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Dall’ omceo di milano la guida del giovane medico!!

Dall’ omceo di milano la guida del giovane medico!!

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Certificati sportivi, non tutti i medici possono rilasciare quelli non agonistici

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Storia di fantasia, ma potrebbe accadere. La scuola di ballo da sala chiede un certificato per lo sport non agonistico al signor Tizio. Che è giovane, non ha fattori di rischio e obietta che la scuola non è gestita da associazione affiliata Coni, quel certificato dal suo medico di famiglia non dovrebbe farlo. L’istruttore gli suggerisce di andare dal medico “qui sotto” che gli rilascerà il certificato a prezzo molto conveniente. La visita si fa, il certificato costa pochi euro, non è richiesto elettrocardiogramma. Ma un giorno il signor Tizio durante una seduta faticosa accusa un problema cardiaco, sta male e non c’è nulla da fare. La scuola tira fuori il certificato medico, ma i carabinieri intervenuti sul posto dicono che non è regolare perché chi lo ha redatto non è né medico di famiglia né pediatra né medico specialista in Medicina dello Sport né iscritto alla Federazione medici sportivi. E tanto meglio per lui se ha rilasciato un certificato “banale” su carta bianca, se avesse redatto il vero certificato per lo sport non agonistico su modello ministeriale sarebbe incorso in rischi anche penali. Così può nascere una grana da una situazione in origine non complessa – la palestra non affiliata CONI non è tenuta a chiedere certificato sportivo salvo che l’assicurazione per tutelarla non gliela chieda.

«Il “decreto del fare” del 2013 esentava dal certificato medico i soggetti praticanti attività ludico motoria non tesserati alle Federazioni sportive nazionali, alle Discipline e agli Enti riconosciuti dal Coni. Ma ciò non vuol dire che le scuole e le palestre non possano continuare a chiedere il certificato non agonistico», dice Guido Marinoni medico di famiglia e segretario Fimmg Bergamo nonché esperto della tematica. «Il medico convenzionato, di fronte alla richiesta del suo assistito, certificherà in modo obiettivo, ovviamente in libera professione». E’ possibile che la palestra dirotti l’utente da un medico più “a portata di mano”. «Si possono porre due possibilità», dice Marinoni. «La prima, più “coerente”, è che la palestra chieda il certificato sportivo non agonistico redatto su modello ministeriale, che possono compilare solo medici di famiglia, pediatri, medici Fmsi e medici sportivi, e che riguarda tutti gli sport praticati in società affiliate CONI tranne quelli inseriti in un elenco (chiarimenti CONI 10 giugno 2016) e non necessitanti sforzi particolari. Qui è consigliabile che il paziente vada dal suo medico o dal medico sportivo. Può invece accadere che la palestra si contenti di un certificato redatto su carta bianca, meramente lecito, ma senza lo stesso valore del certificato non agonistico ove lo si volesse utilizzare con le finalità di quel certificato, e questo può essere redatto da qualsiasi medico in libera professione».

Dal 2013, anno in cui il decreto del fare cercò di abolire l’obbligo di certificato sportivo per le pratiche non agonistiche, le palestre continuano a chiedere il modello. E l’elettrocardiogramma, che peraltro serve una sola volta nella vita entro i 60 anni ma va fatto annualmente da infrasessantenni con patologie croniche conclamate e dagli over 60 anche con un solo fattore di rischio. I certificati sono di quattro tipi: accanto a quello per l’attività agonistica che richiede un iter presso il medico sportivo ed è regolato dal Decreto Ministero Salute 18/2/82 , c’è il certificato non agonistico obbligatorio rilasciato dal curante o dal medico sportivo per: alunni che svolgano attività sportive parascolastiche; partecipanti ai giochi della gioventù nelle fasi provinciali e regionali; tesserati che delle Federazioni sportive nazionali, ed enti affiliati CONI (Decreto del Ministero della salute del 24.04.2013). Resta fuori dall’obbligo certificatorio l’attività amatoriale dei non tesserati alle Federazioni sportive nazionali e agli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI, ma le palestre possono sempre chiedere l’adempimento. Che torna obbligatorio e richiede test da sforzo nelle competizioni di particolare impegno cardiovascolare DM 24/4/13 come le maratonine oltre 20 km, le gran fondo di ciclismo, nuoto, sci. Pratiche solo in apparenza “non agonistiche” in quanto lo sforzo richiesto è compatibile con queste ultime.

Mauro Miserendino

http://www.doctor33.it/politica-e-sanita/certificati-sportivi-non-tutti-i-medici-possono-rilasciare-quelli-non-agonistici/?xrtd=PAVLCPLVCCLPVPYSLCYRPLC

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NUMERO MASSIMO DI ISCRITTI AL CLICLO DI LEZIONI DELLA SCUOLA DI COMUNICAZIONE IN SANITA’

NUMERO MASSIMO DI ISCRITTI AL CLICLO DI LEZIONI DELLA SCUOLA DI COMUNICAZIONE IN SANITA’

Il Presidente dell’Ordine dei Medici di Milano Roberto Carlo Rossi relaziona sulla comunicazione tra medico e pazienti stranieri per migliorarne il dialogo

Presentata alla stampa nei giorni scorsi nella sede dell’Ordine dei Medici di Milano, la Scuola di Comunicazione in Sanità sta riscuotendo ampio consenso tra i medici e le istituzioni, sia in termini di condivisione per la sua utilità, sia per quanto riguarda la partecipazione che alla sua prima lezione ha fatto registrare il numero massimo di presenze.

Nell’Aula V. Capecchione di Corso Europa 250 a Rho, dell’Asst Rhodense il primo incontro è stato infatti tenuto dal Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Milano.

Il dott. Roberto Carlo Rossi, quasi ininterrottamente e per oltre due ore, è stato il relatore d’eccellenza che è riuscito a riscuotere la massima attenzione del pubblico di iscritti che affollava la sala: “LE PATOLOGIE DELLA GLOBALIZZAZIONE”.

E’ stato questo il tema dell’incontro che, per quanto possa sembrare tratti un fenomeno assai noto, il Presidente Rossi lo ha, reso di ulteriore grande interesse proponendo al pubblico una selezionata serie di significativi dati elaborati sia dall’Istat che da Eurispes.

Roberto Carlo Rossi ha inoltre reso nota una sua indagine personale condotta sulla situazione organizzativa di un medico di famiglia che opera in un’area, non proprio periferica, della città di Milano.

Da questa singolare e originale analisi è emerso che il medico di base in esame ha 1670 assistiti con una percentuale del 56 per cento di pazienti stranieri e con la straordinaria circostanza, peraltro, che detti pazienti provengono da 53 diverse nazionalità.

Forse un dettaglio sorprendente nell’attuale realtà complessa che vede il medico di famiglia e ospedaliero in prima linea. Un professionista che, pur fornendo risposte professionali adeguate, sempre più spesso si trova ad operare senza il necessario supporto scientifico e tantomeno della burocrazia sanitaria. Da come interpretare correttamente l’art. 32 del primo comma della nostra Costituzione sino all’analisi delle condizioni di salute dei pazienti stranieri che vivono in Italia da oltre 10 anni.

E ancora, dalla statistica su ‘condizione e integrazione dei cittadini stranieri’ nel nostro Paese alla spiegazione della Sindrome di Salgari (Quando il medico tende a ipotizzare malattie tropicali, quadri clinici e malattie rare o strane in pazienti di altre etnie), il Presidente dell’Ordine dei Medici di Milano è giunto alla sintesi della valutazione relativa alle criticità comunicative nel rapporto con il paziente straniero in merito ai suoi problemi di salute: 1) Barriera linguistica; 2) Diversa percezione della salute e della malattia; 3) Diversa cultura; 4) Lontananza da casa.

Il presidente Rossi, che dopo il saluto del direttore sanitario e di quello socio sanitario dell’Asst Rhodense, rispettivamente il dottor Roberto Bollina e Maurizio Montanelli, del principale promotore della Scuola di Comunicazione il dottor Martino Trapani con il giornalista Ettore Politi, Presidente dell’Associazione Italiana Giornalismo Responsabile, ha tenuto a sottolineare la disponibilità e l’attenzione che l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera, ripone verso le problematiche della sanità Lombarda e dei medici e l’apprezzamento avuto, nello specifico caso, per la Scuola di Comunicazione in Sanità.

Il prossimo appuntamento è fissato per il giorno 27 Marzo, sempre nella sala conferenze dell’Asst Rhodense di Corso Europa 250, a Rho, dove interverrà il Professore Umberto Genovese, docente dell’Università Statale di Milano, che tratterà un altro tema di grande interesse: ‘Il contenzioso e la medicina difensiva’.

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Scuola di Comunicazione in Sanità – OMCeOMi

L’Ordine Provinciale dei Medici chirurghi e Odontoiatri di Milano con ASST Rhodense in collaborazione con l’Associazione Italiana Giornalismo Responsabile e l’Associazione Lampada di Aladino presenta il corso di aggiornamento professionale dal titolo “Scuola di Comunicazione in Sanità, che si svolgerà in dieci  pomeriggi dalle 14.30 alle 18.00,  dal 15 marzo al 25 ottobre 2017 presso la Sala Conferenze dell’Ospedale di Rho, corso Europa 250, Rho.

La Scuola tratterà di comunicazione in vari contesti: globalizzazione della sanità, medicina legale, web e medicina , comunicazione medico-paziente, compreso l’ambito pediatrico.

La partecipazione alla Scuola è gratuita, I crediti ECM attribuiti sono 21.

L’iscrizione si può effettuare esclusivamente online tramite il sito www.omceomi.it dell’Ordine Provinciale dei Medici chirurghi e Odontoiatri di Milano seguendo le modalità sotto riportate:

  1. SE NON REGISTRATI, registrarsi al sito www.omceomi.it:

cliccare Accedi a dx della home page, quindi selezionare Registrati e seguire le istruzioni

  1. SE REGISTRATI,

effettuare il login, selezionare, nel box ECM, la voce Eventi e cliccare Iscrivimi in corrispondenza dell’evento “Scuola di Comunicazione in Sanità

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Il sapere medico corre in rete

“La telemedicina attraverso diversi strumenti informatici consente al medico di assistere meglio i malati, di emettere diagnosi e praticare terapie anche a distanza; tuttavia la visita medica tradizionale non potrà mai essere soppiantata da questi ausili, utili, ma non sufficienti a realizzare l’atto medico nella sua completezza. … Attraverso particolari ‘applicazioni’ oggi è possibile monitorare a distanza i parametri vitali di un malato, se è diabetico indicargli la quantità di insulina di cui ha bisogno, informando al tempo stesso, attraverso un sms, il diabetologo sullo stato di salute del malato. Sono tutti strumenti nuovi di cui la medicina si serve, ma non devono mai essere confusi con il cuore del rapporto medico-paziente che è ancora e resterà sempre la visita medica tradizionale.”

articolo Il sapere medico corre in rete

È proprio da queste parole di Roberto Carlo Rossi, Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Milano (proposte all’interno del Focus dedicato alla telemedicina pubblicato sul numero 2 del Bollettino) che vogliamo ripartire per una lettura più approfondita in merito a questo tema e alle relative Linee di indirizzo nazionali promulgate lo scorso febbraio dalla Conferenza Stato-Regioni.

“Condivido appieno quanto affermato dal presidente Rossi” esordisce il dottor Martino Trapani, Vice-Direttore Medico del Presidio Ospedaliero di Rho dell’Azienda Ospedaliera Guido Salvini “ed è basilare per la riuscita di questo progetto che sia ben chiaro che l’obiettivo che ci si vuole prefiggere con questa innovazione non è andare a sostituire il rapporto medico-paziente, che è il fulcro del nostro sistema sanitario, ma bensì avere l’opportunità di essere più vicini ai malati e assisterli con maggiore efficacia, garantendo così la migliore continuità ospedale-territorio. Infatti sarà sempre necessario sottoporre il paziente a un atto medico reale, ma una volta raggiunta una diagnosi certa si potranno gestire a distanza, per esempio, le fasi di monitoraggio, prescrizione di farmaci, verifica dei parametri vitali…”

Le numerose iniziative in questa direzione – che coinvolgono tutto il panorama europeo che vede esperienze già attive e regolamentate in Francia e soprattutto nei Paesi del Nord come Norvegia, Svezia, Danimarca, Finlandia – testimoniano un’attenzione crescente verso la telemedicina, attraverso la quale modellare una risposta all’altezza delle mutate esigenze assistenziali. Infatti, ci troviamo di fronte a una società caratterizzata da una popolazione sempre più anziana, con soggetti quindi in gran parte affetti da patologie croniche e che richiedono risposte terapeutiche sempre maggiori.

Questa situazione impone una revisione strutturale e organizzativa delle reti di assistenza volte sia a garantire la sostenibilità del sistema sanitario – attraverso un opportuno bilanciamento delle risorse disponibili, spostandone le basi dall’ospedale al territorio – sia un sistema più efficace ed efficiente.

“Noi abbiamo uno dei sistemi sanitari tra i migliori al mondo” prosegue il dottor Trapani “perché fondato sul concetto di universalità nella gratuità delle cure. È però ormai chiaro che per poter garantire a tutti i cittadini un equo accesso agli interventi sanitari mantenendoci all’interno degli stessi parametri di spesa dobbiamo intraprendere una strada obbligata, cambiare cioè modello e strumenti di supporto per raggiungere i nostri obiettivi.”

I vantaggi derivanti da un’introduzione strutturata a livello nazionale (dove alcuni progetti sono peraltro già in atto in diverse realtà) dell’utilizzo della telemedicina potrebbero essere innumerevoli: riduzione del sovraffollamento di ambulatori e ospedali e, di conseguenza, riduzione dei tempi medi di attesa per le prestazioni, trasmissione delle informazione cliniche con una conseguente limitazione degli spostamenti per i malati, equità di accesso e continuità all’assistenza sanitaria indipendentemente dalla propria residenza, per esempio paesi molto isolati, o poco collegati con centri di riferimento specializzati. Ma altrettanti aspetti positivi riguardano anche la qualità delle cure, perché il medico potrà in tempo reale consultare nozioni cliniche costantemente aggiornate e avvalersi, per esempio, del consulto in diretta con uno specialista o avere informazioni sulle differenti terapie possibili grazie all’utilizzo di strumenti operativi semplici e immediati che gli permetteranno di avere a disposizione una marea di dati informatici, testuali, video. Potrà, in sintesi, offrire un’assistenza ancora più precisa e puntuale e questo è un vantaggio assoluto per il paziente. Si tratta altresì di un supporto importantissimo per il medico che potrà contare sulle conoscenze condivise e così operare con una maggiore sicurezza diagnostica e terapeutica.

Ovviamente, al fianco dei vantaggi inevitabilmente troviamo aspetti di criticità connessi ad aspetti normativi o regolamentari, quali per esempio la privacy e la riservatezza, ai possibili aspetti medico-legali, scenari insomma che andranno a delinearsi in maniera chiara ed esplicita in corso d’opera e verso i quali sarà necessario individuare le migliori soluzioni possibili. A tal fine, le Linee di indirizzo nazionali prevedono la composizione di una Commissione tecnica paritetica composta da sei membri, tre di nomina ministeriale e tre indicati dalle regioni.

Tempi maturi anche per gli operatori

Presupposto fondamentale affinché il progetto decolli, saranno i processi di formazione/informazione di medici e pazienti.

“A mio avviso il sistema è pronto e maturo per affrontare il cambiamento” prosegue Martino Trapani. “La maggior parte dei medici utilizza con estrema confidenza sistemi informatici quali pc, smartphone, tablet. Per quanto riguarda i pazienti, invece, il discorso è un po’ diverso perché trattandosi in gran parte di soggetti anziani la loro accessibilità a strumenti innovativi, quali per esempio Skype, rappresenta attualmente il limite maggiore che ci troviamo di fronte.

Un secondo problema è di tipo culturale: è indispensabile cioè far comprendere ai malati che questa innovazione si tradurrà in un’assistenza migliore e ancora più efficiente e aiutarli così a vincere una naturale sensazione di diffidenza e sfiducia iniziale. Rimangono, in questa fase, ancora da definire gli strumenti adatti e l’identificazione del soggetto che dovrà metterli in atto.”

Ma esiste anche un “capitolo” investimenti che è necessario affrontare…

“Nel documento emanato dalla Conferenza Stato-Regioni non è contemplata nessuna voce legata a risorse aggiuntive da destinare alla telemedicina” fa notare il dottor Trapani. “Il problema è che nel caso, per esempio, delle strutture pubbliche, queste non sono assolutamente nelle condizioni di fare fronte autonomamente agli investimenti necessari per avviare una fase di start up del progetto che si tradurrà solo in un secondo tempo in un effettivo risparmio. Sarà quindi indispensabile prevedere dei finanziamenti o almeno pensare alla possibilità di andare a vincolare alcune risorse delle Unità ospedaliere destinandole a un investimento in tal senso. Discorso simile per i medici di famiglia, che dovrebbero essere stimolati a sposare questa importante innovazione anche attraverso degli incentivi economici”.

“Vorrei fare anche un breve cenno” conclude il dottor Trapani “al ruolo della formazione universitaria: premesso che gli standard qualitativi delle nostre facoltà sono elevati, è auspicabile che i corsi di laurea in Medicina mostrino maggiore interesse verso le innovazioni, come la telemedicina, che coinvolgono la realtà sanitaria del nostro paese, come anche il ruolo sempre più centrale assunto dalla tecnologia, termine che si riferisce sia agli interventi terapeutici e riabilitativi sia a strumenti, apparecchiature, protocolli, applicazioni informatiche, come per esempio la cartella clinica elettronica. Abbiamo bisogno, in sintesi, di una formazione che pur salvaguardando i principi e gli insegnamenti alla base della professione sanitaria siano maggiormente in sintonia con la realtà della nostra società 2.0.”

Finalità e tipologia di interventi

Prevenzione secondaria: servizi dedicati alle persone già classificate a rischio o affette da patologie e che devono sottoporsi a costante monitoraggio di alcuni parametri vitali.

Diagnosi: servizio che permettere di spostare le informazioni invece che il paziente.

Cura: servizi finalizzati a operare scelte terapeutiche e a valutare l’andamento della prognosi per pazienti la cui diagnosi è ormai certa.

Monitoraggio: gestione, anche nel tempo, dei parametri vitali grazie allo scambio di dati con il paziente.

Televisita: atto sanitario in cui il medico interagisce a distanza con il paziente e dal quale può scaturire la prescrizione di farmaci o cure.

Teleconsulto: consulenza a distanza che permette di chiedere il consiglio di uno o più colleghi, di specifica formazione e competenza, e che avviene senza la presenza fisica del paziente.

L’European Telemedicine Conference

Dopo il successo della prima edizione tenutasi a Edimburgo nel 2013, che ha riunito oltre 430 delegati provenienti da molti paesi europei, arriva in Italia la European Telemedicine Conference, appuntamento annuale per discutere dello stato dell’arte della telemedicina e delle sue applicazioni. La conferenza si svolge a Roma, presso il Grand Hotel Parco dei Principi, nei giorni 7 e 8 ottobre. L’incontro è organizzato e promosso da sei partner europei: Badalona Serveis Assistencials (Spagna), HIMSS Europe, NHS24 (Scozia), Norwegian Centre for Integrated Care and Telemedicine (Norvegia), OUH-Odense University Hospital (Danimarca) e UPMC Italy (Italia), la divisione italiana dell’University of Pittsburgh Medical Center. Tra i temi trattati nei due giorni: un confronto internazionale sulle linee guida italiane per la telemedicina, la valutazione dell’efficacia delle sue applicazioni e della teleassistenza, la sostenibilità dei servizi di telemedicina, il rapporto costo-efficacia delle applicazioni e lo sviluppo economico e industriale collegato alla diffusione.

L’esperienza del Presidio Ospedaliero di Rho

Il professor Giuseppe De Angelis è il primario di Cardiologia del Presidio Ospedaliero di Rho, dove negli ultimi anni sono stati avviati diversi progetti che permettono il monitoraggio a distanza di alcuni parametri dei malati.

“La richiesta di assistenza clinica è costantemente in aumento, soprattutto in ambito geriatrico” esordisce il professor De Angelis “e quindi gestire l’attività diretta con i pazienti che si rivolgono in ospedale è sempre più difficile. Per rispondere alla crescente domanda di cure, e contemporaneamente ottimizzare le risorse, abbiamo avviato diversi progetti. Il primo è una forma di teleassistenza nei confronti dei pazienti portatori di pacemaker che per varie ragioni non possono venire frequentemente in ospedale: penso agli anziani, o agli allettati per esempio… In questi casi abbiamo un sistema che ci permette, tramite l’apparecchio telefonico che viene posizionato sopra il dispositivo medico, di fare una valutazione relativamente ad alcuni parametri, come per esempio la carica della batteria. Questo servizio semplice, ma estremamente interessante, ci ha permesso di ridurre tantissimo gli accessi all’ospedale per banali controlli. Nell’ambito invece dello scompenso cardiaco, per tutti quei soggetti a noi noti che evidenziano una leggera instabilità attiviamo un progetto di recall telefonico da parte dei nostri infermieri; questi, attraverso una serie di semplici domande – è aumentato di peso negli ultimi tre giorni? la pressione è cresciuta/diminuita? si muove meno? dorme con un cuscino in più? – sono in grado di valutare il livello di scompenso e di aggiustare la terapia, per esempio quella diuretica. A distanza di pochi giorni questi pazienti vengono ricontattati per verificarne le condizioni. Anche questa iniziativa ha portato ottimi risultati, perché permette al malato di essere costantemente monitorato ma al proprio domicilio, se non nei casi in cui si valuta la necessità di una visita ambulatoriale. Il terzo campo del nostro lavoro riguarda l’assistenza alle aritmie, settore in cui la tecnologia ci sta dando una grossa mano. A breve partirà un progetto, che si sta sviluppando anche in altri centri, che prevede di disporre degli apparecchi particolari al paziente che saranno in grado di registrare gli episodi di aritmia comunicati poi via wi-fi alle nostre centrali dove verranno registrati. Si tratta però di un lavoro in fieri, mentre già da 2-3 anni installiamo sotto la cute di alcuni soggetti dei device, cioè dei piccoli chip. È una procedura molto utile in tutti quei casi in cui non riusciamo, per esempio, a valutare il tipo di problema perché visitiamo sempre il paziente dopo l’episodio aritmico quando spesso non compare nessuna patologia. Poter registrare le aritmie, invece, ci mette in grado di fare una diagnosi e avviare così il corretto piano di cura.”

 

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LOMBARDIA. ASSESSORE ALLA SALUTE CORRE PER LA PREVENZIONE. MANTOVANI, VINCE CHIUNQUE ABBIA PARTECIPATO ALLA MARCIA

(Ln – Milano, 22 set) Il vice governatore Mantovani si è iscritto e ha partecipato alla manifestazione “Innovation Running-Marcia della Salute” che si è svolta all’ Arena di Milano. L’assessore alla Salute, in abiti da maratoneta, ha percorso tutta la marcia non competitiva di circa 7 chilometri, e giunto al traguardo ha subito ricordato “Oggi vince chiunque stia partecipando a questa bellissima manifestazione che vede correre, passeggiare e stare insieme migliaia di persone: volontari del soccorso e dell’assistenza, anziani, donatori dell’Avis, operatori sanitari e cittadini che condividono il nostro invito alla prevenzione, al rispetto dei sani stili di vita, alla sana attività fisica”. La grande manifestazione, che ha visto la partecipazione di circa 4mila persone (tra iscritti alla maratona e pubblico), è stata organizzata dall’Avis e promossa dall’Assessorato alla Salute di Regione Lombardia.

ESAMI PREVENTIVI – Nei cinque gazebo a disposizione dei cittadini vi erano, infatti, altrettante équipe sanitarie dell’ Asl Milano, della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, dell’Ospedale Niguarda, dell’ Istituto dei Tumori e dall’assessorato alla Salute di Regione Lombardia. Un modo per entrare in contatto diretto con professionisti della sanità e avvicinarsi in modo informale alla prevenzione con il fine di acquisire una maggiore consapevolezza nei confronti delle proprie abitudini e porre degli adeguati correttivi, che ha attratto moltissimi curiosi. Medici e infermieri sono stati infatti a disposizione di chiunque chiedesse loro informazioni sulle proprie condizioni di salute o consigli utili per iniziare a condurre uno stile di vita più appropriato. Gli esami e i test più richiesti sono stati il controllo della pressione arteriosa, della saturimetria, del fundus oculi, della glicemia e la determinazione dell’Indice di Massa Corporea (BMI). Si tratta proprio dei parametri che è consigliato tenere sotto controllo per mantenere un buono stato di salute e prevenire in modo particolare le malattie cardiovascolari. (Ln)

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marcia della salute

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la rabbia dei giovani medici “noi mai in sala operatoria”- IL GIORNALE 15-01-2013

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Sportello giovani medici all’ ordine dei medici di milano per essere piu’ vicino alle esigenze dei giovani colleghi

SPORTELLO GIOVANI MEDICI

 

Per un Ordine sempre più vicino alle esigenze dei giovani colleghi

 

Consapevoli delle difficoltà che i neo-laureati incontrano all’inizio della loro carriera professionale, il Consiglio dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Milano ha deciso l’attivazione di uno “sportello” dedicato ai Giovani Medici. “Per un Ordine sempre più vicino alle esigenze dei giovani colleghi”, commenta Martino Trapani, a cui sarà affidata in via principale tale consulenza. . I giovani medici sono coloro che risentono più di altri della crisi contingente e che, con grande difficoltà, riescono ad entrare nel mondo del lavoro, con tutte le conseguenze del caso: incertezze nella sfera privata, mancanza di progettualità e crescita professionale, problemi nella maturazione della pensione. Saranno offerte consulenze (ovviamente gratuite) su sbocchi professionali, primi passi nella professione, contratti di formazione, assunzioni, tematiche amministrative, diritti e doveri, etc. Ricordiamo che lo “sportello” si affianca agli altri servizi già offerti dall’Ordine dei Medici di Milano agli iscritti, giovani e non: uno “sportello” di consulenza legale, uno di consulenza fiscale, uno dedicato alle pari opportunità e a Colleghe in gravidanza e puerperio, uno dedicato alla Continuità Assistenziale nonché uffici e Consiglieri esperti in tematiche ENPAM e previdenziali in genere, in tematiche proprie della Dirigenza Medica o della Medicina Convenzionata. Lo sportello dei Giovani Medici è attivo il martedì dalle 14,00 alle 16,00. Come per gli altri servizi offerti dall’Ordine di Milano, gli iscritti dovranno chiedere un appuntamento chiamando allo 02.86.47.11 o mandare un e-mail: info@omceomi.it.  Ricordiamo che la sede dell’ Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri è a Milano in Via Lanzone n. 31.

http://www.omceomi.it/Home/BollettinoNewsletter/ArchivioNewsletter/2012_15/giovanimedici.aspx

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Casting Mediaset per laureati per la trasmissione televisiva “Il Braccio e la mente” su canale 5

Ricerca concorrenti per la trasmissione televisiva “Il braccio e la mente” in onda su Canale 5 a partire dal 7 maggio. 

Cerchiamo persone laureate e diplomate, appartenenti ad albi professionali, disposti a mettersi in gioco tra prove di cultura generale e prove di carattere fisico.

Il programma andrà in onda nella fascia preserale al posto del game show  “The Money Drop”  e sarà condotto da Flavio Insinna.

Per contattarci e mandare la propria candidatura scrivere a: concorrenti@vivilavita.tv o chiamare il numero 0645504146, specificando di appartenere ad ordini professionali.

 

 

 

 

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II CONFERENZA NAZIONALE SIGM” ROMA, 20-21 APRILE 2012: DIRETTA STREAMING

II CONFERENZA NAZIONALE SIGM” ROMA, 20-21 APRILE 2012: DIRETTA STREAMING

 

http://www.ustream.tv/embed/10638831

Live broadcast by Ustream

Dalle ore 13.30 del 20 Aprile sarà possibile seguire in diretta streaming la II Conferenza Nazionale Giovani Medici, che si terrà a Roma il 20 e 21 Aprile, dal titolo “ESSERE GIOVANI MEDICI NELL’ITALIA E NELL’EUROPA DELLA CRISI: CREDERE NEI NETWORK PER REALIZZARE IL CAMBIAMENTO DA PROTAGONISTI”.

PROGRAMMA DELL’INCONTRO

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I VIDEO: Medici Specializzandi sit in a Montecitorio: “Noi siamo il futuro”

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Bloccata la norma “tassa borse di studio”. Confermata la Manifestazione Nazionale a Roma per domani!

È notizia di questo pomeriggio l’approvazione in Commissione VI Finanze della Camera dell’emendamento 3.35 che abroga il famigerato emendamento del Senato.
Il Segretariato Italiano Giovani Medici e Feder esprimono piena soddisfazione per l’accaduto, ringraziando coloro i quali hanno appoggiato la nostra protesta,
Il Segretariato Italiano Giovani Medici (SIGM) e la FederSpecializzandi CONFERMANO LA MANIFESTAZIONE DI DOMANI IN PIAZZA MONTECITORIO A ROMA ALLE ORE 11.00, per evidenziare all’opinione pubblica la condizione attuale dei medici in formazione specialistica.

http://www.giovanemedico.it

http://andreasilenzi.net/2012/04/16/bloccata-la-norma-tassa-borse-di-studio-confermata-la-manifestazione-nazionale-a-roma-per-domani/

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Monti “bisogna investire nei giovani talenti”

Non vogliamo credere che un Governo, che si presentato dicendo “quello che fa bene ai giovani, fa bene al Paese” voglia far cassa con i soldi delle borse di studio e degli assegni di ricerca, somme che garantiscono il minimo sostentamento per migliaia di giovanissimi ricercatori e medici specializzandi, quasi sempre fuori sede, che sempre pia fatica, in questo periodo di crisi, tentano di costruirsi una esistenza indipendente e dignitosa.

Il Segretariato Italiano Giovani Medici (S.I.G.M.), in accordo con la Confederazione Nazionale dei Medici Specializzandi(FederSpecializzandi), al fine di esprimere la più totale disapprovazione nei confronti dell’emendamento che, nell’ambito del disegno di legge “semplificazioni tributarie” attualmente in discussione alla Camera dei Deputati, introdurrebbe latassazione IRPEF sulle borse di studio percepite dai medici in formazione specialistica, i dottorandi, e i corsisti in medicina generale.

Comunicato stampa congiunto GIOVANI MEDICI (S.I.G.M.) Federspecializzandi 

(scarica il testo completo)

Invitano pubblicamente i colleghi appartenenti alla suddette categorie all’astensione dalle quotidiane attività assistenziali e di ricerca nelle giornate del 16 e 17 Aprile 2012 ed alla partecipazione alle assemblee pubbliche che verranno indette autonomamente dai comitati locali di ciascun Ateneo nelle medesime giornate.

Inoltre, per amplificare la voce unita dei giovani medici italiani è stata indetta per martedi 17 Aprile 2012 una manifestazione nazionale che si terrà nella Piazza del Parlamento di Roma dalle ore 11.00 alle ore 13.00.

Tra le ultime news apprendiamo dalla segreteria particolare del Ministro dell’Istruzione Università e Ricerca, sollecitata dal nostro Segretariato, che il MIUR avrebbe direttamente investito il proprio ufficio legislativo al fine di esprimere parere di netta contrarietà al testo approvato dal Senato.

L’invito ai colleghi è, in ogni caso, quello di non dimenticare la responsabilità sociale e la dignità della nostra professione che ci impongono, tra l’altro, di comunicare per tempo la nostra astensione ai servizi di riferimento al fine di non danneggiare cittadinanza e pazienti nella pur sacrosanta difesa dei nostri diritti. Pertanto, invitiamo tutti i colleghi a concentrare le loro attenzioni sulle manifestazioni in programma il 16 (astensione ed assemblee organizzative) e 17 aprile (astensione e sit in davanti la Camera dei Deputati), evitando di disperdere le energie in altre iniziative non coordinate a livello nazionale.

Il Consiglio Nazionale (S.I.G.M.)

Dipartimento Specializzandi (S.I.M.S.)

Giovani italiani, oltre 27mila all’anno fuggono all’estero. Destinazione: Germania e Gran Bretagna

di Sergio Nava

Uno spaccato inedito -per certi versi sorprendente – della nuova emigrazione professionale italiana: le nuove statistiche Aire (Anagrafe Italiani Residenti Estero) sui 20-40enni in uscita dall’Italia nel 2011 certificano il sorpasso delle regioni del Nord Italia su quelle del Sud, almeno per quanto riguarda le “forze fresche” che emigrano. La crisi sembra dunque incentivare soprattutto la fuga dei giovani settentrionali, residenti nelle zone più produttive. Un segnale allarmante.

La ricerca è stata diffusa dalla trasmissione “Giovani Talenti” di Radio 24: lo scorso anno sono state Lombardia e Veneto le regioni dalle quali sono emigrati più 20-40enni: 4.768 lombardi, 2.568 veneti. Solo al terzo posto la Sicilia (2.418 espatri), seconda nel 2010 e primatista nel decennio 2000-2010, seguita da Lazio (2.236) e Piemonte (2.197). Sesta la Campania (1.909), poi l’Emilia-Romagna (1.770), la Puglia (1.476), la Toscana (1.408) e la Calabria (1.181).

Il totale dei 20-40enni espatriati nel corso dell’anno solare è stato invece pari a 27.616, in leggera crescita rispetto al 2010, quando il dato toccò quota 27.246. È anche corretto precisare come si tratti di statistiche ufficiali, redatte sulla base di chi effettivamente si iscrive all’Aire (un obbligo di legge, dopo un anno all’estero). Ufficiosamente però, è noto come almeno un giovane su due mantenga la residenza in Italia, pur vivendo all’estero (soprattutto tra coloro che sono rimasti all’interno dell’UE), per evitare lungaggini burocratiche. I dati Aire sono quindi utili soprattutto per decifrare il fenomeno a livello di campione, tenendo presente che -ufficiosamente- potrebbero venire quantomeno raddoppiati: potremmo quindi stimare, più realisticamente, un flusso in uscita dall’Italia pari a circa 60mila 20-40enni nel 2011, sostanzialmente in linea con gli anni precedenti.

A livello statistico. Emigrano più i giovani uomini rispetto alle giovani donne: 15.569 contro 12.047, anche se nella fascia 20-30 anni lo scarto e’ minimo, e tende ad accentuarsi nella fascia 30-40 anni (9298 uomini, contro 6753 donne). Le ventenni appaiono molto più mobili della generazione che le ha precedute. Tra le destinazioni dell’espatrio “under 40″ si conferma in cima agli approdi l’Europa (18.347 giovani emigrati in altri Paesi del Continente), ed è in netta ascesa l’emigrazione verso l’America Meridionale (4201), che stacca nettamente quella verso l’America Centro-settentrionale (2653). Per Paesi, domina la classifica degli espatri dei 20-40enni la Germania (3549 emigrati), seguita dalla Gran Bretagna (3366) e dalla Svizzera (3118). Quinti gli Stati Uniti (1821), seguiti dall’Argentina (1817). Anche il Brasile, con 1461 espatri, si conferma una destinazione interessante. Tiene -nonostante la crisi- la Spagna (quinta tra le destinazioni europee, dopo la Francia): nella “top five” dei Paesi extraeuropei figurano Australia e Canada, nonostante le difficoltà per ottenere un visto di residenza permanente.

La comunità dei 20-40enni rappresenta una fetta importante sul totale degli espatriati dall’Italia, che nel 2011 ammontava -ufficialmente- a 60.635 unità: le classi più giovani e produttive rappresentano infatti il 45,54% del totale. Circa uno su quattro (il 26,47%) ha tra i 30 e i 40 anni. Una perdita netta per il sistema-Paese. La statistica Aire offre infine uno spaccato globale sul mondo dei nostri connazionali all’estero, aggiornato al 31 dicembre 2011: ben 4.208.977. Quasi quanto l’Emilia-Romagna. Se fossero una regione, sarebbero -per numero di abitanti- l’ottava regione della Penisola.

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-04-02/giovani-italiani-estero-fuga-190016.shtml?uuid=AbawF6HF&fromSearch

LETTERA APERTA DEI GIOVANI MEDICI ITALIANI ALL’ITALIA IN CRISI

Cari colleghi,

pubblichiamo la “LETTERA APERTA DEI GIOVANI MEDICI ITALIANI ALL’ITALIA IN CRISI” (scarica la lettera) inviata all’attenzione di

Presidente della Repubblica

Presidente del Consiglio dei Ministri

Presidente del Senato

Presidente della Camera

Ministro della Salute

Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Il Segretariato Italiano Giovani Medici, credendo che le richiamate parole di affetto e stima, rivolte ai giovani dal Presidente del Consiglio dei Ministri nel momento di maggior difficoltà del Paese, fossero la puntuale descrizione della terapia d’urto da attuare per curare la nostra Italia, non può credere né accettare che chi è chiamato al Governo del Paese voglia lasciarsi sfuggire il proprio capitale più prezioso.

I giovani rappresentano il futuro. Un Paese che non investe e non tutela i suoi giovani, ma li lascia andare via è un Paese destinato ad estinguersi.

I Giovani Medici Italiani

Segretariato Italiano Giovani Medici (SIGM)

Il governo vuole il sangue dei giovani medici

L’ipotesi di introdurre l’Irpef sulle borse di studio di specializzandi, dottorandi e corsisti fa infuriare la categoria. Che ha deciso di scioperare lunedì e martedì prossimo, e di protestare davanti al Parlamento

13 APR. 2012 – Come i vampiri vanno a caccia di sangue, così il governo Monti va a caccia di tasse. Tra le ultime da introdurre ci sarebbe l’Irpef per i giovani medici, ovvero coloro che ricevono una borsa di studio in cambio delle loro prestazioni sanitarie. Stiamo parlando dei medici iscritti agli anni di specializzazione, dei dottorandi e dei corsisti in medicina generale. Per farsi un’idea del balzello (contenuto nel disegno di legge “semplificazioni tributarie” attualmente in discussione alla Camera dei Deputati), per uno specializzando la decurtazione mensile sulla borsa di studio sarebbe di 300 euro.

Per far fare marcia indietro al governo, i giovani medici annunciano due giornate di sciopero, lunedì 16 e martedì 17 aprile. Data quest’ultima, in cui è in programma un sit-in davanti alla Camera, dalle 11 alle 13. A organizzare la protesta sono il Segretariato italiano giovani medici (Sigm) e la Confederazione nazionale degli specializzandi (Federspecializzandi).

Per uno specializzando, si parla di 300 euro mensili in meno, se la tassazione venisse confermata. In Italia, ha spiegato all’ANSA il presidente del Sigm Walter Mazzucco sono circa 25 mila i giovani medici interessati da questa norma, e tantissimi sono gli ospedali universitari che “si reggono sul contributo dei medici in formazione”. Strutture che, nelle due giornate, rischiano seri disagi. “Chiediamo al Governo e a tutti i gruppi parlamentari – si legge nella nota – di intervenire a correggere tale disposizione in occasione del passaggio alla Camera, affinché tale norma non finisca per produrre effetti travolgenti sul futuro del nostro Servizio Sanitario Nazionale”.

Qui la nota congiunta delle due associazioni di giovani medici.

fonte  http://www.viaemilianet.it/notizia.php?id=10834

Fisco: Irpef su borse di studio, giovani medici in rivolta

(ANSA) – BOLOGNA, 13 APR – Due giornate di ‘sciopero’ dei giovani medici italiani e un sit-in davanti alla Camera, per protestare contro un emendamento del testo di conversione del decreto fiscale, che introdurrebbe l’Irpef sulle borse di studio percepite dai medici in formazione specialistica, dottorandi, e corsisti in medicina generale. Ad invitare i colleghi a due giornate di astensione, lunedi’ e martedi’, da attivita’ assistenziali e di ricerca, sono il Segretariato italiano giovani medici (Sigm) e la Confederazione nazionale degli specializzandi (Federspecializzandi), con una nota congiunta. Il ritrovo, martedi’, sara’ in piazza del Parlamento, dalle 11 alle 13. Per uno specializzando, si parla di 300 euro mensili in meno, se la tassazione venisse confermata. In Italia, ha spiegato all’ANSA il presidente del Sigm Walter Mazzucco sono circa 25 mila i giovani medici interessati da questa norma, e tantissimi sono gli ospedali universitari che ”si reggono sul contributo dei medici in formazione”. Strutture che, nelle due giornate, rischiano seri disagi. ”Chiediamo al Governo e a tutti i gruppi parlamentari – si legge nella nota – di intervenire a correggere tale disposizione in occasione del passaggio alla Camera, affinche’ tale norma non finisca per produrre effetti travolgenti sul futuro del nostro Servizio Sanitario Nazionale”.(ANSA).

Dl fisco/Irpef sulle borse di studio, in rivolta i giovani medici

Roma, 13 apr. (TMNews) – Due giorni di protesta e un sit-in martedì 17 davanti alla Camera: i giovani medici sono sul piede di guerra contro un emendamento del testo di conversione del decreto fiscale che introdurrebbe una tassazione Irpef al 20 per cento sulle loro borse di studio. “Non vogliamo credere – si legge sul portale giovani medici – che un governo, che si è presentato dicendo ‘quello che fa bene ai giovani, fa bene al Paese’ voglia far cassa con i soldi delle borse di studio e degli assegni di ricerca, somme che garantiscono il minimo sostentamento per migliaia di giovanissimi ricercatori e medici specializzandi, quasi sempre fuori sede, che con sempre con più fatica, in questo periodo di crisi, tentano di costruirsi una esistenza indipendente e dignitosa”. Per questo, il Segretariato italiano giovani medici (Sigm) e la Confederazione nazionale degli specializzandi (Federspecializzandi), invitano i colleghi specializzandi, dottorandi, borsisti e assegnisti ad astenersi da ogni attività lavorativa assistenziale e di ricerca a partire dal 16 aprile e a partecipare al sit-in di protesta martedì 17, dalle 11 alle 13, a piazza del Parlamento a Roma.

MANIFESTAZIONE DI TUTTI GLI SPECIALIZZANDI MEDICI – LUNEDI’ 16 APRILE ORE 10.00 A MILANO IN PIAZZA CAVOUR!!!

MANIFESTAZIONE DI TUTTI GLI

SPECIALIZZANDI MEDICI  DI MILANO!!!

LUNEDI’ 16 APRILE ORE 10.00

A MILANO IN PIAZZA CAVOUR!!!

Non vogliamo credere che un Governo, che si presentato dicendo “quello che fa bene ai giovani, fa bene al Paese” voglia far cassa con i soldi delle borse di studio e degli assegni di ricerca, somme che garantiscono il minimo sostentamento per migliaia di giovanissimi ricercatori e medici specializzandi, quasi sempre fuori sede, che sempre pia fatica, in questo periodo di crisi, tentano di costruirsi una esistenza indipendente e dignitosa.

Il Segretariato Italiano Giovani Medici (S.I.G.M.), in accordo con la Confederazione Nazionale dei Medici Specializzandi(FederSpecializzandi), al fine di esprimere la più totale disapprovazione nei confronti dell’emendamento che, nell’ambito del disegno di legge “semplificazioni tributarie” attualmente in discussione alla Camera dei Deputati, introdurrebbe latassazione IRPEF sulle borse di studio percepite dai medici in formazione specialistica, i dottorandi, e i corsisti in medicina generale.

Comunicato stampa congiunto GIOVANI MEDICI (S.I.G.M.) Federspecializzandi 

(scarica il testo completo)

Invitano pubblicamente i colleghi appartenenti alla suddette categorie all’astensione dalle quotidiane attività assistenziali e di ricerca nelle giornate del 16 e 17 Aprile 2012 ed alla partecipazione alle assemblee pubbliche che verranno indette autonomamente dai comitati locali di ciascun Ateneo nelle medesime giornate.

Inoltre, per amplificare la voce unita dei giovani medici italiani è stata indetta per martedi 17 Aprile 2012 una manifestazione nazionale che si terrà nella Piazza del Parlamento di Roma dalle ore 11.00 alle ore 13.00.

Tra le ultime news apprendiamo dalla segreteria particolare del Ministro dell’Istruzione Università e Ricerca, sollecitata dal nostro Segretariato, che il MIUR avrebbe direttamente investito il proprio ufficio legislativo al fine di esprimere parere di netta contrarietà al testo approvato dal Senato.

L’invito ai colleghi è, in ogni caso, quello di non dimenticare la responsabilità sociale e la dignità della nostra professione che ci impongono, tra l’altro, di comunicare per tempo la nostra astensione ai servizi di riferimento al fine di non danneggiare cittadinanza e pazienti nella pur sacrosanta difesa dei nostri diritti. Pertanto, invitiamo tutti i colleghi a concentrare le loro attenzioni sulle manifestazioni in programma il 16 (astensione ed assemblee organizzative) e 17 aprile (astensione e sit in davanti la Camera dei Deputati), evitando di disperdere le energie in altre iniziative non coordinate a livello nazionale.

Il Consiglio Nazionale (S.I.G.M.)

Dipartimento Specializzandi (S.I.M.S.)

 

Borse di studio tagli da 300 euro al mese specializzandi

in rivolta in tutta Italia!!

 

E’  una vera e propria mega stangata quella che stanno preparando per gli specializzandi di medicina e chirurgia. Una legge già passata in senato (la minuscola iniziale è voluta) ridurrebbe le borse di studio dei medici in formazione, già tra le più basse d’Europa, di ulteriori 300 euro al mese, dopo il taglio già effettuato due mesi fa. Tutto questo fa infuriare i giovani medici che stanno organizzando proteste in tutta Italia per cercare di arginare questa estorsione legalizzata, considerando che sulla base del compenso dell’attuale borsa di studio, molti professionisti in formazione hanno acceso mutui e messo su famiglie che, nella maggior parte dei casi, stentano ad andare avanti con questa sola entrata. Alle porte c’è anche uno sciopero generale degli specializzandi che, con buona probabilità, bloccherebbe l’attività in gran parte degli ospedali universitari, che si reggono sulle spalle di medici sottopagati e sfruttati.

www.giovanemedico.it

http://www.amanteaonline.it/borse-di-studio-tagli-da-300-euro-al-mese-specializzandi-in-rivolta-in-tutta-italia-797629.html

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LETTERA APERTA DEI GIOVANI MEDICI ITALIANI ALL’ITALIA IN CRISI

Cari colleghi,

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Presidente della Repubblica

Presidente del Consiglio dei Ministri

Presidente del Senato

Presidente della Camera

Ministro della Salute

Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Il Segretariato Italiano Giovani Medici, credendo che le richiamate parole di affetto e stima, rivolte ai giovani dal Presidente del Consiglio dei Ministri nel momento di maggior difficoltà del Paese, fossero la puntuale descrizione della terapia d’urto da attuare per curare la nostra Italia, non può credere né accettare che chi è chiamato al Governo del Paese voglia lasciarsi sfuggire il proprio capitale più prezioso.

I giovani rappresentano il futuro. Un Paese che non investe e non tutela i suoi giovani, ma li lascia andare via è un Paese destinato ad estinguersi.

I Giovani Medici Italiani

Segretariato Italiano Giovani Medici (SIGM)

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Vota il sito TRAPANIMARTINO su net-parade !!!

Caro Visitatore,

Ti chiedo gentilmente di  votare IL SITO TRAPANIMARTINO, SU NET-PARADE!!!

E’ FACILE E VELOCE!!!

grazie mille                                          PER VOTARE CLICCA QUI !!

Il sito “TRAPANIMARTINO” nasce per informare i colleghi medici e le persone, con le notizie sulla medicina, e non solo, lette e riadattate, tratte dalla lettura di riviste scientifiche nazionali ed internazionali, ma anche da altri Blog e riviste on-line. Curato da Martino Massimiliano Trapani

 

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