Il latte assolto nel “processo” organizzato dall’Ordine dei medici di Milano. L’accusa era di essere una “sostanza che, pur non adulterata, è nociva per la salute dei consumatori”

“Assolto perché il fatto non sussiste”. È stata questa la sentenza al termine del processo simulato al latte, organizzato dall’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Milano, svoltosi all’Abbazia di Mirasole, alle porte del capoluogo lombardo. Il processo simulato – che è stato anche un corso di aggiornamento per medici, odontoiatri e tecnologi alimentari – ha visto come imputato Achille Lanzarini, direttore generale della Fondazione Sviluppo Ca’ Granda, costituita dal Politecnico di Milano, che produce il latte Ca’ Granda, accusato di “aver messo in commercio un prodotto che, pur non adulterato, è nocivo per la salute dei consumatori secondo quanto previsto dall’art. 444 del codice penale”. ll pubblico ministero Luisa Ponti, presidente di sezione del Tribunale di Milano, ha indicato sei effetti dannosi che sono stati oggetto del dibattimento, con l’intervento di testimoni, consulenti di parte e periti.

Poiché il dott. Franco Berrino e altri medici che condividono posizioni critiche nei confronti del latte non si sono resi disponibili al confronto, il ruolo di consulente dell’accusa è stato interpretato da un medico dietologo ben conosciuto che pur non condividendo le motivazioni, ha illustrato al tribunale le critiche, comprese quelle di Berrino. Il consulente dell’accusa ha detto che molti suoi pazienti sono preoccupati di essere intolleranti, mentre alcuni ipotizzano un collegamento tra la bevanda e l’incidenza dei tumori, e si chiedono se, dopo una diagnosi del genere, si debba sospenderne l’assunzione. C’è anche una preoccupazione verso i figli, perché pensano che l’assunzione del latte sia la causa di alcune sintomatologie. Tutti questi elementi sono presenti nei capi d’imputazione del processo simulato.

Secondo l’accusa, il latte stimola la produzione di IGF-1, un fattore di crescita che potrebbe indurre lo sviluppo di tumori

Primo capo d’accusa: il latte induce incremento della produzione di IGF-1 (somatomedina o fattore di crescita simil insulinico). L’accusa ha spiegato che l’IGF-1 è un fattore di crescita di determinati tessuti, per cui incrementandone la produzione si aumenta il rischio di tumore. La tesi è sostenuta dal professor Berrino in documenti reperibili in Rete, oltre che in un articolo pubblicato su Epidemiologia e prevenzione nel 2013, in cui si dice come “recentemente uno studio ha riscontrato che le donne che hanno avuto un tumore al seno e che consumano latticini grassi hanno più recidive”, evidenziando criticità relative al consumo di latte e al legame tra la secrezione di IGF-1 e alcune tipologie di tumore.

Al consulente dell’accusa ha replicato uno dei due periti nominati dal tribunale, la professoressa di medicina interna Silvia Fargion, affermando che l’IGF-1 è presente nel latte in minime quantità, precisando che secondo alcuni studi l’incremento di questo fattore di crescita prodotto dal latte nell’organismo è minimo e non incide più di quanto potrebbe incidere il latte materno. Un lavoro recentissimo dice che l’IGF-1 interferisce con fattori genetici che regolano il genoma e quindi, potenzialmente, faciliterebbe l’acne e il tumore della prostata. Tuttavia, studi importanti, verificati e rigorosi non evidenziano questo rapporto tra latte e tumore della prostata, per cui, ha dichiarato il perito del tribunale, siamo di fronte a fantasie.

Secondo alcune teorie, il latte favorisce la perdita di massa ossea e l’insorgenza dell’osteoporosi

Secondo capo d’imputazione: il latte provoca perdita di massa ossea a causa del suo carico potenziale renale acidificante. L’accusa ha osservato che per anni si è parlato del latte e in particolare del calcio come qualcosa di utile per la prevenzione dell’osteoporosi e per il raggiungimento del picco di massa ossea. C’è un’ampia fascia di letteratura scientifica che ha analizzato il ruolo di alcuni alimenti nel modificare il livello alcalino o acido del sangue. Il calcio è uno degli elementi che aumentano l’acidità e un discreto numero di studi ha evidenziato che gli alimenti ricchi di calcio – come il latte – hanno questo effetto. “Il latte stimolerebbe la secrezione ulteriore del calcio attraverso l’azione del rene, determinando un effetto quasi paradossale, per cui, pur essendo un alimento ricco di calcio, il latte potrebbe determinare la mobilizzazione del calcio stesso dalle ossa al sangue”. Questo motivo metterebbe in dubbio la funzione preventiva del latte nei confronti dell’osteoporosi. Alla domanda del pubblico ministero se questo dato sia riconosciuto dalla scienza medica, il consulente dell’accusa ha ammesso che “è oggetto di discussione scientifica” e che secondo numerosi ricercatori questa teoria ignora le basi fisiologiche della funzione renale nella regolazione dell’omeostasi del livello di acidità del sangue.

La difesa, nella persona di Hellas Cena, medico specialista in scienza dell’alimentazione ha precisato che il calcio del latte ha un ruolo fondamentale nella crescita e negare l’assunzione a un bambino sano vuol dire negare la possibilità di esprimere le proprie potenzialità di crescita, non solo a livello osseo. Questo discorso vale anche per la vitamina D, di cui siamo abbastanza carenti, perché non ci esponiamo al sole – senza la quale il calcio non si fissa alle ossa – a sufficienza e, quando lo facciamo, giustamente ci proteggiamo. C’è di più, quando le persone aumentano di peso, cresce la componente adiposa e quindi anche la quantità di vitamina D, che essendo liposolubile viene sequestrata nel grasso e di conseguenza non entra in circolo. Il latte è l’unico alimento che contiene vitamina D, ha affermato la consulente della difesa, oltre ad avere l’acido butirrico, che ha una funzione specifica e importantissima sui microbi presenti nell’ultima parte dell’intestino.

Su latte e osteoporosi è stato scritto tutto e il contrario di tutto, ha osservato il perito del tribunale Silvia Fargion, secondo la quale un ridotto apporto di latte, cioè inferiore a 500 ml, nell’infanzia e nell’adolescenza, si associa ad un aumento di fratture nell’età adulta, periodo della vita in cui un apporto adeguato di latte rallenta la perdita di osso correlato con l’età, cioè rallenta l’osteoporosi, cui tutti, con l’invecchiamento, andiamo incontro.

Secondo alcuni, il latte induce intolleranza negli adulti e allergie nei bambini

Terzo capo d’imputazione: il latte induce intolleranza nella gran parte degli adulti con conseguenze gastrointestinali e anche nei bambini. Per quanto riguarda i piccoli, l’accusa ha citato un dato tratto da un articolo scientifico pubblicato dalla Società dei pediatri europei, secondo cui i il 47% dei loro pazienti ha un’allergia al latte vaccino, anche se la maggior parte di questi medici ammette di non avere proceduto al dosaggio delle IgE.

Sulla questione dell’intolleranza per gli adulti, il consulente ha sottolineato l’enorme diffusione di test basati sulla misurazione dell’IgG4, da cui emerge che l’85% dei soggetti sottoposti alla prova risulta intollerante. Alla domanda del pm se questi test siano riconosciuti dalla comunità scientifica, il consulente ha detto che i test hanno delle limitazioni. Tanto che l’anno scorso l’Ordine dei medici ha pubblicato un documento condiviso che individua diverse criticità in questi tipi di prove che purtroppo sono molto diffusi e si trovano in farmacia.

L’allergologa Paola Minale, chiamata come teste dalla difesa, ha sottolineato che l’allergia alle proteine del latte nei bambini interessa una piccola parte della popolazione, con una predisposizione genetica a sviluppare anticorpi contro certe proteine. Il problema non è quindi determinato dal latte, ma dal sistema immunitario che sbaglia. L’evoluzione di questi problemi è, però generalmente favorevole, perché col tempo i bambini acquistano tolleranza verso l’alimento inizialmente considerato allergenico. Anzi, una nuova linea di interpretazione propone l’introduzione degli alimenti allergenici sin dai primi mesi di vita, per indurre una maggiore tolleranza, e questo costituisce un dato favorevole nei confronti di certi cibi.

Minale ha precisato che c’è una differenza sostanziale tra cioè avere un esame del sangue positivo ceh indica una sensibilizzazione ed essere allergici. L’allergia riguarda un gruppo ristretto della popolazione: il 4-8% dei bambini e il 4% degli adulti. Per questo motivo i test diagnostici devono essere molto precisi e tutte le società scientifiche, compresa la federazione dell’Ordine dei medici e dei dentisti, hanno sconfessato l’utilizzo di test facilmente reperibili anche in farmacia come il dosaggio dell’IgG e altri. L’allergia è causata da specifici anticorpi che si possono dosare, mentre l’intolleranza si determina con un test specifico, che è il Breath Test. Senza test attendibili si hanno dei falsi malati, che saranno curati in maniera inadeguata, magari con un’alimentazione inadeguata.

Una teoria afferma che il latte aumenta la produzione di muco durante i malanni stagionali

La consulente Silvia Fargion ha detto che la grande maggioranza delle persone intolleranti non ha sintomatologie precisa, precisando che anche la maggioranza delle persone considerate “intolleranti sintomatici” può consumare 250 ml di latte al giorno (12 g di lattosio) senza manifestare effetti avversi. Se poi si divide la quantità di bevanda nell’arco della giornata, difficilmente si riscontrano fastidi. Per cui è sbagliato dire che se un bambino o un adulto ha un’intolleranza al lattosio non deve bere latte, perché in questo modo la persona viene privata di una serie di nutrienti essenziali per la crescita, per l’accrescimento delle ossa, l’omeostasi e il benessere dell’organismo.

Quarto capo d’accusa: il latte vaccino esaspera la già eccessiva produzione di muco associata ai malanni stagionali. L’accusa si è limitato a dire che nel web ci sono molti documenti sull’argomento compreso un articolo dell’Huffington Post su una ricerca scientifica. Tuttavia, è vero che alcuni peptidi, presenti soprattutto nello yogurt, facilitano la secrezione di muco, ma si tratta di un particolare tipo di muco (MUC2) che forma quella barriera tra intestino e microbiota utile al rapporto di simbiosi tra il nostro organismo e la flora intestinale. Nel dibattimento, comunque, questo tema ha avuto un ruolo marginale.

Quinto capo d’imputazione: il latte stimola la proliferazione delle cellule tumorali alla mammella a causa del contenuto di ormoni. L’accusa ha citato un passo del documento Bevete più latte del prof. Berrino, secondo cui il latte che si produce oggi è molto diverso da quello di 50-100 anni fa. Mentre allora le vacche mangiavano erba, venivano munte solo dopo il parto e davano 5-7 litri al giorno oltre a non produrre latte durante la gravidanza successiva, oggi con la selezione genetica abbinata a una dieta iperproteica permette di ottenere oltre 30 litri di latte al giorno anche durante la gravidanza, e il latte munto nei mesi prima del parto è molto più ricco di estrogeni, ormoni che stimolano la proliferazione delle cellule tumorali della mammella.

Secondo alcuni, come Berrino, il contenuto di estrogeni del latte può favorire lo sviluppo del tumore al seno

In risposta a quanto affermato dall’accusa, l’avvocato Enrico Moscolini, vice presidente dell’Ordine degli avvocati di Milano, insieme all’avvocato del Foro di Milano Luciana Tullia Bertoli, ha letto alcuni passi di una pubblicazione firmata dalla Fondazione Umberto Veronesi, secondo cui “va premesso che esistono oltre duecento tipi di tumori diversi e il tumore è una malattia multifattoriale – alimentazione, stile di vita, condizioni ambientali – non ha una sola causa ma molte concause, che possono concorrere a modificare il rischio. Inoltre, un alimento può aumentare il rischio di tumore a un organo ma diminuirlo ma un altro. Il latte è così: ha un effetto protettivo per i tumori al colon-retto, perché apporta calcio, ma per lo stesso motivo aumenta il rischio di tumore alla prostata. Il calcio influenza il metabolismo della vitamina D, che stimola la crescita delle cellule della prostata. Calcio e vitamina D sembrano avere un moderato effetto protettivo contro il tumore al seno, però non si può dire che possano condizionare la comparsa della malattia. Latte e derivati vanno però evitati nel caso di tumore al seno già diagnosticato; apportano grassi che contengono estrogeni”. L’accusa ha affermato di condividere questa tesi secondo cui il rapporto tra l’assunzione di latte e tumori è plurimo, per cui su alcuni tumori il rischio viene aumentato, mentre per altri sia ha un effetto protettivo.

Il perito nominato dal tribunale Silvia Fargion ha voluto precisare che nel mondo scientifico c’è un sacco di letteratura spazzatura per cui per valutare un lavoro bisogna valutare attentamente dove sono pubblicate gli articoli, la reputazione delle riviste e se qualcuno ha pagato per pubblicare l’articolo. Fargion ha ammonito invitando a non accogliere passivamente informazioni non sufficientemente e scientificamente provate, sottolineando di avere esperienza personale di donne con tumore al seno, che non hanno voluto fare la chemioterapia salvavita, perché volevano fare la dieta di Berrino e “sono morte, ovviamente”.

La difesa ha risposto affermando che il latte è uno degli alimenti più sicuri, perché le prescrizioni e i controlli sono tra i più stringenti nel campo degli alimenti. Per quanto riguarda la presenza di estrogeni, è stato ricordato che la legge vieta l’utilizzo degli anabolizzanti, mentre gli antibiotici possono essere utilizzati solo in caso di accertata malattia e che il latte di animali sottoposti a terapia antibiotica non viene distribuito.

Secondo le accuse, esistono connessioni tra il consumo di latte e l’insorgenza di tumori, Alzheimer e autismo

Sesto capo d’imputazione: connessioni tra il consumo di latte il morbo di Alzheimer, alcune patologie tumorali e l’autismo. L’accusa ha citato quanto detto in una trasmissione televisiva dal dott. Piero Mozzi, autore del libro La dieta del gruppo sanguigno, che è stato il volume più venduto su Amazon nel 2015. L’autore riporta strette connessioni tra l’assunzione di latte l’Alzheimer e varie tipologie di tumori, nonché afferma di essere testimone di guarigioni dal mutismo dopo la sospensione della bevanda nella dieta. Di fronte a un’osservazione del pubblico ministero sulla presenza di uno studio dell’Istituto nazionale dei tumori su queste connessioni, l’accusa ha assunto una posizione più prudente, dicendo che la comunità scientifica è estremamente attenta all’epidemiologia nutrizionale, non limitandosi ai singoli casi, per orientarsi in un tema molto complesso come questo.

Sul complesso dei capi d’accusa, il pubblico ministero ha chiesto alla difesa, se vi siano degli elementi che potrebbero essere veri, ma che la ricerca scientifica non ha ancora provato sino in fondo, oppure se si tratta solo di un problema di quantità e di soggetto che assume il latte. La difesa ha risposto che ad oggi, non ci sono evidenze sulla relazione tra latte e tumore, Alzheimer o malattie cardiovascolari, e neppure che sia la causa di allergie. Ovviamente, ha affermato, se ci si cibasse solo di latte, così come se ci si cibasse solo di pasta o solo di carne, probabilmente ci ammaleremmo.

Alla domanda del presidente del Tribunale se la percentuale di estrogeni nel latte possa costituire il problema, la difesa ha risposto che le sostanze esterne possono costituire un problema ma non si deve creare allarmismo, dicendo che il latte fa male, senza specificare i problemi.

Secondo la corte non sono state presentate prove a sufficienza per considerare pericoloso il consumo di latte

Al termine del dibattimento, il pubblico ministero ha osservato che le varie deposizioni non hanno fornito una prova, oltre ogni ragionevole dubbio, sulla nocività del latte e ha chiesto l’assoluzione.

La difesa si è associata alle conclusioni dall’accusa, sostenendo che, diversamente da quanto affermato dal pubblico ministero, l’istruttoria ha dimostrato che il latte è un alimento formidabile per la crescita dei bambini e la salute pubblica. Quindi ha chiesto l’assoluzione dell’imputato con formula piena, per assenza di prove e quindi perché il fatto non sussiste.

Nella sentenza il tribunale, visto l’art. 530, comma 1, del codice di procedura penale, ha assolto l’imputato perché il fatto non sussiste, come richiesto dalla difesa. Nelle motivazioni dell’assoluzione, il presidente del tribunale nella persona di Fabio Roia, presidente di sezione del Tribunale penale di Milano, ha scritto di ritenere che “non esistono ad oggi studi accreditati presso le più autorevoli comunità scientifiche, che evidenzino una caratteristica di pericolosità per la salute per l’alimento latte. In particolare, con riferimento a intolleranze e allergie, è stato accertato che si tratta perlopiù di un fattore ascrivibile al consumatore, alle caratteristiche del consumatore e non già al prodotto di per sé. Si considera comunque per una corretta assunzione del prodotto e dell’alimento, di seguire le linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità, perché l’alimento presenta comunque delle caratteristiche nutrizionali di non esaustività sul piano dell’apporto, e soprattutto deve essere assunto in relazione a variazioni che riguardano genere, età e particolari condizioni del consumatore”.

http://www.ilfattoalimentare.it/latte-assolto-processo-simulato.html

 

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Ringraziamenti per Elezioni ordine Medici Milano 2018-2020

Ringrazio i 1696 colleghi che hanno riposto fiducia in me sostenendomi e per avermi dato la possibilità di comporre il prossimo Consiglio dell’Ordine dei medici e Odontoiatri di milano e provincia nel triennio 2018-2020.

Grazie a tutti i colleghi candidati della lista riscatto medico e al presidente Roberto Carlo Rossi !!

Grazie a mia moglie Cinzia Angileri e ai miei figli Gabriele e Ginevra per la pazienza da sempre dimostrata.

Assicuro a tutti il mio impegno nel rappresentare la categoria al meglio delle mie capacità.

Ad maiora semper

Martino Trapani

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APP SALVAVITA

È indiscutibile che questa sia la stagione delle APP, sbocciano come funghi ed al di fuori da linee guida istituzionalizzate.

E questo non è assolutamente accettabile per quelle APP di cui vogliamo occuparci, ovvero le APP medico-sanitarie. Ed in particolar modo quelle che si rifanno all’acronimo I.C.E., in Case of Emergency.

Nel cyberspazio, negli Store Android o Ios, di APP ICE se ne trovano di tutti i colori e prezzi, ma tutte con la caratteristica del “fai da te”, nel senso che i dati medico-sanitari inseriti non provengono da una fonte accreditata, come l’MMG, il Medico di Medicina Generale.

Sono quindi dati non fruibili per quanto concerne il Servizio di Soccorso, leggi NUE, Numero Unico  d’Emergenza: 112/118.

Ma come in  tutte le cose, l’eccezione che conferma  la  regola  esiste.

Ed è la Web APP “Il telefonino, il tuo salvavita ” dell’Onlus Medici Volontari Italiani, M.V.I., il cui obbiettivo è il superamento dell’anonimato clinico in un intervento di soccorso medico-sanitario, anche quando chi viene soccorso non è in grado di cooperare  con i soccorritori.

Tale Web APP è parte integrante  del Progetto  del Comune  di Milano “Cittadini più Coinvolti e più Sicuri”.

Rappresenta l’eccezione in quanto utilizza i dati sanitari selezionati cosiddetti salvavita, ovvero relativi alle patologie che i soccorritori devono conoscere per effettuare un intervento efficiente ed efficace, condivisi con la Società Italiana di Medicina di Emergenza ed Urgenza.(S.I.M.E.U.)

Ed è per questo motivo  che L’OMCeO di Milano ha dato da tempo il proprio supporto a questa iniziativa di M.V.I. con una vicinanza che ci ha permesso di evitare errori di impostazione e di sviluppo.

Ed è proprio questo che ci convince che  stiamo facendo la cosa giusta, anzi l’APP giusta nel mare magnum della APP fai da te.

Dott. Faustino Boioli

Presidente M. V. I.

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VIDEOCONSULENZE ENPAM. CALENDARIO

L’Ordine di Milano ha attivato il servizio di videoconsulenza Enpam, consentendo ai propri iscritti di rivolgersi direttamente ai Funzionari Enpam per porre quesiti relativi alla propria posizione previdenziale/assistenziale.

Per fruire del servizio, occorrerà prenotare la videoconsulenza della durata di 30 minuti circa in una delle date messe a disposizione dall’Ordine di Milano, contattando il numero 0286471404 (lunedì e mercoledì dalle 14.00 alle 16.00 e  martedì e giovedì dalle 10.00 alle 12.00).

Si ricorda che l’ufficio Enpam presso l’OMCeOMI (tel. 02.86471404) è uno sportello dell’Ordine di supporto agli iscritti, rivolto principalmente:

– alla presentazione, previo appuntamento, delle domande di pensioni dirette, indirette, di reversibilità, di invalidità e delle domande di prestazioni una tantum;

– alla prenotazione del servizio di videoconsulenza con i Funzionari dell’Enpam presso la sede dell’Ordine.

Pertanto gli iscritti che volessero informazioni differenti da quelle specificate sopra possono rivolgersi direttamente alla FONDAZIONE ENPAM (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri) con sede a ROMA in Piazza Vittorio Emanuele II, n. 78 – cap 00185 (Contatti: Tel.  06.48294829, e-mail sat@enpam.it, Pec: protocollo@pec.enpam.it)

Mese di novembre 2017

Martedì     14/11/2017 dalle 14:30  alle 16

Martedì     21/11/2017  dalle 14.30  alle 16

Martedì     28/11/2017  dalle 14.30  alle 16

Giovedì     30/11/2017 dalle 14:30  alle  16

Mese di dicembre 2017

Martedì 12/12/2017 dalle ore 14.30

Martedì 19/12/2017 dalle ore 14.30

Mercoledì 20/12/2017dalle ore 10.30

Mese di gennaio 2018

Martedì 16/01/2018 dalle ore 14.30 alle 16.30

Giovedì 18/01/2018 dalle ore 14.30 alle 16.30

Martedì 23/01/2018 dalle ore 14.30 alle 16.30

Giovedì 25/01/2018 dalle ore 14.30 alle 16.30

Martedì 30/01/2018 dalle ore 14.30 alle 16.30

Mercoledì 31/01/2018 dalle ore 14.30 alle 16.30

Mese di febbraio 2018

Martedì 06/02/2018 dalle ore 14.30 alle 16.30

Mercoledì 07/02/2018 dalle ore 14.30 alle 16.30

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Dall’ omceo di milano la guida del giovane medico!!

Dall’ omceo di milano la guida del giovane medico!!

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IL LATTE: ASSOLTO CON FORMULA PIENA

Si è svolto il 10 novembre 2017 presso la sala della Stalla dell’Abbazia di Mirasole il processo all’alimento latte. Il procedimento si è concluso, dopo un interessante e divertente dibattimento, con la richiesta da parte del pubblico ministero della “assoluzione per insufficienza di prove”.

Dopo la riunione in camera di consiglio, il tribunale ha espresso la seguente sentenza.

In nome del popolo italiano il tribunale visto l’articolo 530 comma primo, codice di procedura penale assolve l’imputato perché il fatto non sussiste. Dispone la restituzione all’avente diritto dell’alimento in sequestro. Le motivazioni sono contestuali.

Il pubblico ministero ha contestato un reato che è il commercio di sostanze alimentari nocive, il cui bene giuridico tutelato è la salute pubblica, cosicché l’elemento materiale che potrebbe integrare questo reato è l’accertamento di attitudini concrete e fondate su elementi obiettivi, affinché il prodotto messo in commercio possa potenzialmente arrecare un danno alla salute. In particolare siamo in presenza di un reato di pericolo, che poiché il prodotto possa avere attitudine ad arrecare nocumento alla salute pubblica, occorre un accertamento non basato su considerazioni estranee da un punto di vista della scienza o comunque dell’accertamento peritale. È importante quindi che il giudice al di fuori di indagini peritali, possa acquisire però da elementi validamente scientifici e validamente testati, la concreta certezza che l’alimento posto in commercio sia realmente e crei realmente nocumento alla salute pubblica. Per quanto riguarda le evenienze istruttorie, ha ritenuto il tribunale che non esistano ad oggi studi accreditati presso le più autorevoli Comunità Scientifiche, che evidenzino una caratteristica di pericolosità per la salute per l’alimento latte. In particolare (questo riguarda tutti i profili d’imputazione), con riferimento a intolleranze e allergie, è stato accertato che si tratta perlopiù di un fattore ascrivibile al consumatore, alle caratteristiche del consumatore e non già al prodotto di per sé. Si considera comunque per una corretta assunzione del prodotto e dell’alimento, di seguire le linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità, perché l’alimento presenta comunque delle caratteristiche nutrizionali di non esaustività sul piano dell’apporto, e soprattutto deve essere assunto in relazione a variazioni che riguardano genere, età e a particolari condizioni del consumatore. L’udienza è tolta.

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L’Ordine dei Medici di Milano lancia il “Vademedicum”. Informazioni utili per i giovani medici

L’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Milano lo ha realizzato al fine di aiutare i giovani medici nell’orientamento tra i diritti e i doveri della professione, giovani medici che, attraverso l’iscrizione all’Albo, si affacciano al mondo dell’attività professionale sempre più complesso dal punto di vista normativo

13 NOV – Un manuale chiaro già dal nome: “Vademedicum”. L’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Milano lo ha realizzato al fine di aiutare i giovani medici nell’orientamento tra i diritti e i doveri della professione. Il manuale risulta  scaricabile dal sito omceomi.it e presto sarà disponibile in forma cartacea presso l’Ordine in via Lanzone.

Alla presentazione della Commissione dei Giovani medici e del ruolo e delle funzioni dell’Ordine, accompagnati dai servizi offerti, segue una descrizione del Ssn a partire dai principi che lo sottendono e, in particolare, alla sua universalità, in osservanza del nuovo concetto di salute introdotto dalla legge di istituzione del Ssn. La salute, a partire dal 1978, è stata intesa infatti non soltanto come bene individuale ma soprattutto come risorsa della comunità, accessibile a tutta la cittadinanza, in condizioni di uguaglianza, l’accesso universale all’erogazione equa delle prestazioni sanitarie, attuando l’articolo 32 della Costituzione.

Seguono poi i capitoli più operativi: Strumenti Pratici per iniziare; Previdenza; Trattamento economico; Lavoro; Scuole di Specializzazione Mediche; Corso di Formazione Specifica in; Medicina Generale; Formazione all’Estero; La Ricerca; Aspetti Medico-Legali della Professione; Nozioni di Prescrizioni e Certificazioni.

“Questo Vademecum che abbiamo ribattezzato Vademedicum – spiega Roberto Carlo Rossi, Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Milano –  si pone come obiettivo ambizioso di essere utile principalmente ai giovani professionisti che, attraverso l’iscrizione all’Albo, si affacciano al mondo dell’attività professionale sempre più complesso dal punto di vista normativo. Si tratta di uno strumento dinamico, soggetto pertanto a periodici aggiornamenti, coerentemente con l’evoluzione dei servizi offerti”.

http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=55758

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OMCEOMI: PIÙ BORSE DI STUDIO PER LE SPECIALITÀ

Lettera di OMCeO Milano ai Ministeri competenti

“Il numero complessivo di borse di studio nelle Specialità e nel triennio in Medicina generale deve necessariamente essere pari al numero di laureati”
Piena condivisione da parte del Consiglio Direttivo dell’Ordine dei Medici di Milano delle criticità segnalate da medici neoabilitati

In un incontro con alcuni medici neoabilitati sono state evidenziate diverse criticità nel conseguimento della successiva specializzazione che il Consiglio Direttivo dell’Ordine dei Medici di Milano ha fatto proprie.
Criticità che il Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Milano, Roberto Carlo Rossi, ha manifestato in una lettera inviata ai Ministeri della Salute e dell’Istruzione, Università, Ricerca oltre che al Presidente della conferenza dei Rettori Italiani, al Presidente della Conferenza dei presidenti di CLM in Medicina e Chirurgia, alla FNOMCeO e a tutti gli OMCeO provinciali.
In primo luogo, viene sottolineata l’ingiusta disparità tra il criterio di abilitazione e l’esercizio della professione medica, conseguente al numero chiuso programmato, e l’inadeguatezza del numero di borse di studio messe a disposizione della platea che ha titolo per conseguire una specializzazione.
Per questa tornata le borse di studio previste sono 6.667 a fronte di circa 18/20.000 aventi titolo per richiederle, accumulatosi nel tempo, e al fatto che sono circa 10.000 i neoabilitati. È evidente, si sostiene nella lettera, che: il numero complessivo di borse di studio nelle specialità e nel triennio in Medicina generale deve necessariamente essere pari al numero di laureati”.
A questo si accompagnano le richieste riguardanti sia problemi organizzativi che remunerativi. In particolare l’adeguamento delle retribuzioni previste per il triennio di formazione in Medicina generale, i vincoli imposti per accedere alle borse bandite da alcune regioni, la mancanza di regole chiare e comuni su tutto il territorio nazionale per i medici che svolgono attività di Guardia medica e di Continuità assistenziale e, infine, la mancata realizzazione di alcune macrosedi dove svolgere i concorsi per accedere ai bandi, al fine di garantire condizioni omogenee di svolgimento e di valutazione su tutto il territorio nazionale.

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DONNA, MEDICO, MAMMA SI PUÒ FARE… CON AIUTO

La gravidanza penalizza le donne in corsia: è la denuncia fatta da Maria Teresa Zocchi, Consigliera dell’OMCeOMI e referente per la Commissione Pari Opportunità insieme con Carolina Pellegrini, Consigliera Regionale di Parità, nell’ambito del convegno “Donna, medico, mamma: si può fare” che si è tenuto venerdì 27 ottobre 2017 presso la Sala Pirelli a Palazzo Pirelli.
Sono numerose le segnalazioni ricevute negli ultimi anni dallo “Sportello maternità” di OMCEOMI da parte di colleghe discriminate a causa della gravidanza nell’ambito di enti pubblici, privati accreditati o privati. Nessuna di loro ha voluto denunciare apertamente la discriminazione subita per il timore di esporsi, in una situazione di lavoro ancora precario e solo alcune di loro hanno avuto il coraggio di affidare la propria storia a un’attrice che, accompagnata dal suono a tratti scanzonato e a tratti drammatico di una fisarmonica, ha interpretato con intensità queste testimonianze. Si è parlato della normativa vigente e degli organismi e strumenti a disposizione per un reale aiuto alle lavoratrici mamme medico.
Obbiettivo dichiarato congiuntamente dalla Commissione Pari Opportunità OMCEOMI e dalla Consigliera Regionale di Parità è la prossima attivazione di un Osservatorio a cui le donne medico potranno denunciare eventuali pratiche discriminatorie o di mobbing nei loro confronti

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ELEZIONI ORDINE DEI MEDICI DI MILANO 18-19-20 NOVEMBRE 2017 ISTRUZIONI DI VOTO E LISTA DA VOTARE

Collega,
Sono prossime le elezioni per il rinnovo del Consiglio Direttivo e del Collegio dei Revisori dei Conti dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Milano. La tornata elettorale si svolgerà nei giorni 18, 19, 20 NOVEMBRE 2017 Dalle 9,00 alle 21,00.

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La lista RISCATTO MEDICO si richiama con rigore agli ideali di libertà e indipendenza dai “poteri forti” che sono stati, da sempre, una caratteristica ed un tratto distintivo di chi ha guidato, in questi anni, l’Ordine dei Medici di Milano. Vogliamo (vorremmo!) continuare a poter lavorare nell’interesse dei Medici (e dei cittadini) milanesi, così come abbiamo fatto da molto tempo a questa parte, ed in particolare ci ripromettiamo di intervenire concretamente al fine di ottenere una migliore tutela penale e civile di tutti i Medici e in particolare degli “Ospedalieri”, poiché, allo stato attuale risultano i più colpiti e meno difesi. Ci siamo sempre vantati delle “scelte difficili” che abbiamo intrapreso. Abbiamo sempre proclamato con determinazione il nostro pensiero, anche se controcorrente, anche se sgradito a ”qualcuno”. VOGLIAMO CONTINUARE A FARLO CON IL VOSTRO AIUTO E IL VOSTRO VOTO!

QUANDO VOTARE:
18, 19, 20 NOVEMBRE 2017 Dalle 9,00 alle 21,00 in via Lanzone 31

COME VOTARE:

Per evitare omonimie è necessario votare i componenti della lista anche solo con il loro numero di iscrizione all’Ordine. E’ opportuno indicare tutte e quindici le preferenze sulla scheda per il Consiglio Direttivo e tutte e quattro le preferenze sulla scheda per il Collegio dei Revisori dei Conti.

LISTA CANDIDATI RISCATTO MEDICO:

I Colleghi che hanno voluto unirsi a noi, ospedalieri, medici del territorio e liberi-professionisti, rappresentano il variegato campo della Medicina, ma sono stati accolti soprattutto per la loro schiettezza e onestà di intenti e per la loro condivisione di quei princìpi fondamentali di difesa della libertà e autonomia dell’atto medico ovunque si esplichi.

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OBIETTIVI RAGGIUNTI

Gestione amministrativa oculata
  • Mantenimento di una quota d’iscrizione tra le più basse d’Italia
  • Dimezzamento della quota per i giovani (primi CINQUE anni) e per i senior (ultra ottantenni)
  • Offerta di PEC gratuita a tutti gli iscritti
…..a fronte di ciò
  • Allargamento della sede ordinistica, che è la casa di tutti i medici
  • Inserimento in organico di nuovo dirigente, di provenienza FNOMCeO, che può oggi essere considerato uno tra i più esperti in gestione ordinistica
Interventi istituzionali
  • Denuncia degli aspetti antideontologici presenti nei decreti applicativi della riforma regionale della Sanità lombarda in particolare per quanto riguarda la cosiddetta “presa in carico della cronicità
  • Denuncia delle incongruenze e degli aspetti antideontologici del “Decreto Lorenzin” sulla appropriatezza
  • Contrasto alla delibera regionale sulla liceità delle registrazioni occulte delle visite mediche da parte del paziente e sul divieto di documentare e denunciare le carenze strutturali degli ospedali
  • Denucia della piaga dello sfruttamento del precariato medico nelle strutture ospedaliere e private accreditate
  • Denuncia della pubblicità spazzatura che stimola in contenzioso con il Medico
  • Contrasto alla pubblicità sanitaria commerciale e ingannevole a tutela del decoro della Professione
  • Stimolo e collaborazione nel processo di recepimento regionale dell’accordo Stato/Regione sulla formazione del medico nelle medicine non convenzionali
  • Aggiornamento dei registri dei colleghi che professano la medicina non convenzionale, a tutela della loro professionalità e della sicurezza del paziente
  • Stimolo determinante al processo di revisione della colpa medica culminato nella recente Legge Gelli che ha fortemente ridimensionato i criteri di valutazione della responsabilità professionale (re-inversione dell’onere della prova sul paziente, dimezzamento dei tempi di prescrizione ecc.)
Servizi
  • Intervento presso in Comune di Milano per la riattribuzione dei Pass per il parcheggio delle auto nei pressi dello studio professionale per i MMG e i PLS, nelle zone regolamentate (strisce gialle e blu)
  • Sportelli di assistenza professionale ai Colleghi per problematiche dei Medici ospedalieri, Medici di famiglia, Medici di Continuità assistenziale, giovani Medici, donne Medico per informazioni legate alla maternità
  • Sportelli di assistenza legale, fiscale, amministrativa e previdenziale
Previdenza
  • Denuncia degli sprechi derivanti dal proliferare di società satelliti dell’ENPAM con inevitabili inutili spese gestionali gravanti sulle tasche dei Medici
  • Denuncia della scarsa redditività media dell’enorme patrimonio ENPAM
  • Denuncia della sempre più scarsa redditività dei contributi previdenziali versati a ENPAM
  • Sorverglianza continua sugli investimenti di dubbia opportunità dell’ENPAM
  • Denuncia della abnormità dei compensi della Dirigenza ENPAM con richiesta di un ridimensionamento degli stessi
Formazione
  • Corsi di aggiornamento gratuiti per numerosissimi crediti ECM nei tre anni, con particolare attenzione anche all’aggiornamento specifico per i Medici del Lavoro
  • Corsi gratuiti RSPP per la sicurezza negli studi
  • Introduzione di nuovi corsi FAD
  • Corso gratuito di Medical English
Pari Opportunità
  • Formazione dei colleghi e impegno istituzionale sui temi della violenza di genere e del maltrattamento ai minori
  • Denuncia dei comportamenti discriminatori correlati alla tutela della maternità e consulenza alle colleghe ospedaliere
  • Partecipazione a progetti di tutela della fragilità (progetti locali e di cooperazione internazionale, soggetti senza fissa dimora, tutela giuridica dei fragili, comunicazione con i cittadini stranieri)

OBIETTIVI DA PERSEGUIRE

Gestione oculata
  • Ampliare la cerchia di coloro (giovani e anziani) che possono godere di una riduzione della quota di iscrizione
Interventi istituzionali
  • Difendere la Professione Medica dalle continue e sempre più aggressive ingerenze delle altre professioni sanitarie
  • Difendere la libertà e l’autonomia del Medico dai condizionamenti antideontologici dei poteri forti
  • Sorvegliare che in fase di rinnovo contrattuale della Medicina Generale e del CCNL venga tutelato il ruolo del Medico anche in vista delle nuove autonomie regionali che potrebbero intervenire
  • Contrastare la carenza degli organici nelle aziende ospedaliere e l’indiscriminato ricorso al precariato medico col blocco del ricambio generazionale.
  • Istituire un Osservatorio regionale per la sicurezza dei medici soprattutto in relazione all’adeguamento degli organici ai carichi di lavoro
  • Tutelare la libera professione sia in ambito convenzionale che ospedaliero (intramoenia): per l’ambito ospedaliero riducendo le pastoie burocratiche e incidendo sul regolamento regionale.
  • Interagire direttamente con il mondo assicurativo per ottenere polizze trasparenti e convenienti, di reale e completa copertura.
  • Stimolare il processo di riconoscimento e accreditamento regionale della formazione nel campo della medicina estetica e della medicina potenziativa al fine di valorizzare le competenze del medico in questi settori attualmente del tutto deregolamentati.
  • Portare a compimento il processo di riconoscimento e registrazione dei Medici operanti nelle Medicine Non Convenzionali formati presso Scuole Accreditate da Regione Lombardia.
Previdenza
  • Stimolare affinchè l’attuale sede ENPAM di Milano attualmente dedicata esclusivamente alla gestione immobiliare (ENPAM Real Estate) si trasformi in una reale sede distaccata dell’ente anche con funzioni di tipo previdenziale
  • Potenziare gli attuali uffici ordinistici di consulenza previdenziale ENPAM con allargamento dei servizi offerti
  • Continuare a sorvegliare sulla gestione dei soldi delle nostre pensioni da parte di ENPAM, pronti a denunciare qualsiasi atto ne metta a repentaglio la loro integrità
Formazione
  • Ampliare ulteriormente il nostro panorama formativo attraverso la collaborazione diretta con le realtà ospedaliere e del territorio per trasformare l’evento formativo in occasione di dialogo
  • Potenziare ulteriormente la FAD (gratuita) erogata direttamente dall’Ordine
Pari Opportunità
  • Istituire un Osservatorio dedicato alla denuncia dei comportamenti discriminatori correlati alla tutela della maternità
  • Creare una rete interprofessionale per la ricognizione, lo studio e le possibili soluzioni delle criticità legate alle differenze di genere in ambito lavorativo
  • Continuare la formazione permanente in tema di violenza di genere e maltrattamento.

GRAZIE DEL TUO AIUTO

Rimango a tua disposizione

Chi vuole sostenermi in questa nuova sfida, chiedo di inviarmi un email a trapanimartino@yahoo.it

indicando nell’ oggetto:”sostegno campagna elettorale milano”

Il proprio contatto personale, cosi’ da essere ricontattato per incontrarci e conoscerci di persona nei giorni delle votazioni (18-19-20 Novembre) presso l’ ordine dei medici in via Lanzone n.31.

Martino Trapani – 42055

PROGRAMMA OSPEDALIERI

PROGRAMMA PARI OPPORTUNITA

PROGRAMMA RISCATTO MEDICO

SANTINO RISCATTO MEDICO

LISTA RISCATTO MEDICO

INIZIATIVE ORDINE MEDICI 2014-2017

 

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IL LATTE FA MALE? SIMULAZIONE DI UN PROCESSO

Segnaliamo l’interessante evento ECM, organizzato dalla Commissione Pari Opportunità di OMCEOMI dal titolo “Il latte fa male? Simulazione di un processo”, che si terrà il 10 novembre 2017 presso la Sala della Stalla, Abbazia di Mirasole, Strada Consortile del Mirasole 7 – Opera (Milano)
È in corso una preoccupante campagna di informazione/disinformazione sul latte che sta creando allarme nei consumatori italiani: nei media si legge di tutto, ma molte delle notizie diffuse sono imprecise e spesso infondate. Secondo alcune evidenze, il latte resterebbe una fonte privilegiata e difficilmente sostituibile di calcio, e i benefici per la nostra salute andrebbero ben al di là del semplice contributo alle ossa.
I consumi di latte nel nostro Paese sono in media bassi, al di sotto delle quantità raccomandate: tra latte e yogurt si arriva mediamente a una porzione al giorno (125g), contro le 2-3 raccomandate per la popolazione adulta in Europa. Circa la metà dell’apporto giornaliero di calcio deriva da latte e derivati, ed è un apporto estremamente economico, anche dal punto di vista delle calorie.
Spesso invece le abitudini alimentari restrittive si basano su argomentazioni etiche (“l’uomo è l’unico animale adulto che continua a bere latte”); ma molte sono anche le segnalazioni sui possibili effetti negativi del consumo di latte sulla salute umana: tra gli argomenti più citati l’intolleranza al lattosio, l’allergia alle proteine del latte, l’osteoporosi, il diabete, le patologie cardiovascolari, le malattie neurodegenerative, alcuni tumori.
Ma le evidenze scientifiche non sono poi così evidenti….Per tentare di chiarire la questione, vogliamo provare a parlarne con esperti, in un Corso di Aggiornamento per Medici e Odontoiatri e per Tecnologi Alimentari organizzato dalla Commissione Pari Opportunità di OMCEOMI, realizzato tramite la simulazione di un Processo Penale alla produzione e al commercio del latte vaccino.
Di seguito il capo d’imputazione, specificato dalla PM dottoressa Luisa Ponti:
“….imputato del reato p. p dall’art 444 cp per aver posto in commercio, ovvero distribuito per il consumo, il latte; sostanza destinata all’alimentazione che pur non adulterata è nociva per la salute dei consumatori. In particolare il latte; 1) induce incremento della produzione di IGF1; 2) provoca perdita di massa ossea a causa del suo carico potenziale renale acidificante; 3) induce intolleranza nella gran parte degli adulti con conseguenze gastrointestinali; 4) quello vaccino esaspera la già eccessiva produzione di muco associata ai malanni stagionali, incrementandoli; 5) stimola la proliferazione delle cellule tumorali della mammella a causa dell’odierno maggior contenuto di ormoni; 6) sono state rilevate connessioni tra il consumo di latte e patologie quali M. di Alzheimer, patologie tumorali e autismo… “

Programma

MODALITÀ D’ISCRIZIONE
L’iscrizione agli eventi ECM dell’Ordine può essere effettuata unicamente attraverso la procedura informatica. Per iscriversi agli eventi ECM occorre registrarsi al sito http://www.omceomi.it:

Se non registrati
cliccare Accedi, a dx in home page, quindi selezionare Registrati e seguire le istruzioni
Se registrati
Una volta effettuato il login selezionare, nel box ECM, la voce Eventi e cliccare Iscrivimi in corrispondenza dell’evento scelto.

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VADEMEDICUM

L’OMCeOMI ha realizzato il manuale “Vademedicum” con l’obiettivo ambizioso di essere utile principalmente ai giovani professionisti che, attraverso l’iscrizione all’Albo, si affacciano al mondo dell’attività professionale sempre più complesso dal punto di vista normativo. Il Vademedicum è scaricabile sul sito OMCeOMI, in home page, nel box Utilità e a breve sarà disponibile in forma cartacea presso l’Ordine

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QUANDO IL PAZIENTE È UN BAMBINO

Milano – “Quando il paziente è un bambino” è il tema della lezione che la presidente dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma, la dottoressa Margherita Enoc, terrà domani pomeriggio, mercoledì 25 ottobre, al centro congressi Gaber di Milano. Nel corso dell’incontro con i medici dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma e i medici milanesi saranno proiettate numerosi filmati di iniziative scientifiche e psico-ambientali svolte a tutela dei piccoli pazienti. In alto proponiamo una brevissima anteprima di una delle giornate dedicate ai bambini, ai quali, con siringhe, flebo e altre strumentazioni sanitarie giocattolo, è stato consentito per un giorno di curare infermieri, medici e famigliari i quali si sono affidati tra tanti sorrisi ai provetti colleghi.

La sala del “Palazzo Pirelli” di Regione Lombardia, dunque, domani ospiterà la lezione conclusiva del ‘primo anno accademico’ della Scuola di Comunicazione in Sanità 2017. Il corso ‘diplomerà’ 120 medici che hanno partecipato alle 10 lezioni, pari a circa 30 ore, tutte finalizzate a sottolineare l’importanza del rapporto di comunicazione tra medico e paziente.

La prima nel suo genere in Italia, la “Scuola di Comunicazione in Sanità” ha visto la partecipazione di numerose personalità del mondo sanitario, giuridico, nonché di affermati docenti delle Università Milanesi:Maria Grazia Strepparava, docente di Psicologia della Comunicazione all’
Università Milano-Bicocca, Umberto Genovese dell’Università Statale di Milano, Roberto Carlo Rossi, Presidente Ordine dei Medici e Odontoiatri di Milano e Provincia, il prof. Roberto Bollina, direttore Sanitario Asst Rodense, Alessandro Gnani, magistrato della seconda sezione del Tribunale di Monza, al docente di strategie di comunicazione con i Social, Claudio Trementozzi, solo per citarne alcuni. Il progetto del corso di formazione è stato approvato e sostenuto dall’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della Provincia di Milano con la collaborazione dell’Asst Rodense, dell’Associazione Italiana Giornalismo Responsabile e dell’Associazione di volontariato Lampada di Aladino. Non è certo venuto meno il contributo di Regione Lombardia il cui Assessore al Welfare Giulio Gallera è intervenuto in più occasioni incontrando e rispondendo alle domande dei corsisti.

“Il medico e il paziente si parlano, ma molto spesso non comunicano” è in sintesi il tema di fondo sul quale operano i docenti che hanno aderito e sostenuto l’iniziativa. Le problematiche che spesso ostacolano la comunicazione medico-paziente sono affrontate in diversi ambiti della medicina: dalle patologie della globalizzazione alla responsabilità del medico nella struttura pubblica e privata; dalle difficoltà legate alle spesso fuorvianti informazioni provenienti dal web, al difficile rapporto con le diverse culture e la medicina alternativa, passando attraverso o il dialogo nelle cure di fine vita, alle nuove frontiere della medicina difensiva, all’uso dei Social in sanità, agli aspetti politici e giuridici della Presa in Carico dei Pazienti sino ad arrivare all’argomento conclusivo: “Quando il paziente è un bambino”.

Il Corso, che ha riscosso ampi consensi culturali e di partecipazione, non ha certo avuto la utopistica aspettativa di affrontare in modo risolutivo le specifiche carenze formative dei medici e nemmeno di colmare l’inadeguatezza di talune norme giuridiche che rappresentano l’ostacolo principale per un sereno rapporto fiduciario e di comunicazione tra medico e paziente.

Gli organizzatori della Scuola si sono posti piuttosto un altro elevato obiettivo: quello di contribuire all’avvio di un dibattito nelle sedi istituzionali, universitarie, giuridiche e politiche affinché i diversi soggetti interessati possano valutare come intervenire adeguatamente per favorire il ripristino dell’equilibrio fiduciario nel rapporto tra medico e paziente, che si esplicita anche e soprattutto attraverso una corretta attività comunicativa.

Il contributo che si pone di offrire il corso riservato ai medici, è infatti rappresentato dal DECALOGO DELLA BUONA SANITA’ IN PILLOLE: 10 proposte per aggiornare, integrare, innovare il rapporto medico-paziente, migliorando l’immagine e la credibilità dell’istituzione sanitaria verso i cittadini, pazienti e non. Ogni proposta-segnalazione è stata elaborata alla fine di ogni giornata del corso formativo e sarà portata all’attenzione della Terza Commissione Sanità di Regione Lombardia, nonché degli altri organi istituzionali competenti, affinché valutino e prendano in considerazione dette indicazioni che pervengono dal significativo ed eterogeneo ‘campione’ di medici iscritti alla Scuola di Comunicazione in Sanità.

http://www.frontedelblog.it/2017/10/24/quando-il-paziente-e-un-bambino/

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SALUTE E STILI DI VITA – IL 14 OTTOBRE CON OMCeOMI

Proteggi la salute dei tuoi pazienti: partecipa all’evento e scopri i materiali per promuovere una corretta alimentazione e la dismissione dal fumo di sigaretta.
Ti aspettiamo il 14 Ottobre alle 8.45 a Milano presso il Westin Palace Hotel in Piazza Repubblica, 2.
L ‘evento è la naturale continuazione della giornata della salute organizzata del nostro Ordine lo scorso 13 Maggio presso il Parco Sempione.
Durante la mattinata, accreditata ECM sia per medici che per odontoiatri, illustri relatori mostreranno i dati epidemiologici e il quadro italiano della lotta al consumo di zuccheri liberi e della lotta al fumo di sigaretta, illustrando gli effetti nefasti di queste due abitudini sull’organismo e sul cavo orale.
Verrà infine consegnato ai partecipanti ricco materiale informativo da poter distribuire ai pazienti per un’iniziale attività di counseling.
L’iscrizione può essere effettuata online sul sito www.omceomi.it  dove occorre registrarsi seguendo le istruzioni. Una volta effettuato il login selezionare, nel box ECM, la voce Eventi e cliccare Iscrivimi sull’evento desiderato.

Locandina 14-10-17

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DONNA, MEDICO, MAMMA: SI PUÒ FARE

Segnaliamo l’interessante evento ECM organizzato dall’OMCeOMi dal titolo “Donna, medico, mamma: si può fare” che si terrà a Milano venerdì 27 ottobre 2017 presso la Sala Pirelli, Palazzo Pirelli, Via Fabio Filzi 22

L’Ordine dei Medici di Milano ha istituito da 9 anni uno “sportello maternità”, volto a aiutare e consigliare le donne medico sul tema della gravidanza.
In questi anni numerose sono state le richieste di chiarimenti da parte delle colleghe: si sono rivolte allo sportello giovani dottoresse intenzionate a intraprendere una gravidanza, oppure già in attesa di un figlio, o ancora puerpere con problemi relativi al periodo dell’allattamento.
Le colleghe chiedono informazioni circa l’indennità di maternità, i tempi del congedo obbligatorio oppure la durata e le caratteristiche del congedo parentale, le novità della normativa, i diritti relativi al lavoro in questo particolare momento della vita.
Ma una buona percentuale dei contatti riguarda richieste e segnalazioni di colleghe che esprimono la loro difficoltà nell’affrontare situazioni e comportamenti che assumono l’aspetto di vere e proprie discriminazioni. Vi sono stati inviti più o meno espliciti a rinunciare a un incarico alla notizia della gravidanza, oppure graduatorie “congelate” se ai primi posti risultavano donne in maternità; o ancora contratti risolti o non rinnovati, se si trattava di donne gravide.
Il tutto si verifica in Enti pubblici, privati accreditati o privati e le dottoresse sono prevalentemente libero professioniste, titolari di partita IVA, assunte a termine, spesso per lavori non compatibili con lo stato di gravidanza, come ad esempio le guardie notturne, e pertanto destinate a cedere alle richieste spesso senza argomenti a loro difesa.
Nessuna delle dottoresse che ha consultato lo sportello ordinistico ha voluto denunciare la situazione: per tutte esiste il timore di esporsi, in una situazione di lavoro ancora precario.
L’incontro odierno, partendo pertanto da testimonianze in forma anonima, fornisce informazioni circa la tutela della maternità: si parlerà della normativa vigente e degli organismi e strumenti a disposizione per un reale aiuto alle lavoratrici mamme medico.
La tavola rotonda conclusiva cercherà di evidenziare le buone prassi esistenti e di suggerire soluzioni per fare emergere e quindi correggere eventuali anomalie, garantendo così l’applicazione della normativa vigente.

Programma

MODALITÀ D’ISCRIZIONE

L’iscrizione agli eventi ECM dell’Ordine può essere effettuata unicamente attraverso la procedura informatica. Per iscriversi agli eventi ECM occorre registrarsi al sito http://www.omceomi.it:

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