Quando un bravo medico non sa comunicare

Fonte: Corriere della Sera

di Beppe Severgnini

Se un sanitario dice o scrive cose fuori luogo, può provocare confusione. Ma anche causare allarme, reazioni e ribellioni

Fino a pochi anni fa, il principale strumento di comunicazione per un primario ospedaliero era il cosiddetto «cicalino». Un piccolo apparecchio ricetrasmittente che permetteva di essere rintracciati in ogni momento. Studenti e specializzandi lo guardavano con ammirazione. Il possesso di un cicalino era un segno di autorevolezza, la dimostrazione di occupare un gradino alto nella gerarchia sanitaria.

Oggi lo stesso primario, per la comunicazione interna ed esterna, dispone di strumenti formidabili. I colleghi lo cercano su Whatsapp (anche i pazienti, sempre più spesso), mostrando esami e chiedendo indicazioni. I social costituiscono un’agenzia di notizie personale e, volendo, un’emittente radiotelevisiva privata. Ai medici che si occupano di materie legate alla pandemia — virologi, infettivologi, epidemiologi, immunologi, pneumologi, intensivisti — le reti televisive e i quotidiani chiedono costantemente opinioni, che vengono espresse in ogni forma (scritta, video, audio), in qualsiasi momento e da qualunque luogo. Una volta sul web, quell’opinione può arrivare dovunque.

C’è un problema, però, e sta diventando evidente: un bravo medico non è necessariamente un buon comunicatore. Non ha quel tipo di formazione: non conosce determinati meccanismi, alcuni automatismi, certe semplificazioni. Spesso fa la cosa giusta, per intuizione e per buon senso. Ma talvolta fa — dice, scrive, risponde — la cosa sbagliata. Conseguenze? Confusione, quando va bene. Allarme, reazioni e ribellioni, quando va male.

Devo al professor Luca Richeldi — membro del Comitato tecnico scientifico e primario di pneumologia al Gemelli di Roma — la considerazione sul cicalino: con lui, e con altri suoi colleghi, mi è capitato di ragionare sulla comunicazione, in questi giorni. I medici coscienziosi sono preoccupati. Dovremmo esserlo anche noi giornalisti, che rischiamo di amplificare qualsiasi cosa: annunci cruciali e allarmi infondati, ipotesi legittime e frasi potenzialmente equivoche.

Ne prendiamo due, rimbalzate ovunque in questi giorni: «Normalmente ci vogliono dai 5 agli 8 anni per produrre un vaccino. Per questo, senza dati a disposizione, io non farei il primo vaccino che dovesse arrivare a gennaio» (professore Andrea Crisanti); «Non c’è alcun farmaco e nessun vaccino su cui possiamo dire con certezza che non produrrà effetti collaterali negativi da quando è stato iniettato e fino ai dieci anni successivi» (professore Massimo Galli).

Sono considerazioni condivisibili, pronunciate da professionisti esperti e stimati. Nessuno, ovviamente, farà il vaccino senza le necessarie autorizzazioni e assicurazioni; ed è chiaro che non si possono escludere effetti collaterali negativi tra dieci anni, ma è altrettanto chiaro, e più probabile, che il Covid possa avere effetti negativi, nel tempo (perciò cerchiamo di evitarlo, con il vaccino).

La comunicazione è brutale, nella sua semplicità: chi parla deve sempre prevedere la possibilità di malinteso, e cercare di limitarla. Le frasi possono essere estrapolate; la citazioni sono spesso parziali; alcuni vocaboli innescano reazioni irrazionali. Chi comunica deve saperlo. Affermazioni come quelle che abbiamo riportato — ce ne sono altre, da parte di professionisti altrettanto validi — hanno creato disorientamento nell’opinione pubblica. Indro Montanelli ci diceva: «Se chi legge non capisce, la colpa è sempre di chi scrive». Vale anche per la medicina: se chi ascolta fraintende, la colpa è quasi sempre di chi parla.

Da dove vengono gli errori di comunicazione della comunità medico-scientifica? Certo, dalla difficoltà di semplificare temi complessi. Ma anche dalla poca dimestichezza con alcuni meccanismi: per esempio, la necessità dei media di proporre un titolo, frutto di una drastica sintesi. E dalla pressione costante dei media, che chiedono continuamente pareri e previsioni. Alcuni medici trovano difficile sottrarsi: per cortesia, per senso del dovere, per orgoglio professionale, talvolta per vanità. Il risultato è che si trovano ad esprimere commenti continui su temi delicatissimi e in evoluzione. La stanchezza e l’equivoco sono in agguato.

E, quando un’informazione entra nel ciclo delle notizie, diventa impossibile da controllare. Agenzie, notiziari, giornali e telegiornali annunciano, anche sul web. I social prendono, moltiplicano, discutono e — spesso — stravolgono.

ll professor Stefano Nava è primario di pneumologia al Sant’Orsola di Bologna. Racconta amareggiato di dover discutere quotidianamente con i parenti dei pazienti Covid che chiedono, per i ricoverati, la trasfusione di «plasma autoimmune» (ricavato dal sangue del convalescenti). Plasma che però si è rivelato inefficace per la cura del coronavirus. Ieri uno studio condotto in Argentina — all’Ospedale Italiano di Buenos Aires — e pubblicato sul New England Journal of Medicine, la bibbia della medicina clinica mondiale, non lascia dubbi in proposito. Chi ha provocato questa confusione? Alcuni medici, che si basavano solo su poche evidenze empiriche; e noi dei media, che abbiamo enfatizzato la terapia, senza capire cosa stavamo facendo.

https://www.corriere.it/editoriali/20_novembre_25/quando-bravo-mediconon-sa-comunicare-7d841956-2f63-11eb-92d0-88841ccfa2bb.shtml

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DALLA FROMCEO UN VADEMECUM PER LA CURA DEI PAZIENTI COVID A DOMICILIO

FROMCeO Lombardia ha attivato una collaborazione con la Clinica di Malattie Infettive, Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche L. Sacco, Università degli Studi di Milano, diretta dal prof. Massimo Galli, realizzando un vademecum agile e pratico per il trattamento domiciliare del paziente Covid, sulla base delle evidenze scientifiche ad oggi disponibili, ad uso principalmente dei medici generalisti, ma la cui conoscenza è molto utile per gli specialisti di ogni branca medica.

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TAKE CARE YOUR DOC

ORA PIÙ CHE MAI NON DOBBIAMO ABBANDONARE CHI SI PRODIGA OGNI GIORNO PER SALVARE VITE UMANE

In tuto il mondo il Covid-19 (Coronavirus) sta cambiando la nostra vita e l’unica nostra difesa sono i medici e tuto il personale paramedico. Con sacrifci e sforzi disumani, spesso senza aver chiaro il quadro d’inter- vento a causa della novità del nemico, queste persone diventano la nostra salvezza. Su questo siamo tut concordi, ma sopratuto siamo tut grat. Tut noi, il popolo, le persone normali, quelle che vivono ogni giorno a contato con la realtà del virus.

Quando le luci del palcoscenico si sono abbassate i nostri eroi silenziosi hanno dovuto afrontare da soli problematche inaspetate. Le loro gesta, o meglio il loro lavoro al servizio del prossimo, è stato quasi mes- so in dubbio. Di punto in bianco gli eroi sono tornat ad essere persone normali. Oggi la situazione è nuova – mente molto grave e medici ed infermieri da un giorno all’altro si trovano a rivivere quei giorni di inizio 2020, quando l’emergenza era altssima ed i loro turni non fnivano mai. Per questo non vogliamo lasciarli soli. Durante quest estenuant turni di lavoro spesso anche i gest più semplici (come mangiare un panino) diventano difcili, così ricevere un’inaspetata pizza calda, un pastccino o un succo di fruta o essere guidat in una sessione di rilassamento rigenerante a fne turno, serve a ristorare il corpo e lo spirito, aiuta a far di – mentcare fatca e stanchezza e può strappare un sorriso. Take Care Your Doc servirà a questo.

“Siamo partcolarmente felici ed entusiast dell’iniziatva, poiché costtuisce un metodo tangibile e concreto per essere grat, non solo a parole, ma anche fatvamente con chi, ormai da lunghi mesi, combate in prima linea questo nemico invisibile, metendo a repentaglio la propria salute” aferma Roberto Carlo Rossi, Presi – dente dell’OMCeO di Milano.

Questo progeto solidale si ispira anche a quello realizzato a New York dallo Chef Roberto Caporuscio di Ke – sté che durante il lockdown ha sfornato 4600 pizze in 70 giorni per dotori e infermieri raggiungendo due obietvi: ofrire un servizio al personale medico e non chiudere la sua atvità.

La nostra iniziatva é patrocinata dall’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Mila- no (OMCeO) e dall’associazione Basket Medici Milano.

Se anche tu vuoi sostenere il nostro progeto o collaborare come volontario in tuta Italia puoi farlo in due modi: facendo una donazione a Take Care Your Doc (sul sito trovi tute le info utli) oppure inviandoci una mail con i tuoi contat e quello che potrest fare con noi a info@takecareyourdoc.com.

Insieme possiamo vincere. Tute le informazioni sono disponibili sul sito http://www.takecareyourdoc.com

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OMCeO Milano, Roberto Carlo Rossi confermato Presidente: «Tanti progetti in campo, ma la priorità è la tempesta Covid»

Una vittoria netta, quella della lista a sostegno di Roberto Carlo Rossi, Presidente uscente dell’OMCeO di Milano, come candidato alla poltrona su cui è stato seduto negli ultimi anni. I voti favorevoli si aggirano intorno al 56%: più che doppiata la seconda lista, più lontana la terza.

E proprio oggi si è insediato il nuovo consiglio dell’Ordine dei Medici di Milano 2021-2024. Oltre al Presidente (Roberto Carlo Rossi), sono stati confermati il Vicepresidente (Andrea Senna), Segretario (Ugo Giovanni Tamborini) e Tesoriere (Martino Trapani). Si sono insediati anche il Collegio dei Revisori dei Conti e la Commissione Albo Medici. Tra pochi giorni l’insediamento della nuova Commissione Albo Odontoiatri.

«È stata una vittoria molto bella – spiega Roberto Carlo Rossi, raggiunto telefonicamente da Sanità Informazione –. Ce l’aspettavamo ma per scaramanzia non abbiamo detto niente. Di certo chi ci ha votato lo ha fatto non solo perché ha apprezzato il lavoro che abbiamo svolto nel mandato precedente ma anche perché non ci siamo mai fermati. Mai, neanche un giorno, soprattutto da febbraio in poi. Non sempre è possibile soddisfare appieno tutti, questo è ovvio, ma sono sempre stato molto convinto che i colleghi avrebbero capito quanto abbiamo fatto fin qui».

Cosa ci si dovrà aspettare nei prossimi anni dall’OMCeO di Milano? «I progetti sono tanti – spiega ancora Rossi –: per citarne uno, quello di aumentare l’attività di informazione ed educazione sanitaria in medicina per quanto riguarda il “lato” digitale, ovvero webinar e FAD. Inutile dire, però, che tutti i progetti in questo momento passano un attimo in secondo piano perché la vera sfida a cui dobbiamo rispondere è quella che ci riguarda più da vicino in quanto milanesi e lombardi. Siamo nel centro della tempesta Covid, e dunque dobbiamo, di concerto con gli altri organi regionali, riprendere in mano una situazione che ci è sfuggita. Come Ordine, ovviamente non abbiamo potere decisionale – conclude Rossi –, ma possiamo essere di grande aiuto dal punto di vista “tecnico”».

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Elezioni Ordine dei Medici 17/18/19 Ottobre 2020

Ai Medici della provincia di Milano

AI MEDICI DELLA PROVINCIA DI MILANO

Sono prossime le elezioni per il rinnovo del Consiglio Direttivo e del Collegio dei Revisori dei Conti dell’Ordine dei Medici e Odontoiatri della Provincia di Milano. La tornata elettorale si svolgerà nei giorni sabato 17, domenica 18 e lunedì 19 ottobre 2020 dalle 9.00 alle 21.00 presso P.I.M.E. – Via Mosè Bianchi, 94 – Milano

Presentiamo la rinnovata lista RISCATTO MEDICO per il Consiglio Direttivo e il Collegio dei Revisori dei Conti dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Milano in un periodo che tutti ricorderemo per sempre. Milano e il suo Ordine sono stati e sono tutt’ora nel centro della tempesta perfetta causata dal coronavirus. Molti Colleghi si sono ammalati in ospedale, sul territorio, nelle RSA, … Ovunque! Tredici Colleghi di Milano e provincia sono morti. Non voglio parlarne in questo contesto elettorale. Ne ho troppo rispetto. Ci sono e ci saranno molte altre occasioni per ricordarli.

Tuttavia, i momenti che abbiamo tutti appena vissuto mi resteranno indelebili nella memoria.

Ancora una volta, però, dobbiamo pensare al futuro. Lo dobbiamo alla categoria e ai tanti giovani colleghi che si sono iscritti all’Ordine negli ultimi mesi e si sono trovati in trincea malpagati, spesso senza protezioni, con l’unica soddisfazione di essere definiti “eroi” nello spazio di un battito di ciglia;

I frangenti che abbiamo vissuto e viviamo devono fare capire a tutti quello che l’Ordine di Milano dice da sempre: i medici devono essere i primi ad essere tutelati da un punto di vista sanitario, economico, legale e lavorativo! Non perché siano al di sopra degli altri, ma perché sono coloro che vanno a salvare le altre persone!

Allora qui stringiamo un patto assieme: RISCATTO MEDICO è una lista (ringiovanita e rinvigorita) di Colleghi che si impegnano a continuare la tradizione della gloriosa “lista” che da molti anni guida l’Ordine di Milano. Siamo e saremo collaborativi con tutti, ma non abbiamo e non avremo paura di nessuno. Il nostro unico scopo è quello di tutelare, a tutti i livelli e in tutte le sedi, i Medici e gli Odontoiatri nostri iscritti.

Ma l’Ordine di Milano è oggi ancora di più: è un treno ad alta velocità in piena corsa, che produce libri (sono già tre), una rivista, una newsletter con cadenza settimanale, viene citato sulle riviste internazionali, distribuisce tre volte tanto i crediti necessari all’assolvimento dell’ECM anche in epoca COVID, ha influenzato in maniera determinante alcune Leggi dello Stato ed ha scritto un progetto di disegno di legge sul risarcimento ai Colleghi contagiati che ora ha intrapreso l’iter parlamentare, distribuisce DPI,…

NON SONO NECESSARIE TANTE ALTRE PAROLE: BASTA LEGGERE CIÒ CHE ABBIAMO FATTO E VOGLIAMO CONTINUARE A FARE.

Alcune Cose Fatte e che continueremo a fare :

  • COVID19: come in ogni altro campo abbiamo espresso ed esprimeremo sempre critiche COSTRUTTIVE ma realmente LIBERE dai condizionamenti dei poteri forti (Regione, Ministero, ATS, enti locali, etc.)
  •  Una nostra proposta di legge e lettere alle assicurazioni, a ENPAM, etc. per risarcire in concreto chi si è ammalato
  •  Distribuzione DPI
  •  Ampia offerta formativa (webinar e corsi FAD, corsi residenziali, scuola di deontologia, corsi per RSPP)
  • Fornitura gratuita PEC – assistenza accesso sistema TS
  • Consulenti gratuiti ad hoc (Commercialista, Avvocato etc.)
  •  Consulenza Enpam (assistenziale e previdenziale)
  •  Per gli over 80 quota iscrizione dimezzata

Per i Colleghi NEO-ABILITATI (e non solo) :

  • Quota d’iscrizione dimezzata per i primi 5 anni
  •  Indicazioni potenziali lavori (sostituzioni/tutoraggio)
  • “Vademedicum”, sportello orientamento per i giovani, riunioni dedicate a chi inizia la professione
  • NO all’imbuto formativo
  • NO al dilagare di contratti solo in Libera Professione
  • NO a contratti a tariffe indecorose
  • Assicurazioni ad hoc a tariffe e condizioni controllate
  • Osservatorio su maternità e precariato

Il 17, 18 e 19 ottobre 2020, dalle 9.00 alle 21.00 presso il PIME di via Mosè Bianchi 94, è NECESSARIA la partecipazione di tutti per votare e far votare la lista RISCATTO MEDICO.

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I DPI PROTEGGONO DAVVERO? COME, QUANDO, PERCHE?

Segnaliamo il webinar della FAD sincrona ECM dal titolo “I DPI proteggono davvero? Come, quando, perché?” che si terrà giovedì 15 ottobre dalle 19:00 alle 21:00. Il particolare momento che sta vivendo il mondo della Sanità Pubblica del nostro Paese impone una informazione concorde e dettagliata relativamente ai Dispositivi di Protezione Individuale atti a proteggere i lavoratori della sanità dal rischio di esposizione ad agenti biologici. Il convegno vuole essere una guida utile per comprendere in modo chiaro e semplice che cosa sono i DPI (Dispositivi di Protezione Individuali), quando bisogna utilizzarli e quali sono i requisiti che debbono avere per essere conformi alla normativa vigente Inoltre dà informazioni su obblighi e doveri sia del datore di lavoro, ma anche dei lavoratori. All’interno della brochure il link e le modalità di registrazione per accedere al corso

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Mascherine: come sono fatte, a che cosa servono, cosa filtrano e come riutilizzarle

di D. Affinito, M. Gabanelli e S. Ravizza fonte: corriere della sera

L’utilità delle mascherine nella popolazione generale, ad eccezione di quando una persona presenta sintomi respiratori, continua ad essere controversa. Ancora oggi alcune autorità continuano a ripetere che deve indossarla il portatore di sintomi per proteggere gli altri, ma per chi è in salute non serve, basta mantenere il distanziamento di un metro. Contemporaneamente ci raccomandano di starnutire o tossire nel gomito. Primo: se indosso una mascherina protegge sicuramente più di un gomito. Secondo: cosa ne so io di essere in salute, potrei essere un malato asintomatico e quindi infetto. Terzo: lo starnuto o il colpo di tosse arriva improvviso, e quante volte al supermercato qualcuno si avvicina più di un metro? Quindi è più corretto dire che oltre al distanziamento sociale tutti devono indossare un dispositivo di protezione. Con un mese e mezzo di ritardo Lombardia e Toscana le hanno rese obbligatorie per chi esce di casa. Il tema è che non ce n’è per tutti. Allora proviamo ad orientarci su come fare per il possibile riutilizzo, e come fare da sé con l’aiuto di Giuseppe Sala (ingegnere aerospaziale alla guida il progetto Polimask avviato dal Politecnico), Michele A. Riva (medico ricercatore dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca ed esperto in prevenzione) e Angelo Pan (direttore della Società italiana per la prevenzione delle infezioni).

Da cosa proteggono

I coronavirus hanno dimensioni di 100-150 nanometri di diametro (600 volte più piccoli di un capello) e si trasmettono mediante goccioline (droplets) delle secrezioni di naso e bocca che vengono emanate durante la normale respirazione, quando si parla, e in grandi quantità in caso di tosse e starnuti. In particolare, lo starnuto può spingere queste goccioline ad una distanza fino a 4 metri. Queste goccioline possono raggiungere anche dimensioni di pochi micron nel caso di formazione di aerosol, come accade in alcune manovre sanitarie.

Le diverse tipologie

Come ormai sappiamo le mascherine di protezione si dividono in due categorie: quelle chirurgiche, pensate per proteggere il paziente dalla contaminazione da parte degli operatori (medici, infermieri) in sala operatoria (o dal dentista), e le FFP1, FFP2 e FFP3 (o N95, N99 e N100 nella normativa americana), pensate per proteggere gli operatori dalla contaminazione esterna e per questo chiamate Dpi (Dispositivi di protezione individuale).

Le mascherine chirurgiche

Sono formate da due o tre strati di tessuto non tessuto (Tnt) costituito da fibre di poliestere o polipropilene. Tipicamente, lo strato esposto all’esterno è costituito da un materiale di tipo spun bond (un tessuto non tessuto usato nel settore automobilistico e industriale) con eventuale trattamento idrofobo, che ha la funzione di conferire resistenza meccanica alla mascherina e proprietà idrofoba. Lo strato intermedio è costituito da Tnt prodotto con tecnologia melt blown e costituito da microfibre di diametro 1-3 micron; questo strato svolge la funzione filtrante. Un eventuale terzo strato, tipicamente in spun bond, è a contatto con il volto e protegge la cute dallo strato filtrante.
Capacità filtrante: pressoché totale verso l’esterno (superiore al 95% per i batteri), mentre hanno una ridotta capacità filtrante dall’esterno verso chi le indossa, di circa il 20%, principalmente dovuta alla scarsa aderenza al volto.
A che cosa servono: se ben indossate, sono molto efficaci nell’impedire a chi le indossa di contagiare altre persone, come dimostrato da un recente studio di Nature Medicine. Ma le chirurgiche non garantiscono una protezione elevata nei confronti del virus che proviene dall’esterno, proprio perché non aderiscono bene al volto e non trattengono le particelle fini e molto fini generate, ad esempio, dall’aerosol.

I filtranti facciali FFP1, FFP2 e FFP3

«Sono dispositivi di protezione individuale pensati per un uso industriale per proteggere da polveri, fumi e nebbie (siderurgia, farmaceutica, metallurgia etc)» spiega Pierpaolo Zani, general manager di Bls, azienda italiana specializzata nella produzione di prodotti per la protezione respiratoria. Sono catalogati di terza categoria: «rischio vita», se non sono progettati o indossati correttamente possono comportare la morte. I filtranti facciali si sono adattati all’uso sanitario, nei reparti di malattie infettive, perché il materiale che li costituisce, ha un’alta capacità di filtraggio dell’aria. Sono realizzati con tessuti-non-tessuti con proprietà e funzionalità differente. Lo strato esterno della mascherina protegge dalle particelle di dimensioni più grandi, lo strato intermedio è solitamente in tessuto melt blown e filtra le particelle più piccole. Lo strato interno, a contatto con il volto, ha la doppia funzione di mantenere la forma della maschera e di proteggere la maschera dall’umidità prodotta con il respiro, tosse o starnuti. Lo strato filtrante agisce meccanicamente (come un setaccio) per particelle fino a 10 micron di diametro. Sotto queste dimensioni, l’effetto più importante è quello elettrostatico: la fibre cariche elettrostaticamente attirano e catturano le particelle. Tutte aderiscono bene al viso, e tutte sono disponibili in versione con e senza valvola.

Capacità filtrante delle FFP senza valvola

FFP1: dall’esterno verso l’operatore e viceversa è del 72%.
FFP2: la capacità filtrante in entrambe le direzioni è del 92% e le dimensioni dei pori filtranti sono più grandi di quella del virus, ma bloccano le particelle con l’effetto elettrostatico e i virus che non viaggiano sotto forma di areosol, come accade nella maggior parte dei casi. Sono ben tollerate e devono essere cambiate meno di frequente, perché il potere filtrante si mantiene.
FFP3: hanno una capacità filtrante verso l’interno ed esterno pari al 98%. Sono quelle che proteggono in modo pressoché totale, perché i pori filtranti sono più piccoli del virus, e i valori sono simili a quelli delle mascherine chirurgiche. Controindicazioni: possono essere mal tollerate da chi li indossa, perché si accumula all’interno della mascherina l’aria espirata, inumidendo il materiale della maschera e rendendo complessivamente più faticosa la respirazione. Inoltre, l’umidità della maschera ne riduce il potere filtrante in entrata e, pertanto, devono essere cambiate frequentemente.

Capacità filtrante delle FFP con valvola

Hanno la caratteristica di consentire una agevole respirazione, ma proteggono chi le indossa e non gli altri, perché attraverso la valvola esce il respiro e quasi tutto quello che c’è dentro. Le FFP1 hanno una capacità filtrante in entrata del 72%. Le FFP2 del 92%, mentre le FFP3 del 98%. In uscita filtrano non più del 20%, quindi non dovrebbero essere usate dalla popolazione generale al di fuori dell’ambiente ospedaliero, perché le persone infette (quindi anche gli asintomatici) che le indossano potrebbero trasmettere la malattia ad altre persone.

Quante volte si possono usare

Le mascherine chirurgiche sono monouso e non ci sono procedure, scientificamente validate, per la loro «disinfezione». L’utilizzo di disinfettanti o vapori di aria calda potrebbero danneggiarne il tessuto, facendo perdere la sua efficacia come barriera. Per questa ragione occorre utilizzarla, e quindi uscire di casa, solo se strettamente necessario. In assenza di una nuova mascherina, si può lasciarla all’aria aperta per almeno 12 ore prima di riutilizzarla, stando sempre bene attenti a non toccare la parte interna della mascherina. Se si può ancor meglio lasciala all’aria per 4 giorni così si è certi che un eventuale traccia di virus si è spenta. Bisogna però essere consapevoli che l’efficacia della mascherina non sarà identica a prima, quindi è ancora più cruciale «mantenere sempre le distanze di sicurezza».

Suggerimenti casalinghi

I filtranti facciali FFP1, FFP 2 e FFP 3 possono essere riusabili solo se non sottoposto a usura del materiale (se non sono rovinati). I trattamenti possibili di rigenerazione sono tre: 1) esposizione ad alta temperatura (superiore a 60°) in ambiente umido (come indicato dall’istituto statunitense NIOSH per il SARS-CoV-2); 2) esposizioni ai raggi ultravioletti; 3) trattamento con soluzioni idroalcoliche al 60/70%. Quest’ultimo è il trattamento più promettente in termini di penetrazione di tutti gli strati della maschera e mantenimento delle proprietà meccaniche, inclusa la forma. Sulla validità di questi metodi non vi è accordo scientifico. A casa, se si vuole riutilizzare questi tipi di mascherine, è possibile adottare come metodi di sterilizzazione un disinfettante spray, il vapore del ferro da stiro, oppure lampade UV. Si sottolinea, ancora una volta, che non sono metodi di cui sia stata accertata l’effettiva validità.

In ogni caso, piuttosto che riutilizzare la stessa mascherina chirurgica filtrante facciale (FFP 1/2/3), appare più indicato utilizzare una mascherina di cotone, anche fatta in casa, come suggerisce uno dei maggiori enti sanitari americani, i Centers of Disease Control and Prevention (CDC). Va utilizzata una volta e poi lavata con detergente e acqua calda. Piuttosto che niente, meglio piuttosto, rispettando sempre la regola numero uno: il distanziamento sociale.

https://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/mascherine-come-sono-fatte-che-cosa-servono-cosa-filtrano-come-riutilizzarle/e7db0f72-78f1-11ea-ab65-4f14b5300fbb-va.shtml?fbclid=IwAR2dLoSeoRUROMsv4VxHNuR9yQp-NUJkeJhqG3x24dVLafXmlsqjJO8o-zw#

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Premio Anzalone

L’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Milano organizza una cerimonia per l’assegnazione del Premio Anzalone il 14 ottobre Dopo una meditazione organistica, tenuta dal Prof. Riccardo Zoia, seguirà la celebrazione della Santa Messa ed infine la cerimonia di premiazione

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COVID-19: INDICAZIONI OPERATIVE RELATIVE ALLE ATTIVITÀ DEL MEDICO COMPETENTE

Pubblicata la nota congiunta del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e del Ministero della Salute concernente la Circolare del Ministero della Salute del 29 aprile 2020 recante “Indicazioni operative relative alle attività del medico competente nel contesto delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV – 2 negli ambienti di lavoro e nella collettività – Aggiornamenti e chiarimenti, con particolare riguardo ai lavoratori e alle lavoratrici fragili”. In particolare vengono trattate le modalità di espletamento delle visite affermando che: “Nell’attuale fase, si ritiene opportuno tendere al completo – seppur graduale – ripristino delle visite mediche previste dal decreto legislativo n. 81 del 2008, sempre a condizione che sia consentito operare nel rispetto delle misure igieniche raccomandate dal Ministero della Salute e secondo quanto previsto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, nonché tenendo conto dell’andamento epidemiologico nel territorio di riferimento”.

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OMAGGIO DELL’AX ARMANI EXCHANGE OLIMPIA AI MEDICI VITTIME DEL COVID

Domenica 4 ottobre alle 17 si è disputata la prima casalinga di campionato della AX Armani Exchange Olimpia. La pallacanestro milanese ringrazia i medici e il personale sanitario per l’impegno ed il sacrifcio nella lotta contro la pandemia. Grande successo per l’iniziativa lanciata dalla AX Armani Exchange Olimpia, la più titolata squadra di basket italiana, che domenica 4 ottobre alle ore 17.00, in occasione della prima casalinga di campionato contro il Treviso, ha aperto le porte del Mediolanum Forum di Assago ai medici e al personale sanitario milanese. Sono state infatti oltre 15 le strutture sanitarie dell’area metropolitana che hanno risposto al bel gesto del Club e sono state centinaia gli operatori della salute che, nel pieno rispetto delle regole anti-Covid, hanno assistito alla partita che ha aperto la stagione dell’AX Armani Exchange Olimpia al Mediolanum Forum. Il progetto è stato reso possibile grazie alla collaborazione dell’Ordine dei Medici, Chirurghi e Odontoiatri di Milano, e il coordinamento di DAO SpA, advisor del club milanese delle “scarpette rosse”. Nel corso della partita è stata inoltre consegnata la maglia uffciale della squadra alla signora Pollini, vedova del Dr. Pollini, il famoso “dr. Basket”, primario di anestesia e grande appassionato, che ha perso la vita nella lotta al virus nei mesi più bui del contagio. Un testimone ideale di tutte le vittime tra i medici e il personale sanitario, che a Milano e provincia hanno pagato un prezzo altissimo in vite umane. “Milano ha pagato un pesantissimo tributo alla pandemia sia in termini di colleghi malati che deceduti. Ben 13 decessi e circa il 13% del personale medico ammalato, una percentuale altissima se si pensa che in altri Paesi sono stati la categoria più tutelata proprio perché esposta ai rischi maggiori” ha concluso Roberto Carlo Rossi, Presidente dell’Ordine meneghino, aggiungendo: “Un ruolo fondamentale quello svolto dai medici e da tutto il personale sanitario negli ultimi mesi, celebrato grazie alla AX Armani Exchange Olimpia, che torna finalmente a giocare a porte aperte, sempre nel rispetto di tutte le normative vigenti”.

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FASCICOLO SANITARIO ELETTRONICO: NOVITÀ DAL GARANTE PRIVACY

Attivata sul sito istituzionale del Garante per la Protezione dei Dati Personali una pagina informativa interamente dedicata al Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) completa di FAQ e infografica di sintesi con le ultime novità concernenti la tutela dei dati personali.

Comunicazione FNOMCeO n.169

Allegato

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CORSI BLSD 2020/2021. VIA ALLE ISCRIZIONI

Anche quest’anno OMCeOMI propone gratuitamente ai propri iscritti un calendario di corsi Basic Life Support e Defibrillation BLSD. Il corso della durata di 5 ore avrà un rapporto 6 discenti 1 docente e rilascerà attestato di abilitazione BLSD biennale da parte di AREU (Azienda Regionale Emergenza Urgenza). Ciascuna data del calendario sottoriportato prevede due sessioni della durata di 5 ore ognuna (una al mattino: 08:00-13:00 e una al pomeriggio: 14:00-19:00) per un numero massimo di 6 partecipanti, ciò al fine di garantire un alto livello di apprendimento a tutti i discenti. Ci si potrà iscrivere ad UNA SOLA sessione.   Per iscriversi alle singole sessioni si dovrà seguire la consueta procedura impiegata per gli eventi ECM organizzati dall’Ordine: registrarsi al sito http://www.omceomi.it, effettuare il login, selezionare nel box ECM, la voce Eventi e cliccare Iscrivimi in corrispondenza della data e sessione desiderata: 8:00-13:00 oppure 14:00-19:00.

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I DPI PROTEGGONO DAVVERO? Come, quando, perché?

I DPI PROTEGGONO DAVVERO? Come, quando, perché?

La grande agitazione derivante dalla situazione di forte emergenza che la pandemia da Covid-19 ha portato nella nostra Nazione si può forse ben sintetizzare con la domanda che ognuno di noi ha sentito porsi almeno una volta in questi mesi: “Quale mascherina possiamo utilizzare per proteggerci?”

Il particolare momento che sta vivendo il mondo della Sanità Pubblica del nostro Paese impone una informazione concorde e dettagliata relativamente ai Dispositivi di Protezione Individuale atti a proteggere i lavoratori della sanità dal rischio di esposizione ad agenti biologici.

Il convegno vuole essere una guida utile per comprendere in modo chiaro e semplice che cosa sono i DPI (Dispositivi di Protezione Individuali), quando bisogna utilizzarli e quali sono i requisiti che debbono avere per essere conformi alla normativa vigente. Inoltre dà informazioni su obblighi e doveri sia del datore di lavoro, ma anche dei lavoratori.

https://register.gotowebinar.com/register/6276718667738499596

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VADEMEDICUM: MANUALE DI SOPRAVVIVENZA PER IL GIOVANE MEDICO

Nuova edizione aggiornata del manuale OMCeOMI “Vademedicum” – manuale di sopravvivenza per il (giovane) medico. La pubblicazione nasce con l’obiettivo ambizioso di essere utile principalmente ai giovani professionisti che, attraverso l’iscrizione all’Albo, si affacciano al mondo dell’attività professionale sempre più complesso dal punto di vista normativo.
Il Vademedicum è scaricabile dalla sezione “Utilità” del sito OMCeOMI.
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WEBINAR OMCEOMI – PROFESSIONE: ISTRUZIONI PER L’USO

Il Consiglio Direttivo dell‘Ordine consapevole delle tante difficoltà che i neolaureati in Medicina incontrano all’inizio della loro carriera ha organizzato il webinar dal titolo “Professione: istruzioni per l’uso” che si terrà mercoledì 15 luglio alle ore 20.00.

L’obiettivo del webinar è dare degli spunti pratici che possano essere utili all’inizio di una attività professionale che è sempre più complessa dal punto di vista normativo.

All’interno della brochure il link e le modalità di registrazione per accedere al corso.

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