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Milano, richiamo dell’Ordine ai medici: state attenti a come usate i social

Nel mirino l’uso di Facebook e Instagram. Già partito un corso per imparare la comunicazione. Il presidente dell’Ordine Rossi: “Abbiamo ricevuto segnalazioni di commenti poco consoni alla professione”

di ALESSANDRA CORICA

Selfie e video. Ma non solo. “Perché le segnalazioni che ci arrivano in merito a commenti, spesso esecrabili e fuori luogo, postati sui social network, sono sempre più frequenti”, dice il presidente, Roberto Carlo Rossi. Anche a Milano l’Ordine dei medici richiama i camici bianchi a fare attenzione, e ad evitare l’uso troppo “spensierato” dei social. Con foto e commenti postati “in libertà”, senza la consapevolezza “che Facebook o Instagram ormai non sono spazi privati. Ma vere e proprie piazze pubbliche, dove quello che il medico scrive e pubblica è a disposizione di tutti. Per questo, deve fare attenzione”, dice il presidente dell’Ordine. Che nelle scorse settimane ha lanciato una scuola di comunicazione indirizzata ai medici, con lezioni all’ospedale di Rho. Ai camici bianchi vengono spiegati sia i principi base da seguire, per avere una buona dialettica con i pazienti. Sia le modalità con cui devono essere usati strumenti delicati come i social, “nel rispetto dei principi etici e deontologici della professione”, dice Rossi.

Ricapitoliamo. Nei giorni scorsi la Federazione nazionale dell’ordine dei medici ha girato a tutti gli ordini provinciali – quello di Milano è, con i suoi 25mila iscritti, il secondo in Italia, dopo quello di Roma – una comunicazione stilata dal ministero della Salute. Che impone uno stop a selfie e video girati da medici e operatori in ospedale: una pratica sempre più frequente. E che spesso avviene in violazione di principi quali il rispetto per il paziente e l’etica professionale. “A Milano questo problema è meno sentito – ragiona Rossi – ma questo non vuol dire che non si debba fare attenzione. Oltretutto, abbiamo ricevuto diverse segnalazioni in merito a commenti poco consoni all’etica, scritti da colleghi e postati sui social. Si tratta di frasi sia contro altri colleghi, sia contro gli stessi pazienti: inaccettabili per chi fa il nostro lavoro. Sono numeri piccoli. Ma se fino a un paio d’anni fa le segnalazioni del genere erano una all’anno, adesso sono una ogni due mesi”. Di qui, il richiamo dell’ente affinché ci sia più attenzione sul tema. Pena, le possibili sanzioni: “Abbiamo sospeso un collega tempo fa a causa di un commento esecrabile che aveva postato online – spiega Rossi – . Proprio per questo, riteniamo importante investire nella comunicazione in sanità: è un tema sempre più di attualità”.

È in questa direzione, allora, che si muove il corso iniziato lo scorso 15 marzo, e in programma fino a novembre, a Rho, organizzato dall’Ordine insieme con l’ospedale, l’Associazione italiana giornalismo responsabile e la onlus Lampada di Aladino. Una vera e propria “scuola di comunicazione”

per i medici, con lezioni di tre ore ciascuna per spiegare ai camici bianchi come utilizzare il web e i social network, e poi come rapportarsi al paziente (e ai suoi familiari) soprattutto in momenti delicati e di fronte a tematiche complesse, come quelle del fine-vita. Obiettivo, creare un decalogo per gli operatori sanitari, con le regole fondamentali da seguire per far sì che il percorso di cura si sposi con una buona comunicazione, utile per far stare meglio il malato.

http://milano.repubblica.it/cronaca/2017/04/16/news/milano_richiamo_ai_medici_attenti_a_come_usate_i_social-163098339/

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Professione medica (e cittadino) in pericolo

Bollettino Ordine Provinciale Medici Chirurghi e Odontoiatri Milano Gennaio-Marzo 2011

Di Ugo Garbarini

 

Un problema importante, che si affaccia all’orizzonte del mondo sanitario ma che già era previsto come una incombente minaccia, è quello della progressiva carenza di personale medico. Recentemente è stato rilevato che, a tutt’oggi, mancano 47.000 medici. Questa carenza è stata sino ad ora fronteggiata con l’assorbimento dei laureati della bolla degli anni ’80 ma il futuro si prefigura drammatico.  E’ prevista l’uscita dalla professione attiva entro il 2025 del 38% dei medici che oggi hanno un’età tra i 51 e i 59 anni e di poco cambiano le prospezioni se si aumenta di due anni l’uscita dal servizio attivo.  Si prevede un’uscita nei prossimi 10-15 anni di 115.000 medici: lascerà la professione il 48% dei medici della dipendenza, il 62% dei medici convenzionati per la Medicina Generale, il 58% dei pediatri di libera scelta, il 55% degli specialisti ambulatoriali. Nel contempo, si allarga sempre più assurdamente la forbice tra le iscrizioni all’Università ed il fabbisogno di medici. Questo è il frutto di un’incapacità di previsione e quindi di programmazione: dalla liberazione degli accessi a Medicina con la legge Codignola e la conseguente pletora con la dequalificazione dei contenuti formativi alla carenza di fatto già presente a dimostrazione dell’incapacità dei reggitori della cosa pubblica di pensare molto, molto avanti spinti solo dal quotidiano: la politica delle pezze applicate qua e là ove si rendono necessarie.
Ci si verrà a trovare come l’Inghilterra con la necessità di chiamare medici da ogni dove per operirne la mancanza. Il momento critico è previsto a partire dal 2015 ma, già oggi, mancano radiologi e anestesisti per non parlare dei pediatri, degli ortopedici, dei ginecologi.
Questo è stato l’argomento dibattuto nel corso del Convegno romano indetto dalla FNOMCeO nei giorni 2-3 dicembre. Il punto nodale è la riqualificazione della professione soprattutto dal punto di vista “umanistico” ma si è focalizzata l’attenzione sull’urgenza di ribaltare, modificandola, la politica di ingresso alla Facoltà, eliminando o riducendo quegli assurdi test nozionistici, sostituendoli magari con test psicoattitudinali che potrebbero dare più qualità alla professione.
Ma a poco servirebbe aumentare il numero degli accessi a Medicina, solo modestamente aumentato in questi ultimi tempi, se non si dilata il collo di bottiglia dell’accesso alle specializzazioni. E’ necessario togliere quell’assurda disposizione per cui solo specialisti possono entrare negli ospedali formando gli stessi, piccoli numeri comunque, nelle corsie universitarie. Occorre che l’Università faccia qualche passo indietro e nulla togliendo delle loro competenze, consentire che gli Ospedali , avendone i requisiti, diventino centri di formazione degli specialisti affiancando le scuole di specializzazione. Si eliminerebbe il buco temporale e il vuoto assistenziale nell’attesa che dalle Scuole di Specialità escano i pochi specialisti formati premessa obbligatoria per entrare nel ruolo ospedaliero. A fronte dell’indebolimento del comparto medico abbiamo segnali preoccupanti da altre parti: nel momento in cui si parla di abolizione degli Ordini professionali, ne sono in gestazione cinque nuovi con ventidue albi di professioni sanitarie indipendenti.
La sovrapposizione di queste con gli ambiti lavorativi propriamente medici prefigura scenari di conflitti soprattutto laddove i medici siano carenti.  In alcune regioni quali la Toscana e l’Emilia con il progetto “see and treat” e con il “fast and track surgery” già si invade violentemente l’ambito medico della diagnosi e della cura, attribuendo ad infermieri pur “adeguatamente formati” decine di funzioni di pertinenza medica.  Ci siamo opposti, aderendo alla denuncia alla Procura fatta dall’Ordine di Bologna prefigurandosi n capo ai medici, comunque considerati responsabili, ipotesi di prestanomismo e agli esecutori, di abusivismo.  Non mancano segnali anche nella nostra regione. Si sta inserendo in Lombardia, si direbbe quasi alla chetichella, qua e là in qualche provincia, un’operazione di riforma del servizio del “118” che prevede la scomparsa del medico sostituita dall’infermiere ovviamente “adeguatamente formato”.  Queste operazioni non sono esenti da evidenti criticità: da un punto di vista della difesa del cittadino e, perché no, della nostra categoria che vede molti medici del tutto disoccupati o sotto-occupati con paghe orarie indegne.
La medicina è professione, lo si riconosca, difficile che richiede tanto sapere e tanto saper fare. Il medico è formato per questo e non a caso la facoltà medica è quella che, da sempre, ha richiesto più anni di studio, anni che ora sono ancor più aumentati quando si pensi ai corsi di specializzazione e a quelli di formazione per il medico di medicina generale, vera e propria nuova specialità.
E’ anche evidente che, nell’emergenza e nell’urgenza, non si tratta solitamente di fare diagnosi di difficili e rare patologie ma si tratta, pur sempre, di essere in grado di operare una tempestiva valutazione delle condizioni per attuare un’ altrettanto tempestiva terapia di supporto e di stabilizzazione delle condizioni. Qual è per tutto questo l’adeguata formazione di qualche mese peraltro di figure diverse da quella del medico? Perché non è poca cosa quella che si richiede agli infermieri dei Msi nel momento in cui si parla di effettuare la “valutazione dell’evento e del paziente (diagnosi!) incluso il riconoscimento di condizioni complesse (!!) che vengono rilevate e trasmesse al medico presente nella centrale operativa attraverso la telemetria e le telecomunicazioni…”. Su questa base si afferma, ciò non di meno, che il medico della Coeu (acronimo di centrale operativa emergenze-urgenze) è “responsabile della formulazione dell’ipotesi diagnostica e dell’eventuale prescrizione farmacologica”.  L’Ordine ha preso una posizione netta contro il documento “ruoli e funzioni del medico nelle equipe multi professionali” con un forte richiamo e altrettanto forte richiesta di intervento della Federazione sul tema dalla quale ci si aspetterebbe una maggior forza di intervento.  La clinica non esiste più, la semeiotica a seguire, la medicina, come andrebbe praticata, anche. Ipotizziamo, così tanto per fare un esempio, il caso di un paziente affetto da una pur rara angina di Prinzmetal in cui l’onda lesionale patognomonica, al momento della registrazione elettrocardiografica, si è già riportata all’isoelettrica. Il tracciato, che può essere del tutto normale, trasmesso in telemetria al medico responsabile (in realtà semplice lettore) non potrà che indurlo a formulare un giudizio di normalità. Cosa succederà?
Sono tutte fughe in avanti sottese da motivazioni anche, all’apparenza, etiche: aumentare gli stazionamenti di pronto soccorso, ridurre i costi, in sostanza dare di più in quantità spendendo di meno. Ma, come da sempre sosteniamo, la strada perseguita può essere fonte di molti dispiaceri.
Non parliamo poi delle farmacie assunte al rango di punto centrale dell’assistenza sanitaria con la fornitura di molti servizi anche diagnostico-strumentali. Si comincia sempre da qualche esperienza nata in altre realtà geodemografiche che vengono poi trasferite, pari pari, nel nostro contesto. Su un recente numero degli Archives of Internal Medicine (170:1634-1639) si esperimenta il coinvolgimento dei farmacisti nel trattamento e nella gestione dell’ipertensione arteriosa con possibilità di aggiustamento anche della terapia.  L’Ordine ha fatto sentire la sua forte (ma flebile nel contesto del silenzio altrui) voce contro il D.Lgs 153/2009 sulla centralità delle farmacie nel coordinare l’attività di infermieri e medici del territorio.  Questa è una situazione che impone tempestivi e robusti interventi da parte della Federazione e da parte dei singoli Ordini per la difesa della Medicina, del cittadino e degli iscritti già sin troppo penalizzati ed umiliati.

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Roma, 30 ottobre- 1° novembre: Congresso Nazionale SIGM, “Il ruolo del Giovane Medico nel SSN: meno politica e più merito nella Sanità del futuro”

 
Il 3031 ottobre e il 1° novembre  si svolgerà a Roma il Congresso Nazionale SIGM su: “Il ruolo del Giovane Medico nel SSN: meno politica e più merito nella Sanità del futuro”. L’obiettivo è quello di promuovere un movimento culturale e di pensiero finalizzato a: 1) dare un contributo qualificante alla formazione dei giovani medici, ai profili etici e sociali della professione medica, alla crescita intellettuale, professionale, deontologica delle nuovi classi mediche; 2) preservare le motivazioni iniziali che hanno indotto i giovani a intraprendere il lungo percorso formativo della medicina, salvaguardando l’attenzione alla cura della persona globalmente intesa, prima ancora che al paziente-utente; 3) creare i presupposti per favorire il dialogo tra medicina universitaria, ospedaliera e territoriale, superando gli steccati posti in essere  dalla ultraspecializzazione e dalla mancanza di una cultura di Sistema e di rete che quotidianamente produce carenze, disservizi e spreco di risorse.
L’evento potrà vantare la partecipazione di relatori di alto profilo professionale.

Per informazioni: Segretariato Italiano Medici e Specializzandi – recapiti tel. 3382166287 – 3483644406 – 3294191718 (dottori: Martino Trapani,Francesco Macrì, Marco Mafrici) – e-mail: simsroma@yahoo.it
 

 
 
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«Noi, ragazzi segregati nei college per evitare il contagio»

La nuova influenza A Londra né piscina né uscite serali. Il ministero del Welfare: consultare il medico prima di partire

«Noi, ragazzi segregati nei college per evitare il contagio»

LONDRA – «Da qui non si esce, giriamo col sapone antibatterico e ci
laviamo le mani venti volte al giorno». In vacanza con la nuova
influenza. Sedici anni, milanese, Gilberto è uno dei 160 ragazzi
italiani arrivati il 6 luglio a Birmingham per un soggiorno studio alla
Aston University. Qui si sono registrati due dei 48 casi di sospetta
influenza A tra gli italiani in Gran Bretagna. «Per il primo l’ ipotesi
ormai è scartata – spiega al Corriere Martino Trapani, medico dello
staff che ha accompagnato gli studenti – e il secondo è in isolamento,
si tratta di una ragazza di sedici anni che terremo sotto controllo
fino a domattina (oggi per chi legge, ndr). Se a 48 ore dall’ insorgere
dei sintomi la febbre persiste, dobbiamo avvertire un medico britannico
che prescriva il ciclo di Tamiflu; non possiamo portare i casi sospetti
in ospedale, per evitare di contagiare pazienti con altri problemi. La
situazione è sotto controllo, abbiamo spiegato ai ragazzi come
cautelarsi e loro sono tranquilli». Valentina, 17 anni, di La Spezia,
la prende con filosofia: «Cerchiamo di vivere quest’ esperienza con
serenità». Più pragmatico Danilo, che arriva dalla provincia di Fermo:
«L’ importante è evitare i luoghi affollati, vorrei tranquillizzare i
miei genitori in Italia». E c’ è chi s’ ingegna, come Diego, ultimo
anno del liceo scientifico di Mondragone, provincia di Caserta: «Ho le
mie posate personali, evito di toccare le porte con le mani o i
pulsanti in ascensore». Pranzo e cena in piccoli gruppi per ridurre al
minimo il rischio di contagio, niente piscina perché in acqua il virus
contenuto nelle goccioline di tosse e starnuti si trasmetterebbe
subito. Banditi Harrods, Torre di Londra e metropolitana nelle ore di
punta per i 25 allievi della scuola media Fabrizio De André di
Peschiera Borromeo, provincia di Milano, che dal 5 luglio studiano con
21 coetanei di San Giuliano Milanese al King’ s College di Hampstead,
Londra, da dove ripartiranno domani. «Dei nostri, 19 hanno presentato
sintomi riconducibili alla nuova influenza, uno è in profilassi – dice
la professoressa della De André Rita Vecchio -. I primi sei sono
guariti con semplici antipiretici, gli altri hanno preso il Tamiflu.
Nel secondo gruppo due ragazzi sono sotto terapia e tre in profilassi.
È difficile distinguere la semplice influenza dalla nuova poiché i
sintomi sono gli stessi e qui non fanno il tampone faringeo, quello che
impressiona è la velocità del contagio. Il problema è stato trovare un
medico, il sistema è in tilt». Casi sospetti tra italiani sono stati
segnalati anche a Oxford e Norwich. Il nostro ministero del Welfare
invita a consultare il medico prima di partire per l’ estero. «Ci sono
60 milioni di persone terrorizzate», ha detto Laurence Buckman dell’
Associazione Medici britannici. Sono 55 mila i nuovi casi nell’ ultima
settimana, 29 le morti ricondotte al virus H1N1 (sempre accompagnato da
altre patologie). Ieri il quotidiano Evening Standard ha riportato la
storia di Ruptara Miah, 39 anni, originaria del Bangladesh morta lunedì
al Whipps Cross Hospital. Aveva appena partorito, il bambino è in
terapia intensiva. Maria Serena Natale

Natale Maria Serena

Pagina 18
(18 luglio 2009) – Corriere della Sera

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Se qualcuno pensa di fare il medico in AUSTRALIA

Se qualcuno pensa all AUSTRALIA a questo indirizzo web troverà le info
sull’ equipollenza dei titoli stranieri verso quelli australiani sia a
livello di medico di base che a quello specialistico (c’e’ scritto
quali procedimenti bisogna avviare per la parificazione dei titoli
stranieri)

http://www.amc.org.au/home.asp

al
sottostante indirizzo invece ci sono info da parte di un sito che si
propone di aiutare e fornire asistenza ai medici e specialisti che
vogliano venire a lavorare in Australia e in Nuova Zelanda con relativi
stipendi e detrazioni tasse:

http://www.imrmedical.com/home.htm

per
le singole specialita’ invece bisogna fare una ricerca sui siti degli
ospedali delle rispettive citta’ nelle quali si intende specializzarsi
e li’ si trovano info dettagliate sulle specialita’ disponibili, sui
programmi e la durata.

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TELEGIORNALE CORSO ERICE- SICILY “GESTIRE L’ OSPEDALE”

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Fare il medico in Inghilterra

Medici nel Regno Unito

di Bernd Faas

Il sistema sanitario
inglese (National Health System – NHS), trascurato per molti anni dal
governo, ha visto negli ultimi tempi forti investimenti statali.
Intanto i medici che si sono laureati, non sono sufficienti a coprire
tutti i posti vacanti. Di conseguenza gli ospedali si sono mossi
all’estero per trovarli. Con grande successo: oggi, tra Dover e
Inverness, lavorano numerosi medici provenienti da tutta Europa, ma
anche dall’India, dall’Africa del Sud e da altre ex-colonie inglesi.
Sono occupati sia nel praticantato sia come medici di base e
specializzati.

La situazione, che due-tre anni fa era
estremamente favorevole a chi faceva domanda, al momento è cambiata:
esiste un’alta concorrenza, in particolare per i posti nel praticantato
mentre per i medici di base è meno agguerrita. Tuttavia ci sono ancora
interessanti possibilità.

La domanda può essere presentata sia
tramite un’agenzia di collocamento privata sul posto, servizio gratuito
per i giovani medici, sia rivolgendosi direttamente agli ospedali
inglesi (NHS Trust), le cui inserzioni vengono pubblicate sul British
Medical Journal (BMJ).

Nel primo caso tenete conto di circa 6
mesi di attesa, mentre nel secondo le cose vanno più veloci. Per
informazioni ci si può eventualmente rivolgere anche al servizio di
collocamento europeo Eures nella propria regione.

I documenti
necessari per la domanda sono il curriculum vitae e delle referenze
(INDISPENSABILI !), ad es. di medici con cui si è già collaborato, il
tutto ovviamente tradotto in inglese. Per sapere se si è stati ammessi
al colloquio di selezione, è sempre meglio telefonare qualche giorno
dopo la “closing date”, data ultima per l’inoltro della domanda. Se si
è sulla “short list”, allora il primo passo è fatto.

Passiamo al
colloquio nell’ospedale, che viene tenuto dal primario del reparto in
cui si vorrebbe essere inseriti. Le domande vertono sulle motivazioni e
sulle precedenti esperienze lavorative. Di solito la decisione se
accettare o meno il candidato viene presa subito.

Prima di
iniziare il lavoro nel Regno Unito, un Junior house officer (JHO), o
Pre-registration officer (PRHO) o House officer (HO) – questi sono gli
appellativi con cui si designa il medico che fa praticantato – deve
avere una registrazione temporanea presso il General Medical Council di
Londra.

Bisogna presentare gli originali e la traduzione
autenticata del permesso ad esercitare, del diploma di laurea, la carta
d’identità o il passaporto. Il tempo di evasione di questa domanda è di
circa 2 settimane; senza questa registrazione non si può lavorare, ma
poi non si hanno più limiti burocratici.

Il periodo di tirocinio
è di 18 mesi, ed è necessario cambiare ospedale in quanto il posto di
solito viene assegnato per 6 mesi. I reparti in cui si lavora sono
quelli di medicina interna o chirurgia e si è inseriti in un team
guidato dal primario (consultant), da uno specialista (senior o
specialist registrar) e da un assistente (senior house officer).

Nell’ambito
della chirurgia si è direttamente sotto la responsabilità del primario;
tra i compiti ci sono quelli di riferire al primario i dati dei
pazienti, ordinare le analisi, raccogliere i risultati, organizzare le
terapie.

Vengono poi tenute lezioni teoriche settimanali in diverse specializzazioni ed incontri per discutere i diversi casi clinici.

Il
sevizio di pronto soccorso “First on call”, consiste nel seguire le
urgenze in entrata, spesso contemporaneamente al normale lavoro.
Nell’ambito del servizio di pronto soccorso “the second on call”,
invece, ci si occupa dei pazienti in reparto.

Infine, se si
riesce a diventare “Senior house officer” in chirurgia, si hanno grosse
possibilità di effettuare operazioni chirurgiche autonomamente e quindi
maggiori possibilità di ottenere l’autorizzazione all’esame di
specializzazione.

Se nella chirurgia è necessaria velocità di
azione, nella medicina interna i tempi di riflessione sono più lunghi,
si ha maggiore contatto con il primario, compreso il “bedside teaching”.

Anche
qui, come in chirurgia, quando si è di turno al pronto soccorso, è
indispensabile far ricontrollare le proprie diagnosi ad un medico più
esperto. La collaborazione dei colleghi e del personale infermieristico
è un elemento fondamentale.

Il “Junior house officer” lavorerà
in particolare a stretto contatto con la “ward-clerk”, segretaria di
reparto, che si occupa della trascrizione di tutti i dati e della
burocrazia collegati ad una degenza.

Dati generali del praticantato

Orario lavoro

C.
40 ore settimanali, dalle 9 alle 17, a cui aggiungere il servizio di
pronto soccorso e i turni di notte (che dipendono dal contratto e
dall’ospedale). Di solito un Junior House Officer fa pronto soccorso
ogni 5 gg. Durante le sostituzioni per ferie questi turni raddoppiano.

Stipendio

Indicativamente
dalle 19.000 sterline lorde, a cui sono da aggiungere le indennità per
le sostituzioni per ferie e i turni di notte.

Alloggio

Generalmente
l’ospedale mette a disposizione un alloggio gratuito all’interno dello
stesso impianto ospedaliero. Spesso lo si condivide con altri JHO.

Ferie

12-14 gg. ogni 6 mesi

Contratto

Di solito la durata è di 6 mesi.

Indirizzi utili:

General Medical Council – GMC

178, Great Portland Street

London W1N 6JE

Tel.: 0044 (0)20 7580 7642

Fax: 0044 (0)20 7436 1383

http://www.gmc-uk.org

British Medical Association – BMA

BMA House, Tavistock Square

London WCIH 9JP

Tel.: 0044 (0)20 7387 4499

info.web@bma.org.uk

http://www.bma.org.uk/

“British
Medical Association” è l’associazione professionale per medici e
rappresenta tutte le specializzazioni. Tra i 130.000 membri ci sono
anche 14.000 studenti di medicina. Offre una variegata gamma di
servizi, inclusa la consulenza per tutte le questioni riguardanti il
lavoro. Nel settimanale si trovano moltissimi annunci di lavoro.

National Advice Centre for Postgraduate Medical Education

PO Box 2516, St James House

Bristol BS2 2AA

Tel.: 0044 (0)117 915 7069

nacpme@nhscareers.nhs.uk

http://www.nhscareers.nhs.uk/nacp

me/

NACPME è un servizio informativo per medici proveniente dall’estero che vogliono formarsi oppure lavorare nel Regno Unito.

Riviste:

British Medical Journal

http://www.bmj.com

http://www.bmjcareers.com/juniorcomp

British Journal of General Practice

http://www.rcgp.org.uk

Hospital Doctor

http://www.hospital-doctor.net

Siti utili:

http://www.jobs.nhs.uk

Posti di lavoro nel servizio sanitario inglese.

http://www.nhscareers.nhs.uk

Informazioni dettagliate sulle opportunità di lavorare nel servizio sanitario inglese.

http://www.wales.nhs.uk

Posti di lavoro nel servizio sanitario del Galles.

http://www.bmjcareers.com

Copre
tutte le specializzazioni della professione medica; circa 1650 offerte
all’inizio novembre; ricerca per località, professione e keyword;
domanda tramite email direttamente all’agenzia oppure datore di lavoro;
è necessario registrarsi per inserire il CV.

http://www.thelancet.com

Per
medici generali e specialistici; circa 70 offerte di lavoro all’inizio
novembre; ricerca per specializzazione e keyword; descrizione
dettagliata con indirizzo di contatto in ogni offerta.

http://www.jobsinhealth.co.uk

Copre
tutto il settore della sanità; circa 500 offerte all’inizio novembre,
da infermiere a medico specialista; ricerca per località, professione e
keyword; domanda tramite email direttamente all’agenzia oppure al
datore di lavoro; è necessario registrarsi per inserire il CV.

http://www.medic8.com/medicaljobs.htm

Portale in lingua inglese su tutti gli aspetti della sanità.

Royal College of General Practitioners

http://www.rcgp.org.uk

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Procedura di riconoscimento professionale -SPAGNA-

Procedura di riconoscimento professionale tramite Direttive Settoriali

Questo sistema di riconoscimento professionale fa riferimento a una serie di Direttive che stabiliscono la procedura per il riconoscimento di alcune professioni regolamentate per le quali è stato raggiunto un coordinamento previo delle formazioni in tutta l’Unione Europea.

La richiesta di riconoscimento si dovrà far con riferimento a qualcuno dei seguenti titoli ufficiali esitenti in Spagna:

* Médico y Médico Especialista
* Enfermero responsable de cuidados generales
* Matrona
* Odontólogo
* Veterinario
* Farmacéutico
* Arquitecto

Per avviare la procedura si deve presentare una domanda scritta

(http://web.micinn.es/04_Universidades/022EdUnSu/06@Titulaciones/031HoDeTi/071ModelosSolic/Reconocimiento%20sectoriales%20%20MICINN.doc) con allegati i documenti seguenti:

a) Certificazione della cittadinanza o fotocopia conforme all’originale del passaporto o della carta d’identità.

b) Fotocopia conforme all’originale del titolo accademico o della certificazione attestante il suo conseguimento.

c) Fotocopia conforme all’originale del titolo professionale (Esame di Stato).

d) Fotocopia conforme all’originale della certificazione degli studi effettuati in cui risultino gli anni scolastici, esami, votazioni riportate, crediti e campus universitari frequentati).

Per quanto riguarda i requisiti formali dei documenti (vedere scheda Informazioni relative all’autentica, legalizzazione e traduzione di atti).

http://www.mepsyd.es/exterior/it/it/titulos/autenticazione.shtml

Con carattere generale sarà necessario allegare fotocopia conforme all’originale del titolo accademico e del titolo professionale nonché una certificazione della cittadinanza comunitaria del richiedente o copia conforme all’originale del passaporto o della carta d’identità. Si dovrà allegare ai documenti la relativa traduzione in lingua spagnola. Non è richiesta la legalizzazione dei documenti visto che il riconoscimento attraverso Direttive Comunitarie è solo possibile per i professionisti dell’Unione Europea.

La domanda potrà essere inoltrata al Ministerio de Ciencia e Innovación, organo competente per la risoluzione del riconoscimento delle professioni regolate dalle Direttive Settoriali oppure alla Consejería de Educación, Piazza dell’Oro 3-3º- 00186 Roma. Inoltre, in conformità con quanto stabilito dall’art. 38.4 della Legge 30/92, le domande potranno essere presentate presso gli uffici e rappresentanze diplomatiche spagnole o tramite posta raccomandata.

L’iter procedurale ha una durata di circa 3-4 mesi. Visto il sistema di riconoscimento diretto stabilito dalle Direttive Settoriali, la risoluzione sarà favorevole al riconoscimento sempre che il richiedente accrediti sufficientemente tutti i requisiti previsti dalla normativa.

Una volta ottenuto il riconoscimento professionale si potrà esercitare la professione in Spagna. Esistono due modalità per l’esercizio professionale:

STABILIMENTO PERMANENTE IN SPAGNA

È necessario rivolgersi al relativo Albo professionale, apportando:

MEDICI/MEDICI SPECIALISTI/INFERMIERI/ODO

NTOIATRI/VETERINARI/OSTETRICI

* Sono richiesti gli stessi requisiti che ai professionisti spagnoli, certificazione che attesti che il richiedente non è stato inabilitato temporanea o definitivamente all’esercizio della professione (rilasciata entro i tre mesi precedenti alla data di presentazione).

FARMACISTI:

* Certificazione rilasciata nel paese di provenienza che attesti che il richiedente è in possesso di tutti i requisiti necessari per l’esercizio della professione.

ARCHITETTI:

* Domicilio in Spagna (privato e professionale).
* Denominazione professionale.
* Certificazione relativa ad eventuali procedimenti disciplinari (rilasciata entro i tre mesi precedenti alla data di presentazione).

STABILIMENTO TRANSITORIO IN SPAGNA

È necessario rivolgersi all’Albo professionale apportando:

MEDICI/MEDICI SPECIALISTI/INFERMIERI/ODONTOIATRI/VETERINARI/OSTETRICI

* Sono richiesti gli stessi requisiti che ai professionisti spagnoli. Non è necessaria l’iscrizione in Spagna all’Albo professionale e unicamente si dovrà presentare, prima del compimento dell’incarico concreto di cui si tratti, una certificazione che attesti che si è in possesso di tutti i requisiti necessari per esercitare la professione nel paese di provenienza (rilasciata entro i tre mesi precedenti alla data di presentazione).

FARMACISTI:

* Non è stato regolamentato il diritto della prestazione transitoria di servizi.

ARCHITETTI:

* Si dovrà formalizzare l’iscrizione transitoria all’Albo professionale apportando una certificazione che attesti che il richiedente svolge regolare attività professionale nel paese di provenienza (rilasciata entro i tre mesi precedenti alla data di presentazione).

Consejería de Educación, Política Social y Deporte
EMBAJADA DE ESPAÑA
Piazza dell’Oro, 3 00186 Roma.-
Tel. 00-39 06 68307303
Nueva dirección de correo electrónico: consejeria.it@mepsyd.es

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Fare il medico in Svezia


Svezia: il settore della salute
di Bernd Faas

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In
tutto il mondo è rinomato l’eccellente welfare state svedese, mantenuto
ad alto livello anche in questo periodo, quando tutti i paesi stanno
riducendo il proprio.

Esso copre tutta la popolazione con
un’assicurazione sanitaria nazionale che fornisce assistenza medica,
ospedaliera e in parte dentistica, totalmente gratuita o comunque a
basso costo.

Il servizio sanitario è gestito da un apposito
ministero, il Riksförsäkringsverket (Ufficio nazionale per la sicurezza
sociale); a livello locale è presente con uffici (Försäkringskassan)
che provvedono ad erogare le pensioni ed i benefit.

Il sistema è
decentrato nei consigli locali che provvedono a gestire sia i fondi sia
i servizi. I consigli locali hanno una propria autonomia resa possibile
dalla gestione delle tasse.

Attualmente in Svezia ci sono circa
30.000 medici. L’80% è impiegato nel servizio pubblico: 12.000 in
ospedale e 4.500 nella medicina di base); i rimanenti sono docenti
universitari, medici privati o impiegati nelle aziende farmaceutiche.

In
alcune specializzazioni esiste già oggi una mancanza di personale che
nei prossimi anni dovrebbe aumentare con il pensionamento di molti
medici e la mancanza di nuovo personale qualificato.

Negli anni
scorsi il mercato del lavoro svedese ha avuto, in generale,
un’evoluzione molto positiva, misurata con la diminuzione del numero
dei disoccupati. Nel periodo 2002/2003 il tasso di disoccupazione era
del 4,5% circa. Anche in altri rami di attività che rappresentano
un’importante fonte di occupazione – trasporti, comunicazioni,
biotecnologie, industria meccanica, edilizia, commercio e altri servizi
privati – il numero degli occupati è aumentato sensibilmente. Ci si può
comunque attendere fra alcuni anni una significativa mancanza di
manodopera nella maggior parte dei settori a causa dei numerosi
pensionamenti previsti. La carenza di personale costituisce un ostacolo
alla crescita futura del paese ed è oggetto di una serie di
provvedimenti.

Abilità e qualificazione

I medici
abilitati all’esercizio della professione in un paese facente parte
dell’UE non hanno bisogno di un tirocinio complementare per registrarsi
in Svezia. Per la registrazione presso l’Ufficio nazionale per la
salute e il welfare (S-10630 Stockholm, tel.: 0046 (08) 555 530 00
http://www.socialstyrelsen.se) occorre soltanto un certificato di buona
condotta non più vecchio di tre mesi, rilasciato dalle autorità del
paese di provenienza. Naturalmente deve anche essere dimostrato una
buona conoscenza della lingua svedese e della legislazione (gli ultimi
organizzati tra altro dall’ufficio nazionale).

Anche i dentisti
in Svezia sono regolati dall’iscrizione presso l’ufficio nazionale che
fornisce la licenza per esercitare la professione.

La ricerca del lavoro

Per conoscere le opportunità di lavoro, occorre rivolgersi alle pubblicazioni del settore.

L’associazione
professionale dei medici pubblica il settimanale Läkartidningen
(Giornale medico svedese). Un altra fonte cartacea è la rivista Moderna
Läkare.

Anche i fisioterapisti pubblicano una loro rivista, la
Sjukgymnasten. All’interno è pubblicata una lista degli eventuali posti
liberi; inoltre dà una valida idea di come sia la situazione del lavoro
in Svezia.

Naturalmente non si devono dimenticare l’Ufficio di
collocamento (www.ams.se) e i vari siti del consigli regionali e dei
principali ospedali.

Prima della domanda scritta (in lingua
svedese) conviene rivolgersi direttamente all’ufficio personale per
reperire informazioni utili sulle mansioni e le condizioni di lavoro.

Oltre
al CV cronologico serve una lettera di accompagnamento per presentarsi
e spiegare i motivi per i quali si ritiene di essere adatti all’offerta
annunciata.

Importante: le probabilità di successo aumentano se
si chiede di lavorare lontano dalle città e dalle regioni più popolate.
Più ci si inoltra in campagna e verso il nord meno concorrenza c’è.

Contratto

Di solito i medici vengono assunti per un periodo di tempo indefinito.

Esistono alcune eccezioni, come quella degli ospedali universitari, dove i contratti hanno la durata di 6 anni.

La
retribuzione viene negoziata tra datore di lavoro e candidato. Esistono
notevoli differenze nella remunerazione dovute a mansione, competenza,
esperienza e situazione sul mercato.

Tasse

Lavorando in Svezia per più di 6 mesi si viene considerati soggetti passibili di tassazione in tale paese.

Appena
si possiede un indirizzo di residenza in Svezia, è possibile richiedere
una tessera fiscale per le imposte preliminari presso le autorità
preposte. Il sito Internet ufficiale http://www.rsv.se offre utili
informazioni e l’opportunità di richiedere qualsiasi modulo necessario
tramite il Web.

Al datore di lavoro è necessaria la tessera
fiscale delle imposte preliminari per conoscere l’entità delle imposte
da detrarre dallo stipendio. La ritenuta fiscale comprende i contributi
per la previdenza sociale, che a differenza di molti altri paesi, in
Svezia non è collegata al fatto che il lavoratore abbia un coniuge o
dei figli a carico. La ritenuta fiscale è costituita in parte da
un’imposta comunale sul reddito (che varia nei diversi comuni, in media
è del 31%) e un’imposta statale, fissata solo sui redditi al di sopra
dei seguenti livelli: sulla quota di reddito oltre le 284.300 corone
svedesi all’anno (per il 2003) va aggiunta un’ulteriore aliquota del
20% che, se si superano le 430.000 corone, sale al 25% (in totale oltre
il 56%).

Indirizzi utili:

Sveriges Läkarförbund

Villagatan 5, P O Box 5610

S – 11486 Stockholm

tel.: 0046 (0)8 790 33 00

fax: 0046 (0)8 20 57 18

info@slf.se

http://www.slf.se

Associazione professionale dei medici. Pubblica il giornale medico Läkartidningen.

Svenska Läkaresällskapet

Klara Östra Kyrkogata 10

P O Box 738

S-10135 Stockholm

tel.: 0046 (0)8 440 88 60

fax: 0046 (0)8 440 88 99

sls@svls.se

http://www.svls.se

Organizzazione scientifica dei medici

Karolinska Institutet

S-17177 Stockholm

tel.: 0046 (0)8 524 800 00

fax: 0046 (0)8 31 11 01

info@ki.se

http://www.ki.se

Istituto universitario di ricerca (incaricato dell’assegnazione del premio Nobel per la medicina).

Legitimerade Sjukgymnasters Riksförbund

PO Box 3196, S-10363 Stockholm

tel.: 0046 (0)8 567 06 100

fax: 0046 (0)8 567 06 199

kansli@lsr.se

http://www.lsr.se

Associazione
professionale dei fisioterapisti. Conta 11.000 membri e pubblica la
rivista Sjukgymnasten che fornisce una buona panoramica delle
opportunità di lavoro in Svezia.

Sveriges Tandläkarförbund

Box 1217, S-111 82 Stockholm

tel.: 0046 (0)8 666 1500

fax: 0046 (0)8 662 5842

info@tandlakarforbundet.se

http://www.tandlakarforbundet.se

Associazione
professionale dei medici dentisti. Dei circa 9.500 iscritti metà lavora
nel servizio pubblico mentre la maggiore parte degli altri ha un
proprio studio. Pubblica ogni mese la rivista Tandläkartidningen. In
lingua inglese produce quattro volte l’anno Swedish Dental Journal
(www.tandlakarforbundet.se

/swe/tidning/sdj.asp).

Banche dati su Internet per la ricerca del lavoro

http://www.amv.se

http://www.jobbdirekt.se

http://www.eures-jobs.com

http://www.topjobs.se

http://www.jobline.se

Altri siti utili

http://www.fackjuridik.com

Ufficio legale del sindacato LO-TCO.

http://www.sos.se

Socialstyrelsen: Ufficio nazionale della salute e del welfare.

http://www.aea.se

Cassa disoccupazione per personale accademico

http://www.sulf.se

Associazione professionale per personale docente universitario.

http://www.si.se

Istituto di cultura svedese.

Quotidiani

http://www.dn.se

http://www.svd.se

http://www.di.se

Per
i quotidiani locali, consultare le pagine gialle svedesi on-line
(www.gulasidorna.se); fare clic sulla bandiera inglese e lanciare una
ricerca con la parola “newspapers”.

http://www.dagensmedicin.se

Rivista medica.

Sulle pagine Web dei datori di lavoro attraverso motori di ricerca svedesi:

http://www.gulasidorna.se

http://www.sunet.se/sweden/main.html

http://www.yahoo.se

http://www.evreka.com

http://www.spray.se

Formazione:

http://www.studyin.sweden.se

Informazioni sugli studi universitari in Svezia.

http://www.doktorandhandboken.nu/english/

Informazione specifiche per una formazione postlaurea in Svezia.

Università con facoltà di medicina:

Università di Lund http://www.medfak.lu.se

Università di Göteborg http://www.medfak.go.se

Università di Stoccolma http://www.ki.se

Uppsala University http://www.uu.se

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Fare il medico in Olanda

Paesi Bassi

Medici tra dighe e mulini

di Bernd Faas

I
Paesi Bassi hanno un eccellente sistema sanitario e di assistenza. Il
servizio sanitario opera attraverso i suoi medici generici, che
autorizzano i ricoveri in ospedale e le visite degli specialisti. La
maggior parte dell’assistenza medica viene data da organismi privati
(cliniche); lo stato fornisce la maggior parte dell’assistenza medica
preventiva, come l’educazione sanitaria e programmi scolastici di
prevenzione e di controllo.

L’assistenza sanitaria è fondata,
per la maggior parte, su un sistema di assicurazione sia pubblico che
privato. La base dell’assistenza sanitaria è un mix tra sicurezza
sociale, assicurazione sociale, assicurazione privata e sussidi
governativi. Esiste una distinzione tra ciò che è visto come una
normale spesa medica e i costi eccezionali dovuti ai trattamenti di
lungo termine, dove il rischio è che questi ultimi non possano essere
sostenuti dai singoli o adeguatamente coperti dall’assicurazione
privata. Questa copertura è fornita da un sistema di assicurazione
nazionale che è previsto dalla legge sulle spese mediche eccezionali.
Il costo della assicurazione, previsto da questa legge, è coperto per
una parte da una percentuale del reddito imponibile (reddito lordo), da
contributi contro la perdita del potere d’acquisto a causa
dell’inflazione e da fondi governativi.

Mercato del lavoro

Nel
aprile 2006 il tasso di disoccupazione olandese arrivava a 3,8%, uno
dei più bassi dell’Unione Europea. Questa situazione più che positiva
per chi cerca lavoro, si rispecchia anche nel settore della sanità dove
esiste una notevole carenza di medici, infermieri e tecnici di
laboratorio. Solo nel 2005 sono stati creati 12.000 posti. Le
previsione fino al 2010 del l’ufficio di collocamento olandese, Centrum
voor Werk en Inkomen (CWI), parlano di un continuo aumento dei posti di
lavoro nel settore sanitario, di fronte ad una situazione generale dove
vanno in pensione più persone di quante nuove iniziano a lavorare.

La ricerca del lavoro

1. Verificare la banca dati europea “EURES” http://europa.eu.int/eures e contattare l’Euroconsigliere della propria regione per un orientamento.
2.
Candidarsi presso le strutture sanitarie, spiegando la motivazione
della domanda e allegando i certificati e il riconoscimento per i Paesi
Bassi.
3. Nell’edizione di sabato dei quotidiani si trovano molti annunci di lavoro delle strutture sanitarie.
4. Contattare le rappresentanze professionali.
5. Iscrizione all’ufficio di collocamento olandese, il “Centrum voor Werk en Inkomen”
6. Iscrizione gratuita ad un’agenzia di collocamento privato. Esistono agenzie specializzate nel settore sanitario.

Riconoscimento

In
Olanda molte professioni sanitarie sono regolate dalla legge, compresi
medici e dentisti. Per essere abilitati i professionisti stranieri
devono iscriversi al registro BIG (www.bigregister.nl) come possessore
di una qualifica equipollente a quella olandese. Nel campo medico
questa regola vale per il “Diploma in medicina e chirurgia” e il
“Diploma in odontoiatria e protesi dentaria” conseguito in Italia. Il
registro, gestito per conto del Ministero della Sanità, elenca tutti i
professionisti del settore aventi diritto a svolgere la propria
professione sul territorio olandese. Serve tra l’altro ai datori di
lavoro per la verifica dello status del candidato. L’iscrizione on-line
è valida 5 anni e ha un costo di Euro 80.

Lingua

Senza la
conoscenza dell’olandese un lavoro come medico di solito non si può
fare. Serve per assistere i pazienti e per comunicare con i colleghi,
ma è anche necessario per integrarsi nella società. Di conseguenza tra
i requisiti previsti dai datori di lavoro è sempre elencato il livello
fluente di olandese, certificato da un “esame statale per l’olandese
come seconda lingua” che valuta la padronanza nello scrivere,
comprendere, ascoltare e parlare. I corsi si svolgono in un centro
regionale ROC (gratuito) oppure nei centri linguistici delle università
(Euro 350-600). L’esame si tiene 3 volte all’anno.

Corsi specifici per il settore sanitario invece si tengono presso

* Instituut Regina Coeli a Vught (tel. 0031 (0)73 65 63 570)
* Instituut Jeroen Bosch a Den Bosch (tel. 0031 (0)73 61 42 442)
* Instituut James Boswell all-universit’ di Utrecht (tel. 0031 (0)30/25 38 666)
* Instituut voor Taalonderwijs en Taalonderzoek Anderstaligen ad Amsterdam ITTA (tel. 0031 (0) 20 52 53 844)

I
costi variano tra Euro 2.000 e 3.000. L’ammissione richiede il
superamento dell’esame generale NT2-II diploma. Esiste anche la
possibilità di un tirocinio con l’olandese dove la persona acquisisce
la pratica della lingua nel contesto del proprio lavoro.

I siti per la ricerca

http://www.medicarejobs.nl

Offerte di lavoro città per città.

http://www.artsen.net

Portale sulla medicina in Olanda con banca dati delle offerte.

http://www.zorgbanen.nl

Banca dati di offerte e links alle strutture sanitarie regionali.

http://www.fysio.nl

Agenzia
privata che cerca “Doktersassistent, ergotherapeut, fysiotherapeut,
logopedist, Oefentherapie, Mensendieck en Cesar, verpleegkundige“.

http://swg.artsennet.nl

La
fondazione “Stichting Werkgelegenheid Geneeskundigen” gestisce un
servizio di ricerca di medici per conto di strutture sanitarie.

http://www.werk.nl

Ufficio di collocamento olandese.

http://www.zorgonly.nl

http://www.medjob.nl

http://www.werkenindezorg.com

http://www.zorgjob.nl

http://www.ziekenhuis.nl/vacature

bank

http://www.verpleegkunde.pagina.nl

http://www.medischevacaturebank.nl

http://www.assistentenberoepen.nl

Agenzie private di collocamento

http://www.brederijn.nl

http://www.stoevelaar.nl

http://www.vedior.nl – sezione Vedior Medical Square

http://www.artsenmediair.com

http://www.care4jobs.nl

Strutture sanitarie

http://www.alysiswerk.nl

http://www.zorgpleinnoord.nl

Associazioni professionali

Koninklijke Nederlandsche Maatschappij tot bevordering der Geneeskunst (KNMG)

Postbus 20053, NL-3502 LB Utrecht

tel.: 0031 (0)30 28 23 244

http://www.knmg.nl

Federazione delle associazioni professionali dei medici.

Nederlandsche Maatschappij tot Bevordering der Tandheelkunde (NMT)

Geelgors 1

NL-3435 CA Nieuwegein

tel.: 0031 (0)30 60 76 276

http://www.tandartsennet.nl

Associazione professionale dei dentisti.

Koninklijke Nederlandse Maatschappij ter Bevordering der Pharmacie (KNMP)

Alexanderstraat 11

NL-2514 JK Den Haag

tel.: 0031 (0)70 37 37 373

http://www.knmp.nl

Associazione professionale dei farmacisti.

Koninklijk Nederlands Genootschap voor Fysiotherapie (KNGF)

http://www.fysionet.nl

Associazione professionale dei fisioterapisti.

Information and Referral Desk

PO Box 16114, NL-2500 BC The Hague

tel.: 0031 (0)70 34 06 200

fax: 0031 (0)70 34 05 966

info@verwijspunt.nl

http://www.verwijspunt.nl

Punto d’informazione per medici stranieri.

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Dimmi cosa mangi (e bevi) e ti dirò chi sei

Bere e baldoria o bere mediterraneo? Le tendenze dei giovani studenti  nell’alimentazione e il ruolo della dieta mediterranea oggetto  dell’iniziativa culturale della “Sapienza” al Policlinico Umberto I.
Roma, 16 aprile 2008. Venerdì 18 aprile 2008, alle 9.30,  al Policlinico Umberto I, presso l’Aula Bignami del Dipartimento di Patologia Generale, Viale Regina Elena 354, si svolgerà il convegno “Alimentazione dei giovani studenti: il ruolo fondamentale della dieta mediterranea”, iniziativa culturale e sociale dell’Università “La Sapienza” per gli studenti .

Interverranno il Magnifico Rettore prof. Renato Guarini, il Prorettore  prof. Luigi Frati.

I temi trattati sono quelli che riguardano il comportamento alimentare nei giovani d’oggi e il problema del consumo di alcool e vino, quando lo stesso diventa momento di aggregazione sociale; un tema estremamente delicato, da non considerare in maniera leggera e superficiale.

La società odierna non dà tempo al cibo, il pranzo è la pausa pasto e spesso viene consumato fuori casa; il tempo del cibo non è produttivo, va ridotto al minimo e spesso si continua a parlare di lavoro anche a pranzo.

E il vino? Il consumo di vino, tra i giovani ma soprattutto di alcolici è un fenomeno in forte incremento a livello nazionale ed internazionale, e si va diffondendo una cultura del bere orientata verso modelli di bindgedrinking (baldoria- bevendo), cioè di abuso concentrato in singole occasioni, che sono in contrasto con il “bere mediterraneo”, che privilegia il consumo del vino ai pasti.

Questi due temi verranno affrontati in particolare dal dott. Antonio Pacella, del Dipartimento di Fisiopatologia Medica della “Sapienza” e dal dott. Martino Massimiliano Trapani, Consigliere d’Amministrazione della “Sapienza, ma altri interventi che tratteranno il tema in oggetto saranno motivo di discussione da parte relatori alconvegno.

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Dagli studenti di Roma “profonda tristezza” per la visita del Papa annullata alla Sapienza

La cancellazione della visita del Santo Padre prevista per oggi all’Università ”La Sapienza” è motivo di profonda tristezza per la comunità universitaria. Ad affermarlo è Martino Trapani, Membro del C.d.a Sapienza Università di Roma.

La libertà di parola è un diritto irrinunciabile in un paese civile basato sulla tolleranza e sul rispetto reciproco. Ogni atto che nega tale libertà è inaccetabile.

Esprimo enorme amarezza, aggiunge Trapani, per gli attegiamenti di intolleranza verbale e di comportamenti a cui abbiamo assistito in questi giorni nel nostro ateneo.

E’ inconcepibile che nella più grande università europea sia negato il diritto di parola alla massima autorità religiosa presente nel nostro paese. Tanto piu’ che la laicità è la cifra della civiltà di un Paese, della libertà di espressione, dell’attitudine al confronto. Mi rammarica il fatto che tutto questo sia stato impedito.

Spero che tale episodio non costituisca un pericoloso precedente e sono fiducioso del fatto che il Rettore non farà mancare ancora una volta il suo contributo per rasserenare il clima all’interno nell’Università.

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Dimmi come mangi (e bevi) e ti dirò chi sei:

Due bicchieri e mezzo di vino al giorno uniti alla dieta mediterranea come “elisir” della salute. Lo dicono medici ed esperti di vini ad un convegno che si è svolto all’Umberto I che trattava il problema delle cattive abitudini alimentari nei giovani d’oggi.

Il timballo di maccheroni servito

da tre servitori su un vassoio

d’argento, durante il pranzo

dato dal Principe di Salina, nel famoso “Gattopardo”

di Tomasi di Lampedusa, è uno dei

primi piatti più celebri nella letteratura italiana.

L’oro brunito dell’involucro, una sorta

di glassa, il profumo di zucchero e cannella

che si sprigiona, il vapore carico di aromi:

squarciando la crosta si intravedono fegatini

di pollo, uova sode, prosciutto, tartufi. Tutti

i commensali dimenticano le buone maniere

per lanciarsi sul prelibato pasto, assaporando

i sapori di una dieta che più mediterranea

non si può. E proprio di dieta mediterranea

hanno parlato medici ed esperti enologi durante

il convegno che si è svolto all’Umberto

I, il 18 aprile scorso: “Alimentazione dei

giovani studenti: il ruolo fondamentale della

dieta mediterranea”

. I ritmi della società

moderna hanno trasformato il pranzo in un

momento fugace e si diffonde soprattutto tra

i giovani, il

bindgedrinking (baldoria-bevendo).

Il pranzo è una pausa pasto, durante la

quale si continua a parlare di lavoro, non è

un momento produttivo. Sempre più diffuso

il fuori pasto (patatine, snack al cioccolato,

pizzette) e il pasto “light”, con un ridotto contenuto

di lipidi, le carni magre, e si riduce il

consumo di frutta e verdura. Abitudine tutta

americana che ha portato alla “globesità”,

quando in altri paesi si ripropone la nostra

dieta mediterranea: un occhio alla bilancia

ma soprattutto alla salute. In Italia, una persona

su 10 è obesa; molti ricorrono a diete

“fai da te”, che possono portare ad un calo

ponderale ma vengono meno le corrette abitudini

alimentari che stanno alla base di una

dieta bilanciata. Il termine dieta viene dal

greco “diaita”, “modo di vivere”, non significa

restrizione alimentare. Una dieta equilibrata

prevede un buon apporto di frutta e

verdure (almeno 5 porzioni nell’arco della

giornata) e una riduzione di zuccheri e dolci

e di succhi di frutta. Evitare le carni grasse

e i salumi, le margarine, che aumentano il

colesterolo, usare il buon olio extra vergine,

abbondiamo in cereali il pesce, anche surgelato

(quello azzurro contiene i preziosi grassi

insaturi omega 3 in quantità anche superiore

che quello bianco!), i legumi, ricchi di ferro,

il latte. Poco sale, niente fritti a favore

della cucina a vapore, al forno, al cartoccio

e beviamo molta acqua… senza disdegnare

il vino! Giuseppe Trapani, gastroenterologo

ed enologo, probabilmente consiglierebbe

“un buon rosso sui 12 gradi, due bicchieri

e mezzo al giorno, durante i pasti e non prima

dei 18 anni, a sviluppo inoltrato”. Ma

la tendenza che preoccupa maggiormente

è l’abuso di alcool tra i giovani. “Si sta

diffondendo una vera e propria cultura del

bindgedrinking, cioè fare baldoria bevendo

– dice il dott. Martino Massimiliano Trapani,

Consigliere d’Amministrazione della Sapienza,

Università di Roma – ma l’uso sconsiderato

di alcolici può provocare patologie

come la cirrosi, oltre ad essere un pericolo

per gli altri, quando questi ragazzi si mettono

al volante”.

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Ovaldo Murri alla Sapienza di Roma

 

Una vera lezione di vita e di corretta alimentazione dedicata ai giovani universitari dell’Università della Sapienza di Roma, quella tenutasi venerdì 18 aprile, presso l’Aula Bignami del Dipartimento di Patologia Generale.

Dalla Storia dell’alimentazione umana greco romana, al comportamento alimentare dei giovani d’oggi, fino a tracciare il rapporto tra Vino e salute e Dieta Mediterranea, i relatori si sono confrontati con una platea di laureandi attenta ed interessata. Si è passati inoltre a trattare il Vino come Mezzo di Comunicazione, l’Analisi Organolettica e Sensoriale come strumento di rintracciabilità della qualità del vino e infine, l’esigenza di una moderna e più efficace politica di marketing del vino, la conclusione delle comunicazioni al policlinico romano. Osvaldo Murri, nella sua comunicazione ha evidenziato la difficoltà di moltissimi giovani quando si trovano d’avanti ad un bicchiere di vino. Spesso non sanno come comportarsi e tanto meno sanno cosa valutare di quel vino, come valutarlo e se corrisponde alle informazioni ricevute di quel vino appena ordinato. Un vuoto che le scuole non hanno ancora colmato, rimaste a tuttoggi nell’alveo della formazione para-commerciale del vino. Tre i cardini fondamentali trattati: il primo, entrare a tutto campo nella qualità del vino, ovvero, cosa si intende per qualità (è stata presentata la definizione), i parametri che definiscono la qualità del vino (è stata illustrata la formula parametrale), come si rintraccia la qualità del vino e di ogni vino (è stata spiegata ed illustrata la struttura piramidale della rintracciabilità). Murri ha anche dimostrato come è possibile, attraverso l’esame organolettico del prodotto, effettuato con i propri cinque sensi, misurare anche il livello della qualità di un vino. Alla presenza anche di illustri docenti si è soffermato sul ruolo del nostro apparato sensoriale composto dalla nuova classe dei “Chemosensori Olfattivi”, dei “Marcatori Bio-Sensoriali e dai “Liganti”, vere sentinelle del corpo umano, presenti non solo nel sistema nervoso. Murri ha però sottolineato la necessità di una migliore e radicale informazione ai giovani da parte dei produttori vitivinicoli, rispetto qualità dei loro vini, arrivando a proporre – anche attraverso lo strumento di legge – la trascrizione delle principali componenti del vino, in retro-etichetta, la rintracciabilità del prodotto e la durata di quel vino, fornendo agli uditori prove documentate di produttori che da tempo hanno intrapreso questa pratica informativa e che fanno della qualità non solo il loro prodotto, ma anche la loro azienda. Il vino, come altri prodotti alimentari di pregio, deve essere comparato per livello di qualità e questo comporta una selezione molto ferrea a garanzia della salute umana.

PRESESIDENZA:
Prof. Renato Guarini Magnifico Rettore Sapienza Università di Roma
Prof. Luigi Frati Prorettore Sapienza Università di Roma
Moderatore : Prof. Antonio Boccia-Sapienza Università di Roma
PRIMA COMUNICAZIONE:
“Storia dell’alimentazione umana : Usi e Costumi nell’antichità “
Prof. Luciana Rita Angeletti – Dipartimento Storia della Medicina – Sapienza Università di Roma
SECONDA COMUNICAZIONE:
” Il comportamento alimentare nei giovani d’oggi “
Dott. Antonio Pacello –Dipartimento di Scienze della Nutrizione – Sapienza Università di Roma
TERZA COMNICAZIONE:
“Il Vino Ed I Giovani “ Dott. Martino Massimiliano Trapani –
Consigliere D’Amministrazione Sapienza Università di Roma
QUARTA COMUNICAZIONE:
“Vino e salute tra propaganda e realtà “
Prof. Andrea Ghiselli Istituto Nazionale di Ricerca per gli – Alimenti e la Nutrizione
QUINTA COMUNICAZIONE:
“Il ruolo della Dieta Mediterranea nel progetto salute umana “
Dr. Giuseppe Salvatore Trapani Gastroenterologo –
SESTA COMUNICAZIONE:
“Il Vino Come Mezzo Di Comunicazione” – Dott. Emilio Scalise
Dirigente Medico Az. Policlinico Umberto 1 Di Roma –Giornalista pubblicista
SETTIMA COMUNICAZIONE:
“ L’Analisi Sensoriale come strumento di rintracciabilità della qualità del vino “
Mr. Osvaldo Murri – Analista sensoriale – Cremona
OTTAVA COMUNICAZIONE:
“Il Marketing Del Vino ” Prof. Dino Taschetta – Presidente Cantina
Sociale Colomba Bianca Mazara Del Vallo (Tp )- Esperto In Marketing Internazionale
NONA COMUNICAZIONE:
“ Expofood Italy “ – Dott. Luca Maria Anghinelli – Presidente Expofood Italia – Roma

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ERICE. CONCLUSO IL PRIMO CORSO “GESTIRE L’OSPEDALE”

Si e’ concluso ad Erice il primo Corso “GESTIRE L’ OSPEDALE”, che ha riunito presso la Scuola Superiore di Epidemiologia e Medicina Preventiva della Fondazione Majorana i futuri Direttori Sanitari, attualmente in formazione presso le Scuole di Specializzazione di Igiene di diverse Università d’Italia. Circa 70 medici con 40 docenti hanno animato la comunità ericina. Lo spirito della Scuola Ettore Majorana di accomunare corsisti e docenti anche nei momenti informali e conviviali vissuti presso gli accoglienti e gustosi ristoranti del gioiello trapanese, è stato rispettato .

Diversi gli argomenti trattati e successivamente approfonditi, con momenti di discussione tra i medici in formazione. Requisiti minimi, controllo delle diverse attività ospedaliere, prestazioni di eccellenza, problematiche condivise con riflessioni su esperienze operative locali, ma applicabili a realtà nazionali. Esperienze a confronto tra medici di Direzione sanitaria, accomunati dalla capacità di affrontare le difficoltà che caratterizzano la gestione ospedaliera. Dal Nord – Piacenza, per il Dott. Vincenzo Russo – al Sud – Catania, per la Dott.ssa Loredana Longhitano – nessuna differenza apprezzabile:  gestire un ospedale non è da tutti, e non s’inventa. “Le qualità richieste sono multidisciplinari e senza possibilità di definirle nei limiti, e conseguentemente nei contenuti”.

Su aspetti di analisi dei rischi in sala operatoria utilizzando indicatori specifici, il Prof. Umberto Moscato del Policlinico Gemelli di Roma ha sviluppato ambiti di ricerca metodologici. Un seminario “straordinario” è stato realizzato dal Dott. Emilio Scalise, membro dell’ unità di crisi del Policlinico Umberto I di Roma, con lo scopo di affrontare un momento di riflessione sulle maxi-emergenze che possono coinvolgere qualunque ospedale in ogni momento, con ricadute assistenziali e sociali, come il recente terremoto abruzzese ha reso evidente. Una paziente opera di coinvolgimento e di amalgama tra i partecipanti è stata realizzata dagli organizzatori, il trapanese Dott. Martino Massimiliano Trapani, attualmente impegnato in un percorso formativo nel Policlinico Universitario romano della Sapienza, ed il Dott. Valerio Paolini, coordinati dal Dott. Emilio Scalise, del Policlinico Umberto I di Roma.

La Prof.ssa Daniela D’Alessandro ed Il Prof. Gaetano Maria Fara, co-Direttori del corso, entrambi della Sapienza Universita’ di Roma, hanno realizzato con pazienza e metodo il primo appuntamento culturale e professionale rivolto in esclusiva ai futuri Direttori Sanitari, che non dimenticheranno così facilmente l’esperienza formativa vissuta, i profumi e l’accoglienza di Erice, che caratterizzano da sempre la sicilianità nel mondo.

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