Articoli con tag: MARTINO MASSIMILIANO TRAPANI

Dall’ omceo di milano la guida del giovane medico!!

Dall’ omceo di milano la guida del giovane medico!!

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la rabbia dei giovani medici “noi mai in sala operatoria”- IL GIORNALE 15-01-2013

la rabbia dei giovani medici "noi mai in sala operatoria"- IL GIORNALE 15-01-2013

la rabbia dei giovani medici “noi mai in sala operatoria”- IL GIORNALE 15-01-2013

la rabbia dei giovani medici "noi mai in sala operatoria"- IL GIORNALE 15-01-2013

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Sportello giovani medici all’ ordine dei medici di milano per essere piu’ vicino alle esigenze dei giovani colleghi

SPORTELLO GIOVANI MEDICI

 

Per un Ordine sempre più vicino alle esigenze dei giovani colleghi

 

Consapevoli delle difficoltà che i neo-laureati incontrano all’inizio della loro carriera professionale, il Consiglio dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Milano ha deciso l’attivazione di uno “sportello” dedicato ai Giovani Medici. “Per un Ordine sempre più vicino alle esigenze dei giovani colleghi”, commenta Martino Trapani, a cui sarà affidata in via principale tale consulenza. . I giovani medici sono coloro che risentono più di altri della crisi contingente e che, con grande difficoltà, riescono ad entrare nel mondo del lavoro, con tutte le conseguenze del caso: incertezze nella sfera privata, mancanza di progettualità e crescita professionale, problemi nella maturazione della pensione. Saranno offerte consulenze (ovviamente gratuite) su sbocchi professionali, primi passi nella professione, contratti di formazione, assunzioni, tematiche amministrative, diritti e doveri, etc. Ricordiamo che lo “sportello” si affianca agli altri servizi già offerti dall’Ordine dei Medici di Milano agli iscritti, giovani e non: uno “sportello” di consulenza legale, uno di consulenza fiscale, uno dedicato alle pari opportunità e a Colleghe in gravidanza e puerperio, uno dedicato alla Continuità Assistenziale nonché uffici e Consiglieri esperti in tematiche ENPAM e previdenziali in genere, in tematiche proprie della Dirigenza Medica o della Medicina Convenzionata. Lo sportello dei Giovani Medici è attivo il martedì dalle 14,00 alle 16,00. Come per gli altri servizi offerti dall’Ordine di Milano, gli iscritti dovranno chiedere un appuntamento chiamando allo 02.86.47.11 o mandare un e-mail: info@omceomi.it.  Ricordiamo che la sede dell’ Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri è a Milano in Via Lanzone n. 31.

http://www.omceomi.it/Home/BollettinoNewsletter/ArchivioNewsletter/2012_15/giovanimedici.aspx

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Casting Mediaset per laureati per la trasmissione televisiva “Il Braccio e la mente” su canale 5

Ricerca concorrenti per la trasmissione televisiva “Il braccio e la mente” in onda su Canale 5 a partire dal 7 maggio. 

Cerchiamo persone laureate e diplomate, appartenenti ad albi professionali, disposti a mettersi in gioco tra prove di cultura generale e prove di carattere fisico.

Il programma andrà in onda nella fascia preserale al posto del game show  “The Money Drop”  e sarà condotto da Flavio Insinna.

Per contattarci e mandare la propria candidatura scrivere a: concorrenti@vivilavita.tv o chiamare il numero 0645504146, specificando di appartenere ad ordini professionali.

 

 

 

 

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LETTERA APERTA DEI GIOVANI MEDICI ITALIANI ALL’ITALIA IN CRISI

Cari colleghi,

pubblichiamo la “LETTERA APERTA DEI GIOVANI MEDICI ITALIANI ALL’ITALIA IN CRISI” (scarica la lettera) inviata all’attenzione di

Presidente della Repubblica

Presidente del Consiglio dei Ministri

Presidente del Senato

Presidente della Camera

Ministro della Salute

Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Il Segretariato Italiano Giovani Medici, credendo che le richiamate parole di affetto e stima, rivolte ai giovani dal Presidente del Consiglio dei Ministri nel momento di maggior difficoltà del Paese, fossero la puntuale descrizione della terapia d’urto da attuare per curare la nostra Italia, non può credere né accettare che chi è chiamato al Governo del Paese voglia lasciarsi sfuggire il proprio capitale più prezioso.

I giovani rappresentano il futuro. Un Paese che non investe e non tutela i suoi giovani, ma li lascia andare via è un Paese destinato ad estinguersi.

I Giovani Medici Italiani

Segretariato Italiano Giovani Medici (SIGM)

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Vota il sito TRAPANIMARTINO su net-parade !!!

Caro Visitatore,

Ti chiedo gentilmente di  votare IL SITO TRAPANIMARTINO, SU NET-PARADE!!!

E’ FACILE E VELOCE!!!

grazie mille                                          PER VOTARE CLICCA QUI !!

Il sito “TRAPANIMARTINO” nasce per informare i colleghi medici e le persone, con le notizie sulla medicina, e non solo, lette e riadattate, tratte dalla lettura di riviste scientifiche nazionali ed internazionali, ma anche da altri Blog e riviste on-line. Curato da Martino Massimiliano Trapani

 

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Buon Natale e Felice Anno Nuovo a tutti !!!

Da Martino Massimiliano Trapani

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Medici, precari e anche a stipendio ridotto

All’ Umberto I sono 300. «Lavoriamo come gli altri, interi reparti si reggono su di noi»

Sono gli «indignati», pacifici, del Policlinico. Anestesisti, radiologi, pediatri. Professionisti di primo livello, con una ventina d’ anni di esperienza sulle spalle, tra Università, specializzazione, i primi contratti. E che, oggi, alla soglia dei quarant’ anni, si ritrovano ancora con un impiego precario, costretti a subire – a causa del deficit sanitario del Lazio – tagli allo stipendio anche del 30%. All’ Umberto I, in tutto, sono circa 300 persone, divise tra contratti co.co.co. e a tempo determinato, che il 31 dicembre si ritroveranno con gli accordi – firmati a giugno, per sei mesi – scaduti. E già allora fu una mazzata: in molti hanno resistito, pur dovendo rinunciare a 6 o 10 mila euro lordi, qualcuno ha preferito andarsene. Adesso, «gli indignati precari» del Policlinico, hanno deciso di organizzarsi: si sono organizzati in Assemblea, eletto dei rappresentanti, creato un gruppo su Facebook («Medici precari del Policlinico Umberto I») che conta 93 membri. E studiano altre azioni di lotta: «Mancare due-tre giorni dal lavoro, quando ci scadrà il contratto», propone qualcuno. Le loro storie aiutano a capire come funzionano sanità e ricerca, a Roma e nel Lazio, in quella che dovrebbe essere un’ eccellenza ospedaliera. Antonio Bruni, ha 38 anni, si è laureato nel 2005, è un radiologo interventista, lavora al Policlinico da sei anni: «Prima come co.co.co., poi con contratto annuale, ora semestrale. Da noi, il reparto si regge sui precari: su 4 persone, due siamo a tempo determinato. E, come gli altri, abbiamo la reperibilità, le urgenze. Non potremmo, per legge, ma lo facciamo lo stesso». Bruni si è visto decurtare lo stipendio del 30%: «Guadagnavo 55 mila euro lordi annui, ora sono sceso a 40 mila annui, 20 mila per sei mesi. E gli orari sono gli stessi di prima». Anche la moglie è precaria, e ora aspettano un figlio. Perché non cerca un altro lavoro? «A Roma non ci sono tanti centri di radiologia interventistica. Ma se continua così, sarò costretto a guardarmi intorno». Qualcuno preferisce non dare il nome, qualcuno se n’ è già andato: di fronte ad un rinnovo di contratto con 4-500 euro di meno in busta paga, si è messo alla finestra. I problemi, per la struttura, sono evidenti. Interi reparti, e alcuni di primo intervento, vanno costantemente in sofferenza, le liste d’ attesa si allungano, le sale operatorie funzionanti si riducono. Le situazioni più critiche, spiegano i precari, sono ad anestesia e al trasporto neonatale: settori vitali, per la vita delle persone. Lo spiega Domenico Vitale, 39 anni, anestesista in cardiochirurgia, contratto a tempo determinato di durata sempre inferiore (tre anni, poi due, uno, fino a sei mesi), una moglie precaria sempre del Policlinico alla quale sono stati tagliati 12 mila euro sui 52 che prendeva: «Se un bambino che nasce da noi – dice Vitale – ha problemi seri di salute e va portato in un’ altra struttura, come il Bambino Gesù, c’ è del personale altamente specializzato che se ne occupa: incubatrice, ambulanza, trasferimento in un’ altra struttura. Su dieci persone del reparto, nove sono precari: se smettono di lavorare, il servizio chiude, i bambini muoiono». Stesso discorso per le sale operatorie: «Ad ottobre abbiamo fatto le chiusure a singhiozzo, ad otorino/laringoiatria da tre funzionanti siamo passati a due». Risposte dal Policlinico o dalla Regione? «Nessuna: ci dicono solo che bisogna risparmiare», dicono i precari. L’ assemblea, i rappresentanti, Facebook. Che altro fare? «A dicembre scadranno in blocco tutti i nostri contratti. E, per rinnovarli, ci vorrà minimo un mese e mezzo per i passaggi tra Umberto I, Regione, ministero dell’ Economia. In genere, ad ogni scadenza, siamo andati a lavorare anche senza contratto. E se, per una volta, ci dessimo tutti malati?». Ma questa è solo un’ idea. Per ora.

Menicucci Ernesto

Pagina 3
(31 ottobre 2011) – Corriere della Sera

http://archiviostorico.corriere.it/2011/ottobre/31/Medici_precari_anche_stipendio_ridotto_co_10_111031011.shtml

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Pronte le “pagelle” degli ospedali italiani. Ma non è detto che saranno rese pubbliche

Il Corriere della Sera anticipa i primi numeri delle performance ospedaliere del Programma nazionale esiti del ministero della Salute e Agenas. Ma il complesso dei dati resta ancora top secret perché non c’è accordo sul fatto di renderli pubblici o limitarne l’uso alle analisi tecniche.

31 OTT – In alcuni centri di Piemonte o Lombardia si può essere operati di bypass con un rischio di mortalità sovrapponibile a 0. Ma al Sud il rischio sale al 5% fino a sfiorare, in alcune strutture, l’8%. E ci sono ospedali dove l’80% dei parti avviene con il cesareo.
Sono alcuni dei dati preliminari, anticipati sul Corriere della Sera di oggi, del Programma nazionale esiti realizzato dall’Agenas per conto del ministero della Salute. Ben 1.475 strutture pubbliche e private sotto la lente, con 47 prestazioni passate al setaccio in base alle schede di dimissione ospedaliera del 2009.

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Un progetto di cui si aspettano i risultati complessivi e definitivi nel corso dei prossimi mesi. Ma parte di essi sono già stati presentati in commissione Igiene e Sanità del Senato nelle scorse settimane e la scorsa estate l’Agenas ha consegnato alle Regioni un’edizione del programma realizzata sugli esiti degli anni 2005-2009, come aveva anche annunciato a Quotidiano Sanità Carlo Perucci, direttore scientifico del Programma, in un’intervista nel maggio 2010. Il Programma nazionale esiti, peraltro, muove i passi proprio dall’esperienza del programma P.Re.Val.E. della Regione Lazio coordinato, negli anni passati, dallo stesso Perucci.

Ma quelli pubblicati oggi dal quotidiano milanese potrebbero restare gli unici dati di questa ricerca conosciuti al grande pubblico. Come sottolineava infatti a maggio lo stesso Perucci che, favorevole alla pubblicazione, non nascondeva però l’esistenza di forti perplessità in merito anche tra le stesse Regioni, e come scrive ancora oggi il Corriere della Sera si sta tuttora ragionando sull’opportunità di renderli consultabili da tutti i cittadini italiani o se non sia meglio lasciarli nelle sole mani delle istituzioni e dei tecnici, che già oggi possono accedere ai dati su internet esclusivamente attraverso l’inserimento di un codice personale. Le “pagelle”, infatti, nascono per permettere ai responsabili delle strutture e dei servizi sanitari regionali di intervenire dove le cose non funzionano per aggiustare il tiro. E sono scritte in un linguaggio tecnico. Ma il ministero non esclude di elaborare una versione di più semplice lettura da rendere disponibile ai cittadini.

Arriviamo ai dati. Il Corriere della Sera si concentra in particolare su 3 indicatori tra i più rappresentativi della capacità delle strutture sanitarie di garantire la qualità delle prestazioni: mortalità a 30 giorni dall’intervento di Bypass Aortocoronarico (Bpac), proporzioni di parti cesarei primari, intervento chirurgico entro 48 ore a seguito di frattura del collo del femore nell’anziano. Le probabilità di recupero del paziente per questo intervento, infatti, dipendono più dalla tempestività delle cure che non dalla gravità della malattia in sé.

Mortalità a 30 giorni dall’intervento per bypass. Occorre anzitutto sottolineare che nel 2009 circa 30 ospedali non hanno superato la soglia dei 50 bypass all’anno mentre il volume considerato accettabile per la sicurezza del malato è di 200.
In generale, la media italiana di mortalità è del 2,2% (poco più di due pazienti su 100 muoiono a un mese dall’operazione). Tra le eccellenze il Monzino di Milano, la Poliambulanza di Brescia, le Molinette a Torino. Al di sotto dell’1,5% il Sacco di Milano, gli ospedali Riuniti di Bergamo, il Careggi di Firenze, il San Camillo Forlanini di Roma (con 0,79%), l’Ismett di Palermo. Ma la mortalità sale al sud, è superiore al 5% a Salerno, al Monaldi di Napoli, presso la casa di cura San Michele (Caserta, quasi 8%), al Papardo di Messina ma anche al Sant’Andrea e al Campus Biomedico di Roma.

Intervento entro 48 ore per frattura di femore. Opportunità negata in decine di ospedali del sud dove appena 5 pazienti su 100 vengono operati rispettando le linee guida internazionali. Ma anche a Milano (Niguarda, San Paolo) si scoprono gravi ritardi.

Cesarei. La forbice è davvero ampia. Si va dalle percentuali virtuose del Buzzi di Milano, ospedali Riuniti di Bergamo, casa di cura per il Bambino di Monza (dove meno di 10 donne su 100 partoriscono con la chirurgia) a realtà del sud che potrebbero essere definite vere e proprie fabbriche di cesarei. Case di cura private dove 8 donne su 10 ricevono il taglio probabilmente senza criteri di appropriatezza, solo perché vantaggioso sul piano della remunerazione. La Campania è maglia nera, ma esempi negativi si registrano anche in Piemonte: alla clinica Sedes Sapientiae il cesareo è scontato (9 volte su 10).

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IL CERTIFICATO PER LA PATENTE DI GUIDA: STRUMENTO DI SANITA’ PUBBLICA O OCCASIONE DI AUMENTO DEL RISCHIO PROFESSIONALE?

CONVEGNO: IL CERTIFICATO PER LA PATENTE DI GUIDA: STRUMENTO DI SANITA’ PUBBLICA O OCCASIONE DI AUMENTO DEL RISCHIO PROFESSIONALE?

RISERVATO SOLO AGLI ISCRITTI DELL ORDINE DEI MEDICI DI MILANO

Convegno ECM – 19 novembre 2011 Sala S.Ambrogio  p.zza S.Ambrogio 15   Milano

Responsabile scientifico Dott.ssa Maria Grazia Manfredi

 

 

 

 

 

 

 

8,30 -9,00       Registrazione dei partecipanti

9,00-9,20        Breve introduzione sulla normativa

(Dott. Roberto Carlo Rossi –Vicepresidente Ordine dei Medici di Milano e Provincia)

9,20-9,40        Il MMG e la certificazione per l’idoneità alla guida: dal certificato anamnestico a quello dei precedenti morbosi      (Dott.ssa Rita Cambieri – MMG)

9,40 –10,00     L’anziano alla guida: il contributo del  medico curante

(Dott. Antonio Vitello- Medicina Legale ASL Milano)

10,00-12,00    Patologie che controindicano o che rendono pericolosa la guida:

–       Patologie cardiovascolari                     (Dott.ssa Eleonora Tobaldini – Osp Sacco)

–        Sindrome delle apnee notturne            (Dott.Arnaldo Andreoli – Osp Sacco)

–       Diabete mellito e sue complicanze        (Dott.ssa  Milena Muratori – Osp Sacco)

–       Patologie di interesse psichiatrico e assunzione di sostanze psicoattive

(Dott. Costanzo Gala – Osp S Paolo)

–     Alcol e guida                             (Dott. Liborio Pagliaro NOA –ASL Milano)

–     Epilessia                                   (Dott. Fabio Minicucci –Osp S Raffaele)

12,00-12,20    La gestione del rischio nella certificazione medica

(Prof. Umberto Genovese- Medicina legale Università degli Studi di Milano)

12,20-12,30    Conclusioni e compilazione del questionario ECM

CLICCA QUA PER SCARICARE LA Locandina SNAMI_patente

CLICCA QUA PER SCARICARE LA SCHEDA DI ISCRIZIONE

CLICCA QUA PER SCARICARE PROGRAMMA CORSO

 

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ELEZIONI ORDINE DEI MEDICI DI MILANO 19-20-21 NOVEMBRE 2011- ISTRUZIONI DI VOTO E LISTA DA VOTARE

           www.giovanemedico.it

Elezioni del Consiglio e del Collegio Revisori dei Conti

19-20-21 Novembre 2011 dalle 9.00 alle 22.00

Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri di Milano

Programma dei Giovani Medici

 

1. Contrastare il precariato Medico: i giovani medici sono coloro che risentono più di altri della crisi contingente e che con difficoltà riescono ad entrare nel mondo del lavoro, con tutte le conseguenze del caso: incertezze nella sfera privata, mancanza di progettualità e crescita professionale, problemi nella maturazione della pensione. Attraverso l’Ordine si cercherà di sollecitare la Regione Lombardia in modo che si possa procedere a bandire concorsi di dirigente medico presso le strutture del SSR.

 

2. Vigilare che gli onorari e i contratti siano compatibili con il decoro professionale, perché venga garantita una prestazione etica a tutela del cittadino;

 

3. Difendere l’immagine della professione medica promuovendo e supportando iniziative che rendano più visibile, nei confronti dell’utenza e delle strutture sanitarie, la qualità e l’eccellenza professionale;

4. Promuovere la contrattualizzazione dei Medici in formazione specifica di Medicina Generale riconoscendo loro i diritti fondamentali (retribuzione, malattia, gravidanza) al pari dei Medici specializzandi;

 

5. Collaborare all’attività dell’Osservatorio Regionale per la Formazione Specialistica indispensabile a garantire una preparazione professionale adeguata per accedere alla realtà lavorativa ospedaliera;

6. Migliorare la formazione dei futuri Medici per renderla veramente adeguata allo standard europeo implementando la collaborazione con l’Università;

7. Difendere i diritti della donna Medico con particolare attenzione alla gravidanza e alla maternità;

8. Studiare ed attuare forme di tutela assicurativa di categoria e di assistenza legale mediata dall’istituzione ordinistica;

9. Ridurre la quota per giovani Medici nei primi tre anni di iscrizione all’Ordine professionale;

VOTA

TUTTI I NOMINATIVI DELLA LISTA indicando anche solo il NUMERO DI ISCRIZIONE ALL’ ALBO per evitare omonimie e quindi l’annullamento della preferenza.

15 nomi per il Consiglio Direttivo e 4 nomi per i Revisori dei Conti

n° albo

Consiglieri

ATTIVITA’

21203

Bonfiglio Giuseppe Medico Ospedaliero
     19478 Bovone Luciana Maria Medico di Medicina Generale

40763

Campolongo Giovanni Medico di Continuità Assistenziale

18748

Canto Giovanni Medico di Medicina Generale

28531

Di Caprio Luigi Medico di Medicina Generale

16461

Gala Costanzo Medico Ospedaliero

26123

Manfredi Maria Grazia Medico di Medicina Generale

20359

Marino Pietro Medico Ospedaliero

31351

Migliorini  Arnaldo Stanislao Medico Legale

30801

Parise Massimo Libero Professionista Odontostomatologo

17649

Pochintesta Giordano Pietro Medico Pensionato ENPAM

29650

Rossi Roberto Carlo Medico di Medicina Generale

13215      

Scanni Alberto Medico Oncologo

28105

Tamborini Ugo Giovanni Medico di Medicina Generale  Agopuntore

20923

Zocchi Maria Teresa Medico di Medicina Generale

n° albo

Revisori dei Conti

33572

Brundusino Giuseppe Medico di Medicina Generale

15060

Pallaroni  Maria Elena Specialista Ambulatoriale

 42055       

Trapani Martino GIOVANE MEDICO

n° albo

Revisore Supplente

18691

 Pignedoli Tito

Medico di Medicina Generale


Ricorda che si vota presso l’ Ordine dei Medici di Milano sito in via Lanzone n.31,

19-20-21 Novembre 2011 dalle 9.00 alle 22.00

 

Il Segretariato Italiano Giovani Medici (S.I.G.M.), realtà che negli ultimi anni si è affermata sul territorio nazionale quale associazione di riferimento per i giovani medici (under 40), si propone all’attenzione della comunità medica Italiana in qualità di organizzazione associazionistica che si prefigge di portare a sintesi le istanze dei Giovani Medici Chirurghi Italiani. Le iniziative a firma SIGM nel corso degli anni sono state molteplici, a partire dalla primissima creazione del “Manuale del Giovane Medico”, nel quale sono reperibili tutte le informazioni di riferimento per quanti si affacciano alla professione medica. Da ricordare inoltre la rivista sul web, “Capsula Eburnea”, che pubblica articoli scientifici originali su argomenti di medicina, biomedicina, biotecnologie mediche, scienze motorie e psicologia medica. Da poco abbiamo anche la Rivista dei Giovani Medici, che viene distribuita in maniera cartacea ma è anche possibile scaricarla dal portale stesso. Tutte le produzioni edite dal S.I.G.M. sono disponibili on line sul Nostro Portale, http://www.giovanemedico.it. Rimanendo nel mondo del web, il S.I.G.M. è ovviamente presente anche a livello di tutti i principali social network che oggi lo popolano (Facebook, Linkedin, Twitter, Dottnet, etc.) Un’attività pertanto tondo sempre a sostegno della crescita professionale seguendo linee di condotta etico-morali irreprensibili variegata e a tutto e con cardini imprescindibili quali l’esser un’Associazione apartitica, aconfessionale e priva di fini di lucro.

Qui a Milano (una delle 27 sedi dislocate sul territorio nazionale) nella fattispecie risulta esser candidato per il Collegio dei Revisori dei Conti il collega Dott. Martino Trapani, che tutti o quasi tutti conoscono per la sua abnegazione mai venuta meno nei confronti dell’Associazione di cui risulta essere al momento il Vice Presidente Nazionale Vicario.

Crediamo che una Rinascita a 360 gradi della Professione Medica, oggi sempre più svilita e bersagliata da più parti, possa partire solo ed unicamente da una base vogliosa, compatta e soprattutto giovane: è giunta l’ora di riappropriarci della Nostra Professione riprendendoci i giusti spazi che ci competono e lavorando con estremo profitto anche in ambiti un tempo lontani dai destini dei nostri colleghi più anziani.

Una nuova sfida ci attende quindi e come sempre l’obiettivo non è solo di vincerla, ma di stravincerla culturalmente in modo tale da poter contare sempre di più. Per raggiungere tale obiettivo è chiaro che serve l’apporto massimo di tutti Noi, senza se e senza ma, incondizionato e scevro da logiche di interesse personale.

Il Presidente del SIGM – Milano

Dott. Luigi Gianturco

Il Vice Presidente Nazionale Vicario

Dott. Martino Trapani

Candidato per i Giovani Medici MARTINO TRAPANI (al Collegio dei Revisori dei Conti)  

Sito: https://trapanimartino.wordpress.com      Email: trapanimartino@yahoo.it

Cari amici sotto trovate il materiale elettorale che vi serve per sostenerci.

SCARICA QUI IL PROGRAMMA GIOVANI MEDICI MILANO (MODALITA’ DI VOTO)

SCARICA QUI IL SANTINO SIGM (ISTRUZIONI DI VOTO)

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La Regione Lombardia incontra i Giovani Medici

Si è svolto in data 9 Giugno 2011 presso l’Assessorato alla Salute della Regione Lombardia un incontro tra i vertici del Sistema Salute lombardo ed una Delegazione del Segretariato Italiano Giovani Medici (S.I.G.M.).

Erano presenti l’Assessore Regionale alla Salute della Regione Lombardia, Dott. Luciano Bresciani ed il Direttore Generale Dott. Carlo Lucchina, il Vice Presidente Nazionale Vicario del SIGM, Dott. Martino Massimiliano Trapani, il Presidente Provinciale del SIGM Milano, Dott. Luigi Gianturco, il referente per la Comunicazione del SIGM Milano, Dott. Matteo Giuffrida, ed il Responsabile della sede SIGM di Bergamo, Dott. Antonino Puccio.

Numerose le tematiche trattate, di rilievo prospettico per il futuro dei Giovani Medici Lombardi, e di seguito schematizzate:

  • Coinvolgimento dei delegati del S.I.G.M. sia nei Tavoli tecnici, sia nei progetti/programmi di sviluppo di interesse per la categoria, istituiti dall’Assessorato Regionale della Salute;
  • Lavoro: impegno da parte dei vertici dell’Assessorato a recepire la proposta del SIGM di istituzione di un Osservatorio Regionale sulla condizione occupazionale dei giovani medici con il compito di ottenere un quadro completo ed aggiornato dei medici in attività sul territorio regionale, nonché delle tipologie di contratti e di rapporti di lavoro stipulati nel pubblico e nel privato, di documentare eventuali carenze di professionalità e pianificare azioni adattative in funzione del bisogno di salute, che è in continuo divenire;
  • Contratti a tempo indeterminato per i Dirigenti Medici: la Regione ha preso impegno,  che a partire da settembre partirà il piano di assunzioni per i Dirigenti Medici con contratti a tempo indeterminato. In dettaglio, nel 2011 Ospedali e Asl della Lombardia assumeranno complessivamente 941 nuovi medici. Si tratta di 816 Dirigenti per Aziende ospedaliere, Fondazioni IRCCS di diritto pubblico e Areu e 125 Dirigenti per le Asl;
  • Un impegno di monitoraggio e vigilanza della retribuzione di prestazioni sanitarie dei medici nella Sanità Privata Lombarda;
  • Formazione: organizzazione di corsi ECM (da attivarsi anche tramite piattaforme FAD) con particolare riferimento alle cosiddette non technical skills sulla base dei bisogni formativi individuati dai Giovani Medici;

 

Piena soddisfazione per l’esito dell’incontro è stata espressa dalla delegazione dei Giovani Medici- SIGM Lombardia.

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Il futuro dei giovani medici Italiani di Martino Trapani- Ordine dei Medici Milano

«Da grande voglio fare il dottore!» è l’esclamazione emblematica che per anni ha riempito di gioia gli occhi di genitori orgogliosi; ad oggi, gli stessi sarebbero forse scettici ad accogliere con entusiasmo una simile intenzione. I medici vanno in pensione e non vengono sostituiti e le condizioni di lavoro peggiorano. Negli anni ’80 c’è stato un sovradimensionamento dei medici operanti nel SSN. Un numero cospicuo di medici, sia per la mancanza di spazi occupazionali, sia per la non sempre ottimale formazione conseguente a oggettivi problemi di carattere organizzativo, hanno progressivamente perduto le motivazioni iniziali che li avevano spinti ad intraprendere l’impegnativo percorso della professione medica. L’accesso incontrollato alle Facoltà Mediche, frutto di una programmazione del fabbisogno di professionalità mediche e medico-specialistiche, fondata sulla base del dato storico si è pertanto dimostrata fallimentare, creando intere generazioni di medici, che sono stati portati a reinventarsi e talvolta a cimentarsi in indirizzi diversi senza la dovuta formazione. Una corretta definizione del Fabbisogno rappresenta la migliore garanzia possibile per offrire in futuro alle giovani professionalità mediche un ottimale sbocco occupazionale. La previsione di un incremento dei pensionamenti di medici, ascrivibile tanto ad un fisiologico ricambio generazionale, è alla base delle stime allarmanti prodotte dalla Fondazione Enpam in tema di fabbisogno di professionalità mediche, che raggiungerà il suo acme nel 2025 con la fuoriuscita di circa 145 mila medici dal SSN. Ma nel frattempo si fa largo l’idea che fare il medico in ospedale  non ripaghi affatto i tanti anni di studio più che impegnativo.  La possibile carenza di medici nella sanità pubblica è un problema legato ai finanziamenti scarsi che non permettono assunzioni. «Perché studiare tanto per un lavoro usurante, da duemila euro al mese, che si rischia inoltre di svolgere lontanissimo da casa?». I giovani medici, a dire il vero, sembrerebbero demotivati non solo verso una specifica specializzazione professionale, ma verso l’intero sistema sanitario. Il carico di lavoro giudicato eccessivo, i baroni che proteggono le loro conoscenze professionali anziché trasmetterle ai giovani, persone inadatte che fanno carriera solo in virtù di protezioni personali, sono solo alcuni dei motivi in cima all’elenco dei malumori della nuova classe dirigente medica. E’ molto più facile e remunerativo scegliere l’attività privata che lavorare instancabilmente per 2.000 euro al mese in un pronto soccorso, con il sempre più pressante timore di ricevere denunce da parte dei pazienti. E sul ricambio dei medici l’opinione è comune: «Viene effettuato con forme contrattuali molto più convenienti e meno dispendiose per l’azienda, in cui non si contemplano ferie, malattia e maternità stipendiate». La risposta alla più classica delle domande. A partire dall’anno prossimo i medici mancheranno e non verranno sostituiti. «Il sistema regge perché i professionisti lavorano ben più di quanto previsto dal contratto. Centinaia di ore di straordinario non pagato e mesi di ferie arretrate», è il commento che segna i confini di una professione sempre meno appetibile. Ad aggravare il quadro contribuisce il flusso emigratorio di giovani medici Italiani, formati a spese dello Stato Italiano,  presso realtà assistenziali di Paesi Europei, che alimentano tale fenomeno, prima ancora che con significativi incentivi economici, con importanti prospettive di crescita professionale, umana e sociale.

Il Segretariato Italiano Giovani Medici ha elaborato un questionario per effettuare attraverso il web un’indagine sulla condizione e le aspirazioni occupazionali dei Giovani Medici Italiani. Il questionario, disponibile per la compilazione in forma anonima dall’8 marzo all’8 luglio 2011 sul Portale dei Giovani Medici  www.giovanemedico.it , è di facile ed immediata compilazione ed è rivolto a tutti i Giovani Medici abilitati alla professione. I dati saranno utilizzati per esitare proposte alle Istituzioni al fine di migliorare la condizione occupazionale dei Giovani Medici Italiani. Il questionario è rivolto a tutti i giovani camici bianchi abilitati alla professione. Al fine di prevenire il collasso del SSN, è necessario che si compia uno sforzo culturale volto a restituire centralità alla professione medica, eccessivamente assoggettata all’interferenza della politica ed oggetto di continue invasioni di campo da parte delle altre professioni sanitarie. Inoltre, appare di strategica importanza sensibilizzare le giovani generazioni di medici del ruolo fondamentale e sempre più centrale che assumerà la medicina del territorio, attraverso l’adozione di modelli assistenziali innovativi, quale nuova frontiera non solo per i diplomati del corso specifico di medicina generale, ma anche dei medici in possesso del diploma di specializzazione.

Martino Massimiliano Trapani,

Vicepresidente Nazionale Vicario

del Segretariato Italiano Giovani Medici.

vicepresidente@giovanemedico.it

www.giovanemedico.it

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Professione medica (e cittadino) in pericolo

Bollettino Ordine Provinciale Medici Chirurghi e Odontoiatri Milano Gennaio-Marzo 2011

Di Ugo Garbarini

 

Un problema importante, che si affaccia all’orizzonte del mondo sanitario ma che già era previsto come una incombente minaccia, è quello della progressiva carenza di personale medico. Recentemente è stato rilevato che, a tutt’oggi, mancano 47.000 medici. Questa carenza è stata sino ad ora fronteggiata con l’assorbimento dei laureati della bolla degli anni ’80 ma il futuro si prefigura drammatico.  E’ prevista l’uscita dalla professione attiva entro il 2025 del 38% dei medici che oggi hanno un’età tra i 51 e i 59 anni e di poco cambiano le prospezioni se si aumenta di due anni l’uscita dal servizio attivo.  Si prevede un’uscita nei prossimi 10-15 anni di 115.000 medici: lascerà la professione il 48% dei medici della dipendenza, il 62% dei medici convenzionati per la Medicina Generale, il 58% dei pediatri di libera scelta, il 55% degli specialisti ambulatoriali. Nel contempo, si allarga sempre più assurdamente la forbice tra le iscrizioni all’Università ed il fabbisogno di medici. Questo è il frutto di un’incapacità di previsione e quindi di programmazione: dalla liberazione degli accessi a Medicina con la legge Codignola e la conseguente pletora con la dequalificazione dei contenuti formativi alla carenza di fatto già presente a dimostrazione dell’incapacità dei reggitori della cosa pubblica di pensare molto, molto avanti spinti solo dal quotidiano: la politica delle pezze applicate qua e là ove si rendono necessarie.
Ci si verrà a trovare come l’Inghilterra con la necessità di chiamare medici da ogni dove per operirne la mancanza. Il momento critico è previsto a partire dal 2015 ma, già oggi, mancano radiologi e anestesisti per non parlare dei pediatri, degli ortopedici, dei ginecologi.
Questo è stato l’argomento dibattuto nel corso del Convegno romano indetto dalla FNOMCeO nei giorni 2-3 dicembre. Il punto nodale è la riqualificazione della professione soprattutto dal punto di vista “umanistico” ma si è focalizzata l’attenzione sull’urgenza di ribaltare, modificandola, la politica di ingresso alla Facoltà, eliminando o riducendo quegli assurdi test nozionistici, sostituendoli magari con test psicoattitudinali che potrebbero dare più qualità alla professione.
Ma a poco servirebbe aumentare il numero degli accessi a Medicina, solo modestamente aumentato in questi ultimi tempi, se non si dilata il collo di bottiglia dell’accesso alle specializzazioni. E’ necessario togliere quell’assurda disposizione per cui solo specialisti possono entrare negli ospedali formando gli stessi, piccoli numeri comunque, nelle corsie universitarie. Occorre che l’Università faccia qualche passo indietro e nulla togliendo delle loro competenze, consentire che gli Ospedali , avendone i requisiti, diventino centri di formazione degli specialisti affiancando le scuole di specializzazione. Si eliminerebbe il buco temporale e il vuoto assistenziale nell’attesa che dalle Scuole di Specialità escano i pochi specialisti formati premessa obbligatoria per entrare nel ruolo ospedaliero. A fronte dell’indebolimento del comparto medico abbiamo segnali preoccupanti da altre parti: nel momento in cui si parla di abolizione degli Ordini professionali, ne sono in gestazione cinque nuovi con ventidue albi di professioni sanitarie indipendenti.
La sovrapposizione di queste con gli ambiti lavorativi propriamente medici prefigura scenari di conflitti soprattutto laddove i medici siano carenti.  In alcune regioni quali la Toscana e l’Emilia con il progetto “see and treat” e con il “fast and track surgery” già si invade violentemente l’ambito medico della diagnosi e della cura, attribuendo ad infermieri pur “adeguatamente formati” decine di funzioni di pertinenza medica.  Ci siamo opposti, aderendo alla denuncia alla Procura fatta dall’Ordine di Bologna prefigurandosi n capo ai medici, comunque considerati responsabili, ipotesi di prestanomismo e agli esecutori, di abusivismo.  Non mancano segnali anche nella nostra regione. Si sta inserendo in Lombardia, si direbbe quasi alla chetichella, qua e là in qualche provincia, un’operazione di riforma del servizio del “118” che prevede la scomparsa del medico sostituita dall’infermiere ovviamente “adeguatamente formato”.  Queste operazioni non sono esenti da evidenti criticità: da un punto di vista della difesa del cittadino e, perché no, della nostra categoria che vede molti medici del tutto disoccupati o sotto-occupati con paghe orarie indegne.
La medicina è professione, lo si riconosca, difficile che richiede tanto sapere e tanto saper fare. Il medico è formato per questo e non a caso la facoltà medica è quella che, da sempre, ha richiesto più anni di studio, anni che ora sono ancor più aumentati quando si pensi ai corsi di specializzazione e a quelli di formazione per il medico di medicina generale, vera e propria nuova specialità.
E’ anche evidente che, nell’emergenza e nell’urgenza, non si tratta solitamente di fare diagnosi di difficili e rare patologie ma si tratta, pur sempre, di essere in grado di operare una tempestiva valutazione delle condizioni per attuare un’ altrettanto tempestiva terapia di supporto e di stabilizzazione delle condizioni. Qual è per tutto questo l’adeguata formazione di qualche mese peraltro di figure diverse da quella del medico? Perché non è poca cosa quella che si richiede agli infermieri dei Msi nel momento in cui si parla di effettuare la “valutazione dell’evento e del paziente (diagnosi!) incluso il riconoscimento di condizioni complesse (!!) che vengono rilevate e trasmesse al medico presente nella centrale operativa attraverso la telemetria e le telecomunicazioni…”. Su questa base si afferma, ciò non di meno, che il medico della Coeu (acronimo di centrale operativa emergenze-urgenze) è “responsabile della formulazione dell’ipotesi diagnostica e dell’eventuale prescrizione farmacologica”.  L’Ordine ha preso una posizione netta contro il documento “ruoli e funzioni del medico nelle equipe multi professionali” con un forte richiamo e altrettanto forte richiesta di intervento della Federazione sul tema dalla quale ci si aspetterebbe una maggior forza di intervento.  La clinica non esiste più, la semeiotica a seguire, la medicina, come andrebbe praticata, anche. Ipotizziamo, così tanto per fare un esempio, il caso di un paziente affetto da una pur rara angina di Prinzmetal in cui l’onda lesionale patognomonica, al momento della registrazione elettrocardiografica, si è già riportata all’isoelettrica. Il tracciato, che può essere del tutto normale, trasmesso in telemetria al medico responsabile (in realtà semplice lettore) non potrà che indurlo a formulare un giudizio di normalità. Cosa succederà?
Sono tutte fughe in avanti sottese da motivazioni anche, all’apparenza, etiche: aumentare gli stazionamenti di pronto soccorso, ridurre i costi, in sostanza dare di più in quantità spendendo di meno. Ma, come da sempre sosteniamo, la strada perseguita può essere fonte di molti dispiaceri.
Non parliamo poi delle farmacie assunte al rango di punto centrale dell’assistenza sanitaria con la fornitura di molti servizi anche diagnostico-strumentali. Si comincia sempre da qualche esperienza nata in altre realtà geodemografiche che vengono poi trasferite, pari pari, nel nostro contesto. Su un recente numero degli Archives of Internal Medicine (170:1634-1639) si esperimenta il coinvolgimento dei farmacisti nel trattamento e nella gestione dell’ipertensione arteriosa con possibilità di aggiustamento anche della terapia.  L’Ordine ha fatto sentire la sua forte (ma flebile nel contesto del silenzio altrui) voce contro il D.Lgs 153/2009 sulla centralità delle farmacie nel coordinare l’attività di infermieri e medici del territorio.  Questa è una situazione che impone tempestivi e robusti interventi da parte della Federazione e da parte dei singoli Ordini per la difesa della Medicina, del cittadino e degli iscritti già sin troppo penalizzati ed umiliati.

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Ospedale d’ insegnamento: ritorno al futuro. Intervista a Pasquale Cannatelli- Direttore Generale A.O. Niguarda

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