Articoli con tag: ordine medici milano

la rabbia dei giovani medici “noi mai in sala operatoria”- IL GIORNALE 15-01-2013

la rabbia dei giovani medici "noi mai in sala operatoria"- IL GIORNALE 15-01-2013

la rabbia dei giovani medici “noi mai in sala operatoria”- IL GIORNALE 15-01-2013

la rabbia dei giovani medici "noi mai in sala operatoria"- IL GIORNALE 15-01-2013

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SEI DOMANDE AL PRESIDENTE DI ORDINE DEI MEDICI PIU’ GIOVANE D’ITALIA

Presidente, appena eletto lei ha dichiarato alla stampa che la sua è una squadra molto giovane…

 E’ vero: ci tengo molto. Il Consigliere più anziano ha 67 anni ed io stesso sono il presidente di Ordine dei Medici più giovane d’Italia, nonostante i miei 48 anni appena compiuti. Ma è un’anomalia tutta italiana: all’estero un quarantottenne sta già raccogliendo i frutti di ciò che ha seminato. Chi è giovane ha freschezza di idee e prontezza di riflessi. A 35 – 40 anni si potrebbe tranquillamente aver già maturato l’esperienza sufficiente per guidare un Ente pubblico complesso come l’Ordine dei Medici di Milano (il secondo in Italia come consistenza)…; e si hanno energie da vendere, che poi cominciano a scemare. Spero davvero che il nostro Paese cambi e che, per il futuro, i giovani abbiano più strada libera e più fiducia.

Lei arriva alla guida dell’Ordine di Milano in piena bufera: in Parlamento si sta discutendo un disegno di Legge che cambia radicalmente e depotenzia il ruolo degli Ordini. Ci vuole spiegare a che cosa servono gli Ordini nell’Italia del terzo millennio?

 

Nella mia idea l’Ordine dei Medici deve tutelare la qualità dell’atto professionale, deve farsi garante nei confronti del cittadino che il Medico che lo sta curando abbia determinati titoli e un determinato curriculum. Per far questo deve certamente cambiare la Legge istitutiva degli Ordini sanitari che è del Quarantasei, ma buttare via il bambino con l’acqua sporca sarebbe un grave errore. Leggo sui giornali che gli Ordini sarebbero addirittura responsabili dell’impoverimento dell’Italia, che la loro abolizione porterebbe ad un aumento del PIL. Sciocchezze! Nella deregulation selvaggia che seguirebbe la cancellazione degli Ordini, il cittadino / paziente  malato è colui che ne subirebbe le maggiori conseguenze negative. La pubblicità sanitaria diventerebbe selvaggia, l’atto medico verrebbe ridotto alla stregua di qualsiasi attività commerciale ed il profitto sarebbe, in ultima analisi, l’unica guida del professionista.

Nell’Italia del 2012, a suo parere, quali sono i problemi maggiori che deve affrontare un Medico o un Odontoiatra neolaureati che si iscrivono per la prima volta all’Ordine?

 

La piaga dei nostri tempi è il precariato. Il Medico, di solito, uno o più lavori li trova, ma sono sottopagati. Ho parlato recentemente con una Collega che prende 7 (sette!) euro lordi all’ora per le guardie svolte presso una casa di cura privata. Una vergogna! Conosco Colleghi che lavorano con incarichi liberoprofessionali presso i Pronto Soccorsi di alcuni grandi ospedali milanesi. E potrei continuare a lungo. Ho provato numerose volte a sensibilizzare le istituzioni su queste tematiche ma fino adesso non si è cavato un ragno dal buco. Tutte le volte che qualche Collega mette per iscritto le condizioni miserrime in cui lavora, magari pagato meno dell’infermiere che è in turno con lui, abbiamo convocato il Direttore Sanitario della struttura e fatto i passi necessari perché queste storture cessino. Tuttavia, è molto raro che i Medici o gli Odontoiatri abbiano il coraggio di mettere nero su bianco queste storie di precariato. La paura di ritorsioni è fortissima. Speriamo che in futuro le autorità regionali e locali cambino atteggiamento e non permettano più situazioni come quelle che ho poc’anzi descritto.

Anche il problema del costruirsi una professionalità, per i giovani, sembra sempre più cogente.

 

E’ vero. All’estero un chirurgo non potrebbe mai specializzarsi senza avere fatto un considerevole numero di interventi come primo operatore. Un cardiologo non potrebbe mai diventare tale senza dimostrare di aver fatto moltissime volte un cateterismo cardiaco, uno studio elettrofisiologico, un’angioplastica… Il fatto che un giovane debba rubare il mestiere ai Colleghi più grandi di lui è un’anomalia tutta italiana che spero di scalfire rinsaldando il rapporto dell’Ordine con l’Università. Anche perché, altrimenti, i nostri laureati sono inevitabilmente destinati a soccombere nel confronto con i Colleghi provenienti da altre nazioni.

In quest’epoca di crisi, non crede che giovani possano avere ulteriori difficoltà, rispetto anche solo a pochi anni fa?

 

Certamente. In realtà penso che nel 2016 – 2017, con l’inizio della “gobba” di uscita dalla professione di molti Medici, alcuni problemi si risolveranno. Ovverosia, dovranno per forza di cose essere abbattute molte incompatibilità e finalmente non ci sarà più il problema della pletora medica. Tuttavia penso che, se non vigiliamo attentamente, si avvantaggeranno di questa situazione solo i Medici più anziani, mentre c’è il rischio che i più giovani vengano sfruttati ancora di più e pagati sempre di meno. Inoltre, non dobbiamo trascurare il fatto che l’avviamento professionale, per coloro che aspirano a lavorare come liberoprofessionisti, è diventato oggi davvero difficile. Di fatto, le famiglie si trovano a coprire le prime spese di coloro che vogliono mettere in piedi uno studio professionale. All’inizio si lavora in perdita e le tariffe professionali che un giovane può esporre sono naturalmente (in media) molto più basse di quelle che può richiedere un professionista anziano. Non parliamo poi di coloro che firmano la Convenzione con il SSN per l’Assistenza Primaria. Se non hanno chi li sostiene, devono per forza aggregarsi a gruppi di Colleghi più anziani, con scarse possibilità di progressione nel numero di cittadini che li scelgono come Medici di Famiglia. Non va meglio per i giovani Odontoiatri. Professionisti ingiustamente additati dalla stampa come ricchissimi e disonesti. Oggi solo i veri benestanti hanno la potenza economica per mettere in piedi uno studio odontoiatrico di un certo livello e con tutte le necessarie garanzie di qualità per il paziente. Altrimenti, anche in questo campo, la soluzione è il limbo del precariato.

Ha citato il rapporto con il SSN. Pensa che nel futuro ci saranno dei cambiamenti nell’assistenza prestata?

 

Credo che il SSN così come lo conosciamo oggi, nel giro di uno o due lustri, sia destinato a cambiare in maniera abbastanza netta. Le regioni non hanno più i denari per sostenere le spese del sociosanitario, spese che molte ricerche danno in forte crescita nei prossimi anni. Questo forse provocherà il ricorso a forme di assistenza privatistica. In ogni caso, il rischio è che il sistema non riesca più a tenere e i finanziamenti provenienti dalle tasse non siano più sufficienti. E’ un quadro a tinte fosche, dove i più deboli economicamente sarebbero inevitabilmente destinati ad avere un’assistenza sanitaria di livello inferiore rispetto ai più abbienti, in maniera simile a quanto avviene attualmente oltre oceano. Speriamo e lavoriamo tutti, invece, per mantenere il SSN universalistico: è una delle ragioni per cui la nostra vituperata sanità, ancora oggi, si colloca sempre ai primi posti nel mondo per livelli di assistenza erogata.

 

Ritaglio Stampa_GiovaniMedici_1_2012-1

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Il Consiglio dell’Ordine dei Medici di Milano 2012-14

Il Consiglio dell’Ordine dei Medici di Milano 2012-14

Oggi si è avuto l’insediamento del nuovo Consiglio dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Milano triennio 2012 – 2014. Il Consiglio entrerà in carica il 1° gennaio 2012; fino a quella data continuerà le sue funzioni il Consiglio Direttivo in carica.

Queste sono le cariche di Legge oggi insediatesi ed elette:

Consiglio Direttivo
Presidente: Dott. Roberto Carlo Rossi
VicePresidente: Dott. Giuseppe Bonfiglio
Segretario: Dott. Ugo Tamborini
Tesoriere: Dott. Luigi Di Caprio
Consiglieri i Dott.ri Luciana Bovone, Giovanni Campolongo, Giovanni Canto, Costanzo Gala, Maria Grazia Manfedi, Pietro Marino, Arnaldo Migliorini, Massimo Parise, Giordano Pochintesta, Alberto Scanni, Maria Teresa Zocchi, Nicola Balduzzi, Valerio Brucoli, Dino Dini e Claudio Gatti

Commissione Odontoiatri
Presidente: Dott. Valerio Brucoli
Segretario: Dott. Ercole Romagnoli
Componenti: Dott.ri Nicola Balduzzi, Dino Dini e Claudio Gatti

Collegio dei Revisori dei Conti
Presidente: Dott. Martino Trapani.
Componenti: Dott.ri Giuseppe Brundusino e Maria Elena Pallaroni
Componente Supplente: Dott. Tito Pignedoli

Ancora un vivo ringraziamento a tutte le Colleghe e i Colleghi che ci hanno votato (ma anche che hanno votato le altre “liste”) e auguri di buon lavoro agli eletti.

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Sanita’ Lombardia: elezioni Ordine medici Milano, vince Riscatto medico


Sanita’ Lombardia: elezioni Ordine medici Milano, vince Riscatto medico

Dati definitivi per Consiglio direttivo

Milano, 28 nov. (Adnkronos Salute) – La lista Riscatto medico esce vincente dalle elezioni dell’Ordine dei medici di Milano. A quanto apprende l’Adnkronos Salute, dopo che si è concluso lo spoglio delle schede per il Consiglio direttivo, “Riscatto medico vince con quasi 2 mila voti” e “un distacco di 1.200 preferenze” dalla lista rivale Arte medica.

“Il nome più votato per Riscatto medico è stato quello di Luciana Bovone (1.947 preferenze)”, mentre “per Arte medica quello di Salvatore Altomare (878 voti)”. Nella stessa lista, vicina a Cl, ha ottenuto invece “821 preferenze” Luca Giuseppe Merlino, il vice del direttore generale della Sanità lombarda Carlo Lucchina. La sua presenza come candidato ha sollevato nelle scorse settimane dure proteste della lista Riscatto medico, che catalizza più forze, ma è complessivamente riconducibile al Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami) da anni al timone dell’Ordine meneghino. Per la terza forza in campo, la lista Evoluzione medica ritenuta vicina alla Cgil, il nome più votato è stato quello di “Daniela Fantini (178 preferenze)”.

Tre le schede che i medici hanno dovuto barrare nel segreto delle urne: una per il direttivo, una per gli odontoiatri (ha prevalso Arte medica “per 11 voti”) e una per i revisori dei conti. Per quest’ultima lo scrutinio è ancora in corso, ma per ora Riscatto medico sarebbe in vantaggio.

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Sostegno all’ ordine dei medici di milano – Domani vota la lista RISCATTO MEDICO !!

Cari colleghi milanesi,

Domani andate all’ ordine dei medici di MILANO  e votate la Lista RISCATTO MEDICO !!!

Ricorda che si vota presso l’ Ordine dei Medici di Milano sito in via Lanzone n.31 dalle 9.00 fino alle 22.00!!

Domani E’ L’ ULTIMA GIORNATA!!

VI RINGRAZIO ANTICIPATAMENTE..

VOGLIO VEDERE PIU’ GIOVANI PRESENTI..

Con affetto

Martino trapani.

SOTTO TROVATE IL PROGRAMMA PER I GIOVANI MEDICI..
https://trapanimartino.wordpress.com/ordine-medici-milano

1. Contrastare il precariato Medico: i giovani medici sono coloro che risentono più di altri della crisi contingente e che con difficoltà riescono ad entrare nel mondo del lavoro, con tutte le conseguenze del caso: incertezze nella sfera privata, mancanza di progettualità e crescita professionale, problemi nella maturazione della pensione. Attraverso l’Ordine si cercherà di sollecitare la Regione Lombardia in modo che si possa procedere a bandire concorsi di dirigente medico presso le strutture del SSR.

 

2. Vigilare che gli onorari e i contratti siano compatibili con il decoro professionale, perché venga garantita una prestazione etica a tutela del cittadino;

 

3. Difendere l’immagine della professione medica promuovendo e supportando iniziative che rendano più visibile, nei confronti dell’utenza e delle strutture sanitarie, la qualità e l’eccellenza professionale;

4. Promuovere la contrattualizzazione dei Medici in formazione specifica di Medicina Generale riconoscendo loro i diritti fondamentali (retribuzione, malattia, gravidanza) al pari dei Medici specializzandi;

 

5. Collaborare all’attività dell’Osservatorio Regionale per la Formazione Specialistica indispensabile a garantire una preparazione professionale adeguata per accedere alla realtà lavorativa ospedaliera;

6. Migliorare la formazione dei futuri Medici per renderla veramente adeguata allo standard europeo implementando la collaborazione con l’Università;

7. Difendere i diritti della donna Medico con particolare attenzione alla gravidanza e alla maternità;

8. Studiare ed attuare forme di tutela assicurativa di categoria e di assistenza legale mediata dall’istituzione ordinistica;

9. Ridurre la quota per giovani Medici nei primi tre anni di iscrizione all’Ordine professionale;

PER INFO, CLICCA NEL LINK SOTTOSTANTE:

https://trapanimartino.wordpress.com/ordine-medici-milano

RASSEGNA STAMPA

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DottNet: Martino Trapani candidato all’Ordine dei Medici di Milano

Di Silvio Campione,

Lo sapevi che … Su Dottnet i programmi dei candidati alle prossime elezioni dell’Ordine provincia per provincia. Pubblica anche tu le tue idee: Martino Trapani candidato all’Ordine dei Medici di Milano
Le elezioni all’Ordine dei medici in alcune province italiane sono ormai alle porte. Dottnet offre un’opportunità a tutti i candidati: poter comunicare a tutti gli iscritti al nostro Social (oltre 150mila) il proprio programma. Ovviamente gratuitamente, come ormai ben sanno gli operatori della sanità che conoscono e frequentano il social da anni. Per cui grazie a questo potente e avanzato mezzo di comunicazione – in grado raggiungere in tempo reale la vasta comunità di medici italiani – il

Cgil, la legge di stabilità farà perdere migliaia di euro agli ex specializzandi. E col provvedimento si accorperebbe il ministero della Sanità col welfare: no dei sindacati
La Legge di Stabilita’ fara’ perdere decine di migliaia di euro agli ex specializzandi: prevede infatti la drastica riduzione dei tempi di prescrizione per il mancato recepimento delle direttive comunitarie, penalizzando decine di migliaia di medici, ex specializzandi negli anni 83 -91, che

ARTICOLO INTEGRALE

Su Dottnet i programmi dei candidati alle prossime elezioni dell’Ordine provincia per provincia. Martino Trapani candidato all’Ordine dei Medici di  Milano

Di Silvio Campione,

Milano, 14 Novembre

Le elezioni all’Ordine dei medici in alcune province italiane sono ormai alle porte. Dottnet offre un’opportunità a tutti i candidati: poter comunicare a tutti gli iscritti al nostro Social (oltre 150mila) il proprio programma. Ovviamente gratuitamente, come ormai ben sanno gli operatori della sanità che conoscono e frequentano il social da anni. Per cui grazie a questo potente e avanzato mezzo di comunicazione – in grado raggiungere in tempo reale la vasta comunità di medici italiani.

Martino Trapani, Vicepresidente Nazionale Vicario del S.I.G.M., Segretariato Italiano Giovani Medici, (http://www.giovanemedico.it) è candidato come Revisore dei Conti all’ordine dei medici di Milano nella Lista Riscatto Medico, dove si voterà il 19-20-21 novembre. L’abbiamo intervistato:

I giovani professionisti sono condannati al precariato: quali sono le sue proposte in merito?

Il precariato medico va contrastato con ogni mezzo: i giovani medici sono coloro che risentono più di altri della crisi contingente e che con difficoltà riescono ad entrare nel mondo del lavoro, con tutte le conseguenze del caso: incertezze nella sfera privata, mancanza di progettualità e crescita professionale, problemi nella maturazione della pensione. Attraverso l’Ordine si cercherà di sollecitare la Regione Lombardia in modo che si possa procedere a bandire concorsi di dirigente medico presso le strutture del SSR.

Molto spesso i medici di lamentano che le parcelle non sono in linea col caro vita. Che cosa ne pensa?

Vigileremo affinché gli onorari e i contratti siano compatibili con il decoro professionale, perché venga garantita una prestazione etica a tutela del cittadino. Una proposta che va di pari passo con l’immagine della professione medica: vogliamo promuovere  e supportare iniziative che rendano più visibile, nei confronti dell’utenza e delle strutture sanitarie, la qualità e l’eccellenza professionale.

E per quanto riguarda i giovani medici di medicina generale?

Promuoveremo la contrattualizzazione dei Medici in formazione specifica di Medicina Generale riconoscendo loro i diritti fondamentali (retribuzione, malattia, gravidanza) al pari dei Medici specializzandi. Ma non è tutto.

Dica pure

Abbiamo messo a punto un pacchetto di proposte di vasta portata. Intendiamo infatti  collaborare all’attività dell’Osservatorio Regionale per la Formazione Specialistica indispensabile a garantire una preparazione professionale adeguata per accedere alla realtà lavorativa ospedaliera; migliorare la formazione dei futuri Medici per renderla veramente adeguata allo standard europeo implementando la collaborazione con l’Università; difendere i diritti della donna Medico con particolare attenzione alla gravidanza e alla maternità; studiare ed attuare forme di tutela assicurativa di categoria e di assistenza legale mediata dall’istituzione ordinistica e ridurre la quota per giovani Medici nei primi tre anni di iscrizione all’Ordine professionale.  Per ulteriori informazioni sull’ ordine dei medici di milano visitate il mio sito personale e il portale dei Giovani Medici:

https://trapanimartino.wordpress.com/ordine-medici-milano

www.giovanemedico.it

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Su Dottnet i programmi dei candidati alle prossime elezioni dell’Ordine provincia per provincia

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Pronte le “pagelle” degli ospedali italiani. Ma non è detto che saranno rese pubbliche

Il Corriere della Sera anticipa i primi numeri delle performance ospedaliere del Programma nazionale esiti del ministero della Salute e Agenas. Ma il complesso dei dati resta ancora top secret perché non c’è accordo sul fatto di renderli pubblici o limitarne l’uso alle analisi tecniche.

31 OTT – In alcuni centri di Piemonte o Lombardia si può essere operati di bypass con un rischio di mortalità sovrapponibile a 0. Ma al Sud il rischio sale al 5% fino a sfiorare, in alcune strutture, l’8%. E ci sono ospedali dove l’80% dei parti avviene con il cesareo.
Sono alcuni dei dati preliminari, anticipati sul Corriere della Sera di oggi, del Programma nazionale esiti realizzato dall’Agenas per conto del ministero della Salute. Ben 1.475 strutture pubbliche e private sotto la lente, con 47 prestazioni passate al setaccio in base alle schede di dimissione ospedaliera del 2009.

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Un progetto di cui si aspettano i risultati complessivi e definitivi nel corso dei prossimi mesi. Ma parte di essi sono già stati presentati in commissione Igiene e Sanità del Senato nelle scorse settimane e la scorsa estate l’Agenas ha consegnato alle Regioni un’edizione del programma realizzata sugli esiti degli anni 2005-2009, come aveva anche annunciato a Quotidiano Sanità Carlo Perucci, direttore scientifico del Programma, in un’intervista nel maggio 2010. Il Programma nazionale esiti, peraltro, muove i passi proprio dall’esperienza del programma P.Re.Val.E. della Regione Lazio coordinato, negli anni passati, dallo stesso Perucci.

Ma quelli pubblicati oggi dal quotidiano milanese potrebbero restare gli unici dati di questa ricerca conosciuti al grande pubblico. Come sottolineava infatti a maggio lo stesso Perucci che, favorevole alla pubblicazione, non nascondeva però l’esistenza di forti perplessità in merito anche tra le stesse Regioni, e come scrive ancora oggi il Corriere della Sera si sta tuttora ragionando sull’opportunità di renderli consultabili da tutti i cittadini italiani o se non sia meglio lasciarli nelle sole mani delle istituzioni e dei tecnici, che già oggi possono accedere ai dati su internet esclusivamente attraverso l’inserimento di un codice personale. Le “pagelle”, infatti, nascono per permettere ai responsabili delle strutture e dei servizi sanitari regionali di intervenire dove le cose non funzionano per aggiustare il tiro. E sono scritte in un linguaggio tecnico. Ma il ministero non esclude di elaborare una versione di più semplice lettura da rendere disponibile ai cittadini.

Arriviamo ai dati. Il Corriere della Sera si concentra in particolare su 3 indicatori tra i più rappresentativi della capacità delle strutture sanitarie di garantire la qualità delle prestazioni: mortalità a 30 giorni dall’intervento di Bypass Aortocoronarico (Bpac), proporzioni di parti cesarei primari, intervento chirurgico entro 48 ore a seguito di frattura del collo del femore nell’anziano. Le probabilità di recupero del paziente per questo intervento, infatti, dipendono più dalla tempestività delle cure che non dalla gravità della malattia in sé.

Mortalità a 30 giorni dall’intervento per bypass. Occorre anzitutto sottolineare che nel 2009 circa 30 ospedali non hanno superato la soglia dei 50 bypass all’anno mentre il volume considerato accettabile per la sicurezza del malato è di 200.
In generale, la media italiana di mortalità è del 2,2% (poco più di due pazienti su 100 muoiono a un mese dall’operazione). Tra le eccellenze il Monzino di Milano, la Poliambulanza di Brescia, le Molinette a Torino. Al di sotto dell’1,5% il Sacco di Milano, gli ospedali Riuniti di Bergamo, il Careggi di Firenze, il San Camillo Forlanini di Roma (con 0,79%), l’Ismett di Palermo. Ma la mortalità sale al sud, è superiore al 5% a Salerno, al Monaldi di Napoli, presso la casa di cura San Michele (Caserta, quasi 8%), al Papardo di Messina ma anche al Sant’Andrea e al Campus Biomedico di Roma.

Intervento entro 48 ore per frattura di femore. Opportunità negata in decine di ospedali del sud dove appena 5 pazienti su 100 vengono operati rispettando le linee guida internazionali. Ma anche a Milano (Niguarda, San Paolo) si scoprono gravi ritardi.

Cesarei. La forbice è davvero ampia. Si va dalle percentuali virtuose del Buzzi di Milano, ospedali Riuniti di Bergamo, casa di cura per il Bambino di Monza (dove meno di 10 donne su 100 partoriscono con la chirurgia) a realtà del sud che potrebbero essere definite vere e proprie fabbriche di cesarei. Case di cura private dove 8 donne su 10 ricevono il taglio probabilmente senza criteri di appropriatezza, solo perché vantaggioso sul piano della remunerazione. La Campania è maglia nera, ma esempi negativi si registrano anche in Piemonte: alla clinica Sedes Sapientiae il cesareo è scontato (9 volte su 10).

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ELEZIONI ORDINE DEI MEDICI DI MILANO 19-20-21 NOVEMBRE 2011- ISTRUZIONI DI VOTO E LISTA DA VOTARE

           www.giovanemedico.it

Elezioni del Consiglio e del Collegio Revisori dei Conti

19-20-21 Novembre 2011 dalle 9.00 alle 22.00

Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri di Milano

Programma dei Giovani Medici

 

1. Contrastare il precariato Medico: i giovani medici sono coloro che risentono più di altri della crisi contingente e che con difficoltà riescono ad entrare nel mondo del lavoro, con tutte le conseguenze del caso: incertezze nella sfera privata, mancanza di progettualità e crescita professionale, problemi nella maturazione della pensione. Attraverso l’Ordine si cercherà di sollecitare la Regione Lombardia in modo che si possa procedere a bandire concorsi di dirigente medico presso le strutture del SSR.

 

2. Vigilare che gli onorari e i contratti siano compatibili con il decoro professionale, perché venga garantita una prestazione etica a tutela del cittadino;

 

3. Difendere l’immagine della professione medica promuovendo e supportando iniziative che rendano più visibile, nei confronti dell’utenza e delle strutture sanitarie, la qualità e l’eccellenza professionale;

4. Promuovere la contrattualizzazione dei Medici in formazione specifica di Medicina Generale riconoscendo loro i diritti fondamentali (retribuzione, malattia, gravidanza) al pari dei Medici specializzandi;

 

5. Collaborare all’attività dell’Osservatorio Regionale per la Formazione Specialistica indispensabile a garantire una preparazione professionale adeguata per accedere alla realtà lavorativa ospedaliera;

6. Migliorare la formazione dei futuri Medici per renderla veramente adeguata allo standard europeo implementando la collaborazione con l’Università;

7. Difendere i diritti della donna Medico con particolare attenzione alla gravidanza e alla maternità;

8. Studiare ed attuare forme di tutela assicurativa di categoria e di assistenza legale mediata dall’istituzione ordinistica;

9. Ridurre la quota per giovani Medici nei primi tre anni di iscrizione all’Ordine professionale;

VOTA

TUTTI I NOMINATIVI DELLA LISTA indicando anche solo il NUMERO DI ISCRIZIONE ALL’ ALBO per evitare omonimie e quindi l’annullamento della preferenza.

15 nomi per il Consiglio Direttivo e 4 nomi per i Revisori dei Conti

n° albo

Consiglieri

ATTIVITA’

21203

Bonfiglio Giuseppe Medico Ospedaliero
     19478 Bovone Luciana Maria Medico di Medicina Generale

40763

Campolongo Giovanni Medico di Continuità Assistenziale

18748

Canto Giovanni Medico di Medicina Generale

28531

Di Caprio Luigi Medico di Medicina Generale

16461

Gala Costanzo Medico Ospedaliero

26123

Manfredi Maria Grazia Medico di Medicina Generale

20359

Marino Pietro Medico Ospedaliero

31351

Migliorini  Arnaldo Stanislao Medico Legale

30801

Parise Massimo Libero Professionista Odontostomatologo

17649

Pochintesta Giordano Pietro Medico Pensionato ENPAM

29650

Rossi Roberto Carlo Medico di Medicina Generale

13215      

Scanni Alberto Medico Oncologo

28105

Tamborini Ugo Giovanni Medico di Medicina Generale  Agopuntore

20923

Zocchi Maria Teresa Medico di Medicina Generale

n° albo

Revisori dei Conti

33572

Brundusino Giuseppe Medico di Medicina Generale

15060

Pallaroni  Maria Elena Specialista Ambulatoriale

 42055       

Trapani Martino GIOVANE MEDICO

n° albo

Revisore Supplente

18691

 Pignedoli Tito

Medico di Medicina Generale


Ricorda che si vota presso l’ Ordine dei Medici di Milano sito in via Lanzone n.31,

19-20-21 Novembre 2011 dalle 9.00 alle 22.00

 

Il Segretariato Italiano Giovani Medici (S.I.G.M.), realtà che negli ultimi anni si è affermata sul territorio nazionale quale associazione di riferimento per i giovani medici (under 40), si propone all’attenzione della comunità medica Italiana in qualità di organizzazione associazionistica che si prefigge di portare a sintesi le istanze dei Giovani Medici Chirurghi Italiani. Le iniziative a firma SIGM nel corso degli anni sono state molteplici, a partire dalla primissima creazione del “Manuale del Giovane Medico”, nel quale sono reperibili tutte le informazioni di riferimento per quanti si affacciano alla professione medica. Da ricordare inoltre la rivista sul web, “Capsula Eburnea”, che pubblica articoli scientifici originali su argomenti di medicina, biomedicina, biotecnologie mediche, scienze motorie e psicologia medica. Da poco abbiamo anche la Rivista dei Giovani Medici, che viene distribuita in maniera cartacea ma è anche possibile scaricarla dal portale stesso. Tutte le produzioni edite dal S.I.G.M. sono disponibili on line sul Nostro Portale, http://www.giovanemedico.it. Rimanendo nel mondo del web, il S.I.G.M. è ovviamente presente anche a livello di tutti i principali social network che oggi lo popolano (Facebook, Linkedin, Twitter, Dottnet, etc.) Un’attività pertanto tondo sempre a sostegno della crescita professionale seguendo linee di condotta etico-morali irreprensibili variegata e a tutto e con cardini imprescindibili quali l’esser un’Associazione apartitica, aconfessionale e priva di fini di lucro.

Qui a Milano (una delle 27 sedi dislocate sul territorio nazionale) nella fattispecie risulta esser candidato per il Collegio dei Revisori dei Conti il collega Dott. Martino Trapani, che tutti o quasi tutti conoscono per la sua abnegazione mai venuta meno nei confronti dell’Associazione di cui risulta essere al momento il Vice Presidente Nazionale Vicario.

Crediamo che una Rinascita a 360 gradi della Professione Medica, oggi sempre più svilita e bersagliata da più parti, possa partire solo ed unicamente da una base vogliosa, compatta e soprattutto giovane: è giunta l’ora di riappropriarci della Nostra Professione riprendendoci i giusti spazi che ci competono e lavorando con estremo profitto anche in ambiti un tempo lontani dai destini dei nostri colleghi più anziani.

Una nuova sfida ci attende quindi e come sempre l’obiettivo non è solo di vincerla, ma di stravincerla culturalmente in modo tale da poter contare sempre di più. Per raggiungere tale obiettivo è chiaro che serve l’apporto massimo di tutti Noi, senza se e senza ma, incondizionato e scevro da logiche di interesse personale.

Il Presidente del SIGM – Milano

Dott. Luigi Gianturco

Il Vice Presidente Nazionale Vicario

Dott. Martino Trapani

Candidato per i Giovani Medici MARTINO TRAPANI (al Collegio dei Revisori dei Conti)  

Sito: https://trapanimartino.wordpress.com      Email: trapanimartino@yahoo.it

Cari amici sotto trovate il materiale elettorale che vi serve per sostenerci.

SCARICA QUI IL PROGRAMMA GIOVANI MEDICI MILANO (MODALITA’ DI VOTO)

SCARICA QUI IL SANTINO SIGM (ISTRUZIONI DI VOTO)

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Professione medica (e cittadino) in pericolo

Bollettino Ordine Provinciale Medici Chirurghi e Odontoiatri Milano Gennaio-Marzo 2011

Di Ugo Garbarini

 

Un problema importante, che si affaccia all’orizzonte del mondo sanitario ma che già era previsto come una incombente minaccia, è quello della progressiva carenza di personale medico. Recentemente è stato rilevato che, a tutt’oggi, mancano 47.000 medici. Questa carenza è stata sino ad ora fronteggiata con l’assorbimento dei laureati della bolla degli anni ’80 ma il futuro si prefigura drammatico.  E’ prevista l’uscita dalla professione attiva entro il 2025 del 38% dei medici che oggi hanno un’età tra i 51 e i 59 anni e di poco cambiano le prospezioni se si aumenta di due anni l’uscita dal servizio attivo.  Si prevede un’uscita nei prossimi 10-15 anni di 115.000 medici: lascerà la professione il 48% dei medici della dipendenza, il 62% dei medici convenzionati per la Medicina Generale, il 58% dei pediatri di libera scelta, il 55% degli specialisti ambulatoriali. Nel contempo, si allarga sempre più assurdamente la forbice tra le iscrizioni all’Università ed il fabbisogno di medici. Questo è il frutto di un’incapacità di previsione e quindi di programmazione: dalla liberazione degli accessi a Medicina con la legge Codignola e la conseguente pletora con la dequalificazione dei contenuti formativi alla carenza di fatto già presente a dimostrazione dell’incapacità dei reggitori della cosa pubblica di pensare molto, molto avanti spinti solo dal quotidiano: la politica delle pezze applicate qua e là ove si rendono necessarie.
Ci si verrà a trovare come l’Inghilterra con la necessità di chiamare medici da ogni dove per operirne la mancanza. Il momento critico è previsto a partire dal 2015 ma, già oggi, mancano radiologi e anestesisti per non parlare dei pediatri, degli ortopedici, dei ginecologi.
Questo è stato l’argomento dibattuto nel corso del Convegno romano indetto dalla FNOMCeO nei giorni 2-3 dicembre. Il punto nodale è la riqualificazione della professione soprattutto dal punto di vista “umanistico” ma si è focalizzata l’attenzione sull’urgenza di ribaltare, modificandola, la politica di ingresso alla Facoltà, eliminando o riducendo quegli assurdi test nozionistici, sostituendoli magari con test psicoattitudinali che potrebbero dare più qualità alla professione.
Ma a poco servirebbe aumentare il numero degli accessi a Medicina, solo modestamente aumentato in questi ultimi tempi, se non si dilata il collo di bottiglia dell’accesso alle specializzazioni. E’ necessario togliere quell’assurda disposizione per cui solo specialisti possono entrare negli ospedali formando gli stessi, piccoli numeri comunque, nelle corsie universitarie. Occorre che l’Università faccia qualche passo indietro e nulla togliendo delle loro competenze, consentire che gli Ospedali , avendone i requisiti, diventino centri di formazione degli specialisti affiancando le scuole di specializzazione. Si eliminerebbe il buco temporale e il vuoto assistenziale nell’attesa che dalle Scuole di Specialità escano i pochi specialisti formati premessa obbligatoria per entrare nel ruolo ospedaliero. A fronte dell’indebolimento del comparto medico abbiamo segnali preoccupanti da altre parti: nel momento in cui si parla di abolizione degli Ordini professionali, ne sono in gestazione cinque nuovi con ventidue albi di professioni sanitarie indipendenti.
La sovrapposizione di queste con gli ambiti lavorativi propriamente medici prefigura scenari di conflitti soprattutto laddove i medici siano carenti.  In alcune regioni quali la Toscana e l’Emilia con il progetto “see and treat” e con il “fast and track surgery” già si invade violentemente l’ambito medico della diagnosi e della cura, attribuendo ad infermieri pur “adeguatamente formati” decine di funzioni di pertinenza medica.  Ci siamo opposti, aderendo alla denuncia alla Procura fatta dall’Ordine di Bologna prefigurandosi n capo ai medici, comunque considerati responsabili, ipotesi di prestanomismo e agli esecutori, di abusivismo.  Non mancano segnali anche nella nostra regione. Si sta inserendo in Lombardia, si direbbe quasi alla chetichella, qua e là in qualche provincia, un’operazione di riforma del servizio del “118” che prevede la scomparsa del medico sostituita dall’infermiere ovviamente “adeguatamente formato”.  Queste operazioni non sono esenti da evidenti criticità: da un punto di vista della difesa del cittadino e, perché no, della nostra categoria che vede molti medici del tutto disoccupati o sotto-occupati con paghe orarie indegne.
La medicina è professione, lo si riconosca, difficile che richiede tanto sapere e tanto saper fare. Il medico è formato per questo e non a caso la facoltà medica è quella che, da sempre, ha richiesto più anni di studio, anni che ora sono ancor più aumentati quando si pensi ai corsi di specializzazione e a quelli di formazione per il medico di medicina generale, vera e propria nuova specialità.
E’ anche evidente che, nell’emergenza e nell’urgenza, non si tratta solitamente di fare diagnosi di difficili e rare patologie ma si tratta, pur sempre, di essere in grado di operare una tempestiva valutazione delle condizioni per attuare un’ altrettanto tempestiva terapia di supporto e di stabilizzazione delle condizioni. Qual è per tutto questo l’adeguata formazione di qualche mese peraltro di figure diverse da quella del medico? Perché non è poca cosa quella che si richiede agli infermieri dei Msi nel momento in cui si parla di effettuare la “valutazione dell’evento e del paziente (diagnosi!) incluso il riconoscimento di condizioni complesse (!!) che vengono rilevate e trasmesse al medico presente nella centrale operativa attraverso la telemetria e le telecomunicazioni…”. Su questa base si afferma, ciò non di meno, che il medico della Coeu (acronimo di centrale operativa emergenze-urgenze) è “responsabile della formulazione dell’ipotesi diagnostica e dell’eventuale prescrizione farmacologica”.  L’Ordine ha preso una posizione netta contro il documento “ruoli e funzioni del medico nelle equipe multi professionali” con un forte richiamo e altrettanto forte richiesta di intervento della Federazione sul tema dalla quale ci si aspetterebbe una maggior forza di intervento.  La clinica non esiste più, la semeiotica a seguire, la medicina, come andrebbe praticata, anche. Ipotizziamo, così tanto per fare un esempio, il caso di un paziente affetto da una pur rara angina di Prinzmetal in cui l’onda lesionale patognomonica, al momento della registrazione elettrocardiografica, si è già riportata all’isoelettrica. Il tracciato, che può essere del tutto normale, trasmesso in telemetria al medico responsabile (in realtà semplice lettore) non potrà che indurlo a formulare un giudizio di normalità. Cosa succederà?
Sono tutte fughe in avanti sottese da motivazioni anche, all’apparenza, etiche: aumentare gli stazionamenti di pronto soccorso, ridurre i costi, in sostanza dare di più in quantità spendendo di meno. Ma, come da sempre sosteniamo, la strada perseguita può essere fonte di molti dispiaceri.
Non parliamo poi delle farmacie assunte al rango di punto centrale dell’assistenza sanitaria con la fornitura di molti servizi anche diagnostico-strumentali. Si comincia sempre da qualche esperienza nata in altre realtà geodemografiche che vengono poi trasferite, pari pari, nel nostro contesto. Su un recente numero degli Archives of Internal Medicine (170:1634-1639) si esperimenta il coinvolgimento dei farmacisti nel trattamento e nella gestione dell’ipertensione arteriosa con possibilità di aggiustamento anche della terapia.  L’Ordine ha fatto sentire la sua forte (ma flebile nel contesto del silenzio altrui) voce contro il D.Lgs 153/2009 sulla centralità delle farmacie nel coordinare l’attività di infermieri e medici del territorio.  Questa è una situazione che impone tempestivi e robusti interventi da parte della Federazione e da parte dei singoli Ordini per la difesa della Medicina, del cittadino e degli iscritti già sin troppo penalizzati ed umiliati.

Categorie: Salute e Benessere, Sanita' | Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , | 4 commenti

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