono ugualmente ricchi di vitamine e il loro consumo svolge un’ importante azione antiossidante. depurativa e detossificante, aiutano a controllare l’appetito.

Il Fico d’India e le sue proprietà nutritive

Ricco di vitamina C, A, B3, B1, B2, PP inoltre sono ricchi di potassio, magnesio, ferro, calcio e fosforo. Un frutto ricco di pectine.

Sono Frutti ottimi per colazione e la merenda.

I fiori del Fico d’India sono ricchi di flavonoidi e pertanto hanno proprietà antiossidanti.

Le foglie del Fico d’India, il cladodio, che è il nome della sua foglia è molto ricca di succhi, di fibre e mucillagini, le quali svolgono un’azione ipoglicemizzante, gastroprotettrice ed anche cicatrizzanti. Ottimo è il suo succo centrifugato, che svolge un’azione benefica gastro protettiva.

Il suo olio è ricco di vitamina E e di acidi grassi essenziali che hanno notevoli virtù antiossidanti. Nella tradizione popolare veniva utilizzato per curare le cicatrici, perché esso ridona elasticità e tonicità alla pelle,

Il fico d’India in Cucina

Il frutto viene utilizzato per la preparazione di marmellate, gelatine, molto apprezzato in pasticceria per fare deliziosi dolci e dessert. Molto pregiato è il suo succo che è un vero elisir di vitamine, lo si può preparare con una centrifuga.

In Sicilia fanno il famoso liquore di Fico D’India.

http://www.naturopataonline.org/alimentazione/frutta-e-verdura/11347-fico-dindia-proprieta-valori-nutrizionali-e-benefici.html

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