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Medici, precari e anche a stipendio ridotto

All’ Umberto I sono 300. «Lavoriamo come gli altri, interi reparti si reggono su di noi»

Sono gli «indignati», pacifici, del Policlinico. Anestesisti, radiologi, pediatri. Professionisti di primo livello, con una ventina d’ anni di esperienza sulle spalle, tra Università, specializzazione, i primi contratti. E che, oggi, alla soglia dei quarant’ anni, si ritrovano ancora con un impiego precario, costretti a subire – a causa del deficit sanitario del Lazio – tagli allo stipendio anche del 30%. All’ Umberto I, in tutto, sono circa 300 persone, divise tra contratti co.co.co. e a tempo determinato, che il 31 dicembre si ritroveranno con gli accordi – firmati a giugno, per sei mesi – scaduti. E già allora fu una mazzata: in molti hanno resistito, pur dovendo rinunciare a 6 o 10 mila euro lordi, qualcuno ha preferito andarsene. Adesso, «gli indignati precari» del Policlinico, hanno deciso di organizzarsi: si sono organizzati in Assemblea, eletto dei rappresentanti, creato un gruppo su Facebook («Medici precari del Policlinico Umberto I») che conta 93 membri. E studiano altre azioni di lotta: «Mancare due-tre giorni dal lavoro, quando ci scadrà il contratto», propone qualcuno. Le loro storie aiutano a capire come funzionano sanità e ricerca, a Roma e nel Lazio, in quella che dovrebbe essere un’ eccellenza ospedaliera. Antonio Bruni, ha 38 anni, si è laureato nel 2005, è un radiologo interventista, lavora al Policlinico da sei anni: «Prima come co.co.co., poi con contratto annuale, ora semestrale. Da noi, il reparto si regge sui precari: su 4 persone, due siamo a tempo determinato. E, come gli altri, abbiamo la reperibilità, le urgenze. Non potremmo, per legge, ma lo facciamo lo stesso». Bruni si è visto decurtare lo stipendio del 30%: «Guadagnavo 55 mila euro lordi annui, ora sono sceso a 40 mila annui, 20 mila per sei mesi. E gli orari sono gli stessi di prima». Anche la moglie è precaria, e ora aspettano un figlio. Perché non cerca un altro lavoro? «A Roma non ci sono tanti centri di radiologia interventistica. Ma se continua così, sarò costretto a guardarmi intorno». Qualcuno preferisce non dare il nome, qualcuno se n’ è già andato: di fronte ad un rinnovo di contratto con 4-500 euro di meno in busta paga, si è messo alla finestra. I problemi, per la struttura, sono evidenti. Interi reparti, e alcuni di primo intervento, vanno costantemente in sofferenza, le liste d’ attesa si allungano, le sale operatorie funzionanti si riducono. Le situazioni più critiche, spiegano i precari, sono ad anestesia e al trasporto neonatale: settori vitali, per la vita delle persone. Lo spiega Domenico Vitale, 39 anni, anestesista in cardiochirurgia, contratto a tempo determinato di durata sempre inferiore (tre anni, poi due, uno, fino a sei mesi), una moglie precaria sempre del Policlinico alla quale sono stati tagliati 12 mila euro sui 52 che prendeva: «Se un bambino che nasce da noi – dice Vitale – ha problemi seri di salute e va portato in un’ altra struttura, come il Bambino Gesù, c’ è del personale altamente specializzato che se ne occupa: incubatrice, ambulanza, trasferimento in un’ altra struttura. Su dieci persone del reparto, nove sono precari: se smettono di lavorare, il servizio chiude, i bambini muoiono». Stesso discorso per le sale operatorie: «Ad ottobre abbiamo fatto le chiusure a singhiozzo, ad otorino/laringoiatria da tre funzionanti siamo passati a due». Risposte dal Policlinico o dalla Regione? «Nessuna: ci dicono solo che bisogna risparmiare», dicono i precari. L’ assemblea, i rappresentanti, Facebook. Che altro fare? «A dicembre scadranno in blocco tutti i nostri contratti. E, per rinnovarli, ci vorrà minimo un mese e mezzo per i passaggi tra Umberto I, Regione, ministero dell’ Economia. In genere, ad ogni scadenza, siamo andati a lavorare anche senza contratto. E se, per una volta, ci dessimo tutti malati?». Ma questa è solo un’ idea. Per ora.

Menicucci Ernesto

Pagina 3
(31 ottobre 2011) – Corriere della Sera

http://archiviostorico.corriere.it/2011/ottobre/31/Medici_precari_anche_stipendio_ridotto_co_10_111031011.shtml

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Il futuro della formazione in Medicina in Italia: confronto sulla Proposta di Riforma del percorso di formazione universitaria pre e post lauream in Medicina

Cari Colleghi,
il Segretariato Italiano Giovani Medici (S.I.G.M.) è un’associazione no profit, aconfessionale ed apartitica, che si è affermata sul territorio nazionale quale principale punto di riferimento per i giovani medici Italiani, come dimostrano i più di 8500 utenti registrati al Portale dei Giovani Medici (www.giovanemedico.it).
Tramite il proprio Dipartimento Specializzandi (S.I.M.S.), il Segretariato da anni propugna l’esigenza di provvedere alla generale rivisitazione ed al riordino del percorso formativo pre e post lauream in medicina, al fine di allinearlo alle esperienze degli altri Paesi dell’Unione Europea

1. Atti audizione S.I.G.M. del 7 aprile 2011 presso la Commissione Igiene e Sanità del Senato;

2. Relazione S.I.G.M. presso la Conferenza Nazionale FNOMCeO del 2-3 dicembre 2010;

3. Proposte e mozioni del S.I.G.M. presso il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU), il Consiglio Universitario Nazionale (CUN) e l’Osservatorio Nazionale della Formazione Medica Specialistica (ONFMS);

4. Manifesto dei Giovani Medici;

5. Proposte del S.I.G.M. per migliorare la condizione dei Giovani Medici Italiani,

instaurando un clima di proficua collaborazione con le Istituzioni che sovrintendono la formazione del medico. A seguito della conferenza stampa di presentazione della Proposta di Riforma del percorso di formazione universitaria pre e post lauream in Medicina, tenuta congiuntamente dai Ministri della Salute e dell’Università, Istruzione e Ricerca a Palazzo Chigi il 28 luglio u.s., condividendo l’opportunità di lavorare
ad una proposta di riforma dell’organizzazione dell’attuale sistema formativo, purchè finalizzata a migliorare gli standard della formazione ed a ridurre i tempi morti che rendono l’accesso al mondo del lavoro da parte dei giovani medici italiani tra i più lunghi in Europa (12-13 anni in media1), il S.I.G.M. si è fatto interprete
dell’esigenza di creare un’occasione di confronto tra le Istituzioni ed i potenziali fruitori dell’ipotesi di riforma.

Il S.I.G.M., pertanto, organizzerà il Workshop dal titolo “Il futuro della formazione in Medicina in Italia: confronto sulla Proposta di Riforma del percorso di formazione universitaria pre e post lauream in Medicina”, rivolto alle rappresentanze degli studenti in medicina e dei medici in formazione specialistica di tutte le Università Italiane, che si terrà in data 9 novembre 2011, dalle ore 14.30 alle ore 18.00, presso l’Aula di Clinica Medica I del Policlinico Umberto I di Roma. Interverranno i Direttori Generali del MIUR e del Ministero della Salute, oltre che i rappresentanti delle Istituzioni accademiche e della Professione. In tale occasione verrà fatto il punto sullo stato di avanzamento dei lavori preparatori della Riforma e sarà possibile intervenire sia per porre tutte le domande relative a contenuti ed aspetti applicativi (modalità e tempi di applicazione, gestione del transitorio, possibilità di optare per la nuova proposta ordinamentale) sia per avanzare proposte migliorative della Proposta di Riforma.

Il S.I.G.M., credendo che il modello partecipativo rappresenti il presupposto per ottenere la condivisione e l’adesione al cambiamento ed all’innovazione introdotti da un processo di riforma, Vi invita pertanto ad intervenire numerosi da tutte le Università al Workshop in oggetto.

Cordiali saluti.

Il Consiglio Esecutivo SIGM

SCARICA QUA LA Lettera DEL workshop SIGM 2011

SCARICA QUA IL Programma preliminare workshop SIGM2011

P.S.: per informazioni sul Workshop (Programma, location, ecc.) si prega di contattare i referenti delle Sedi SIGM, ovvero consultare il Portale dei Giovani Medici (www.giovanemedico.it). Per opzionare la richiesta di intervento nello spazio destinato al dibattito, si chiede di inviare una E-mail a presidente@giovanimedici.com e segretario@giovanemedico.it

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Dagli studenti di Roma “profonda tristezza” per la visita del Papa annullata alla Sapienza

La cancellazione della visita del Santo Padre prevista per oggi all’Università ”La Sapienza” è motivo di profonda tristezza per la comunità universitaria. Ad affermarlo è Martino Trapani, Membro del C.d.a Sapienza Università di Roma.

La libertà di parola è un diritto irrinunciabile in un paese civile basato sulla tolleranza e sul rispetto reciproco. Ogni atto che nega tale libertà è inaccetabile.

Esprimo enorme amarezza, aggiunge Trapani, per gli attegiamenti di intolleranza verbale e di comportamenti a cui abbiamo assistito in questi giorni nel nostro ateneo.

E’ inconcepibile che nella più grande università europea sia negato il diritto di parola alla massima autorità religiosa presente nel nostro paese. Tanto piu’ che la laicità è la cifra della civiltà di un Paese, della libertà di espressione, dell’attitudine al confronto. Mi rammarica il fatto che tutto questo sia stato impedito.

Spero che tale episodio non costituisca un pericoloso precedente e sono fiducioso del fatto che il Rettore non farà mancare ancora una volta il suo contributo per rasserenare il clima all’interno nell’Università.

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