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5 suggerimenti per ridurre il sale

Settimana mondiale di sensibilizzazione per la riduzione del consumo alimentare di sale, promossa dalla World Action on Salt & Health (WASH) in associazione con numerosi partner in 100 Paesi.

Lo slogan è “5 ways to 5 grams” per indicare i cinque  comportamenti virtuosi da adottare per ridurre il consumo di sale e arrivare al valore massimo raccomandato dall’OMS di 5 grammi al giorno. L’obbiettivo dell’iniziativa è incoraggiare le aziende alimentari a ridurre questo ingrediente nei loro prodotti e sensibilizzare i Governi affinché sviluppino strategie per diminuirne il consumo nella popolazione.

L’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) raccomanda un consumo massimo di 5 grammi al giorno, corrispondenti a circa 2 grammi di sodio. In Italia, secondo una rilevazione effettuata nel periodo 2009-2012*, il consumo medio giornaliero è superiore a 10 g negli uomini e 8 g nelle donne. Anche i più giovani (età compresa tra 6 e 18 anni) superano i livelli massimi con 7,4 g per i ragazzi e 6,7 g per le ragazze.

Un consumo eccessivo di sodio determina un aumento della pressione arteriosa, con conseguente incremento del rischio di insorgenza gravi patologie cardio-cerebrovascolari correlate all’ipertensione, quali infarto del miocardio e ictus cerebrale. L’introito di sale è stato associato anche ad altre malattie cronico-degenerative, quali tumori dell’apparato digerente, in particolare quelli dello stomaco, osteoporosi e malattie renali.

È importante limitare il sale aggiunto a casa, in cucina e a tavola, anche se influisce solo in parte (per il 36%) sui consumi quotidiani. La gran parte del sale che assumiamo (il 64%) proviene dai prodotti alimentari come pane, prodotti da forno, formaggi e salumi, oppure è naturalmente presente in alcuni alimenti. Per questo motivo è fondamentale chiedere all’industria di ridurre il contenuto di sale nei prodotti trasformati.

Anche la Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) aderisce all’iniziativa e ha diffuso i poster con le 5 azioni concrete da intraprendere per centrare l’obiettivo:

– Scola e sciacqua verdure e fagioli in scatola e mangia più frutta e verdure fresche

– Prova a diminuire gradualmente l’aggiunta di sale ai piatti preferiti, il palato si adatta presto al nuovo gusto

– Usa erbe, spezie, aglio e limone al posto del sale per insaporire i piatti

– Non tenere sale e salse salate a tavola, così i giovani non prenderanno l’abitudine di aggiungere sale

– Controlla le etichette dei prodotti e scegli quelli con il minor contenuto di sale.

* Rilevazione del Ministero della Salute – Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (CCM)

http://www.ilfattoalimentare.it/sale-consumo-settimana-wash.html

 

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Sport, niente più obbligo di certificato medico da 0 a 6 anni

Roma, 19 mar. (AdnKronos Salute) – Una ‘piccola rivoluzione’ che promette di semplificare la vita alle famiglie con bimbi piccoli. “Non sono sottoposti ad obbligo di certificazione medica, per l’esercizio dell’attività sportiva in età prescolare, i bambini di età compresa tra 0 e 6 anni, ad eccezione dei casi specifici indicati dal pediatra”. Lo stabilisce un apposito decreto del ministero della Salute e di quello per lo Sport. Salta dunque l’obbligo di certificato medico per l’attività sportiva in età prescolare. Con l’eccezione dei casi specifici indicati dal pediatra.

Nel testo si ricorda come la Federazione italiana medici pediatri abbia “segnalato la necessità di escludere dall’obbligo della certificazione medica” questi bambini “al fine di promuovere l’attività fisica organizzata dei bambini, di facilitare l’approccio all’attività motoria costante fin dai primi anni di vita, di favorire un corretto modello di comportamento permanente, nonché di non gravare i cittadini ed il Servizio sanitario nazionale di ulteriori onerosi accertamenti e certificazioni”.

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Scuola di Comunicazione in Sanità: al passo con un mondo che cambia

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Scuola di Comunicazione in Sanità: al passo con un mondo che cambia

Ida Ramponi (Direttore generale Asst Rhodense – MI)

 

Si tratta di un progetto innovativo che nasce dalla consapevolezza che la comunicazione tra medico e paziente è un tema fondamentale. È infatti prima di tutto cambiata la modalità di gestione del paziente, più integrata anche tra medici ospedalieri e Mmg, e in cui la consapevolezza del paziente è trasformata, con bisogni differenti e un’informazione molto più ampia.

Dal “curare” a “prendersi cura” nella Sanità regionale lombarda

Roberto Bollina (Direttore Sanitario ASST Rhodense – MI)

La riforma del sistema sanitario in Regione Lombardia ha delle valenze ideologiche molto legate alla comunicazione medico-paziente, essendo più orientata ai bisogni del malato, del prendersi cura, e quindi a portare il medico, anche specialista, sempre più sul territorio. Questo indica un approccio diverso del medico, anche riguardo la comunicazione col paziente, in un sistema che si sta evolvendo e che è ora agli inizi.

Il contenzioso e la medicina difensiva

Umberto Genovese (Università Statale di Milano)

Con il termine “contenzioso” si intendono quelle situazioni in cui si vedono contrapposti da una parte i pazienti e dall’altra i professionisti della Sanità. Il conflitto è reso più accentuato da situazioni contingenti, da notizie diffuse da mass media che non di rado enfatizzano insuccessi in ambito sanitario e anche dalla accresciuta cultura sanitaria nel paziente. La questione non è dovuta tanto alle mancanze professionali dei singoli medici, ma piuttosto a carenze di carattere organizzativo, anche per motivi di sostenibilità, che non consentono di fronteggiare sempre nella miglior misura le situazioni che in concreto si vengono ad creare. Questa situazione non aiuta il rapporto medico-paziente e incrina il concetto di alleanza terapeutica, favorendo l’atteggiamento “difensivo”. Altro è, per prevenire i contenziosi, la buona prassi di carattere medico-legale, per es. la corretta compilazione della cartella clinica, e la ricerca di un dialogo col proprio paziente, che comprenda la negoziazione.

Dottor web: quando il paziente arriva già informato

Paola Mosconi (Istituto di Ricerche Farmacologiche M. Negri, Milano)

Nell’ambito del ciclo di incontri formativi per medici della Scuola di Comunicazione in Sanità, che si svolge all’Ospedale di Rho in 10 incontri, è stata dedicata una relazione specificamente al ruolo del web nella sanità e nel rapporto medico-paziente. Il tema dell’informazione sul web è un tema molto sentito, vista la mole di notizie, più o meno accertate, che circolano in internet e che possono diventare argomento di discussione col proprio medico. I dati disponibili mostrano tuttavia come il Mmg e lo specialista rappresentino comunque un riferimento fondamentale per i pazienti: la maggior parte delle volte, oltre il 70%, il cittadino infatti prende decisioni riguardanti la propria salute insieme al proprio medico. In Italia i sistemi web e i social media sono molto sviluppati: sono più di 20 milioni gli italiani che hanno un account facebook e ancora di più quelli che navigano in rete, con numeri sempre in crescita. In questo contesto, diversi medici stanno pensando di sfruttare questo sistema di raccolta delle informazioni e di valorizzare questi strumenti. È indubbio infatti che è in corso un’evoluzione nel rapporto medico-paziente, dovuto anche alla maggiore capacità dei cittadini di prendere decisioni riguardanti la propria salute. Per questo, potrebbe essere utile ricorrere a strumenti specifici per orientarsi e capire se i siti che si frequentano siano di buona qualità e attendibili, come il misura siti (http://www.partecipasalute.it/cms_2/node/18) e il misura testi (http://www.partecipasalute.it/cms_2/node/41), che sono stati sviluppati da PartecipaSalute e che potrebbero avere un ruolo anche per iniziare un percorso virtuoso coi propri pazienti.

Oltre la medicina: il dialogo medico-paziente nelle cure di fine vita

Carlo Cacioppo (Hospice Santa Maria delle Grazie, Monza)

La malattia delle persone che vivono l’ultima parte della loro vita è un aspetto che la nostra società tende a rimuovere. Sono le situazioni in cui la medicina tradizionale conclude che “non c’è più niente da fare”. È importante intendersi sui termini che descrivono queste fasi dell’esistenza e sugli obiettivi che ci si pone, come medici e in accordo con le persone assistite. In questo campo la medicina è molto più legata alla relazione, all’accompagnamento, più che al ricorso a tecnologie e farmaci. Imparare a curare la persona che sta male e non solo la malattia è probabilmente l’essenza di questo accompagnamento. Per questo spesso anche il medico deve avere alle spalle una riflessione sul fine vita per poterlo accogliere ed essere in grado di accompagnare le persone nel modo meno difficile e più dignitoso possibile.

Il buon esito della terapia passa anche attraverso una comunicazione efficace

Maria Grazia Strepparava (Università di Milano-Bicocca)

Nella pratica clinica, le competenze tecniche rappresentano sicuramente un aspetto cruciale, ma sempre più sta emergendo come, accanto a queste, un ruolo centrale è svolto dalla comunicazione e dalla relazione coi propri pazienti, che può essere in grado di fare la differenza. Ricerche internazionali mostrano in particolare come una buona relazione rappresenti un vantaggio sia per i pazienti, che possono essere messi in grado di seguire al meglio il loro percorso terapeutico, tenendo conto anche degli aspetti emotivi, psicologici, individuali, che per il medico. Le evidenze dimostrano infatti che essere in grado di creare una buona relazione con il paziente, aiuta a gestire meglio l’eventuale errore medico ed eventuali situazioni disagevoli e aumenta la soddisfazione anche professionale. L’aspetto da tenere in considerazione è che la capacità di comunicazione e le competenze relazionali possono essere sviluppate come abilità e in gran parte apprese, una volta stabilita la consapevolezza della centralità della relazione come parte fondamentale dell’atto medico.

Il rapporto medico-paziente nelle diverse culture e nella medicina alternativa

Davide Toniolo (ASST Rhodense – MI)

Sempre più spesso il medico ha a che fare con esponenti di popoli diversi e culture differenti, come anche con gruppi di persone con caratteristiche particolari, come l’omosessualità o bagagli culturali e religiosi molto vari: è importante che il rapporto medico-paziente tenga conto anche di questi aspetti. Questa visione è già prassi comune in altre medicine, come la medicina orientale, cinese, antroposofica, l’omeopatia, in cui il rapporto medico-paziente prende in considerazione la sfera della spiritualità e dell’inconscio. Le strategie integrate, d’altra parte, almeno in ambito oncologico, sono sempre più importanti, poiché possono essere un valido supporto anche per alleviare gli effetti della chemio o della radioterapia e nella palliazione.

Quando il paziente è un bambino

Lucia Celesti (Ospedale Bambino Gesù, Roma)

La comunicazione in pediatria ha alcune costanti fondamentali: viene infatti effettuata sempre con una pluralità di persone, poiché coinvolge attivamente anche la famiglia, alcune volte con situazioni complesse che assomigliano a una comunicazione multiculturale. L’altra costante è il bambino, che dal lattante all’adolescente richiedono modalità di comunicazione molto differenti e adeguate. Negli ospedali, soprattutto se grandi, possono essere utili e necessari dei servizi di accoglienza, volti al benessere sociale del bambino e della famiglia. In questo la medicina narrativa può svolgere un ruolo importante.

La legge Gelli riguardo la colpa lieve

Alessandro Gnani (Tribunale di Monza)

Sono essenzialmente due i punti che avevano dato problemi di tipo interpretativo della Legge Balduzzi. Il primo riguardava la natura della responsabilità del medico, se fosse contrattuale o extra-contrattuale e l’altro riguardava la colpa lieve, soprattutto riguardo la responsabilità penale. In questo le legge Gelli ha fornito alcune risposte che hanno dato una maggiore chiarezza.

Web, blog e social media in medicina: attenzione all’overflow informativo

Claudio Trementozzi (Milano)

I blog e i social media hanno in qualche modo modificato il rapporto tra medico e paziente. Questo determina un overflow informativo, perché oltre a informarsi attraverso il web il cittadino si confronta con una comunità virtuale e questo porta sicuramente sia ad effetti positivi e che negativi, essenzialmente determinati dalle convinzioni su determinate patologie o soluzioni che non sempre corrispondono a quelle “effettive”. Dati provenienti dal Politecnico di Milano fanno emergere una diffidenza da parte dei medici nei confronti dei social media come strumento informativo, mentre esperienze soprattutto all’estero suggeriscono che questi possono essere una risorsa importante.

Comunicare col paziente: un corso per migliorare la relazione e…la Sanità

Ettore Politi

L’Associazione Italiana Giornalismo Responsabile ha contribuito all’iniziativa Comunicazione in Sanità, ciclo di 10 “lezioni” presso la ASST Rhodense (MI) per riuscire a dare una risposta alla domanda: I medici come comunicano con i propri pazienti? Spesso sembra che la buona comunicazione non riesca, sia perché non esiste una formazione specifica sia per oggettivi motivi organizzativi, dall’altra parte i cittadini si lamentano di avere un rapporto carente col medico su questo piano. Il corso di formazione ha approfondito come il medico si può rapportare al paziente nelle varie situazioni, dal punto di vista giuridico, pratico e dal punto di vista della privacy, riscontrando uno spiccato interesse da parte dei partecipanti.

 

https://www.mdwebtv.it/site/index.php/indice-virtualforum/congresso/248?contenuto=30544

 

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Dalla Simg il primo portale contro le fake news

MD-Digital.it

Omnia Salute ed è il primo portale certificato curato dai medici di famiglia per i cittadini (e i pazienti). È stato lanciato durante il 34° Congresso della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (Simg) che si è svolto recentemente a Firenze. Il sito (www.omniasalute.it) è costruito su tre livelli: il primo di tipo informativo sulle principali patologie che spaziano dall’influenza all’osteoporosi, dalle allergie alle malattie sessualmente trasmesse al diabete fino all’ipertensione arteriosa. Senza dimenticare i consigli di prevenzione su vaccinazioni, screening e stili di vita. La seconda sezione vuole sfatare i falsi miti, le cosiddette fake news, credenze sbagliate che devono essere confutate facendo riferimento a rigorosi dati scientifici (ad esempio, “È vero che le bevande alcoliche sono dissetanti?”, “È vero che per dimagrire vanno eliminati drasticamente pane e pasta?”, “È vero che mangiare tanto pesce aiuta la memoria?”, “È vero che quando si ha l’influenza bisogna coprirsi per sudare il più possibile?”). La terza sezione è dedicata all’interazione: i visitatori possono porre domande compilando un apposito form e interagire con i medici della Simg in questo modo il portale diventa il frutto di uno scambio continuo. “Questo è il primo sito della Simg per l’informazione del cittadino e del paziente – spiega il dott. Claudio Cricelli, presidente Simg -. I contenuti sono garantiti dal board della società scientifica. Promuoviamo ricerche da più di 15 anni e abbiamo pubblicato oltre 100 lavori su riviste indicizzate. Abbiamo costituito nel 1998 il maggior database della medicina generale italiana, ‘Health Search’, per fornire dati epidemiologici, di prescrizione dei farmaci, di ricerca clinica ed economica. Nel 2007 abbiamo istituito la Fondazione SIMG per la ricerca, per disporre di uno strumento idoneo a produrre studi e lavori in questo ambito, in collaborazione con Istituzioni nazionali e internazionali. Forti di questa storia e di questa tradizione, rilanciamo il progetto ambizioso di portare i medici di medicina generale, grazie alla loro consolidata esperienza professionale, verso la nuova Sanità pubblica e le nuove cure primarie. E questo sito vuole rappresentare uno strumento di informazione e comunicazione fondamentale con i cittadini e i pazienti”.

https://www.md-digital.it/home/index.php/professione-content/4960-dalla-simg-il-primo-portale-contro-le-fake-news

 

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Asst Rhodense premiata come azienda che produce salute

L’ASST Rhodense è stata premiata presso l’Auditorium di Assolombarda a Milano per il lavoro ed i progetti realizzati in questi quattro anni come luogo di lavoro che produce salute
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Il dottor Martino Trapani con il riconoscimento

(mi-lorenteggio.com) Garbagnate Milanese, 23 gennaio 2018 – Nell’ambito del “Programma WHP” (Workplace Healt Promotion – Promozione della salute e benessere negli ambienti di lavoro), l’ASST Rhodense è stata premiata presso l’Auditorium di Assolombarda a Milano per il lavoro ed i progetti realizzati in questi quattro anni come luogo di lavoro che produce salute .

Il direttore generale Ida Ramponi, a cui sono stati consegnati i riconoscimenti per i quattro presidi ospedalieri ha commentato. “Siamo felici di questo ulteriore riconoscimento assegnato all’Azienda socio-sanitaria territoriale Rhodense. Ringrazio tutti coloro che hanno promosso, collaborato e partecipato attivamente per favorire una vita più sana in ospedale

In lavoro è nato   dalla convinzione che la salute di chi lavora sia interesse di tutti: dei lavoratori in primo luogo, delle loro famiglie, delle imprese e del Servizio Sanitario e, più in generale, della comunità.

Il progetto, coordinato da Martino Trapani e John Tremamondo, ha visto l’Asst Rhodense impegnarsi in tematiche come l’alimentazione, il contrasto al fumo, l’attività fisica, la mobilità sicura e sostenibile, il contrasto alle dipendenze e nel benessere e nella conciliazione tra vita e lavoro.

L’attestato ricevuto premia tutti i progetti messi in campo per la promozione della salute e del benessere negli ambienti di lavoro come: una campagna informativa sulla corretta alimentazione avviata nella mensa aziendale e sul sito internet, il contrasto al fumo con il coinvolgimento del Centro Antifumo di Passirana, cartelli in ogni ascensore degli Ospedali per promuovere l’uso delle scale, campagna informativa dell’Attività Motoria mediante i gruppi di cammino, la conciliazione vita-lavoro e il contrasto alle dipendenze con corsi di formazione su alcol, droghe e gioco d’azzardo che ha visto l’ istituzione del gruppo aziendale “Gruppo Moltiplicatori dell’azione di prevenzione e promozione alla salute”.

Quest’ultimo progetto è stato presentato in occasione del Workshop “+ WHP per moltiplicare salute” e rappresenta un esempio innovativo di far prevenzione in modo diverso in quanto il moltiplicatore che è un lavoratore che vivendo all’interno del contesto lavorativo e avendo una vicinanza effettiva ad altri lavoratori/trici, pazienti e quant’altro, può essere sia “sensore” di eventuali situazioni di disagio sia “primo contatto” nel caso di richieste esplicite di aiuto indirizzandoli ai servizi socio sanitari e sanitari a cui rivolgersi in caso di bisogno.

Configurandosi perfettamente in linea con la nuova riforma sanitaria regionale Legge 23 che vede un cambiamento culturale e operativo del sistema socio sanitario dal curare al prendersi cura del paziente.

Redazione

http://www.mi-lorenteggio.com/news/58783

VEDI IL SITO WHP ASST RHODENSE

http://www.asst-rhodense.it/inew/ASST/promozione-salute/WHP/index.html

SCARICA LA RASSEGNA STAMPA

Asst Rhodense premiata come azienda che produce salute

 

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arriva la guida alla professione medica e odontoiatrica

L’Osservatorio Giovani professionisti della FNOMCeO ha redatto una guida per rispondere ai dubbi e alle domande di tutti i giovani medici e odontoiatri neo-abilitati. È la ‘Guida alla professione‘, scaricabile dal sito della Federazione e che presto diventerà una App, che mette ordine nel sentiero, non sempre semplice, che i giovani professionisti sono chiamati a percorrere: dalle modalità per iscriversi all’Ordine alle assicurazioni, dall’accesso alle Scuole di specializzazione e al corso di formazione specifico in medicina generale all’Ecm, dall’esercizio della professione alla previdenza e assistenza, dagli aspetti fiscali all’esercizio in forma associata, dalla pubblicità alla privacy.

SCARICA LA GUIDA:

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5 passi utili per fare buone scelte per la salute

Il Gruppo Italiano per una Sanità Partecipata indica 5 passi utili nel fare scelte di salute ponderate, dalla parte del cittadino.

Alcuni suggerimenti riguardano il momento della visita e vogliono stimolare il dialogo entro un rapporto di fiducia col medico – necessario per una scelta condivisa – altri riguardano più in generale le richieste e le aspettative in ambito sanitario. Nel dialogo con il medico è importante avere chiare tutte le alternative e le scelte disponibili.

I 5 passi suggeriti nel volantino sono un aiuto per raccogliere informazioni utili per prendere insieme decisioni consapevoli. Il volantino verde si presta ad essere stampato in formato poster, alcuni medici di medicina generale l’hanno già appeso nei propri studi.

Paola Mosconi
IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri

SCARICA MANIFESTI:

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GISPa 5 passi utili

https://www.partecipasalute.it/cms_2/node/6506

 

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MASTER IN MANAGEMENT DELLE STRUTTURE SANITARIE E SOCIO ASSISTENZIALI

L’OMCeOMI in collaborazione con l’Università degli studi di Milano organizza il Master di II livello in Management delle strutture sanitarie e socio assistenziali. La frequenza al Master consentirà di acquisire le competenze manageriali specifiche necessarie alle funzioni di governo e di gestione di tali strutture. Il corso si rivolge sia a chi già ricopre posizioni di tipo dirigenziale in strutture sanitarie private accreditate e non accreditate, in strutture socio-assistenziali, studi specialistici e desidera approfondire le tematiche proposte, sia a chi prevede uno sviluppo professionale in tale ambito.
Le domande di ammissione devono essere presentate improrogabilmente entro le ore 13.00 del 1 febbraio 2018; le modalità sono indicate sul sito dell’UNIMI al seguente link http://www.unimi.it/studenti/master/114593.htm#c114594.
Il corso si svolgerà presso l’Ordine provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Milano via Lanzone 31 a partire dal 9 marzo 2018 e fino al 29 marzo 2019.

Per informazioni di carattere amministrativo
Ufficio Dottorati di ricerca e master universitari
Sportello aperto al pubblico dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 12.00
via Festa del Perdono n. 7, 20122 Milano
tel. 02.50312302 fax 02.50312300

Segreteria Organizzativa del corso
Dipartimento di Scienze biomediche per la salute
via Pascal n. 36, 20133 Milano
tel. 02.50315096 fax 02.50315105
e-mail: indirizzo di posta carla.fortini@unimi.it

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Certificati sportivi, non tutti i medici possono rilasciare quelli non agonistici

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Storia di fantasia, ma potrebbe accadere. La scuola di ballo da sala chiede un certificato per lo sport non agonistico al signor Tizio. Che è giovane, non ha fattori di rischio e obietta che la scuola non è gestita da associazione affiliata Coni, quel certificato dal suo medico di famiglia non dovrebbe farlo. L’istruttore gli suggerisce di andare dal medico “qui sotto” che gli rilascerà il certificato a prezzo molto conveniente. La visita si fa, il certificato costa pochi euro, non è richiesto elettrocardiogramma. Ma un giorno il signor Tizio durante una seduta faticosa accusa un problema cardiaco, sta male e non c’è nulla da fare. La scuola tira fuori il certificato medico, ma i carabinieri intervenuti sul posto dicono che non è regolare perché chi lo ha redatto non è né medico di famiglia né pediatra né medico specialista in Medicina dello Sport né iscritto alla Federazione medici sportivi. E tanto meglio per lui se ha rilasciato un certificato “banale” su carta bianca, se avesse redatto il vero certificato per lo sport non agonistico su modello ministeriale sarebbe incorso in rischi anche penali. Così può nascere una grana da una situazione in origine non complessa – la palestra non affiliata CONI non è tenuta a chiedere certificato sportivo salvo che l’assicurazione per tutelarla non gliela chieda.

«Il “decreto del fare” del 2013 esentava dal certificato medico i soggetti praticanti attività ludico motoria non tesserati alle Federazioni sportive nazionali, alle Discipline e agli Enti riconosciuti dal Coni. Ma ciò non vuol dire che le scuole e le palestre non possano continuare a chiedere il certificato non agonistico», dice Guido Marinoni medico di famiglia e segretario Fimmg Bergamo nonché esperto della tematica. «Il medico convenzionato, di fronte alla richiesta del suo assistito, certificherà in modo obiettivo, ovviamente in libera professione». E’ possibile che la palestra dirotti l’utente da un medico più “a portata di mano”. «Si possono porre due possibilità», dice Marinoni. «La prima, più “coerente”, è che la palestra chieda il certificato sportivo non agonistico redatto su modello ministeriale, che possono compilare solo medici di famiglia, pediatri, medici Fmsi e medici sportivi, e che riguarda tutti gli sport praticati in società affiliate CONI tranne quelli inseriti in un elenco (chiarimenti CONI 10 giugno 2016) e non necessitanti sforzi particolari. Qui è consigliabile che il paziente vada dal suo medico o dal medico sportivo. Può invece accadere che la palestra si contenti di un certificato redatto su carta bianca, meramente lecito, ma senza lo stesso valore del certificato non agonistico ove lo si volesse utilizzare con le finalità di quel certificato, e questo può essere redatto da qualsiasi medico in libera professione».

Dal 2013, anno in cui il decreto del fare cercò di abolire l’obbligo di certificato sportivo per le pratiche non agonistiche, le palestre continuano a chiedere il modello. E l’elettrocardiogramma, che peraltro serve una sola volta nella vita entro i 60 anni ma va fatto annualmente da infrasessantenni con patologie croniche conclamate e dagli over 60 anche con un solo fattore di rischio. I certificati sono di quattro tipi: accanto a quello per l’attività agonistica che richiede un iter presso il medico sportivo ed è regolato dal Decreto Ministero Salute 18/2/82 , c’è il certificato non agonistico obbligatorio rilasciato dal curante o dal medico sportivo per: alunni che svolgano attività sportive parascolastiche; partecipanti ai giochi della gioventù nelle fasi provinciali e regionali; tesserati che delle Federazioni sportive nazionali, ed enti affiliati CONI (Decreto del Ministero della salute del 24.04.2013). Resta fuori dall’obbligo certificatorio l’attività amatoriale dei non tesserati alle Federazioni sportive nazionali e agli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI, ma le palestre possono sempre chiedere l’adempimento. Che torna obbligatorio e richiede test da sforzo nelle competizioni di particolare impegno cardiovascolare DM 24/4/13 come le maratonine oltre 20 km, le gran fondo di ciclismo, nuoto, sci. Pratiche solo in apparenza “non agonistiche” in quanto lo sforzo richiesto è compatibile con queste ultime.

Mauro Miserendino

http://www.doctor33.it/politica-e-sanita/certificati-sportivi-non-tutti-i-medici-possono-rilasciare-quelli-non-agonistici/?xrtd=PAVLCPLVCCLPVPYSLCYRPLC

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Opuscolo ortodontico – Sai come prenderti cura del suo sorriso?

Opuscolo ortodontico

Essere soddisfatti di come si è e di come si appare? Stiamo parlando di “autostima”. Un buon livello di autostima contribuisce ad esseri sani, ovvero ad avere uno stato di completo benessere fisico, sociale e mentale.

Cosa si intende per salute?

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) dà una importante definizione di cosa è la salute:

“Stato di completo benessere fisico, sociale e mentale, e non soltanto l’assenza di malattia o di infermità”.

È in quest’ottica che l’ortodonzia assume particolare rilevanza, perché l’ortodonzia si occupa di mettere i denti al posto giusto, conferendo salute.

Uno sviluppo corretto del palato favorisce, ad esempio, la corretta respirazione. Lo sviluppo corretto delle arcate e la corretta disposizione dei denti, controllano adeguatamente la forza della lingua e il modo in cui questa sollecita la sua forza involontaria. Una corretta occlusione favorisce una buona masticazione e di conseguenza influisce anche sulla digestione. Denti correttamente allineati favoriscono il mantenimento dell’igiene orale, il filo interdentale e lo spazzolino riescono ad essere più efficaci in una dentatura ben allineata.

L’ortodonzia, insomma, mette i denti al posto giusto ed esalta il potenziale estetico della persona, adulta o bambina che sia, influendo anche su labbra, armonia e proporzioni del viso.

L’ opuscolo ortodontico

Per aiutarti a comprendere meglio come contribuire alla salute orale dei tuoi bambini, gli Esperti in Ortodonzia di Face Xp hanno realizzato l’ opuscolo ortodontico “Sai come prenderti cura del suo sorriso?” (ortodonzia bambini), 46 pagine ricche di informazioni.

Puoi scaricare gratuitamente l’opuscolo ortodontico… cliccando qui sotto.

01-opuscolo-ortodontico-face-xp-ortodonzia-bambini

https://facexp.it/opuscolo-ortodontico/

 

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obbligo vaccinale

pubblichiamo di seguito le slide sull’obbligo vaccinale «decreto-legge prevenzione vaccinale» a seguito della conversione in Legge da parte del Parlamento

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GENOVESE INDICA LA CURA PER LA MEDICINA DIFENSIVA

VIA AL 2° INCONTRO DELLA SCUOLA DI COMUNICAZIONE

Di Ettore Politi

22_-umberto-genoveseProf. Umberto Genovese

Quest’anno sono ‘solo’ 120 i medici che sono riusciti a partecipare alla prima Scuola di Comunicazione in Sanità promossa dall’Ordine dei Medici di Milano. Un’iniziativa ‘sperimentale’ che, però, si sta rivelando di grande interesse per la tutta la categoria. La ragione è dovuta alla scelta dei temi trattati nelle singole lezioni. La prima, sulla globalizzazione e i mille fenomeni e problemi legati alle diversità etniche, diagnostica, epidemiologiche e non ultime linguistiche, è stata tenuta, davanti ad un’attenta platea di medici, dal presidente dell’Ordine dei medici di Milano, Roberto Carlo Rossi.

Dott Rossi, Pres. Ordine dei Medici

Un intervento da tutti apprezzato e condiviso per la chiarezza e la linearità espositiva.  Il tempo dedicato al dibattito non è stato nemmeno utilizzato in quanto nessun medico, dopo i diverso applausi, ha avuto nulla da replicare. Si pensa che, vista la complessità e le molte variabili del tema, invece, non avverrà lo stesso il giorno 29 marzo quando il giornalista dell’AIGR, moderatore degli incontri,  inviterà a salire in cattedra il prof Umberto Genovese, già docente di medicina legale e del lavoro, nonché ricercatore e Coordinatore del Laboratorio Responsabilità Sanitaria UNIMI

LA SANITÀ TROPPO SPESSO

È GIUDICATA IN TRIBUNALE

I tribunali, le assicurazioni, i medici ospedalieri, nonostante il recente intervento governativo in proposito, hanno sempre vissuto e vivono con inquietudine l’aspetto della rivalsa giuridica del paziente davanti a presunte impreviste complicazioni post cura e/o operatorie e/o per presunti palesi errori. Certo, non stiamo parlando del paziente al quale per un clamoroso errore si amputa l’arto sbagliato, ma di altri migliaia di casi ben lontani da incidenti organizzativi di tale entità.  In tanti, tanti casi, il rapporto medico paziente appare sempre più spesso inficiato dalla predisposizione negativa e dalla potenziale diffidenza che il paziente nutrirebbe temendo il fantasma della malasanità. Un aspetto, questo, che a parte casi di palese malafede, può trovare delle ottime risposte di chiarimento non nell’ambito legale, ma piuttosto in quello psicologico. Nessun paziente accetta di buon grado una malattia, le conseguenze che ne derivano da essa, le complicazioni naturali e i disagi post operatori: fattori scatenanti dell’ansia che frequentemente si trasforma in rabbia e in aggressività legale, talvolta assolutamente ingiustificata, nei confronti dei medici operanti. Ovviamente, sia chiaro, fermi restando i veri casi di malasanità che non sono certo rari. Stiamo parlando di un solo un granello di sabbia prelevato da un deserto di problematiche e aspetti complessi che, di là dai casi che presentano la necessità di oggettive valutazioni medico-legali, spesso appaiono come inquietanti e irrefrenabili reazioni emotive che si placano solo a fronte di adeguati risarcimenti assicurativi.

IL TIMORE DEL CODICE INCIDE

SULLE SCELTE MEDICHE?

Di fatto, il tema dell’incontro di mercoledì’, nella sala conferenze dell’Ospedale di Rho, sarà anche quello che una maggiore attenzione al rapporto medico-paziente può costituire un efficace approccio contro la massiccia diffusione della cosiddetta “medicina difensiva”, un fenomeno molto comune negli Stati Uniti, ma in netta ascesa anche in Italia. Un valido baluardo contro questa pratica, con cui il medico difende se stesso contro eventuali azioni di responsabilità medico-legali in seguito alle cure mediche prestate, è costituito dall’orientare la formazione dei medici ad una maggiore attenzione al rapporto medico-paziente. Ed è questo che, nella sostanza, si propone il secondo incontro promosso dalla “Scuola di Comunicazione in Sanità” dal titolo “Il contenzioso e la medicina difensiva” che, appunto, si terrà il 29 Marzo 2017 dalle ore 14.30 alle 18.00 nell’aula V. Capacchione presso il Presidio Ospedaliero di Rho (ASST RHODENSE), in corso Europa n.250.  La nuova “Scuola di Comunicazione in Sanità” è stata voluta e istituita da un comitato condiviso dall’Ordine dei Medici di Milano con L’ASST Rhodense, l’Associazione Italiana Giornalismo Responsabile e l’Associazione Lampada di Aladino, e si pone l’obiettivo di aggiornare, integrare, innovare il rapporto medico-paziente, migliorando le modalità comunicative, l’immagine e la credibilità dell’istituzione sanitaria verso i cittadini, pazienti e non.

IL ‘SOLITO’ CORSO DIVENTA

 LABORATORIO DI RIFLESSIONE

Il corso, rivolto ai Medici e accreditato ECM, è iniziato il 15 Marzo con la brillante lezione tenuta dal Presidente dell’Ordine dei Medici di Milano, Roberto Carlo Rossi, al quale, assieme all’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera, va anche il riconoscimento di aver tenuto a battesimo la prima Scuola italiana di Comunicazione in Sanità. Il ciclo di lezioni proseguirà fino al 25 Ottobre 2017. l corso, infatti, si articola in 10 incontri con cadenza settimanale di circa 3 ore ciascuno (2,15 h di parte teorica e 40 min. di dibattito che sarà moderato da un giornalista dell’AIGR, l’Associazione Italiana Giornalismo Responsabile). Dopo ogni incontro verrà prodotto un documento che potrà essere portato all’attenzione della Terza Commissione Sanità di Regione Lombardia, affinché valuti e prenda in considerazione le proposte che pervengono dalla scuola di formazione, sottoscritte da dieci e più esperti.

Ettore Politi

http://www.frontedelblog.it/2017/03/27/genovese-indica-la-cura-per-la-medicina-difensiva

 

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RHO. PARTE IL PRIMO INCONTRO FORMATIVO PER I MEDICI DELLA SCUOLA DI COMUNICAZIONE IN SANITA’

La Scuola di Comunicazione in Sanità sta riscuotendo ampio consenso sia in termini di condivisione per la sua utilità, sia per quanto riguarda la partecipazione

RHO, 15 marzo 2017  – Parte da Rho il primo ciclo di incontri formativi per medici della Scuola di Comunicazione in Sanità . In cattedra questo pomeriggio il Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurgi e Odontoiatri della provincia di Milano Roberto Carlo Rossi che relazionerà su “Le patologie della globalizzazione”.

 

La Scuola di Comunicazione in Sanità sta riscuotendo ampio consenso sia in termini di condivisione per la sua utilità, sia per quanto riguarda la partecipazione. Il Comitato Scientifico della Scuola, infatti, inizialmente aveva fissato in 80 medici il massimo di partecipanti. Una quota di iscritti, però, che mano mano è stata elevata a120 medici che seguiranno le lezioni presso l’Aula “ Capacchione” del rpesidio ospedaliero di Rho.

 

TEMA DEL PRIMO INCONTRO-DIBATTITO:

“LE PATOLOGIE DELLA GLOBALIZZAZIONE”

 

“Globalizzazione” è un termine ormai usato comunemente in ambito economico per indicare la progressiva crescita degli scambi e dei rapporti a livello mondiale. Una fitta rete di relazioni che presenta come principale effetto non solo una significativa convergenza economica e culturale, ma anche una a livello sanitario.

Viaggiare si può infatti tradurre in rapida propagazione di agenti patogeni, tanto che le malattie epidemico-contagiose e infettive sono tornate a ripresentarsi in nuove forme, seppur sempre trasmissibili attraverso i consueti canali uomo-animale-vegetale.

Di questo e di come affrontare in modo chiaro e competente questa situazione si parlerà durante il primo di dieci incontri di cui è costituito il nuovo corso organizzato dalla “Scuola di formazione per la comunicazione in sanità” dal titolo “Le patologie della globalizzazione” che si terrà il 15 Marzo 2017 dalle ore 14.30 alle 18.00 nell’aula V. Capacchione presso il Presidio Ospedaliero di Rho (ASST RHODENSE), in corso Europa 250.

Relatore Roberto Carlo Rossi, Presidente dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Milano e Provincia.

La nuova “Scuola di comunicazione in sanità” è stata voluta e istituita da un comitato formato da Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Milano, ASST Rhodense, Associazione Italiana Giornalismo Responsabile, Associazione Lampada di Aladino, e si pone l’obiettivo di aggiornare, integrare, innovare il rapporto medico-paziente, migliorando le modalità comunicative, l’immagine e la credibilità dell’istituzione sanitaria verso i cittadini, pazienti e non. Il corso, rivolto ai Medici e accreditato ECM, partirà, dunque, il 15 Marzo e proseguirà fino al 25 Ottobre 2017. Si articolerà in 10 incontri con cadenza settimanale di circa 3 ore ciascuno (2,15 h di parte teorica e 40 min. di dibattito che sarà moderato da un giornalista di AIGR). Dopo ogni incontro verrà prodotto un documento che potrà essere portato all’attenzione della Terza Commissione Sanità di Regione Lombardia, affinchè valuti e prenda in considerazione le proposte che pervengono dalla scuola di formazione, sottoscritte da dieci e più esperti.

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Bimbi al sicuro – Come intervenire in caso di soffocamento

Si informa che sul canale YouTube di Regione Lombardia è stato pubblicato il video didattico “Bimbi al sicuro. Come intervenire in caso di soffocamento”, nato dalla collaborazione tra Regione Lombardia e AREU Lombardia per l’attuazione di un più ampio progetto formativo e informativo sul tema della disostruzione delle vie aeree in età pediatrica. Il filmato è dedicato in particolare agli insegnanti delle scuole dell’infanzia (Asili e Asili-nido) oltre che ai genitori dei bambini che le frequentano, ma può avere una più ampia utilità informativa, in quanto illustra come gestire in modo corretto e tempestivo le situazioni di emergenza in cui si verifica un’ostruzione improvvisa delle vie aeree nel bambino con rischio di soffocamento, fornendo importanti indicazioni di primo soccorso su cosa fare (e cosa non fare) nell’attesa dell’arrivo dell’ambulanza.

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PRESENTAZIONE DELLA SCUOLA DI COMUNICAZIONE IN SANITÀ

Il giorno 1 marzo, presso la sala Anzalone dell’OMCeOMI si è svolta la conferenza stampa per la presentazione della “Scuola di comunicazione in Sanità”, organizzata dall’Ordine, ASST Rhodense, Associazione Italiana Giornalismo Responsabile e l’Associazione Lampada di Aladino. Presenti l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera, il presidente dell’Ordine Roberto Carlo Rossi, il direttore sanitario dell’ASST Rhodense Roberto Bollina, il coordinatore della Scuola Martino Trapani e Davide Toniolo rappresentante dell’Associazione Lampada di Aladino.

La Scuola tratterà di comunicazione in vari contesti: globalizzazione della sanità, medicina legale, web e medicina, comunicazione medico-paziente, compreso l’ambito pediatrico  e costituirà per tutti coloro che vi partecipano uno strumento per migliorare la propria professionalità e questa è uno degli obiettivi che il nostro Ordine persegue: AGGIORNAMENTO, FORMAZIONE, PROFESSIONALITA’.  Questi sono gli strumenti per i medici del futuro!!

Dieci incontri da cui scaturirà il “decalogo del buon medico” che sarà presentato alla Commissione Sanità della Regione Lombardia.

“È sempre più impellente che il medico apprenda una comunicazione efficace a completamento dell’atto terapeutico – affermano Martino Trapani e Roberto Bollina che fanno parte del Comitato Scientifico assieme ad altri esperti del mondo medico e della comunicazione specializzata – per un medico infatti risulta particolarmente difficile semplificare non solo la terminologia utilizzata, ma soprattutto l’approccio squisitamente umano al paziente stesso. Il che diventa ancora più complesso nel caso della comunicazione relativa ad esempio a malattie oncologiche o particolarmente gravi. Quello che ci attendiamo da questo corso è non solo di ottimizzare le relazioni con assistiti e famiglie e di aumentare la consapevolezza del paziente, migliorando anche il livello di soddisfazione e l’adesione ai percorsi terapeutici, ma anche di ridurre le controversie medico-legali e la medicina difensiva in generale, contribuendo a prevenire il logorio psico-fisico dei clinici a cui sono sempre più sottoposti”.

L’iscrizione si può effettuare esclusivamente online tramite il sito www.omceomi.it  dell’Ordine Provinciale dei Medici chirurghi e Odontoiatri di Milano.

 

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PROGRAMMA SCUOLA COMUNICAZIONE

LIBRETTO SCUOLA COMUNICAZIONE

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