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Sigm su Sos medici, Osservatori regionali e abilitazione anticipata

Milano, 2 mag. (Adnkronos Salute) – Istituire Osservatori regionali per monitorare lo stato occupazionale dei medici, programmando di conseguenza l’accesso alla formazione universitaria; anticipare l’abilitazione dei camici bianchi, così da accelerare l’ingresso di nuovo personale nelle corsie ospedaliere. Queste, in sintesi, le proposte del Segretariato italiano giovani medici (Sigm) per fronteggiare la carenza di medici prospettata più volte dalla Federazione nazionale degli Ordini e sotto i riflettori nelle ultime settimane in Lombardia, dove entro il 2015 verrà perso il 40% dei dottori attualmente in servizio. Un’emergenza che riguarda tutto il Pese e che secondo il Sigm richiede l’attivazione di un tavolo tecnico ad hoc tra i ministeri della Salute e dell’Istruzione, università e ricerca, per discutere ed elaborare una proposta di riordino complessivo del sistema. Dopo la provocazione lanciata dall’assessore lombardo alla Sanità Luciano Bresciani, che sta studiando insieme ai presidi alcune ipotesi per rivedere i limiti all’accesso alle Facoltà di medicina, e dopo la diffida indirizzata al Miur dal Codacons, che invita il ministro Gelmini ad abolire il numero chiuso per «far cessare gli effetti lesivi del diritto allo studio e alle professioni», il Sigm sostiene che «non è l’abolizione del numero chiuso la soluzione alla carenza di medici in Italia. Le ragioni di tale fenomeno – spiega in una nota – sono riconducibili a una non ottimale programmazione del fabbisogno di professionalità mediche, unitamente all’attesa media di occupazione pari a 15-16 anni (non includendo i limiti alle assunzioni imposti dai Piani di rientro) per uno studente italiano che si iscrive al primo anno di Medicina».
«Quello medico – osserva il Sigm – è l’unico ambito in cui il diritto allo studio trova un limite naturale nel diritto alla salute dei cittadini». E «lo dimostra – continua il comunicato – l’esperienza del fenomeno della ‘pletora medica’ conseguente all’accesso incontrollato alle Facoltà mediche, registratosi tra gli anni ’80 e ’90: il sovradimensionamento del contingente di medici, sia per la mancanza di spazi occupazionali sia per la non sempre qualitativamente ottimale formazione conseguente a oggettivi problemi di carattere organizzativo, ha creato una generazione di medici che hanno progressivamente perduto le motivazioni iniziali che li avevano spinti ad intraprendere l’impegnativo percorso della medicina; tutto ciò a discapito della qualità delle prestazioni erogate e quindi della salute dei cittadini». Secondo il Segretariato italiano giovani medici, «la programmazione quali-quantitativa delle professionalità mediche deve essere funzione del bisogno di salute espresso dalla popolazione e non delle potenzialità formative delle università». A riguardo, dunque, il Sigm propone l’istituzione di Osservatori regionali per monitorare lo stato occupazionale dei medici, perché «è sempre più necessario dotare le Regioni di strumenti intelligibili per effettuare una programmazione coerente e che abbia capacità di adattarsi all’evoluzione continua del dato epidemiologico».
Al contempo, «si dovrebbe procedere al generale riordino del sistema formativo-professionalizzante del medico, dal corso di laurea in medicina al post-lauream, allineando al contesto Ue i tempi medi di ingresso dei medici italiani nel mondo del lavoro. Ciò anche al fine di contenere il trend in ascesa di giovani medici italiani che emigrano all’estero non soltanto per completare la propria formazione, ma sempre più per trovare lavoro alla luce dalle maggiori possibilità in termini tanto di progressione di carriera quanto di arricchimento professionale, sociale ed umano. Infatti, oltre ad una retribuzione sensibilmente più elevata rispetto a quelle offerte in Italia, all’estero si ha la possibilità di avere un contratto “permanent” (a tempo indeterminato) nel giro un anno o due al massimo. Un medico italiano è in genere assunto dal Ssn ad un’età in cui un medico inglese diventa “consultant”, ovvero cessa il rapporto come dipendente per diventare una forma di consulente e libero professionista». Pertanto il Sigm propone di «anticipare nel contesto del corso di laurea in medicina e chirurgia il tirocinio professionalizzante dell’esame di stato (laurea professionalizzante) e rendere abilitante alla professione il concorso di accesso alla specializzazione (parimenti al concorso annuale per l’accesso al corso specifico di medicina generale): i vincitori del concorso e i non vincitori, a patto di superare una soglia minima, conseguirebbero in tal modo l’idoneità all’esercizio della professione». Il Segretariato è anche «a favore dell’adozione di un sistema a graduatoria unica su base nazionale, in modo da introdurre criteri di valutazione quanto più possibile oggettivi ed uniformi ai fini dell’accesso alla formazione medica. Il tutto a patto che tale riforma sia sostenuta dagli idonei strumenti necessari per eliminare le differenze di reddito e sostenere gli studenti e i medici più meritevoli e capaci. I giovani medici – chiude la nota – chiedono che venga istituito un tavolo tecnico interministeriale, Università e Salute, che possa elaborare una proposta di riordino dell’attuale sistema formativo-professionalizzante del giovane medico, che dovrebbe fondarsi su rete formativa integrata tra università, territorio ed ospedali».

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Sigm, per l’occupazione dei medici occorre istituire osservatori regionali

Da Dottnet di Silvio Campione

Istituire Osservatori regionali per monitorare lo stato occupazionale dei medici, programmando di conseguenza l’accesso alla formazione universitaria; anticipare l’abilitazione dei camici bianchi, cosi’ da accelerare l’ingresso di nuovo personale nelle corsie ospedaliere.
Queste, in sintesi, le proposte del Segretariato italiano giovani medici (Sigm) per fronteggiare la carenza di medici prospettata piu’ volte dalla Federazione nazionale degli Ordini e sotto i riflettori nelle ultime settimane in Lombardia, dove entro il 2015 verra’ perso il 40% dei dottori attualmente in servizio.

Un’emergenza che riguarda tutto il Pese e che secondo il Sigm richiede l’attivazione di un tavolo tecnico ad hoc tra i ministeri della Salute e dell’Istruzione, universita’ e ricerca, per discutere ed elaborare una proposta di riordino complessivo del sistema.
Dopo la provocazione lanciata dall’assessore lombardo alla Sanita’ Luciano Bresciani, che sta studiando insieme ai presidi alcune ipotesi per rivedere i limiti all’accesso alle Facolta’ di medicina, e dopo la diffida indirizzata al Miur dal Codacons, che invita il ministro Gelmini ad abolire il numero chiuso per “far cessare gli effetti lesivi del diritto allo studio e alle professioni”, il Sigm sostiene che “non e’ l’abolizione del numero chiuso la soluzione alla carenza di medici in Italia. Le ragioni di tale fenomeno – spiega in una nota – sono riconducibili a una non ottimale programmazione del fabbisogno di professionalita’ mediche, unitamente all’attesa media di occupazione pari a 15-16 anni (non includendo i limiti alle assunzioni imposti dai Piani di rientro) per uno studente italiano che si iscrive al primo anno di Medicina“.  “Quello medico – osserva il Sigm – e’ l’unico ambito in cui il diritto allo studio trova un limite naturale nel diritto alla salute dei cittadini”. E “lo dimostra – continua il comunicato – l’esperienza del fenomeno della ‘pletora medica’ conseguente all’accesso incontrollato alle Facolta’ mediche, registratosi tra gli anni ’80 e ’90: il sovradimensionamento del contingente di medici, sia per la mancanza di spazi occupazionali sia per la non sempre qualitativamente ottimale formazione conseguente a oggettivi problemi di carattere organizzativo, ha creato una generazione di medici che hanno progressivamente perduto le motivazioni iniziali che li avevano spinti ad intraprendere l’impegnativo percorso della medicina; tutto cio’ a discapito della qualita’ delle prestazioni erogate e quindi della salute dei cittadini”.Secondo il Segretariato italiano giovani medici, “la programmazione quali-quantitativa delle professionalita’ mediche deve essere funzione del bisogno di salute espresso dalla popolazione e non delle potenzialita’ formative delle universita’”. A riguardo, dunque, il Sigm propone l’istituzione di Osservatori regionali per monitorare lo stato occupazionale dei medici, perche’ “e’ sempre piu’ necessario dotare le Regioni di strumenti intelligibili per effettuare una programmazione coerente e che abbia capacita’ di adattarsi all’evoluzione continua del dato epidemiologico”.
Al contempo, “si dovrebbe procedere al generale riordino del sistema formativo-professionalizzante del medico, dal corso di laurea in medicina al post-lauream, allineando al contesto Ue i tempi medi di ingresso dei medici italiani nel mondo del lavoro. Cio’ anche al fine di contenere il trend in ascesa di giovani medici italiani che emigrano all’estero non soltanto per completare la propria formazione, ma sempre piu’ per trovare lavoro alla luce dalle maggiori possibilita’ in termini tanto di progressione di carriera quanto di arricchimento professionale, sociale ed umano”.
“Infatti, oltre ad una retribuzione sensibilmente piu’ elevata rispetto a quelle offerte in Italia, all’estero si ha la possibilita’ di avere un contratto ‘permanent’ (a tempo indeterminato) nel giro un anno o due al massimo. Un medico italiano e’ in genere assunto dal Ssn ad un’eta’ in cui un medico inglese diventa ‘consultant’, ovvero cessa il rapporto come dipendente per diventare una forma di consulente e libero professionista”.Pertanto il Sigm propone di “anticipare nel contesto del corso di laurea in medicina e chirurgia il tirocinio professionalizzante dell’esame di stato (laurea professionalizzante) e rendere abilitante alla professione il concorso di accesso alla specializzazione (parimenti al concorso annuale per l’accesso al corso specifico di medicina generale): i vincitori del concorso e i non vincitori, a patto di superare una soglia minima, conseguirebbero in tal modo l’idoneita’ all’esercizio della professione”.
Il Segretariato e’ anche “a favore dell’adozione di un sistema a graduatoria unica su base nazionale, in modo da introdurre criteri di valutazione quanto piu’ possibile oggettivi ed uniformi ai fini dell’accesso alla formazione medica. Il tutto a patto che tale riforma sia sostenuta dagli idonei strumenti necessari per eliminare le differenze di reddito e sostenere gli studenti e i medici piu’ meritevoli e capaci. I giovani medici – chiude la nota – chiedono che venga istituito un tavolo tecnico interministeriale, Universita’ e Salute, che possa elaborare una proposta di riordino dell’attuale sistema formativo-professionalizzante del giovane medico, che dovrebbe fondarsi su rete formativa integrata tra universita’, territorio ed ospedali”.

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Medici in via d’ estinzione in due milioni senza dottore

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GIOVANI MEDICI (SIGM) : FAZIO, LEGARE SCUOLE SPECIALIZZAZIONE AL FABBISOGNO

31-10-2009    SIGM



Ecco le
proposte dei Giovani Medici Italiani riuniti nella Conferenza nazionale di Roma


ROMA. Alla Conferenza Nazionale del SIMG, Segretariato Italiano Giovani
Medici, l’intervento del viceministro alla salute Ferruccio Fazio si
concentra sulla necessita’ ‘di legare maggiormente le scuole di
specializzazione al fabbisogno’. Un aspetto che si e’ un po’ perso col
tempo, ha commentato Fazio, ‘bisognera’ prevedere una maggiore aderenza
delle richieste regionali e rivedere le tipologie delle scuole.Cosi’ le Regioni finanzieranno solo quelle di sicuro interesse’, ha
dichiarato il viceministro. ‘Il gioco di squadra e’ importante e
dobbiamo attivarlo negli ospedali’, ha ricordato Fazio alla platea dei
giovani medici, ‘indirizzarci verso ospedali tecnologici con team
multidisciplinari, ridurre la tendenza ospedalocentrica, indirizzarsi
verso ricoveri brevi. La medicina non e’ solo cambiata ma sta cambiando
– ha dichiarato concludendo il suo intervento alla Conferenza – Voi
siete il futuro e vogliamo inserirvi in questo cambiamento’.(AGI)


“Chiediamo l’istituzione di un apposito
tavolo tecnico interministeriale (MIUR, Ministero Lavoro, Salute e Politiche
Sociali) che affronti una volta e per tutte la riorganizzazione e le
razionalizzazione del sistema formativo professionalizzante postlauream del
giovane medico nel quale siano attivamente coinvolti tutti i soggetti
competenti: CRUI, Conferenza dei Presidi, la FNOMCeO e le Associazioni di
categoria. – afferma il Presidente del SIGM, Walter Mazzucco – Chiediamo,
altresì, che si proceda alla definizione ed applicazione delle Riforme
secondo un programma definito, per non lasciare nel limbo i circa 8000
giovani medici che aspirano nel corrente anno accademico ad accedere alla
specializzazione – concludono Martino Trapani, Marco Mafrici e Francesco
Macrì, del Comitato Organizzatore”.

Di seguito le proposte avanzate alla presenza del Vice Ministro della Salute,
Prof. Ferruccio Fazio, che è intervenuto alla Conferenza.

1) Definire con urgenza la data del Concorso per l’accesso alle scuole di
specializzazione di area sanitaria per il corrente A.A. 2009/2010. Diploma di
laurea abilitante, sul modello delle professioni sanitarie, calendarizzazione
del Concorso di accesso alle scuole di specializzazione espletato con
graduatoria unica nazionale, con inizio delle prove a novembre e delle
attività a gennaio, a partire dall’A.A. 2009/2011.

2) Allargare la rete formativa del giovane medico al territorio ed alle
strutture ospedaliere.

3) Riconoscimento degli anni di specializzazione, se caratterizzati da
produzioni scientifiche impattate e certificate, ai fini dell’accesso alla
dirigenza medica ed al ruolo di ricercatore. Valutazione e monitoraggio degli
standard formativi delle scuole di specializzazione ad opera degli
Osservatori Regionali della formazione medico specialistica.

4) Inquadramento dei medici in formazione in unica cassa previdenziale ENPAM.

5) Aumento del contingente di posti di specializzazione per far fronte al
turn over generazionale che nel 2020 registrerà il pensionamento di 70 mila
medici.

6) Limitare il fenomeno del precariato a cui sono sottoposti i Giovani Medici
negli Ospedali e nel Territorio.

Programma reperibile su www.giovanemedico.com,
www.sims.ms, www.giovanimedici.com

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