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Dall’ omceo di milano la guida del giovane medico!!

Dall’ omceo di milano la guida del giovane medico!!

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SEI DOMANDE AL PRESIDENTE DI ORDINE DEI MEDICI PIU’ GIOVANE D’ITALIA

Presidente, appena eletto lei ha dichiarato alla stampa che la sua è una squadra molto giovane…

 E’ vero: ci tengo molto. Il Consigliere più anziano ha 67 anni ed io stesso sono il presidente di Ordine dei Medici più giovane d’Italia, nonostante i miei 48 anni appena compiuti. Ma è un’anomalia tutta italiana: all’estero un quarantottenne sta già raccogliendo i frutti di ciò che ha seminato. Chi è giovane ha freschezza di idee e prontezza di riflessi. A 35 – 40 anni si potrebbe tranquillamente aver già maturato l’esperienza sufficiente per guidare un Ente pubblico complesso come l’Ordine dei Medici di Milano (il secondo in Italia come consistenza)…; e si hanno energie da vendere, che poi cominciano a scemare. Spero davvero che il nostro Paese cambi e che, per il futuro, i giovani abbiano più strada libera e più fiducia.

Lei arriva alla guida dell’Ordine di Milano in piena bufera: in Parlamento si sta discutendo un disegno di Legge che cambia radicalmente e depotenzia il ruolo degli Ordini. Ci vuole spiegare a che cosa servono gli Ordini nell’Italia del terzo millennio?

 

Nella mia idea l’Ordine dei Medici deve tutelare la qualità dell’atto professionale, deve farsi garante nei confronti del cittadino che il Medico che lo sta curando abbia determinati titoli e un determinato curriculum. Per far questo deve certamente cambiare la Legge istitutiva degli Ordini sanitari che è del Quarantasei, ma buttare via il bambino con l’acqua sporca sarebbe un grave errore. Leggo sui giornali che gli Ordini sarebbero addirittura responsabili dell’impoverimento dell’Italia, che la loro abolizione porterebbe ad un aumento del PIL. Sciocchezze! Nella deregulation selvaggia che seguirebbe la cancellazione degli Ordini, il cittadino / paziente  malato è colui che ne subirebbe le maggiori conseguenze negative. La pubblicità sanitaria diventerebbe selvaggia, l’atto medico verrebbe ridotto alla stregua di qualsiasi attività commerciale ed il profitto sarebbe, in ultima analisi, l’unica guida del professionista.

Nell’Italia del 2012, a suo parere, quali sono i problemi maggiori che deve affrontare un Medico o un Odontoiatra neolaureati che si iscrivono per la prima volta all’Ordine?

 

La piaga dei nostri tempi è il precariato. Il Medico, di solito, uno o più lavori li trova, ma sono sottopagati. Ho parlato recentemente con una Collega che prende 7 (sette!) euro lordi all’ora per le guardie svolte presso una casa di cura privata. Una vergogna! Conosco Colleghi che lavorano con incarichi liberoprofessionali presso i Pronto Soccorsi di alcuni grandi ospedali milanesi. E potrei continuare a lungo. Ho provato numerose volte a sensibilizzare le istituzioni su queste tematiche ma fino adesso non si è cavato un ragno dal buco. Tutte le volte che qualche Collega mette per iscritto le condizioni miserrime in cui lavora, magari pagato meno dell’infermiere che è in turno con lui, abbiamo convocato il Direttore Sanitario della struttura e fatto i passi necessari perché queste storture cessino. Tuttavia, è molto raro che i Medici o gli Odontoiatri abbiano il coraggio di mettere nero su bianco queste storie di precariato. La paura di ritorsioni è fortissima. Speriamo che in futuro le autorità regionali e locali cambino atteggiamento e non permettano più situazioni come quelle che ho poc’anzi descritto.

Anche il problema del costruirsi una professionalità, per i giovani, sembra sempre più cogente.

 

E’ vero. All’estero un chirurgo non potrebbe mai specializzarsi senza avere fatto un considerevole numero di interventi come primo operatore. Un cardiologo non potrebbe mai diventare tale senza dimostrare di aver fatto moltissime volte un cateterismo cardiaco, uno studio elettrofisiologico, un’angioplastica… Il fatto che un giovane debba rubare il mestiere ai Colleghi più grandi di lui è un’anomalia tutta italiana che spero di scalfire rinsaldando il rapporto dell’Ordine con l’Università. Anche perché, altrimenti, i nostri laureati sono inevitabilmente destinati a soccombere nel confronto con i Colleghi provenienti da altre nazioni.

In quest’epoca di crisi, non crede che giovani possano avere ulteriori difficoltà, rispetto anche solo a pochi anni fa?

 

Certamente. In realtà penso che nel 2016 – 2017, con l’inizio della “gobba” di uscita dalla professione di molti Medici, alcuni problemi si risolveranno. Ovverosia, dovranno per forza di cose essere abbattute molte incompatibilità e finalmente non ci sarà più il problema della pletora medica. Tuttavia penso che, se non vigiliamo attentamente, si avvantaggeranno di questa situazione solo i Medici più anziani, mentre c’è il rischio che i più giovani vengano sfruttati ancora di più e pagati sempre di meno. Inoltre, non dobbiamo trascurare il fatto che l’avviamento professionale, per coloro che aspirano a lavorare come liberoprofessionisti, è diventato oggi davvero difficile. Di fatto, le famiglie si trovano a coprire le prime spese di coloro che vogliono mettere in piedi uno studio professionale. All’inizio si lavora in perdita e le tariffe professionali che un giovane può esporre sono naturalmente (in media) molto più basse di quelle che può richiedere un professionista anziano. Non parliamo poi di coloro che firmano la Convenzione con il SSN per l’Assistenza Primaria. Se non hanno chi li sostiene, devono per forza aggregarsi a gruppi di Colleghi più anziani, con scarse possibilità di progressione nel numero di cittadini che li scelgono come Medici di Famiglia. Non va meglio per i giovani Odontoiatri. Professionisti ingiustamente additati dalla stampa come ricchissimi e disonesti. Oggi solo i veri benestanti hanno la potenza economica per mettere in piedi uno studio odontoiatrico di un certo livello e con tutte le necessarie garanzie di qualità per il paziente. Altrimenti, anche in questo campo, la soluzione è il limbo del precariato.

Ha citato il rapporto con il SSN. Pensa che nel futuro ci saranno dei cambiamenti nell’assistenza prestata?

 

Credo che il SSN così come lo conosciamo oggi, nel giro di uno o due lustri, sia destinato a cambiare in maniera abbastanza netta. Le regioni non hanno più i denari per sostenere le spese del sociosanitario, spese che molte ricerche danno in forte crescita nei prossimi anni. Questo forse provocherà il ricorso a forme di assistenza privatistica. In ogni caso, il rischio è che il sistema non riesca più a tenere e i finanziamenti provenienti dalle tasse non siano più sufficienti. E’ un quadro a tinte fosche, dove i più deboli economicamente sarebbero inevitabilmente destinati ad avere un’assistenza sanitaria di livello inferiore rispetto ai più abbienti, in maniera simile a quanto avviene attualmente oltre oceano. Speriamo e lavoriamo tutti, invece, per mantenere il SSN universalistico: è una delle ragioni per cui la nostra vituperata sanità, ancora oggi, si colloca sempre ai primi posti nel mondo per livelli di assistenza erogata.

 

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lettera di un giovane medico: è il 2012 l’anno della “Fuga dall’Italia”?

Cari Lettori del Blog “TrapaniMartino”,

di seguito potete leggere la lettera di un nostro collega, laureatosi al Policlinico di Roma. Una lettera che vi chiedo di leggere fino in fondo. Pur nella sua amerezza, regala tanta speranza. Se posso interpetarlo, il messaggio è: “non abbiate paura: andate all’estero, poi tornate per riprendervi ciò che vi spetta di diritto. L’Italia non deve essere più un Paese per baroni, raccomandati e leccapiedi“:

dal BLOG “LA FUGA DEI TALENTI”

Rispondendo alla domanda:

è il 2012 l’anno della “Fuga dall’Italia”? Oppure cominciate a intravedere segnali concreti di speranza, che vi spingono a rimanere e a provarci a scommettere, sul nostro Paese? Per cambiarne radicalmente la mentalità e il modus vivendi/operandi?

Io sono un giovane medico laureatosi pochi anni fa al Policlinico di Roma: dopo la laurea ho concluso l’abilitazione per l’esame di Stato. Dopo due mesi ho provato ad entrare in specializzazione facendo il concorso, che per me è stato molto deludente, in quanto ho provato ad entrare in una specializzazione diversa da quella in cui ho fatto la Tesi. Questo perché,  frequentando il reparto, mi sentivo dire: ”è inutile che provi, quest’anno non entrerai mai”, ”vattene da questo reparto… è meglio”, ” sei figlio di qualcuno?”. Sentirsi dire queste cose è stato veramente un’umiliazione dopo anni di studio , di vita fuori da casa, e di sacrifici fatti per la medicina e per la ricerca.
Dopo aver sostenuto l’esame di specializzazione scritto, in cui ho ottenuto il massimo punteggio 60/60, ho fatto l’esame pratico, e proprio in quel momento mi sono reso conto che il punteggio sarebbe stato a discrezione dei professori della specializzazione –  dato che sono loro a correggerlo e non una commissione nazionale. Ma di pratico questo esame ha ben poco.
Dopo aver fatto l’esame è passata una settimana: il mio punteggio finale non è bastato per entrare in specializzazione, anche perché i titoli che avevo non erano correlati a quella specializzazione: questa per me è un’assurdità. Come può un medico che studia e frequenta farsi un’idea certa sul suo futuro lavoro? Questo dovrebbe avvenire dopo la laurea: in Inghilterra funziona proprio così. Dopo esserti laureato inizi il Foundation Programme che dura due anni e che ti permette di lavorare in vari reparti  del sistema sanitario nazionale, facendo delle rotazioni che -se non sbaglio- durano quattro mesi. Lavorando veramente e non “frequentando solo per farti vedere dal professore”, acquisisci una maggior consapevolezza su quale possa essere la vera specializzazione da intraprendere. E sicuramente ti ritrovi delle conoscenze e abilità di altre specialità anche diverse fra loro.
Un’altra pecca molto grave della formazione post-laurea italiana per un giovane medico è l’obbligo di intraprendere una specializzazione in un policlinico universitario: ovvero, le specializzazioni possono essere espletate solo all’università e non in ospedali del sistema sanitario nazionale… ma per quale motivo? Naturalmente negli altri Paesi europei non è così, in quanto la specializzazione si espleta direttamente in ospedali collegati con le università, ma non necessariamente università.
Questo meccanismo ha portato al baronaggio e ad accentrare i poteri nelle mani dei soli professori delle università di Medicina, togliendo -di fatto- a molti qualificatissimi medici specialisti la possibilità di poter insegnare ai nuovi futuri medici. I quali, entrando in specializzazione si ritrovano a dover imparare da soli o a dover seguire i consigli e i comandi di specializzandi che sono anch’essi giovani medici.
Naturalmente tutte le cose che ho detto non sono valide per coloro che hanno una “raccomandazione”, che permette loro di essere accettati e di poter proseguire il percorso di studi. Perchè purtroppo è questa la via per coloro che vogliono intraprendere una specialità.
In Italia è questa la strada per ogni cosa, avere conoscenze che contano ed avere un’indole da leccapiedi non indifferente: cosa che io non ho per niente (non so se sia una sfortuna o un pregio), ed è per questo che da un anno lavoro nel precariato più totale, dato che trovare un lavoro come medico senza specializzazione è pressoché impossibile o quasi.
Ora attendo che venga pubblicato il bando per il nuovo concorso: nel frattempo studio e mi dedico a lavori part-time veramente malpagati. Inoltre imparo in privato l’inglese, per poter avere dei vantaggi quando il prossimo anno andrò all’estero per poter continuare a studiare e finalmente a lavorare.
In questo periodo di tempo sto vagando su internet per farmi un’idea sulle specializzazioni negli altri Paesi europei e mi sto rendendo conto che la formazione dell’università che ho frequentato è ridicola in confronto alla formazione delle altre università europee. Per fare l’application form (ovvero la domanda per la candidatura) ti richiedono cose a cui noi non siamo per niente preparati, come certificazioni su abilità pratiche acquisite e articoli di ricerca con il proprio nome – che io non ho avuto mai l’onore di avere, pur avendo contribuito innumerevoli volte con il mio lavoro a ricerche (ma naturalmente i nomi negli articoli erano del professore e di coloro che sono “qualcuno”, pur non avendo mai fatto qualcosa per quella ricerca).
Purtroppo è così: un giovane medico in Italia lavora gratis, fa ricerca, e se non è raccomandato gli viene detto ”vai a fare un altro lavoro che per te qui non c’è posto, non c’è posto neanche per noi”.
Mi sento di dire -come giovane medico che ha fatto tanti sacrifici- che il prossimo anno, a malincuore, andrò in un altro Paese europeo, per cercare di continuare la mia formazione professionale dignitosamente, lontano da un sistema sanitario Italiano gerontocratico, fondato sulle conoscenze e sulle simpatie e non su principi scientifici e morali ai quali ritengo di appartenere. 
Infine vorrei rispondere alla domanda: 2012 fuga dall’Italia ? Per me dovremmo farci rispettare molto di più, dovremmo avere più volontà di spingerci oltre senza l’ausilio dei baroni  medici che hanno portato un’arte nobile come quella della medicina a decadere, sporcata dal lucro e dai favoreggiamenti. Ma mi sembra una cosa molto difficile da fare, dato che l’Italia è il Paese più vecchio al mondo. Di anziani baroni ce ne sono troppi, sia in politica che nella medicina, ma nutro forti speranze per il futuro perché leggendo gli articoli di questo sito intravedo un movimento attivo che non vuole certo cadere negli errori dei nostri predecessori.
Quindi per me la domanda dovrebbe essere: 2012, l’anno della fuga dall’Italia per tornare e riprenderci ciò che ci spetta di diritto?”


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IL CERTIFICATO PER LA PATENTE DI GUIDA: STRUMENTO DI SANITA’ PUBBLICA O OCCASIONE DI AUMENTO DEL RISCHIO PROFESSIONALE?

CONVEGNO: IL CERTIFICATO PER LA PATENTE DI GUIDA: STRUMENTO DI SANITA’ PUBBLICA O OCCASIONE DI AUMENTO DEL RISCHIO PROFESSIONALE?

RISERVATO SOLO AGLI ISCRITTI DELL ORDINE DEI MEDICI DI MILANO

Convegno ECM – 19 novembre 2011 Sala S.Ambrogio  p.zza S.Ambrogio 15   Milano

Responsabile scientifico Dott.ssa Maria Grazia Manfredi

 

 

 

 

 

 

 

8,30 -9,00       Registrazione dei partecipanti

9,00-9,20        Breve introduzione sulla normativa

(Dott. Roberto Carlo Rossi –Vicepresidente Ordine dei Medici di Milano e Provincia)

9,20-9,40        Il MMG e la certificazione per l’idoneità alla guida: dal certificato anamnestico a quello dei precedenti morbosi      (Dott.ssa Rita Cambieri – MMG)

9,40 –10,00     L’anziano alla guida: il contributo del  medico curante

(Dott. Antonio Vitello- Medicina Legale ASL Milano)

10,00-12,00    Patologie che controindicano o che rendono pericolosa la guida:

–       Patologie cardiovascolari                     (Dott.ssa Eleonora Tobaldini – Osp Sacco)

–        Sindrome delle apnee notturne            (Dott.Arnaldo Andreoli – Osp Sacco)

–       Diabete mellito e sue complicanze        (Dott.ssa  Milena Muratori – Osp Sacco)

–       Patologie di interesse psichiatrico e assunzione di sostanze psicoattive

(Dott. Costanzo Gala – Osp S Paolo)

–     Alcol e guida                             (Dott. Liborio Pagliaro NOA –ASL Milano)

–     Epilessia                                   (Dott. Fabio Minicucci –Osp S Raffaele)

12,00-12,20    La gestione del rischio nella certificazione medica

(Prof. Umberto Genovese- Medicina legale Università degli Studi di Milano)

12,20-12,30    Conclusioni e compilazione del questionario ECM

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Professione medico il futuro e’ nella formazione e nel ricambio generazionale

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RIVISTA DEI GIOVANI MEDICI

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PRESENTAZIONE DEI GIOVANI MEDICI

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Project manager: un nuovo ruolo ed un metodo

Il Project Management rappresenta l’insieme delle “regole” che un’organizzazione individua per identificare in maniera strutturata le attività di un progetto. Tali regole consentono di limitare il rischio di non raggiungere gli obiettivi prefissati, anche in un contesto, come quello progettuale, caratterizzato da un grado di imprevedibilità che varia a seconda della tipologia e dell’ambito in cui si opera.  

Assume un ruolo chiave il Project Manager, primo responsabile del raggiungimento degli obiettivi progettuali. Un compito non semplice poiché si richiedono doti aggiuntive: abilità organizzativa, capacità di comunicazione, metodo nell’ individuare possibili situazioni rischiose e attitudine al problem solving” dichiara tra i relatori il Dott. Emilio Scalise medico Project manager certificato presso l’Istituto italiano di Project Management, aggiungendo:”il Project Manager deve possedere sia metodo che rigore, compresa una buona dose di creatività per poter affrontare gli imprevisti connaturati ad ogni progetto. In particolare deve essere in grado di evidenziare comportamenti “contrari” al successo del progetto”.

Chi lavora in sanità, conosce il significato dei progetti obiettivo, non solo organizzativi ma anche clinico- assistenziali. I diversi Piani sanitari nazionali e regionali, contemplano progetti che inevitabilmente, coinvolgono la collaborazione di diversi professionisti sanitari come attori del raggiungimento dell’obiettivo atteso. Quanti insuccessi possono essere attribuibili ad una cattiva gestione di processo?

“I giovani medici hanno un’opportunità di arricchire le proprie competenze cliniche per poter lavorare in staff, in gruppi di lavoro con risultati di successo, requisito essenziale nella medicina moderna” ribadisce il Dott. Martino Massimiliano Trapani, VicePresidente nazionale Segretariato Giovani Medici ed aggiungendo: “E’ un titolo che può fornire  nuove opportunità di lavoro nelle Aziende sanitarie.”

Presso la propria sede, l’Ordine dei Medici-chirurghi di Roma il 17 novembre p.v. approfondirà questi aspetti con un corso di aggiornamento gratuito, nella consapevolezza che il Project manager rappresenta un nuovo ruolo e contemporaneamente un metodo per il Dirigente medico, da tenere in considerazione per le inevitabili ripercussioni positive nell’attività sanitaria quotidiana.

Corso di  Aggiornamento Gratuito

Project manager: un nuovo ruolo ed un metodo
di lavoro per il Dirigente medico
 

Martedì 17 Novembre 2009  Ore 17.00/19.00

Sala Conferenze Ordine di Roma Via A. Bosio 19/a  (Angolo G.B. De Rossi)

Per iscriversi al congresso inviare un email con i propri dati anagrafici alla segreteria organizzativa

Segreteria Organizzativa:

Emilio Scalise                                               Martino Massimiliano Trapani
esgs@libero.it                                                 trapanimartino@yahoo.it

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GIOVANI MEDICI (SIGM) : FAZIO, LEGARE SCUOLE SPECIALIZZAZIONE AL FABBISOGNO

31-10-2009    SIGM



Ecco le
proposte dei Giovani Medici Italiani riuniti nella Conferenza nazionale di Roma


ROMA. Alla Conferenza Nazionale del SIMG, Segretariato Italiano Giovani
Medici, l’intervento del viceministro alla salute Ferruccio Fazio si
concentra sulla necessita’ ‘di legare maggiormente le scuole di
specializzazione al fabbisogno’. Un aspetto che si e’ un po’ perso col
tempo, ha commentato Fazio, ‘bisognera’ prevedere una maggiore aderenza
delle richieste regionali e rivedere le tipologie delle scuole.Cosi’ le Regioni finanzieranno solo quelle di sicuro interesse’, ha
dichiarato il viceministro. ‘Il gioco di squadra e’ importante e
dobbiamo attivarlo negli ospedali’, ha ricordato Fazio alla platea dei
giovani medici, ‘indirizzarci verso ospedali tecnologici con team
multidisciplinari, ridurre la tendenza ospedalocentrica, indirizzarsi
verso ricoveri brevi. La medicina non e’ solo cambiata ma sta cambiando
– ha dichiarato concludendo il suo intervento alla Conferenza – Voi
siete il futuro e vogliamo inserirvi in questo cambiamento’.(AGI)


“Chiediamo l’istituzione di un apposito
tavolo tecnico interministeriale (MIUR, Ministero Lavoro, Salute e Politiche
Sociali) che affronti una volta e per tutte la riorganizzazione e le
razionalizzazione del sistema formativo professionalizzante postlauream del
giovane medico nel quale siano attivamente coinvolti tutti i soggetti
competenti: CRUI, Conferenza dei Presidi, la FNOMCeO e le Associazioni di
categoria. – afferma il Presidente del SIGM, Walter Mazzucco – Chiediamo,
altresì, che si proceda alla definizione ed applicazione delle Riforme
secondo un programma definito, per non lasciare nel limbo i circa 8000
giovani medici che aspirano nel corrente anno accademico ad accedere alla
specializzazione – concludono Martino Trapani, Marco Mafrici e Francesco
Macrì, del Comitato Organizzatore”.

Di seguito le proposte avanzate alla presenza del Vice Ministro della Salute,
Prof. Ferruccio Fazio, che è intervenuto alla Conferenza.

1) Definire con urgenza la data del Concorso per l’accesso alle scuole di
specializzazione di area sanitaria per il corrente A.A. 2009/2010. Diploma di
laurea abilitante, sul modello delle professioni sanitarie, calendarizzazione
del Concorso di accesso alle scuole di specializzazione espletato con
graduatoria unica nazionale, con inizio delle prove a novembre e delle
attività a gennaio, a partire dall’A.A. 2009/2011.

2) Allargare la rete formativa del giovane medico al territorio ed alle
strutture ospedaliere.

3) Riconoscimento degli anni di specializzazione, se caratterizzati da
produzioni scientifiche impattate e certificate, ai fini dell’accesso alla
dirigenza medica ed al ruolo di ricercatore. Valutazione e monitoraggio degli
standard formativi delle scuole di specializzazione ad opera degli
Osservatori Regionali della formazione medico specialistica.

4) Inquadramento dei medici in formazione in unica cassa previdenziale ENPAM.

5) Aumento del contingente di posti di specializzazione per far fronte al
turn over generazionale che nel 2020 registrerà il pensionamento di 70 mila
medici.

6) Limitare il fenomeno del precariato a cui sono sottoposti i Giovani Medici
negli Ospedali e nel Territorio.

Programma reperibile su www.giovanemedico.com,
www.sims.ms, www.giovanimedici.com

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Giovani medici a confronto: meno politica e più merito nella Sanità del futuro

 

ROMA. Meno politica e più Merito nella Sanità del
futuro: questo il filo conduttore della Conferenza Nazionale Programmatica
del Segretariato Italiano Giovani Medici (SIMG), l’Associazione Italiana dei
Giovani Medici che si apre oggi a Roma, a partire dalle 15, nella Sala
Conferenze della Fondazione EMPAM.
E’ un settore molto ampio quello dei giovani medici italiani: 23 mila quelli
in formazione specialistica, 1.500 in formazione specifica di medicina
generale, diverse migliaia i medici impegnati nella ricerca: di questi ogni
anno si avviano all’esercizio della professione circa 8.000 specialisti, 500
specialisti in medicina generale, che si aggiungono alla fetta di precariato
che si va sempre più ingrossando. Basti pensare a titolo esemplificativo che
meno dell’1% dei medici di medicina generale titolari hanno età inferiore ai
40 anni! Tutto ciò in un contesto variegato di Regioni virtuose e di altre
costrette ad attenersi ad incontestabili Piani di rientro, in un contesto
assistenziale che si apre alla sfida della Medicina Globale e del Governo
Clinico.
Il SIMG in qualità di realtà associazionistica si prefigge di portare a
sintesi e presso le istituzioni competenti le istanze dei giovani medici-chirurghi
italiani (specializzandi, specialisti ospedalieri e libero professionisti,
ricercatori, medici in formazione specifica di medicina generale, ecc.).
A Roma i delegati delle sedi SIGM si incontreranno per affrontare in presenza
delle istituzioni governative, politiche e accademiche le principali
tematiche di attualità per la categoria. Tra queste: concorso e diritto di
accesso alle scuole di specializzazione, formazione medico specialistica,
formazione e status del medico in formazione specifica di medicina generale,
accesso dei giovani medici alla ricerca, semplificazione burocratica e
normativa, accesso al mondo del lavoro e tutela previdenziale, criteri di
selezione per l’accesso al ruolo di dirigente medico.
“Il SIGM vuole rappresentare un movimento di pensiero che rinnovi nello
spirito la medicina Italiana, oltremodo condizionata da interferenze esterne,
in primis dalla politica e dal sindacalismo. – afferma Walter Mazzucco,
Presidente Nazionale del SIGM.- Il Giovane Medico prima ancora di affacciarsi
alla professione, inoltre, si trova ad affrontare i disservizi connessi ad
una deriva burocratica il cui emblema è l’esame per l’accesso alle scuole di
specializzazione, espletato con ritardi non degni di un Paese Civile negli
ultimi 5 anni accademici. Inoltre, i Giovani Medici sono le vittime
sacrificali tanto della mancata valorizzazione del criterio meritocratico in
ambito di selezione della dirigenza medica, quanto dello stato di precariato
in cui versano, per non parlare dell’assenza di garanzie per il loro futuro
previdenziale”.
“L’impegno dell’Associazione è volto a non far disperdere le motivazioni
iniziali che hanno indotto i giovani ad intraprendere il lungo percorso
formativo della medicina, salvaguardando l’attenzione alla cura della persona
globalmente intesa, prima ancora che al paziente-utente.” – sottolineano dal
Comitato Organizzatore della Sede SIGM di Roma, composto da Martino Trapani,
Marco Mafrici e Francesco Macrì. – Vogliamo creare i presupposti per superare
gli steccati posti dalla ultraspecializzazione e dalla mancanza di una
cultura di sistema e di rete, criticità queste che producono quotidianamente
carenze, disservizi e spreco di risorse”,

Programma reperibile su www.giovanemedico.com, www.sims.ms,
www.giovanimedici.com

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Roma, 30 ottobre- 1° novembre: Congresso Nazionale SIGM, “Il ruolo del Giovane Medico nel SSN: meno politica e più merito nella Sanità del futuro”

 
Il 3031 ottobre e il 1° novembre  si svolgerà a Roma il Congresso Nazionale SIGM su: “Il ruolo del Giovane Medico nel SSN: meno politica e più merito nella Sanità del futuro”. L’obiettivo è quello di promuovere un movimento culturale e di pensiero finalizzato a: 1) dare un contributo qualificante alla formazione dei giovani medici, ai profili etici e sociali della professione medica, alla crescita intellettuale, professionale, deontologica delle nuovi classi mediche; 2) preservare le motivazioni iniziali che hanno indotto i giovani a intraprendere il lungo percorso formativo della medicina, salvaguardando l’attenzione alla cura della persona globalmente intesa, prima ancora che al paziente-utente; 3) creare i presupposti per favorire il dialogo tra medicina universitaria, ospedaliera e territoriale, superando gli steccati posti in essere  dalla ultraspecializzazione e dalla mancanza di una cultura di Sistema e di rete che quotidianamente produce carenze, disservizi e spreco di risorse.
L’evento potrà vantare la partecipazione di relatori di alto profilo professionale.

Per informazioni: Segretariato Italiano Medici e Specializzandi – recapiti tel. 3382166287 – 3483644406 – 3294191718 (dottori: Martino Trapani,Francesco Macrì, Marco Mafrici) – e-mail: simsroma@yahoo.it
 

 
 
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«Noi, ragazzi segregati nei college per evitare il contagio»

La nuova influenza A Londra né piscina né uscite serali. Il ministero del Welfare: consultare il medico prima di partire

«Noi, ragazzi segregati nei college per evitare il contagio»

LONDRA – «Da qui non si esce, giriamo col sapone antibatterico e ci
laviamo le mani venti volte al giorno». In vacanza con la nuova
influenza. Sedici anni, milanese, Gilberto è uno dei 160 ragazzi
italiani arrivati il 6 luglio a Birmingham per un soggiorno studio alla
Aston University. Qui si sono registrati due dei 48 casi di sospetta
influenza A tra gli italiani in Gran Bretagna. «Per il primo l’ ipotesi
ormai è scartata – spiega al Corriere Martino Trapani, medico dello
staff che ha accompagnato gli studenti – e il secondo è in isolamento,
si tratta di una ragazza di sedici anni che terremo sotto controllo
fino a domattina (oggi per chi legge, ndr). Se a 48 ore dall’ insorgere
dei sintomi la febbre persiste, dobbiamo avvertire un medico britannico
che prescriva il ciclo di Tamiflu; non possiamo portare i casi sospetti
in ospedale, per evitare di contagiare pazienti con altri problemi. La
situazione è sotto controllo, abbiamo spiegato ai ragazzi come
cautelarsi e loro sono tranquilli». Valentina, 17 anni, di La Spezia,
la prende con filosofia: «Cerchiamo di vivere quest’ esperienza con
serenità». Più pragmatico Danilo, che arriva dalla provincia di Fermo:
«L’ importante è evitare i luoghi affollati, vorrei tranquillizzare i
miei genitori in Italia». E c’ è chi s’ ingegna, come Diego, ultimo
anno del liceo scientifico di Mondragone, provincia di Caserta: «Ho le
mie posate personali, evito di toccare le porte con le mani o i
pulsanti in ascensore». Pranzo e cena in piccoli gruppi per ridurre al
minimo il rischio di contagio, niente piscina perché in acqua il virus
contenuto nelle goccioline di tosse e starnuti si trasmetterebbe
subito. Banditi Harrods, Torre di Londra e metropolitana nelle ore di
punta per i 25 allievi della scuola media Fabrizio De André di
Peschiera Borromeo, provincia di Milano, che dal 5 luglio studiano con
21 coetanei di San Giuliano Milanese al King’ s College di Hampstead,
Londra, da dove ripartiranno domani. «Dei nostri, 19 hanno presentato
sintomi riconducibili alla nuova influenza, uno è in profilassi – dice
la professoressa della De André Rita Vecchio -. I primi sei sono
guariti con semplici antipiretici, gli altri hanno preso il Tamiflu.
Nel secondo gruppo due ragazzi sono sotto terapia e tre in profilassi.
È difficile distinguere la semplice influenza dalla nuova poiché i
sintomi sono gli stessi e qui non fanno il tampone faringeo, quello che
impressiona è la velocità del contagio. Il problema è stato trovare un
medico, il sistema è in tilt». Casi sospetti tra italiani sono stati
segnalati anche a Oxford e Norwich. Il nostro ministero del Welfare
invita a consultare il medico prima di partire per l’ estero. «Ci sono
60 milioni di persone terrorizzate», ha detto Laurence Buckman dell’
Associazione Medici britannici. Sono 55 mila i nuovi casi nell’ ultima
settimana, 29 le morti ricondotte al virus H1N1 (sempre accompagnato da
altre patologie). Ieri il quotidiano Evening Standard ha riportato la
storia di Ruptara Miah, 39 anni, originaria del Bangladesh morta lunedì
al Whipps Cross Hospital. Aveva appena partorito, il bambino è in
terapia intensiva. Maria Serena Natale

Natale Maria Serena

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(18 luglio 2009) – Corriere della Sera

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Se qualcuno pensa di fare il medico in AUSTRALIA

Se qualcuno pensa all AUSTRALIA a questo indirizzo web troverà le info
sull’ equipollenza dei titoli stranieri verso quelli australiani sia a
livello di medico di base che a quello specialistico (c’e’ scritto
quali procedimenti bisogna avviare per la parificazione dei titoli
stranieri)

http://www.amc.org.au/home.asp

al
sottostante indirizzo invece ci sono info da parte di un sito che si
propone di aiutare e fornire asistenza ai medici e specialisti che
vogliano venire a lavorare in Australia e in Nuova Zelanda con relativi
stipendi e detrazioni tasse:

http://www.imrmedical.com/home.htm

per
le singole specialita’ invece bisogna fare una ricerca sui siti degli
ospedali delle rispettive citta’ nelle quali si intende specializzarsi
e li’ si trovano info dettagliate sulle specialita’ disponibili, sui
programmi e la durata.

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TELEGIORNALE CORSO ERICE- SICILY “GESTIRE L’ OSPEDALE”

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Fare il medico in Inghilterra

Medici nel Regno Unito

di Bernd Faas

Il sistema sanitario
inglese (National Health System – NHS), trascurato per molti anni dal
governo, ha visto negli ultimi tempi forti investimenti statali.
Intanto i medici che si sono laureati, non sono sufficienti a coprire
tutti i posti vacanti. Di conseguenza gli ospedali si sono mossi
all’estero per trovarli. Con grande successo: oggi, tra Dover e
Inverness, lavorano numerosi medici provenienti da tutta Europa, ma
anche dall’India, dall’Africa del Sud e da altre ex-colonie inglesi.
Sono occupati sia nel praticantato sia come medici di base e
specializzati.

La situazione, che due-tre anni fa era
estremamente favorevole a chi faceva domanda, al momento è cambiata:
esiste un’alta concorrenza, in particolare per i posti nel praticantato
mentre per i medici di base è meno agguerrita. Tuttavia ci sono ancora
interessanti possibilità.

La domanda può essere presentata sia
tramite un’agenzia di collocamento privata sul posto, servizio gratuito
per i giovani medici, sia rivolgendosi direttamente agli ospedali
inglesi (NHS Trust), le cui inserzioni vengono pubblicate sul British
Medical Journal (BMJ).

Nel primo caso tenete conto di circa 6
mesi di attesa, mentre nel secondo le cose vanno più veloci. Per
informazioni ci si può eventualmente rivolgere anche al servizio di
collocamento europeo Eures nella propria regione.

I documenti
necessari per la domanda sono il curriculum vitae e delle referenze
(INDISPENSABILI !), ad es. di medici con cui si è già collaborato, il
tutto ovviamente tradotto in inglese. Per sapere se si è stati ammessi
al colloquio di selezione, è sempre meglio telefonare qualche giorno
dopo la “closing date”, data ultima per l’inoltro della domanda. Se si
è sulla “short list”, allora il primo passo è fatto.

Passiamo al
colloquio nell’ospedale, che viene tenuto dal primario del reparto in
cui si vorrebbe essere inseriti. Le domande vertono sulle motivazioni e
sulle precedenti esperienze lavorative. Di solito la decisione se
accettare o meno il candidato viene presa subito.

Prima di
iniziare il lavoro nel Regno Unito, un Junior house officer (JHO), o
Pre-registration officer (PRHO) o House officer (HO) – questi sono gli
appellativi con cui si designa il medico che fa praticantato – deve
avere una registrazione temporanea presso il General Medical Council di
Londra.

Bisogna presentare gli originali e la traduzione
autenticata del permesso ad esercitare, del diploma di laurea, la carta
d’identità o il passaporto. Il tempo di evasione di questa domanda è di
circa 2 settimane; senza questa registrazione non si può lavorare, ma
poi non si hanno più limiti burocratici.

Il periodo di tirocinio
è di 18 mesi, ed è necessario cambiare ospedale in quanto il posto di
solito viene assegnato per 6 mesi. I reparti in cui si lavora sono
quelli di medicina interna o chirurgia e si è inseriti in un team
guidato dal primario (consultant), da uno specialista (senior o
specialist registrar) e da un assistente (senior house officer).

Nell’ambito
della chirurgia si è direttamente sotto la responsabilità del primario;
tra i compiti ci sono quelli di riferire al primario i dati dei
pazienti, ordinare le analisi, raccogliere i risultati, organizzare le
terapie.

Vengono poi tenute lezioni teoriche settimanali in diverse specializzazioni ed incontri per discutere i diversi casi clinici.

Il
sevizio di pronto soccorso “First on call”, consiste nel seguire le
urgenze in entrata, spesso contemporaneamente al normale lavoro.
Nell’ambito del servizio di pronto soccorso “the second on call”,
invece, ci si occupa dei pazienti in reparto.

Infine, se si
riesce a diventare “Senior house officer” in chirurgia, si hanno grosse
possibilità di effettuare operazioni chirurgiche autonomamente e quindi
maggiori possibilità di ottenere l’autorizzazione all’esame di
specializzazione.

Se nella chirurgia è necessaria velocità di
azione, nella medicina interna i tempi di riflessione sono più lunghi,
si ha maggiore contatto con il primario, compreso il “bedside teaching”.

Anche
qui, come in chirurgia, quando si è di turno al pronto soccorso, è
indispensabile far ricontrollare le proprie diagnosi ad un medico più
esperto. La collaborazione dei colleghi e del personale infermieristico
è un elemento fondamentale.

Il “Junior house officer” lavorerà
in particolare a stretto contatto con la “ward-clerk”, segretaria di
reparto, che si occupa della trascrizione di tutti i dati e della
burocrazia collegati ad una degenza.

Dati generali del praticantato

Orario lavoro

C.
40 ore settimanali, dalle 9 alle 17, a cui aggiungere il servizio di
pronto soccorso e i turni di notte (che dipendono dal contratto e
dall’ospedale). Di solito un Junior House Officer fa pronto soccorso
ogni 5 gg. Durante le sostituzioni per ferie questi turni raddoppiano.

Stipendio

Indicativamente
dalle 19.000 sterline lorde, a cui sono da aggiungere le indennità per
le sostituzioni per ferie e i turni di notte.

Alloggio

Generalmente
l’ospedale mette a disposizione un alloggio gratuito all’interno dello
stesso impianto ospedaliero. Spesso lo si condivide con altri JHO.

Ferie

12-14 gg. ogni 6 mesi

Contratto

Di solito la durata è di 6 mesi.

Indirizzi utili:

General Medical Council – GMC

178, Great Portland Street

London W1N 6JE

Tel.: 0044 (0)20 7580 7642

Fax: 0044 (0)20 7436 1383

http://www.gmc-uk.org

British Medical Association – BMA

BMA House, Tavistock Square

London WCIH 9JP

Tel.: 0044 (0)20 7387 4499

info.web@bma.org.uk

http://www.bma.org.uk/

“British
Medical Association” è l’associazione professionale per medici e
rappresenta tutte le specializzazioni. Tra i 130.000 membri ci sono
anche 14.000 studenti di medicina. Offre una variegata gamma di
servizi, inclusa la consulenza per tutte le questioni riguardanti il
lavoro. Nel settimanale si trovano moltissimi annunci di lavoro.

National Advice Centre for Postgraduate Medical Education

PO Box 2516, St James House

Bristol BS2 2AA

Tel.: 0044 (0)117 915 7069

nacpme@nhscareers.nhs.uk

http://www.nhscareers.nhs.uk/nacp

me/

NACPME è un servizio informativo per medici proveniente dall’estero che vogliono formarsi oppure lavorare nel Regno Unito.

Riviste:

British Medical Journal

http://www.bmj.com

http://www.bmjcareers.com/juniorcomp

British Journal of General Practice

http://www.rcgp.org.uk

Hospital Doctor

http://www.hospital-doctor.net

Siti utili:

http://www.jobs.nhs.uk

Posti di lavoro nel servizio sanitario inglese.

http://www.nhscareers.nhs.uk

Informazioni dettagliate sulle opportunità di lavorare nel servizio sanitario inglese.

http://www.wales.nhs.uk

Posti di lavoro nel servizio sanitario del Galles.

http://www.bmjcareers.com

Copre
tutte le specializzazioni della professione medica; circa 1650 offerte
all’inizio novembre; ricerca per località, professione e keyword;
domanda tramite email direttamente all’agenzia oppure datore di lavoro;
è necessario registrarsi per inserire il CV.

http://www.thelancet.com

Per
medici generali e specialistici; circa 70 offerte di lavoro all’inizio
novembre; ricerca per specializzazione e keyword; descrizione
dettagliata con indirizzo di contatto in ogni offerta.

http://www.jobsinhealth.co.uk

Copre
tutto il settore della sanità; circa 500 offerte all’inizio novembre,
da infermiere a medico specialista; ricerca per località, professione e
keyword; domanda tramite email direttamente all’agenzia oppure al
datore di lavoro; è necessario registrarsi per inserire il CV.

http://www.medic8.com/medicaljobs.htm

Portale in lingua inglese su tutti gli aspetti della sanità.

Royal College of General Practitioners

http://www.rcgp.org.uk

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